Ultima modifica di Illuminatus; 07-02-11 alle 16:46








Credo, intanto, si possa affermare che il campo della discussione che stiamo percorrendo rientra in un ordine di intuizione "celeste".
Non vedo per quale ragione, allora, tu voglia, così, quasi apprensivamente, cimentarti con leggi e diritti "terreni".
Hai qualcosa da dimostrare o catechizzare a questo mondo?
Ultima modifica di nomeutente; 07-02-11 alle 17:04


Il limite della tua posizione discorrente credo sia rappresentato dalla tua incapacità di riconoscere che la tale cellula umana, viva, seppur microscopica polvere organica della terra, alimentata nel grembo materno, possa autodeterminare, anche contrariamente alla volontà potenziale della madre o di chi per essa o insieme ad essa, un suo più longevo "passaggio terreno".
Ultima modifica di nomeutente; 07-02-11 alle 17:15


Sei forse tu, felicemente, capace di stabilire di chi sia la colpa della condanna a morte della cellula, animata da scelte sprovvedute e ritrovatasi in un grembo malvagio, destinata, così, ad ospitare soltanto un breve soffio di vita?
O bisogna, in quest'ottica, saper riconoscere che colui che da la vita "nel tempo dell'inizio" è anche colui che la toglie "al tempo della fine"?
Che la sua misura dei tempi non è come la nostra misura dei tempi?
Che la sua onniscienza non è chiusa in un cranio d'uomo?
Che le sue leggi non sono le nostre leggi?
Ultima modifica di nomeutente; 07-02-11 alle 17:27