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Discussione: Moneta a debito

  1. #171
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Si chiama Signoraggio infatti.

  2. #172
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio


    qui oramai siamo all'asilo infantile, un bambinetto capriccioso che s’impunta e frigna per aver ragione sul nulla

    ECB

    Reserve coefficients
    As from the maintenance period starting on 01.01.1999
    Overnight deposits, deposits with agreed maturity or period of notice up to 2 years, debt securities issued with maturity up to 2 years, money market paper 2%
    Deposits with agreed maturity or period of notice over 2 years, repos, debt securities issued with maturity over 2 years 0%

    As from the maintenance period starting on 18.01.2012
    Overnight deposits, deposits with agreed maturity or period of notice up to 2 years, debt securities issued with maturity up to 2 years, money market paper 1%
    Deposits with agreed maturity or period of notice over 2 years, repos, debt securities issued with maturity over 2 years 0% 0%

    https://www.ecb.europa.eu/mopo/imple...l/calc.en.html

    Banca di Spagna

    The reserve ratio is a percentage determined by the European Central Bank (ECB) that is applied to certain items on banks’ balance sheets to determine their minimum reserve requirements.

    In the Eurosystem, the European Central Bank (ECB) determines the reserve ratio. Until January 2012, euro area banks had to hold a minimum of 2% of certain liabilities, mainly customers’ deposits, at their national central bank. Since then, this ratio has been lowered to 1%.

    https://www.bde.es/wbe/en/areas-actu...-reservas.html

    Bundesbank

    The ECB applies a uniform positive minimum reserve ratio, which has stood at 1% since 18 January 2012, down from the 2% introduced on 1 January 1999.
    https://www.bundesbank.de/en/tasks/m...eserves-625912



    Io ho posta un esempio semplificato sperando che uno senza nessuna base come te potesse capirlo; ma la sostanza non cambia, anche se in genere la banche tengono a riserva piu dell'1% per la gestione operativa e aver margini di manovra; 1%, 5%, 10%, quello è il meccanismo di creazione della base monetaria, non quello totalmente confuso che ti sei inventato tu

    So che non serve a nulla, essendo tu a totale digiuno e mancando del basi, non rispondi dato che forse neppure capisci le domande

    Bilancio di un a banca, che deve tenere 30 a riserva e avere un RAC ratio non inferiore al 10%

    Attivo
    Cassa 130
    Passivo
    Capitale 130

    Secondo tutto il mondo, la banca al massimo può' prestare 100; secondo te, può invece prestare fino 1270 solo scrivendo un numero in un computer

    Se la banca presta 1270, per cui l'attivo cresce di 1170, il passivo va equilibrato o no?
    Se va equilibrato, da dove arrivano i soldi? Sono inventanti come l’attivo o glieli presta qualcuno?
    Chi/cosa è questo qualcuno?

    Mi sa che aspetto un pezzo
    tu continui a fare esempi stupidi sconnessi dalla realtà

    finchè metti coefficienti sbagliati di ordini di grandezza, a confondere passivi con requisiti patrimoniali, a ignorare i regolamenti BCE, e a ignorare il principio dell'espansione della base monetaria (perchè si fa e come si fa) è inutile a stare a discutere.

    come al solito accade anche in altri thread, ho dato spunti di correzione e di informazione. vedo che si continua a fare esempi stupidi e che non hanno senso.. allora lascio il thread. continua con un modello che esiste solo nella tua testa
    il miglior modo per evitare che un prigioniero possa scappare è essere sicuri che lui non sappia mai che si trovi in prigione
    -Fyodor Dostoevsky

  3. #173
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da Estack Visualizza Messaggio
    Si chiama Signoraggio infatti.

    ma basta con questa sciocchezza del signoreggio dai
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  4. #174
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    tu continui a fare esempi stupidi sconnessi dalla realtà
    io ti ho solo descritto come funziona, poi che la realtà è più complessa e dettagli diversi è ovvio; ma il concetto di come funziona non cambia e lo puoi leggere in mille altri siti

    Mi guardo bene dal perdere tempo dal postarli, con uno che vive chiuso nel suo mondo di pregiudizi e malato in maniera irreversibile della sindrome di Dunning-Kruger

    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    finchè metti coefficienti sbagliati di ordini di grandezza, a confondere passivi con requisiti patrimoniali, a ignorare i regolamenti BCE, e a ignorare il principio dell'espansione della base monetaria (perchè si fa e come si fa) è inutile a stare a discutere.
    bene..ti voglio seguire nei tuoi deliri

    Dammi tu i parametri che devo usare e ti faccio un esempio su cui discutere; parametri patrimoniali, riserva frazionaria, regolamenti e poi iniziamo a discutere su una base che tu ritieni realistica
    Mi sa che aspetto un pezzo anche qui
    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    come al solito accade anche in altri thread, ho dato spunti di correzione e di informazione. vedo che si continua a fare esempi stupidi e che non hanno senso.. allora lascio il thread. continua con un modello che esiste solo nella tua testa
    Il tuo problema è che leggi 4 paginette e pensi di aver capito tutto..manchi totalmente di umiltà
    Da qui il fatto che non rispondi mai alle domande e non porti mai link, dati e numeri che supportano i tuoi ragionamenti..solo confuse, illogiche e 100% apodittiche affermazioni

