
Originariamente Scritto da
Giò
Nel mio ragionamento torna tutto. Basta seguirlo e cercare di capirlo
Il tuo motore delle particelle, se è immateriale ed ha creato
ex nihilo l'atomo, è necessario che sia l'Essere stesso sussistente perché solo "ciò-che-non-può-non-essere" può dare l'essere senz'altro presupposto né materiale né immateriale. Chiaro? Sto dicendo che, per poter creare dal nulla l'atomo, è necessario che il tuo motore di particelle s'identifichi con l'Essere per essenza. Se non lo è, in quel caso sorge il problema: qualcosa di immateriale, che però non è l'Essere stesso sussistente, è un ente come tanti altri che ha l'essere per partecipazione, la cui esistenza è effetto di una causa. Ma, se il tuo motore delle particelle "è" per essenza e s'identifica, quindi, in "ciò-che-non-può-non-essere", allora ne consegue che quello che stai ipotizzando è una scopiazzatura di Dio, confermando la necessità dell'esistenza di Dio che volevi negare.
Invece ha senso eccome. Era necessario che tu esistessi? No. Potevi esistere come non esistere. Era necessario che io esistessi? Nemmeno. Era necessario che esistesse l'universo intero? Neanche. Questo è o non è un limite? Lo è. Non poter non esistere, invece, è un limite? No. Quindi l'esistenza di Dio è illimitata. Girarci attorno non ti servirà.
Non c'è nessun errore, Merovingio. So benissimo che ci sono enti il cui essere è limitato. Quindi? La cosa incredibile è che tu, dopo che ne abbiamo parlato a iosa, te ne esca dicendo che non vorrebbe dire nulla ricevere l'esistenza, anche se per centinaia di pagine non hai rivolto una sola obiezione al concetto ed anzi l'hai ammesso esplicitamente. Permittimi di dirti che è sconcertante. Così come è sconcertante che tu chieda ancora cosa s'intenda per "infinito", dopo che se n'è parlato ripetutamente e sono già state fornite tutte le spiegazioni del caso, distinguendo fra l'infinito in atto e l'infinito in potenza e chiarendo che è il primo che viene riferito a Dio quando si dice che è infinito. A questo punto mi viene da dirti: usa la funzione "Ricerca" nella discussione e riprendi i post in cui ne abbiamo già parlato.
La bontà è una proprietà trascendentale dell'essere: questa frase vuol dire che ogni ente è anche buono, a prescindere dalle sue caratteristiche particolari. E questo perché la parola "bene" esprime l'essere (qua mi riferisco all'
esse commune rerum) in quanto desiderabile o appetibile.