
Originariamente Scritto da
Aladar
Quanto sopra è facilmente dimostrabile osservando la direzione generale della storia contando il numero dei mondi umani separati coesistenti in un dato momento sul pianeta Terra. Oggi siamo abituati a pensare al pianeta nel suo complesso come un’unità singola, ma per la maggior parte della storia la Terra è stata una galassia di mondi umani isolati. Prendiamo in considerazione la Tasmania. Si è trovata tagliata fuori dal continente australiano nel 10.000 a.C. circa, quando, alla fine dell’era glaciale, il livello del mare salì. Rimasero sull’isola poche migliaia di cacciatori-raccoglitori che non ebbero contatto con altri esseri umani fino all’arrivo degli europei nel XIX secolo. Per 12.000 anni nessuno seppe che lì c’erano i tasmaniani; e questi, a loro volta, ignoravano che nel mondo esistessero anche altri umani. Ebbero le loro guerre, lotte politiche, oscillazioni sociali, evoluzioni culturali. Tuttavia, dal punto di vista degli imperatori di Cina o dei governanti della Mesopotamia, la Tasmania avrebbe potuto trovarsi anche in una luna di Giove. I tasmaniani vissero in un mondo tutto loro. Anche l’America e l’Europa restarono mondi separati per la maggior parte della loro storia. Nel 378 d.C. l’imperatore romano Valente fu sconfitto e ucciso dai Goti nella battaglia di Adrianopoli. Nello stesso anno Chak Tok Ich’aak, re di Tikal, fu sconfitto e ucciso dall’esercito di Teotihuacan. (Tikal era una importante città-stato maya, mentre Teotihuacan era allora la più grande città d’America, con quasi duecentocinquantamila abitanti – dello stesso ordine di grandezza della Roma coeva.) Non ci fu assolutamente alcuna connessione tra la sconfitta di Roma e la vittoria di Teotihuacan. Roma avrebbe potuto benissimo trovarsi su Marte e Teotihuacan su Venere. Quanti mondi umani differenti esistevano sulla Terra? Intorno al 10.000 a.C., il nostro pianeta ne contava diverse migliaia. Nel 2000 a.C. il loro numero era sceso ad alcune centinaia, al massimo a poche migliaia. Nel 1450 d.C. il loro numero era calato ancor più drasticamente. Oggi quasi tutti gli umani condividono lo stesso sistema geopolitico (l’intero pianeta è suddiviso in stati riconosciuti a livello internazionale), lo stesso sistema economico (le forze del mercato capitalista modellano persino gli angoli più sperduti del globo), lo stesso sistema legislativo (i diritti umani e la legge internazionale sono validi ovunque, almeno teoricamente) e lo stesso sistema scientifico (in Iran, Israele, Australia e Argentina gli esperti hanno esattamente le stesse basi teoriche circa la struttura dell’atomo o la cura della tubercolosi). La cultura globale non è omogenea. Proprio come un corpo contiene molti tipi diversi di organi e di cellule, così la nostra cultura globale contiene numerosi e diversi stili di vita e di persone, dagli operatori di borsa di New York ai pastori afghani. Eppure tutti costoro sono collegati strettamente e si influenzano gli uni con gli altri in una miriade di modi. Anche se continuano a discutere e a combattere, discutono usando gli stessi concetti e combattono usando le stesse armi. Un vero “scontro di civiltà” è come il proverbiale dialogo fra sordi. Nessuno riesce ad afferrare quello che l’altro sta dicendo. Oggi, quando Russia e Stati Uniti fanno volteggiare le spade l’uno contro l’altro, parlano entrambi il linguaggio degli stati nazionali, delle economie capitaliste, dei diritti internazionali e della fisica nucleare.