    Qui un classico...tu vuoi pontificare ma non sai nemmeno cosa sia un bilancio e la differenza tra Attivo e Passivo

    poi basterebbe solo buon senso...prestare quello che non possiedo...ma ti rendi conto che mostruosità scrivi? Il mestiere del banchiere sarebbe facilissimo
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  5. #175
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    vabò io lascio il thread, io i meccanismi di espansione della base monetaria (moneta endogena) da parte della banche commerciali sotto controllo BCE li ho descritti.
    Lascio agli utenti la facoltà di verificare se è corretto quello che ho scritto io (e ci vogliono 5 minuti a verificare, con la deep research di chat gpt5) o le magie di oliber che confonde i passivi per i requisiti patrimoniali, fa esempi di riserva frazionaria con percentuali al 10% quando i valori reali sono di un ordine di grandezza diversi, ignora i metodi di approvvigionamento della liquidità delle banche commerciali da parte della BCE, e non ha capito che ragionando come ragiona lui non ci sarebbe nessuna espansione monetaria. ma vabbè, fosse solo quello che ignora
    il miglior modo per evitare che un prigioniero possa scappare è essere sicuri che lui non sappia mai che si trovi in prigione
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  6. #176
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    la banca la massimo può' prestare quello che ha nel passivo (depositi, obbligazioni/prestiti emessi, capitale, utili non distribuiti);se io nel passivo avessi solo 100 di depositi, al massimo posso prestare 100
    ho dato in pasto questa affermazione a chat gpt5 con deep reasearch, in fondo in neretto i passaggi chiave. ovviamente anticipo che PURE chat gpt5 ti dà torto

