



Quindi, se un modello filosofico ha come fondamento o come parte fondamentale un aspetto apertamente e palesemente contraddittorio come dici, è un modello ridicolo. Non è considerato ridicolo perché negare il mutamento non ha problemi con la logica, ha problemi solo con l'analisi della realtà fattuale.
Questa frase è molto ingenua. Ci sarebbe da parlare per giorni solo su cosa significa "realtà", e non vorrei aprire altri mille rivoli.Nel confronto dialettico rigoroso, seppur con tutte le difficoltà ed i limiti del caso, può emergere ciò che è vero da ciò che non lo è, sempre che esso si svolga tenendo in debita considerazione la realtà (motivo per cui il tomismo insiste molto sulle evidenze del senso comune come punto di partenza non solo della filosofia ma di ogni scienza).
Si, su questo ha perfettamente ragione, se la tua volontà non ti fa accettare l'ovvio, non posso farci molto.Poi, a riguardo, devo dare nuovamente ragione a @Placido, quando afferma che, giunti ad un certo punto, è più che altro questione di volontà.
Straw man: mai detto che il tutto si risolva nelle formule né che non serva il linguaggio naturale. Dico solo che la filosofia non ha un metodo rigoroso per distinguere tra tesi vere e false, cosa che invece ha la fisica. Dico inoltre che per indagare certi ambiti, come il comportamento della particelle subatomiche, l'unico linguaggio rigoroso è quello della matematica, il linguaggio naturale è purtroppo ambiguo.Detto questo, a mio parere, dovresti prendere atto che l'esistente ha implicazioni e complessità tali da non poter essere serrate rigidamente ed esclusivamente nei numeri e nelle formule matematiche. Motivo per cui il linguaggio naturale è ineliminabile.
Ed io ti ho già innumerevoli volte spiegato perché ti sbagli. Non hai letto o non hai capito o, come dice Narel, non hai voluto capire ? Ai lettori l'ardua sentenza.Ho già argomentato numerose volte perché la negazione dell'universalità del pdc implica una violazione del pdnc:
Finora non ho letto confutazioni efficaci
Come ti ha già detto topquark e anche io molte volte, se tu ammetti che vi sia qualcosa, qualsiasi cosa chiamala come ti pare (infimo, massimo, plurimo, forma, sostanza, ecc..) che può determinare se il fotone X passa o non passa dal filtro, stai andando fuori da ciò che sostiene il modello quantomeccanico standard.Finora non ho letto confutazioni efficaci, ma solo accuse di ricorrere a "variabili nascoste" o di voler fare a pugni con un supposto "funzionamento della natura".
Il margine di replica c'è sempre, basta dire: non hai confutato nulla ! Il problema è che non capisci l'implicazione di quanto io e topquark ti stiamo dicendo, che è una implicazione sia fisica che epistemologica: se il modello della MQ standard è corretto, non ci può essere alcuna ragione fisica e logica che determini la "scelta" del fotone, nulla di nulla, ergo la scelta è priva di ragione, priva di causa, genuinamente stocastica.se il mio fosse effettivamente un errore, non sarebbe tanto difficile mostrare senza equivoci o margini di replica che il passaggio dall'inesistente all'esistente non sia contraddittorio qualora non abbia alcunché di esistente che lo faccia avvenire.
Tu sai "vedere" cosa significa ? significa che un fotone colpisce la tua retina, la quale invia un segnale elettrico al cervello, il quale interpreta tale segnale creando una "immagine/pensiero" nel tuo cervell. Noi non "vediamo" nulla, è il nostro cervello che interpreta segnali elettrici.Quindi noi non vediamo i fotoni passare o non passare dal filtro.
Tornando al fotone, noi vediamo se passa dal filtro perché va ad incidersi in una lastra fotosensibile e quindi lo vediamo. Quelli che il filtro ferma, li potremmo vedere se il filtro fosse composto anch'esso da lastra fotosensibile, vedremmo il fotone impresso nel filtro.
Quindi si, li vediamo.
Bene, quindi anche tu capisci che parlare dell'infimità di certi enti rispetto ad altri è tutt'altro che campato per aria, ma trova riscontro nella realtà. A meno che tu non voglia mettere sullo stesso piano il fotone e, ad esempio, un essere umano.
Non ha senso parlare di "infimità" degli enti quando questa non ha riscontro con la realtà fisica, ma è solo una invenzione della mente per trovare un fine agli infiniti "Perché".
Di energia.Di cosa è fatta l'energia?
Se sono aspetti fisici, è indagine della fisica. Ergo se postuli che qualcosa determina la "scelta" del fotone, è la fisica a dover dare risposte, e la risposta è: non c'è nulla che la determini.L'oggetto d'indagine e studio della fisica moderna è costituito dall'ente fisico e dal fenomeno in quanto misurabile. Non tocca di per sé altri aspetti, che pur ci sono.
Altro giro di parole per dire che c'è una causa, la causa non c'è, con buona pace della metafisica.La metafisica "dice" (qui mi ripeterò) che ogni ente fisico è per natura contingente e può, in forza del suo principio potenziale (la materia prima è potenza passiva), trasformarsi secondo nuove forme. Meno la forma "fissa" la materia di cui l'ente è composto, più l'ente fisico in oggetto è suscettibile di trasformazioni in quanto caratterizzato da un maggior livello di indeterminazione rispetto ad altri enti. Questo spiega perché può succedere che certi enti fisici, pur ricorrendo le stesse condizioni, possano comportarsi diversamente, nonostante l'azione che subiscono sia la medesima. Quindi, per semplificare: meno determinato è l'ente fisico-materiale nella sua composizione ilemorfica concreta, più intrinsecamente incerti saranno i suoi comportamenti.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Restano parallele. Tu hai negato che siano parallele e hai perso.
Segue che degli enti infiniti siano rette perché è la forma più semplice dopo il punto, segue che siano parallele fintanto che sono sullo stesso piano.
Concludo che gli enti infiniti non possono essere dei punti perché l’ente ha degli attributi e il punto non ne ha poiché il punto è ciò che non ha parti, quindi non ha attribuito quindi non è ente.
Arrenditi, la geometria con la sua semplicità ti ha vinto.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"




