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  1. #61
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    be sono documenti ufficiali per quanto riservati con tanto di carta intestata.....
    ah beh se c'è la carta intestata...:gluglu: con tutto ciò che offre oggi l'informatica, scanner ad ultra-definizione, photoshop e programmi vari di fotoritocco, niente possono contro gli stemmini sulla carta intestata!
    io poi ho sentito parlare di email, tra l'altro, quindi manco hanno dovuto faticare a scannerizzare i fogli...
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  2. #62
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin» - Corriere della Sera
    .
    Sul Pais le «feste selvagge» del premier
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin»
    La replica del premier: ci rido sopra. I documenti: «Regali generosi» e contratti energetici redditizi
    .
    La verità ti fa male lo sooo ...
    Documentario mai visto in Italia....nn è difficile capire perchè....

    http://video.google.it/videoplay?doc...entario&hl=en#

  3. #63
    Super Troll
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Guarda che ho avuto il piacere di leggere alcuni dei dati segretissimi di wikileaks. Niente di così trascendentale.
    Eppoi se è cosi segreta come organizzazione, perchè si conoscono tante informazioni su di essa?
    TI faccio notare che chi vuole divulgare informazioni veramente segrete di solito evita di mettersi sotto i riflettori. IN caso contrario divulga informazioni appariscenti e invitanti, ma che di segreto ormai non hanno più nulla.
    Non ci vuole un genio per arrivarci.
    A parte che la segretezza delle agenzie USA è da operetta ormai...bisogna tenere conto anche di un altro fatto: esse dispongono di archivi immensi pieni di ogni ben di dio informativo, da cui traggono le informazioni che servono loro e lasciano trapelare saltuariamente qualche segretuccio per i gonzi, sin dai tempi di Hoover....prassi antica, mezzi moderni.hefico:
    Forse ho visto troppi film... ma non so perchè... penso che se si fosse trattato di informazioni veramente segretissime, decisive... NESSUNO avrebbe mai saputo niente e questi tentativi sarebbero rimasti tali e soprattutto sconosciuti... non so se mi spiego...

  4. #64
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da Dredd83 Visualizza Messaggio
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin» - Corriere della Sera
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    Sul Pais le «feste selvagge» del premier
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin»
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    La verità ti fa male lo sooo ...
    Meno ragli, più fatti. Grazie.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  5. #65
    Super Troll
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da Dredd83 Visualizza Messaggio
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin» - Corriere della Sera
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    Sul Pais le «feste selvagge» del premier
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin»
    La replica del premier: ci rido sopra. I documenti: «Regali generosi» e contratti energetici redditizi.

    La verità ti fa male lo sooo ...
    Ma veramente sono argomenti triti e ritriti... già trattati, anche dalla magistratura mi pare.
    Amate riproporre sempre le stesse cose? Più che fare male a noi pare che siano un toccasana solo per voi queste "notizie"... ve le girate e rigirate creando un'insana, ma appagante per voi, produzione di endorfine.
    Pare quasi autoerotismo...
    Ultima modifica di acquazzurra; 30-11-10 alle 10:18

  6. #66
    Super Troll
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Le riflessioni intelligenti di chi ha senno.


    Il momento nero di Obama

    Il presidente Usa nella bufera. Denuncia contro Assange ed economia a picco. Per la Casa Bianca l'Italia sembra dover restare ferma ai tempi dei due blocchi contrapposti e della spartizione di Yalta. Ma non è più così da tempo.