    Verifica della Capacità di Prestito di una Banca e Creazione del Credito Bancario
    Introduzione
    Si vuole verificare l’affermazione secondo cui “una banca può prestare al massimo quanto ha nel passivo”, cioè al massimo la somma delle sue passività (depositi dei clienti, obbligazioni e altri debiti, più il capitale proprio e gli utili non distribuiti). In altri termini, questa affermazione implica che una banca potrebbe erogare prestiti solo entro i limiti dei fondi già raccolti (sotto forma di depositi o debito) e del proprio capitale. È davvero così? Nel funzionamento reale del sistema bancario moderno, la situazione è più complessa. Esamineremo come le banche creano il credito secondo la contabilità bancaria, il ruolo del meccanismo di riserva frazionaria, i vincoli posti dai regolamenti prudenziali (come gli Accordi di Basilea), e l’influenza delle banche centrali. L’analisi chiarirà il funzionamento tecnico della creazione di moneta da parte delle banche, come i prestiti vengono registrati a bilancio, e correggerà eventuali equivoci comuni con il supporto di fonti ufficiali (BCE, Banca d’Italia, BIS, Federal Reserve, ecc.) e opinioni accademiche rilevanti.
    Creazione del credito: i prestiti bancari e la moneta scritturale
    Nell’economia moderna, le banche commerciali creano moneta ogni volta che concedono un nuovo prestito. Questa moneta creata non è moneta legale emessa dalla banca centrale, ma è moneta bancaria o “moneta scritturale”, costituita dai depositi che compaiono nei conti correnti dei clienti
    ecb.europa.eu
    ecb.europa.eu
    . Ad esempio, quando una banca concede un mutuo per l’acquisto di un’auto o di una casa, essa accredita l’importo corrispondente sul conto del beneficiario: così facendo, la banca ha creato nuovo denaro sotto forma di deposito bancario
    ecb.europa.eu
    . La Banca Centrale Europea spiega chiaramente questo processo: “le banche commerciali creano moneta… quando concedono un nuovo prestito e il denaro compare sul conto del beneficiario”
    ecb.europa.eu
    . In altre parole, i prestiti bancari creano depositi – non sono i depositi preesistenti a limitare in modo rigido la capacità di prestito. Questa visione, confermata anche dalla Banca d’Inghilterra, ribalta il concetto tradizionale secondo cui la banca sarebbe un mero intermediario che presta solo i fondi raccolti dai risparmiatori: “la realtà di come la moneta è creata oggi è diversa da quella descritta in alcuni manuali… invece di ricevere depositi quando le famiglie risparmiano per poi prestarli, le banche creano depositi nel momento in cui erogano prestiti”
    kriticaeconomica.com
    . In sostanza, una banca non “aspetta” di raccogliere depositi per fare prestiti. Quando un istituto approva un finanziamento, accredita sul conto del cliente l’importo concordato; simultaneamente registra un credito (il prestito) all’attivo e un nuovo deposito (passività verso il cliente) al passivo. Questa doppia registrazione è un semplice caso di partita doppia: da un lato il prestito erogato diventa un attivo per la banca (credito verso il cliente da riscuotere), dall’altro il deposito creato è una passività della banca (denaro disponibile sul conto del cliente)
    bis.org
    . Come sottolineato in un’analisi accademica, “al momento della concessione di un prestito le banche inseriscono due voci di pari importo nello stato patrimoniale: una nell’attivo e una nel passivo... il credito verso il cliente (attività) e il deposito sul conto del cliente (passività). Le due registrazioni si compensano, permettendo alla banca di erogare prestiti senza la stretta necessità di aver prima accumulato risparmi altrui”
    kriticaeconomica.com
    . Dunque il vincolo non è dato dalla quantità di denaro già presente nei depositi: la banca può espandere il proprio bilancio creando nuovi depositi quando presta. Naturalmente, la banca dovrà poi gestire quel deposito (ad esempio il cliente può spenderlo, trasferendolo ad altre banche) ma inizialmente la creazione avviene “in casa”. Va evidenziato che questa creazione di moneta bancaria non avviene “dal nulla” in senso economico: la banca crea sì una nuova disponibilità liquida per il cliente, ma simultaneamente crea un debito di pari importo (il cliente dovrà restituire il prestito). Dunque nuovo denaro entra in circolazione, ma accompagnato da un’obbligazione equivalente. Come nota un articolo pubblicato sul portale VoxEU, la capacità delle banche di creare moneta va intesa come trasformazione di attività illiquide in liquidità: la banca trasforma la promessa di rimborso futuro del cliente (un’attività illiquida) in un deposito liquido immediatamente utilizzabile
    cepr.org
    cepr.org
    . Questo processo non può proseguire illimitatamente senza conseguenze: se una banca creasse troppi depositi senza criterio, rischierebbe rapidamente l’insolvenza o la mancanza di liquidità
    cepr.org
    cepr.org
    . In altre parole, le banche creano moneta “dal nulla” solo entro certi limiti e sotto vincoli precisi, che ora analizziamo in dettaglio.
    La riserva frazionaria: obblighi di riserva e limiti ai prestiti
    Il sistema bancario opera in regime di riserva frazionaria, il che significa che le banche sono tenute per legge a detenere una frazione dei depositi sotto forma di riserve liquide (generalmente depositi presso la banca centrale). Nell’area euro, il coefficiente di riserva obbligatoria oggi è pari all’1% delle passività soggette (principalmente depositi a breve termine)
    bancaditalia.it
    . Questo implica che per ogni 100 euro di depositi, una banca deve custodire almeno 1 euro in riserva presso la banca centrale. La riserva frazionaria costituisce un vincolo operativo: nessuna singola banca può espandere i propri depositi eccessivamente senza procurarsi le riserve richieste. Il mantenimento di riserve è uno dei limiti alla capacità delle banche di creare moneta mediante il credito
    consob.it
    . Come spiegato in un approfondimento CONSOB, “le banche trovano un limite nella propria capacità di ‘creare’ moneta attraverso i prestiti nell’obbligo di mantenere riserve liquide presso la banca centrale… proporzionate ai depositi bancari”
    consob.it
    . Tuttavia, è importante comprendere bene come agisce questo vincolo. La riserva frazionaria limita la creazione di moneta a livello di sistema bancario nel suo complesso, più che quella della singola banca in isolamento. In teoria, con un coefficiente di riserva r, il moltiplicatore dei depositi potrebbe arrivare fino a 1/r volte la base monetaria iniziale. Ad esempio, con r = 1%, il sistema bancario nel suo insieme può espandere i depositi (e i prestiti) fino a circa 100 volte la riserva iniziale
    it.wikipedia.org
    . In pratica, però, questo moltiplicatore non è automatico né pienamente utilizzato, perché dipende dal comportamento dei depositanti e delle banche: ad ogni “giro” di prestiti e spostamenti di depositi, una parte viene trattenuta in riserva e la sequenza converge a un limite finito
    it.wikipedia.org
    it.wikipedia.org
    . Inoltre, i clienti possono decidere di non depositare interamente il denaro ricevuto o le banche potrebbero non sfruttare al massimo ogni possibilità di prestito. Per la singola banca, concedere un nuovo prestito significa eventualmente dover fare i conti con le uscite di fondi: se il beneficiario spende il denaro presso altri istituti, la banca vedrà uscire riserve (versate alla banca del beneficiario finale tramite i sistemi di pagamento interbancari). Di conseguenza, ogni banca deve assicurarsi di avere (o di poter ottenere) riserve liquide sufficienti a far fronte ai pagamenti derivanti dai depositi creati. Se una banca estende troppo il credito rispetto alle riserve di cui dispone, dovrà reperire liquidità aggiuntiva, ad esempio prendendo a prestito sul mercato interbancario o dalla banca centrale. Questo aspetto spesso impedisce ad una singola banca di discostarsi troppo dalle altre nell’espansione dei prestiti: se la Banca A eroga molti nuovi prestiti e i fondi vengono trasferiti ad altri istituti, la Banca A dovrà prendere a prestito riserve dalla Banca B (che riceve i depositi trasferiti) o dalla banca centrale
    kriticaeconomica.com
    kriticaeconomica.com
    . Il meccanismo fa sì che la creazione di moneta avvenga in maniera più equilibrata a livello di sistema: una banca può certamente creare depositi propri concedendo prestiti, ma se la crescita dei suoi depositi non è coordinata con quella del sistema, dovrà compensare trasferendo riserve ad altri istituti o indebitandosi verso di essi. In definitiva, la riserva frazionaria non significa che la banca presti semplicemente i depositi esistenti – significa invece che deve mantenere una frazione di riserva e ciò “diminuisce la capacità delle banche di emettere credito” illimitatamente
    it.wikipedia.org
    .
    Requisiti di capitale e vigilanza prudenziale (Basilea)
    Oltre ai vincoli di liquidità, le banche affrontano stringenti vincoli patrimoniali. I regolamenti di vigilanza internazionale, a partire da Basilea I fino a Basilea III, richiedono che ogni banca mantenga un patrimonio di vigilanza minimo in proporzione alle attività ponderate per il rischio (cioè in proporzione ai prestiti e ad altri impieghi, pesati in base alla rischiosità). In termini semplici, esiste un rapporto minimo tra il capitale proprio della banca (capitale versato, riserve, utili trattenuti) e l’ammontare dei prestiti (ed altre attività) che può concedere. Attualmente, il requisito complessivo di Patrimonio di Base (Tier 1) e di Fondi Propri Totali impone generalmente un coefficiente minimo intorno all’8% (più vari buffer) delle attività ponderate per il rischio
    dea.univr.it
    . Ciò significa, ad esempio, che se una banca ha 100 milioni di euro di capitale regolamentare, potrà detenere attivi rischiosi (prestiti, titoli, ecc. ponderati) per un massimo di circa 1.250 milioni, in modo da rispettare un coefficiente patrimoniale dell’8%. Questo vincolo di adeguatezza patrimoniale è uno dei fattori più importanti che limitano la quantità di credito che una banca può erogare. Se la banca vuole espandere ulteriormente gli impieghi oltre tali limiti, dovrà aumentare il proprio capitale (ad esempio trattenendo utili o emettendo nuove azioni) per mantenere i coefficienti entro i requisiti di Basilea
    bis.org
    . Le normative di Basilea III introducono anche indicatori di liquidità e di stabile finanziamento (LCR – Liquidity Coverage Ratio e NSFR – Net Stable Funding Ratio) che impongono ulteriori vincoli. L’LCR richiede che la banca detenga attività liquide di alta qualità sufficienti a coprire i deflussi di cassa previsti in un periodo di stress di 30 giorni, mentre l’NSFR richiede che gli impieghi a più lungo termine siano finanziati con fonti stabili (capitale e passività a medio-lungo termine) e non solo con depositi volatili a breve. Questi requisiti fanno sì che, per prestare denaro, la banca debba anche preoccuparsi di come finanziare quel prestito in modo equilibrato. Se una banca ha già prestato quanto le è consentito dai suoi fondi propri o se non ha fonti stabili per sostenere ulteriori attivi, non potrà espandere il credito senza prima rafforzare il bilancio. In sostanza, Basilea e la vigilanza prudenziale rendono incoerente l’idea di un’espansione illimitata dei prestiti: ogni nuovo euro di prestito espone la banca a rischi (di credito, di liquidità) che devono essere coperti da adeguato capitale e gestione finanziaria. Come affermato dal presidente della Banca Nazionale Svizzera, “i requisiti di liquidità e di adeguatezza patrimoniale in vigore… vincolano le attività di prestito – e quindi anche di creazione di moneta – delle banche commerciali”
    bis.org
    . Anche la Banca d’Inghilterra osserva che, sebbene le banche creino moneta attraverso i prestiti, “non possono farlo liberamente senza limite. Le banche sono limitate da considerazioni di redditività… e la regolamentazione prudenziale funge da vincolo alle loro attività”
    bankofengland.co.uk
    . In breve, il “tetto” pratico ai prestiti non è dato dall’ammontare delle passività esistenti, ma da requisiti di capitale e altri vincoli normativi che assicurano la solidità dell’intermediario.
    Il ruolo delle banche centrali e la politica monetaria
    Un altro elemento chiave è il ruolo delle banche centrali nel sistema a riserva frazionaria. La banca centrale non solo stabilisce il coefficiente di riserva obbligatoria, ma fornisce anche le riserve e la moneta legale di cui le banche commerciali hanno bisogno. In situazioni normali, la banca centrale dell’area (es. la BCE per l’Eurozona, la Federal Reserve per gli USA) non fissa a priori la quantità di moneta in circolazione, bensì orienta la crescita di moneta attraverso l’obiettivo dei tassi di interesse
    bankofengland.co.uk
    bankofengland.co.uk
    . In pratica, la banca centrale stabilisce il tasso di interesse di riferimento: ciò influenza la domanda di credito (prestiti diventano più costosi o più economici) e quindi la propensione delle banche a creare nuovi depositi prestando denaro
    bis.org
    bis.org
    . Se la banca centrale vuole contenere l’espansione del credito e dell’offerta di moneta, tende a rialzare i tassi di interesse, rendendo il credito più costoso e raffreddando la domanda di prestiti da parte di famiglie e imprese
    bis.org
    . Viceversa, con tassi bassi e politiche accomodanti, la banca centrale incentiva il flusso di credito. Questa è la leva principale della politica monetaria oggi, più che il controllo diretto della base monetaria come si insegnava nei vecchi manuali. È importante inoltre che la banca centrale agisce come prestatore di ultima istanza per il sistema bancario. Ciò significa che se le banche commerciali nel complesso necessitano di più riserve (ad esempio perché l’economia si espande e c’è domanda di più contante o perché vi sono deflussi netti di fondi), la banca centrale può immettere liquidità aggiuntiva attraverso operazioni di rifinanziamento (prestiti alle banche) o acquistando attività finanziarie (operazioni di mercato aperto). Ad esempio, la BCE ha fornito ingenti finanziamenti alle banche durante periodi critici (LTRO, TLTRO) proprio per assicurare che avessero fondi da impiegare nell’economia