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@emv
Quindi nel giardino dell'eden, prima che i nostri antenati "mangiassero la mela" e quindi avere consapevolezza del bene e del male, gli stessi antenati non erano liberi ?
ed avere acquisito la consapevolezza e quindi la libertà, perché è un peccato ? o in altre parole, perché dio non voleva che l'uomo fosse consapevole ?
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




Adamo era consapevole già da prima dell'episodio del serpente, infatti dice al Signore, dopo la creazione della donna:
"Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa."
Quindi sapeva distinguere la donna dagli animali, aveva avvertito la solitudine di quando stava solo con gli altri viventi, apposta per quello viene lasciato solo. Quindi era già consapevole.
La prova del serpente non era per conoscere il bene e il male e ricavarne chissà quale consapevolezza ulteriore, come suggerisce il tentatore.
Ma perché bisogna sempre pensare che Dio ci inganni? Guarda che non è normale pensare questo...
Dio aveva creato la donna per Adamo mentre il serpente non aveva fatto niente per lui!
Secondo me si è trattato di un addestramento per rafforzare la razionalità, come fosse l'IA, e di conseguenza compiere scelte di bene e non di male: Adamo doveva semplicemente tornare dal Signore e chiedere spiegazione, perché Dio non aveva detto che sarebbe venuto un serpente e questi aveva detto qualcosa di diverso, quindi c'erano delle informazioni inattese. La logica avrebbe voluto che tornasse a chiedere al creatore infinitamente più meritevole di fiducia del serpente che non aveva fatto nulla. Se Adamo avesse chiesto spiegazioni a Dio sarebbe cresciuto in consapevolezza. Certamente il tentatore sarebbe tornato alla carica ma ogni volta tornando a chiedere a Dio avrebbe rafforzato quel comportamento, sarebbe diventato sempre più sapiente e alla fine il serpente non avrebbe più avuto argomenti.
Logico poi che Eva avesse meno sicurezze in quanto è Adamo che ha visto la sua creazione, Adamo quindi era più consapevole.
Questa è la morale del racconto (e del fatto che concretamente è capitato), secondo me. Non bisogna pensare che il male sia necessario alla consapevolezza ma che usando la razionalità non ci può fare assolutamente nulla.
ps: prova a pensare all'albero come "l'albero di decisione" e al serpente non come l'animale ma come "lo striciante", l'essere dai modi striscianti, anche perché etimologicamente significa questo.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
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