    È il momento nero di Obama. Il presidente degli Stati Uniti finora non è stato molto più fortunato del suo predecessore George W. Bush. Se il primo ha avuto l’11 Settembre 2001, l’uragano Katrina e il Grande Crac finanziario del 2008, il secondo finora ha dovuto fronteggiare la marea di petrolio riversata al largo della Florida dalla piattaforma Bp, la più grande fuga di notizie della storia per mano di Wikileaks e una situazione economica fragile al punto da indurre il presidente a congelare gli stipendi pubblici per due anni. Ieri il nostro titolo d’apertura raccontava la «Fine dell’Impero Americano» e qualcuno ha pensato che il direttore de Il Tempo stesse esagerando, enfatizzando, pompando un titolo per il gusto di farlo. No, purtroppo non è così. Tutti i fatti stanno conducendo inesorabilmente verso una conclusione amara: gli Stati Uniti sono una potenza in declino. Detengono ancora il primato globale grazie agli investimenti sulla Difesa, alla fortissima ricerca tecnologica (sempre legata in qualche modo alle applicazioni militari), alla supremazia marittima e aerea indiscussa. Ma tutto questo comincia a non bastare.

    Prima il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e la fine della Guerra Fredda, poi il secondo shock dell’attacco alle Due Torri e ora il primo esempio di guerra asimmetrica digitale su larga scala, stanno mettendo in luce le fragilità del gigante, la fiamma indebolita della Statua della Libertà. Per me e quelli che amano gli Stati Uniti, questa situazione è una grande fonte di preoccupazione. Non ci sono dubbi che il Secolo Americano sia finito da un pezzo, ma ciò che colpisce è l’accelerazione che la tecnologia esponenziale e l’informazione in tempo reale hanno impresso agli eventi.

    Questa concatenazione impressionante di fatti ha un effetto immediato sulle nostre vite. Il caso Wikileaks ha aggiunto benzina all’incendio già vasto della crisi di governo, ha fatto sentire la sua eco ieri durante il vertice di Berlusconi con il colonnello Gheddafi in Libia e farà altrettanto rumore - a porte chiuse - anche nel corso del vertice con Putin. L’ho scritto tante volte: la nostra politica estera non piace agli americani, è troppo autonoma rispetto alla tradizione dell’asse Roma-Washington. Il problema è che per la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato l’Italia sembra dover restare ferma ai tempi dei due blocchi contrapposti e della spartizione di Yalta. Ma così non è più da tempo. E non basta la politica di difesa e la Nato per tenere un Paese in pugno e guidarne ogni decisione tenendolo di fatto in uno stato di sovranità limitata. Questo non è più possibile. Ma la nostra autonomia non ci slega dagli alleati. Anzi, ci mette di fronte al fatto ineludibile che la crisi americana ci colpisce in pieno. Le difficoltà di Obama, le sue scelte dettate dalla Realpolitik, il suo immaginare il mondo dominato da due grandi potenze (gli Stati Uniti e la Cina) e la presa d’atto che l’Europa è un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro, dovrebbe farci riflettere tutti.

    La Storia sta mettendo il Vecchio Continente tra i perdenti. E noi italiani siamo in mezzo a questa ondata inarrestabile. Gli americani ancora per qualche anno riusciranno a detenere il primato globale, ma la Cina è avviata a diventare la prima potenza e l’India corre a velocità impressionante. Gli americani puntano a mantenere il primato militare e quello dell’innovazione, ma ci sono segnali che indicano problemi seri su entrambi i fronti. I tagli al bilancio della Nasa sono sotto gli occhi di tutti e l’agenzia spaziale è sempre stata nella storia americana un perno della politica di potenza. L’hi-tech a stelle e strisce regge grazie ai giganti del software, alla straordinaria avventura di Google, Facebook e altri marchi che fanno parte dell’immaginario collettivo, mondi virtuali che sono più che reali. Basta solo questo per continuare ad essere la Superpotenza, il guardiano del mondo? Ho qualche dubbio. Una potenza che non fa figli, con un tasso demografico in declino e una ispanizzazione senza limiti perde la sua identità. Uno Stato mite ma deciso nella guerra che comincia ad aver paura delle perdite nei conflitti e pensa al mito delle "zero perdite" è in chiara difficoltà. L’America ha un debito altissimo, fa politiche monetarie che creano tensioni, congela gli stipendi dei pubblici dipendenti e si fa impallinare da un gruppo di hacker e funzionari infedeli come se fosse l’ultimo dei nerd in un garage della Silicon Valley. Obama, abbiamo un problema.

