
Originariamente Scritto da
Placido
A tal proposito, vi faccio notare pure un'altra cosa.
Aristotele nelle opere dell'Organon introduce concetti come quello di sillogismo, ma poi in opere come ad esempio la Metafisica, in che mi misura li usa? Si possono ridurre le sue argomentazioni a sillogismo?
Non tutte le argomentazioni valide si possono ridurre ad un sillogismo aristotelico, provate con questa:
I logici moderni magari toglierebbero gli Analitici secondi o parte delle Categorie dall'Organon che è frutto di una concezione ampia della logica come struttura del pensiero che forse non era nemmeno quella di Aristotele.
In questo senso è molto interessante l'ordine della trattazione della Vanni Rovighi nei sui Elementi di filosofia, perché nel primo libro inizia con:
- la logica minor (in cui rientra anche la logica formale);
- la logica maior (che è la teoria della conoscenza);
poi nel secondo tomo, passa alla metafisica, dimostrando di accogliere perfettamente l'obiezione cartesiana su cui si basa la modernità filosofica, cioè la necessità di una teoria della conoscenza come premessa alla metafisica, ma dimostrando anche che non era affatto ignoto il problema a san Tommaso (anzi come sostiene il Kenny forse quella è la parte migliore della sua filosofia).
Questo per dire anche che la logica che si usa in metafisica (che usava anche Hegel) non può essere ridotta alla logica formale perché è soprattutto teoria della conoscenza nel suo complesso.