
Originariamente Scritto da
Giò
Di per sé "differenza biologica" o "differenza genetica" è anche quella che intercorre fra me e te, anche se entrambi condividiamo il DNA di un moderno homo sapiens. Da un certo punto di vista, è una differenza minima, da un altro punto di vista una differenza enorme...
Così come, da un certo punto di vista, è una differenza minima quella che intercorre geneticamente e biologicamente tra uno scimpanzé ed un moderno homo sapiens, ma, da un altro punto di vista, è una differenza enorme...
Questi due esempi, pur non equivalenti, fanno capire che molto dipende, ai fini del discorso, da cosa intendiamo per differenza minima, secondaria o fondamentale dal punto di vista anatomico e genetico.
E, per rientrare in ambito metafisico, quando parliamo di materia formata in modo da essere atta a ricevere la forma sostanziale intellettiva, dipende in che termini intendiamo questa "proporzione".
Ad esempio, le corde vocali di un essere umano sono certamente diverse da quelle di uno scimpanzé ma, al tempo stesso, ciò non toglie che quelle di uno scimpanzé siano molto simili alle corde vocali di un essere umano.
Perciò, è davvero assurdo ipotizzare che, ad un certo punto dell'evoluzione, ci sia stato un primate così particolarmente sviluppato da avere delle corde vocali diverse, ma al tempo stesso vicinissime, in termini di somiglianza, a quelle degli esseri umani? No.
Ora, per restare sull'esempio di cui sopra, l'eventuale infusione dell'anima intellettiva in un primate del genere avrebbe certamente comportato una trasformazione delle corde vocali del primate scelto come materia pre-esistente, ma questa trasformazione si sarebbe inevitabilmente tradotta in un passaggio da una specie biologica ad un'altra all'interno del genere homo? Io non ne vedo alcuna necessità metafisica.