    Il Tempo - Il momento nero di Obama

  7. #67
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    Le riflessioni intelligenti di chi ha senno.


    Il momento nero di Obama

    Il presidente Usa nella bufera. Denuncia contro Assange ed economia a picco. Per la Casa Bianca l'Italia sembra dover restare ferma ai tempi dei due blocchi contrapposti e della spartizione di Yalta. Ma non è più così da tempo.

    È il momento nero di Obama. Il presidente degli Stati Uniti finora non è stato molto più fortunato del suo predecessore George W. Bush. Se il primo ha avuto l’11 Settembre 2001, l’uragano Katrina e il Grande Crac finanziario del 2008, il secondo finora ha dovuto fronteggiare la marea di petrolio riversata al largo della Florida dalla piattaforma Bp, la più grande fuga di notizie della storia per mano di Wikileaks e una situazione economica fragile al punto da indurre il presidente a congelare gli stipendi pubblici per due anni. Ieri il nostro titolo d’apertura raccontava la «Fine dell’Impero Americano» e qualcuno ha pensato che il direttore de Il Tempo stesse esagerando, enfatizzando, pompando un titolo per il gusto di farlo. No, purtroppo non è così. Tutti i fatti stanno conducendo inesorabilmente verso una conclusione amara: gli Stati Uniti sono una potenza in declino. Detengono ancora il primato globale grazie agli investimenti sulla Difesa, alla fortissima ricerca tecnologica (sempre legata in qualche modo alle applicazioni militari), alla supremazia marittima e aerea indiscussa. Ma tutto questo comincia a non bastare.

    Prima il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e la fine della Guerra Fredda, poi il secondo shock dell’attacco alle Due Torri e ora il primo esempio di guerra asimmetrica digitale su larga scala, stanno mettendo in luce le fragilità del gigante, la fiamma indebolita della Statua della Libertà. Per me e quelli che amano gli Stati Uniti, questa situazione è una grande fonte di preoccupazione. Non ci sono dubbi che il Secolo Americano sia finito da un pezzo, ma ciò che colpisce è l’accelerazione che la tecnologia esponenziale e l’informazione in tempo reale hanno impresso agli eventi.

    Questa concatenazione impressionante di fatti ha un effetto immediato sulle nostre vite. Il caso Wikileaks ha aggiunto benzina all’incendio già vasto della crisi di governo, ha fatto sentire la sua eco ieri durante il vertice di Berlusconi con il colonnello Gheddafi in Libia e farà altrettanto rumore - a porte chiuse - anche nel corso del vertice con Putin. L’ho scritto tante volte: la nostra politica estera non piace agli americani, è troppo autonoma rispetto alla tradizione dell’asse Roma-Washington. Il problema è che per la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato l’Italia sembra dover restare ferma ai tempi dei due blocchi contrapposti e della spartizione di Yalta. Ma così non è più da tempo. E non basta la politica di difesa e la Nato per tenere un Paese in pugno e guidarne ogni decisione tenendolo di fatto in uno stato di sovranità limitata. Questo non è più possibile. Ma la nostra autonomia non ci slega dagli alleati. Anzi, ci mette di fronte al fatto ineludibile che la crisi americana ci colpisce in pieno. Le difficoltà di Obama, le sue scelte dettate dalla Realpolitik, il suo immaginare il mondo dominato da due grandi potenze (gli Stati Uniti e la Cina) e la presa d’atto che l’Europa è un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro, dovrebbe farci riflettere tutti.