    consob.it
    . In un sistema ben funzionante, le banche commerciali possono sempre ottenere riserve aggiuntive dalla banca centrale pagando il tasso ufficiale, purché dispongano di garanzie adeguate. Questo implica che la mancanza di riserve non blocca mai aprioristicamente un prestito, perché la banca sa di poter reperire la liquidità necessaria successivamente (sul mercato interbancario o dalla stessa banca centrale). Come sintetizzato dalla Bank of England, in condizioni normali “le riserve presso la banca centrale non vengono ‘moltiplicate’ in ulteriori prestiti e depositi – le banche ottengono le riserve di cui hanno bisogno e non esiste un ammontare prefissato di moneta fissato dalla banca centrale”
    bankofengland.co.uk
    . Naturalmente, la banca centrale può influenzare l’offerta di moneta: ad esempio, in situazioni di eccesso di espansione creditizia può decidere di non accomodare ulteriormente la richiesta di riserve o di alzare i tassi rapidamente, in modo da frenare la creazione di moneta bancaria. D’altra parte, in crisi di liquidità, è pronta a fornire riserve per evitare che una scarsità di base monetaria provochi contrazione improvvisa del credito. Riassumendo, le banche centrali non impongono un limite statico “passivo = attivo” alla singola banca, ma fissano regole (riserva obbligatoria), supervisionano la stabilità (tramite la vigilanza prudenziale insieme alle autorità nazionali) e modulano costi e disponibilità della liquidità. Così, il limite alla quantità totale di prestiti si manifesta tramite il costo del denaro (tassi di interesse) e i requisiti di capitale e liquidità, più che attraverso un divieto di superare le passività esistenti. In ultima analisi, la politica monetaria agisce come freno o acceleratore finale della creazione di moneta da parte delle banche: come ha affermato la Banca d’Inghilterra, “la politica monetaria agisce come limite ultimo alla creazione di moneta”
    bankofengland.co.uk
    , assicurando che l’offerta di moneta sia coerente con la stabilità dei prezzi e la crescita sostenibile.
    Chiarimenti sui limiti di prestito: conclusione sull’affermazione iniziale
    Possiamo ora valutare la veridicità dell’affermazione iniziale alla luce di quanto esposto. Dire che “una banca può prestare al massimo quanto ha nel passivo” è fuorviante se interpretato nel senso che una banca non può prestare più denaro di quello che già possiede in fondi raccolti. In realtà, la banca crea nuovi depositi quando presta, quindi il totale delle passività cresce di pari passo con l’aumentare dell’attivo (prestiti) senza che sia necessario avere da subito quei fondi. La contabilità bancaria richiede sempre che attivo e passivo bilancino, ma questo bilancio può espandersi: dopo aver concesso un prestito, la banca avrà un passivo maggiore di prima (perché c’è un nuovo deposito a favore del cliente) e simultaneamente un attivo maggiore (il credito verso il cliente). Quindi, non esiste un tetto fisso dato dalle passività iniziali della banca che non possa essere sforato – esse aumentano contestualmente ai nuovi prestiti. È vero semmai, tautologicamente, che in ogni momento il totale dei prestiti (insieme alle altre attività) non può eccedere il totale di passività + capitale, perché questo è un principio contabile (Attivo = Passivo + Patrimonio). Ma questo non significa che le banche siano costrette a raccogliere anticipatamente un euro di deposito per ogni euro di prestito che vogliono erogare. Come abbiamo visto, nei fatti i depositi seguono i prestiti, e non viceversa
    kriticaeconomica.com
    . Nessuna banca moderna aspetta di avere liquidità in eccesso per prestarla; piuttosto, se vede un’impiego redditizio e sicuro, prima concede il credito e poi eventualmente reperisce la liquidità mancante attraverso altri canali (altri depositi in arrivo, prestiti interbancari, rifinanziamento BCE, emissione di obbligazioni, ecc.)
    kriticaeconomica.com
    kriticaeconomica.com
    . Tuttavia, l’assenza di un limite “meccanico” legato alle passività esistenti non significa che le banche possano creare credito illimitato senza conseguenze. Al contrario, i limiti esistono e sono molto stringenti, ma di natura diversa: limiti economici e regolamentari. In sintesi:
    Rischio e redditività: ogni prestito comporta il rischio di insolvenza del debitore e assorbe capitale. Le banche tendono naturalmente a moderare la concessione di credito in base alle opportunità di impiego profittevole e al rischio. Un prestito improduttivo o troppo rischioso può generare perdite invece che profitti, quindi c’è un limite di mercato e di buon senso alla convenienza di prestare all’infinito
    bis.org
    . Le banche inoltre competono tra loro: in un sistema concorrenziale, una banca che prestasse troppo aggressivamente a debitori poco affidabili finirebbe per accumulare sofferenze e perdere la fiducia del mercato.
    Requisiti patrimoniali (Basilea): come discusso, le norme di vigilanza impediscono alle banche di espandere gli impieghi oltre una certa leva finanziaria. Se una banca volesse superare quei limiti, violerebbe i coefficienti prudenziali e sarebbe soggetta a sanzioni o misure correttive da parte delle autorità di vigilanza. In pratica, queste regole assicurano che una banca possa prestare in maniera proporzionata al suo capitale: più capitale ha, più può prestare (e viceversa). Ad esempio, la Banca d’Italia (recependo Basilea) richiede un coefficiente patrimoniale minimo, e monitora costantemente gli indicatori di leva e di liquidità degli istituti per garantire stabilità al sistema.
    Liquidità e riserve: la necessità di detenere riserve obbligatorie e di far fronte ai prelievi limita l’espansione incontrollata. Se anche dal punto di vista contabile una banca potesse creare depositi “dal nulla”, deve comunque garantire ai depositanti la possibilità di convertire quei depositi in contante o trasferirli. Ciò significa che deve avere accesso sufficiente a riserve bancarie (moneta della banca centrale). In condizioni normali, l’accesso c’è, ma ha un costo: la banca centrale fornisce riserve a un tasso d’interesse. Se una banca abusasse della creazione di depositi, si troverebbe a dover chiedere rifinanziamenti ingenti, pagando interessi ed esponendosi a rischio di liquidità. Inoltre, in caso di tensioni, potrebbe subire una fuga di depositi (i clienti perdono fiducia e spostano i fondi altrove), cosa che rende immediatamente concreto il vincolo della riserva: senza riserve sufficienti (né possibilità di ottenerle tempestivamente) la banca sarebbe in grave difficoltà. Dunque la disciplina di mercato e la fiducia dei depositanti costituiscono un ulteriore freno naturale.
    Politica monetaria: come accennato, la banca centrale controlla l’espansione complessiva del credito modulando i tassi. Se la quantità di moneta (e quindi di prestiti) cresce troppo velocemente rispetto agli obiettivi macroeconomici (ad esempio generando inflazione elevata), l’autorità monetaria alzerà il costo del denaro rendendo più costoso per famiglie e imprese indebitarsi e per le banche stesse finanziarsi. Questo raffredda la domanda di nuovi prestiti e incentiva le banche a essere più selettive. Al contrario, in fasi recessive le banche centrali abbassano i tassi e adottano misure di stimolo per favorire l’offerta di credito all’economia. In questo modo, la crescita dei prestiti bancari è tenuta coerente con la stabilità monetaria e non può divergere liberamente.
    Equivoci comuni e chiarimenti finali
    Viste queste considerazioni, possiamo rettificare alcuni equivoci comuni:
    “Le banche prestano solo i depositi che hanno già” – FALSO. In realtà, i prestiti bancari creano nuovi depositi. Come riconosciuto da fonti ufficiali e accademiche, “quando una banca concede un prestito, accredita l’importo sul conto del cliente, creando così moneta”
    ecb.europa.eu
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    . I depositi dei risparmiatori non sono un “serbatoio” fisso da cui partono i prestiti, bensì una parte del risultato dell’attività di prestito nell’economia. I depositi aumentano quando le banche erogano crediti e diminuiscono quando i prestiti vengono rimborsati
    ecb.europa.eu
    . Dunque, una banca con pochi depositi iniziali può comunque fare prestiti, generando essa stessa i depositi necessari (fermo restando che dovrà poi procurarsi le riserve e i fondi stabili per sostenerli).
    “Le riserve obbligatorie determinano esattamente quanti prestiti si possono fare (moltiplicatore fisso)” – IMPRECISO. Il meccanismo textbook del moltiplicatore monetario (1/r) descrive un limite teorico alla creazione di moneta da parte dell’intero sistema bancario, dato un certo afflusso di base monetaria
    it.wikipedia.org
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    . Ma in pratica le banche non attendono passivamente riserve in eccesso per prestare; al contrario, prestano quando c’è domanda di credito solvente e poi eventualmente ottengono le riserve necessarie
    kriticaeconomica.com
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    . Come evidenziato dalla stessa Bundesbank tedesca e dalla BoE, lo schema rigido di causazione “depositi -> prestiti -> espansione fino a 1/r” è una semplificazione: nella realtà, “i prestiti creano i depositi e i depositi (se necessario) creano le riserve” in un processo endogeno
    keynesblog.com
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    . Le banche centrali accomodano la domanda di riserve per mantenere stabile il tasso di interesse, quindi il vincolo di riserva agisce più indirettamente. Il risultato è che l’offerta di moneta è principalmente trainata dalla domanda di credito nell’economia (endogena), non imposta rigidamente dall’offerta di base monetaria (esogena), pur entro i limiti di cui sopra.
    “Le banche creano denaro dal nulla, quindi possono arricchirsi senza limiti” – FALSO. È vero che le banche creano moneta scritturale tramite il credito, ma non ottengono ricchezza netta dal nulla. Ogni euro creato come deposito corrisponde a un euro di debito che la banca vanta verso un cliente, quindi un’attività che comporta rischio di credito. La banca guadagna dalla differenza di tasso (interessi attivi sul prestito meno interessi passivi e costi di gestione), ma subisce perdite se il debitore non paga. Inoltre deve rispettare i requisiti patrimoniali, altrimenti rischia l’insolvenza. Dunque non c’è un “albero dei soldi magico” illimitato
    cepr.org
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    : le banche possono creare potere d’acquisto, ma sotto vincolo di solvibilità e redditività. Come sintetizzato da due economisti della Cambridge University, “da un punto di vista economico, le banche creano moneta privata trasformando un’attività illiquida (la capacità futura di rimborso del prenditore) in una liquida (depositi bancari); altrimenti sarebbero rapidamente insolventi”
    cepr.org
    . La solvibilità (avere capitale sufficiente a coprire le perdite) e la liquidità (avere riserve pronte a soddisfare i prelievi) sono condizioni imprescindibili: se non soddisfatte, la banca fallisce. Pertanto, la libertà di creare moneta è fortemente circoscritta da questi fattori.
    “Le banche sono semplici intermediari tra risparmiatori e prenditori” – PARZIALMENTE ERRATO. La funzione di intermediazione (convogliare il risparmio verso gli investimenti) è certamente una parte del ruolo bancario, ma la descrizione è incompleta. Le banche non si limitano a riciclare il risparmio esistente, esse creano nuova capacità di spesa concedendo credito aggiuntivo
    kriticaeconomica.com
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    . In altre parole, le banche creano credito “nuovo” che alimenta investimenti e consumi, qualcosa che altri tipi di intermediari (come i fondi) non possono fare se non riallocando denaro esistente. Questa creazione di moneta bancaria da parte delle banche private costituisce oggi la maggior parte dell’offerta di moneta nelle economie moderne (oltre il 90% in molti casi)
    sbilanciamoci.info
    . È proprio per questo che le autorità (banche centrali e organismi di vigilanza) prestano tanta attenzione all’andamento del credito bancario: da esso dipende in gran parte la dinamica monetaria e finanziaria di un Paese.
    Conclusioni
    Dal nostro esame risulta che la frase “una banca può prestare al massimo quanto ha nel passivo” non riflette fedelmente la realtà operativa delle banche. In senso strettamente contabile, una banca non può avere impieghi che eccedano le sue passività più il capitale – ma ciò è un’ovvietà (il bilancio deve quadrare) e soprattutto non implica che i prestiti siano pre-limitati dalle risorse esistenti. Al contrario, i prestiti bancari possono espandere il bilancio di una banca creando nuovi depositi. I veri freni all’espansione del credito non sono i fondi già raccolti in deposito, bensì i vincoli di riserva, i requisiti di capitale e altri fattori di solidità e convenienza economica. Abbiamo visto che: le banche possono creare moneta bancaria (depositi) tramite il credito
    ecb.europa.eu
    , ma “ciò non significa che siano libere di creare quantità illimitate di denaro e credito”, come affermano fonti ufficiali
    bis.org
    bis.org
    . Esse devono rispettare regole prudenziali (Basilea impone proporzioni minime di capitale e liquidità) e operano sotto l’occhio vigile della banca centrale, che controlla il costo della liquidità e può sempre scoraggiare un eccesso di prestiti aumentando i tassi
    bis.org
    bis.org
    . In conclusione, l’affermazione iniziale è tecnicamente imprecisa se intesa come limite operativo rigido: le banche non “riciclano” soltanto il passivo esistente, ma creano nuovo attivo e passivo contestualmente quando fanno credito. La coerenza con la realtà bancaria moderna richiede di comprendere che “i prestiti creano i depositi”, nei limiti posti dalla riserva frazionaria, dalla regolamentazione di vigilanza e dall’azione delle banche centrali. Le fonti ufficiali – dalla BCE alla Banca d’Inghilterra, dalla Bundesbank alla Banca d’Italia – confermano questa visione della moneta endogena creata dal sistema bancario
    ecb.europa.eu

    kriticaeconomica.com
    . Come spesso accade, un’affermazione semplicistica può generare confusione: non è vero che una banca sia vincolata in modo semplicistico a prestare solo ciò che ha già, ma è vero che deve farlo in modo sostenibile, avendo capitale proprio sufficiente e rispettando i parametri di sicurezza. In definitiva, le banche possono creare credito oltre i fondi raccolti, ma non possono ignorare i vincoli di stabilità: quelle che li hanno ignorati in passato sono andate incontro a crisi o fallimenti. La corretta comprensione del processo – supportata dai commenti di istituzioni come la BCE che spiega che “quando un prestito viene rimborsato la moneta creata scompare”
    ecb.europa.eu
    aiuta anche a sfatare miti e interpretazioni complottistiche: la creazione di moneta bancaria è un meccanismo normale dell’economia moderna, regolato e tenuto sotto controllo per garantire che l’espansione dei prestiti sia coerente con la stabilità finanziaria e la fiducia del pubblico nel sistema monetario. Fonti: Le spiegazioni fornite trovano riscontro in pubblicazioni ufficiali della Banca Centrale Europea, della Banca d’Inghilterra e di altre banche centrali, nonché in analisi accademiche. In particolare, si vedano: ECB “Cos’è la moneta?”
    ecb.europa.eu
    ; ECB “Perché serve un euro digitale?”
    ecb.europa.eu
    ; Bank of England Quarterly Bulletin 2014 n.1 “Money creation in the modern economy”
    bankofengland.co.uk
    bankofengland.co.uk
    ; Banca d’Italia – materiali educativi sulla creazione di moneta bancaria
    consob.it
    ; BIS – discorso di T. Jordan (BNS) 2018 sulla creazione di moneta e prestiti bancari
    bis.org
    bis.org
    ; articolo “Le banche creano moneta ogni giorno” (Kritica Economica, 2019) con citazioni di Jakab & Kumhof (Bank of England)
    kriticaeconomica.com
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    ; e il column VoxEU “Banks do not create money out of thin air”
    cepr.org
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    . Queste fonti chiariscono la realtà operativa dei meccanismi di credito e sfatano concezioni errate sul ruolo delle passività bancarie nel vincolare i prestiti.
    il miglior modo per evitare che un prigioniero possa scappare è essere sicuri che lui non sappia mai che si trovi in prigione
    -Fyodor Dostoevsky