    La Storia sta mettendo il Vecchio Continente tra i perdenti. E noi italiani siamo in mezzo a questa ondata inarrestabile. Gli americani ancora per qualche anno riusciranno a detenere il primato globale, ma la Cina è avviata a diventare la prima potenza e l’India corre a velocità impressionante. Gli americani puntano a mantenere il primato militare e quello dell’innovazione, ma ci sono segnali che indicano problemi seri su entrambi i fronti. I tagli al bilancio della Nasa sono sotto gli occhi di tutti e l’agenzia spaziale è sempre stata nella storia americana un perno della politica di potenza. L’hi-tech a stelle e strisce regge grazie ai giganti del software, alla straordinaria avventura di Google, Facebook e altri marchi che fanno parte dell’immaginario collettivo, mondi virtuali che sono più che reali. Basta solo questo per continuare ad essere la Superpotenza, il guardiano del mondo? Ho qualche dubbio. Una potenza che non fa figli, con un tasso demografico in declino e una ispanizzazione senza limiti perde la sua identità. Uno Stato mite ma deciso nella guerra che comincia ad aver paura delle perdite nei conflitti e pensa al mito delle "zero perdite" è in chiara difficoltà. L’America ha un debito altissimo, fa politiche monetarie che creano tensioni, congela gli stipendi dei pubblici dipendenti e si fa impallinare da un gruppo di hacker e funzionari infedeli come se fosse l’ultimo dei nerd in un garage della Silicon Valley. Obama, abbiamo un problema.

    Il Tempo - Il momento nero di Obama

    Gli accadimenti evolvono a ritmo serrato e wikileaks sta fornendo una grossa mano a questo processo .

    I sinistri sono ancora a parlare di donnine non sapendo cosa dire.

    Poveri ..bisogna capirli non hanno idee se non quelle che mette loro in testa e in bocca Berlusconi

    Andiamo avanti ..siamo grandi discutiamo di cose serie ...lasciamo ai bambini e ai rossi la pratica che li vuole ripetitivi fino alla nausea
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  8. #68
    Bye bye & kisses
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    Sono lieto che la mia sottoscrizione possa servire a delineare questo scenario.
    Fossi in B. non direi nulla: ogni volta che apre bocca si attira i servizi segreti di mezzo mondo sulla propria testolina. Ma non perché affermi realtà sconvolgenti (il che sarebbe quasi un merito). Tutto l'opposto, perché fare il clown ai convegni e complottare con i mafiosetti russi o libici alla lunga non paga.

    Mi auguro siano clementi con gli elettori di B. almeno, perché con lui non lo saranno.
    Guarda che gli Usa non si fanno nessun problema a complottare con i mafiosetti libici o russi per il proprio tornaconto:

    La Libia cede Tamoil agli americani è il disgelo nei rapporti economici - Repubblica.it » Ricerca

    ma da chi ci prendiamo certe lezioncine?
    Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.

  9. #69
    Bye bye & kisses
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da Dredd83 Visualizza Messaggio
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin» - Corriere della Sera
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    Sul Pais le «feste selvagge» del premier
    Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin»
    La replica del premier: ci rido sopra. I documenti: «Regali generosi» e contratti energetici redditizi
    .
    La verità ti fa male lo sooo ...
    E da quando in qua i contratti energetici redditizi sarebbero una colpa?
    Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.

  10. #70
    Bye bye & kisses
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    Predefinito Rif: Quelli di Wikileaks sono sabotatori dello Stato?

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Ricapitolando : quanto scritto nei dispacci dei diplomatici americani ai loro superiori in patria, sono notizie, che almeno per quanto riguarda l'Italia sono noti a tutti coloro che hanno letto i giornali, almeno negli ultimi tre mesi...

    Stupisce il fatto che degli hacker abbiano potuto entrare così facilemnte in siti americani che dovrebbero essere protetti...

    Diversa la situazione per quanto riguarda altre zone del pianeta, come ad esempio la richiesta da parte del re arabo di iniziare una guerra ( da parte dell'America) contro l'Iran... questo sì che può veramente destabilizzare il quadro medio-orientale...

    Ci si stupisce poi del livello "basso" quasi da rotocalco rosa, delle informazioni inviate dai diplomatici americani alla loro casa madre... se questo è il livello dei loro ambasciatori, povero occidente !
    Solo chiacchiere della serva infatti, nient'altro.
    Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.

 

 
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