  7. #177
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    Gli Stati si finanziano a debito: emettono titoli in cambio di moneta, che viene prestata loro dalle banche. Con questo meccanismo, come fanno a ripagare il debito con gli interessi (quindi dare indietro una quantità superiore di moneta rispetto a quella ricevuta) se tutta la moneta che c'è negli Stati è a debito?
    @Tiresia @Conte Oliver @TheLastOfUs
    si chiama schema Ponzi, se lo fanno i privati finiscono in galera,se lo fanno i governanti è tutto ok, ma di fatto si tratta di un enorme giro di assegni a vuoto. Tra l' altro se vogliamo fare un paragone con le cambiali tratta si puo' notare come il trassato nella fattispecie del debito pubblico non è mai stato interpellato, non ha accettato il debito che gli viene addossato e tantomeno ha facoltà di opposizione,

  8. #178
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    ho dato in pasto questa affermazione a chat gpt5 con deep reasearch, in fondo in neretto i passaggi chiave. ovviamente anticipo che PURE chat gpt5 ti dà torto .......
    -----Verifica della Capacità di Prestito di una Banca e Creazione del Credito Bancari......
    ...... Queste fonti chiariscono la realtà operativa dei meccanismi di credito e sfatano concezioni errate sul ruolo delle passività bancarie nel vincolare i prestiti.


    Adesso capisco da dove arrivano le confuse idee che hai in testa

    1) Mi dici domanda gli hai fatto? tanto per sapere ehh

    Io gli ho fatto queste domande..prova pure te e vedi che ti dice

    a) Può una banca prestare più soldi di quelli che ha nel suo passivo di bilancio?

    Sì, ma solo in un senso particolare: una banca commerciale può concedere prestiti superiori alla liquidità che ha in cassa, ma non superiori al totale del proprio passivo (che comprende i depositi dei clienti e altre forme di raccolta).

    Ti spiego il meccanismo passo per passo:

    1. Come funziona il bilancio di una banca

    Attivo = impieghi (prestiti concessi, titoli, riserve presso la banca centrale, ecc.)

    Passivo = fonti di finanziamento (depositi dei clienti, obbligazioni emesse, capitale proprio, ecc.)

    2. Creazione di moneta bancaria
    Quando una banca concede un prestito, non consegna denaro già esistente: accredita sul conto del cliente una somma, creando così un deposito (che è una voce di passivo per la banca).

    Esempio: la banca presta 100.000 € a Mario → nel passivo nasce un deposito da 100.000 € intestato a Mario, e nell’attivo un credito verso Mario per 100.000 €.

    3. Limiti a quanto può prestare

    Vincoli di capitale (Basilea III): il capitale proprio della banca deve essere proporzionato ai rischi assunti.

    Vincoli di liquidità: deve mantenere riserve minime presso la banca centrale.

    Vincoli di mercato: se presta troppo senza fondi a copertura, rischia di non avere abbastanza liquidità quando i clienti prelevano.

    4. Risposta alla tua domanda

    Può prestare più della liquidità che ha? ✅ Sì, è normale.

    Può prestare più del totale del passivo?No, perché ogni prestito si riflette comunque in un passivo (deposito) o in un indebitamento verso altri enti. Il bilancio deve sempre quadrare: Attivo = Passivo + Capitale proprio.



    B) Ho una banca che ha 200 in cassa, riserve obbligatorie di 50, depositi 1000, obbligazioni 1000, capitale 200,Mutui 2000; quanto può' prestare al massimo?


    Ok, facciamo i conti passo passo, così non ci perdiamo nei numeri.

    1. Bilancio attuale della banca
    Attivo

    Cassa: 200

    Mutui (prestiti già fatti): 2000

    Totale attivo: 2200

    Passivo

    Depositi: 1000

    Obbligazioni emesse: 1000

    Capitale proprio (patrimonio netto): 200

    Totale passivo + capitale: 2200 ✅ (torna con l’attivo)

    2. Vincolo delle riserve obbligatorie
    Hai detto: riserve obbligatorie = 50 (presumo siano in cassa o in conto presso la banca centrale).
    Questo significa che dopo aver fatto nuovi prestiti, la banca deve tenere almeno 50 di cassa/riserve.

    Attualmente ha 200 di cassa, quindi:

    Cassa disponibile per nuovi prestiti = 200 − 50 = 150

    3. Come funziona il prestito nel bilancio
    Quando la banca presta, non “dà via” necessariamente la cassa:

    Se il prestito rimane come deposito interno, la cassa non cambia subito.

    Se il cliente trasferisce i fondi ad altre banche, la cassa/riserve scende.

    Per essere prudenti, consideriamo il caso peggiore di uscita immediata: ogni nuovo prestito richiede la disponibilità di cassa (oltre le riserve obbligatorie).

    4. Calcolo del massimo prestabile
    Se può usare 150 di cassa extra, può prestare al massimo 150 senza violare il requisito delle riserve.

    5. Altri limiti
    Oltre alla cassa, c’è anche il vincolo di adeguatezza patrimoniale (Basilea III).
    Se la banca ha capitale 200 e prestiti totali (attività ponderate per il rischio) di 2000, il rapporto CET1 è:
    CET1 ratio=10%
    CET1 ratio​=10%

    Se il requisito minimo è 8% (più eventuali buffer), può crescere fino a:
    Prestiti massimi=CapitaleRequisito=200/0.08=2500


    Poiché già ha 2000, il margine residuo è:
    2500−2000=500


    Questo significa:

    Vincolo di liquidità: massimo 150

    Vincolo di capitale: massimo 500

    Il vero limite è quello più stringente → 150.

    📌 Risposta: Con i dati che hai dato e assumendo uscita immediata di fondi, la banca può prestare al massimo 150.
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  9. #179
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    vabò io lascio il thread, io i meccanismi di espansione della base monetaria (moneta endogena) da parte della banche commerciali sotto controllo BCE li ho descritti.
    Lascio agli utenti la facoltà di verificare se è corretto quello che ho scritto io (e ci vogliono 5 minuti a verificare, con la deep research di chat gpt5) o le magie di oliber che confonde i passivi per i requisiti patrimoniali, fa esempi di riserva frazionaria con percentuali al 10% quando i valori reali sono di un ordine di grandezza diversi, ignora i metodi di approvvigionamento della liquidità delle banche commerciali da parte della BCE, e non ha capito che ragionando come ragiona lui non ci sarebbe nessuna espansione monetaria. ma vabbè, fosse solo quello che ignora
    forse ho capito da dove arriva la tua colossale topica

    Tu pensi che ogni volta una banca concede un prestito coi soldi che ha in cassa apre automaticamente un deposito; questo è vero solo se la persona che chiede il mutuo paga un costruttore/proprietario che ha il conto su quella banca, altrimenti la banca non incrementa la sua capacità di offrire prestiti, lo fa la banca su cui quei soldi sono versati e solo per una quantità' pari al versamento

    Invece tu pensi che se io vado da una qualunque banca, la stessa mi presta soldi indipendentemente se li ha raccolti o no! Ti sei mai chiesto perché se apri un mutuo ogni banca ti offre un interesse diverso, se non per il diverso costo di finanziamento?
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  10. #180
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    Predefinito Re: Moneta a debito

    mi sto divertendo con ChatGpt

    Can a bank lend more money they have as liability+equity?


    If we’re talking about a bank’s balance sheet, then:

    No — a bank cannot lend more than the total value of its liabilities + equity, because:

    Assets = Liabilities + Equity

    Loans are part of a bank’s assets. So the total value of all loans (plus other assets like reserves, securities, property) cannot exceed liabilities + equity — that’s an accounting identity.

    However, banks can make loans that are much larger than their cash reserves, because they create deposits in the process. This is the “fractional reserve banking” mechanism:

    If a bank has $10M in equity and $90M in deposits (liabilities), it has $100M total liabilities+equity, meaning $100M in assets.

    It could lend out $90M in loans (assets) while still holding $10M in reserves, and the total would still match the accounting equation.

    So:

    Accounting constraint: Assets (including loans) ≤ Liabilities + Equity.

    Practical constraint: Regulatory capital ratios, liquidity rules, and risk management, not just “how much cash they have right now,” limit lending.

    If you want, I can walk you through a numerical example of a bank “creating” more loans than it has in cash but still staying within liabilities + equity. Would you like me to?
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

 

 
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