

...Neanche io.
Essendo innazitutto la Scienza vera e reale subordinata all'Intellettualità, o meglio da questa diretta, si comprende come il complementarismo non basti ad inquadrare correttamente la "vicenda" proprio perché vi è, per forza di cose, un rapporto di subordinazione; come ogni scienza economica e giuridica è sottoposta alla ferrea Legge dei Principi libertari per esser realmente quel che è, ossia libera, poiché si è quel che si è solo quando non si è coartati.
E' quindi più che altro un problema riguardo a cosa intendere per scienza.
Quella odierna è troppo genericamente una mera superstizione.E' qui che non siamo d'accordo e permettimi di scrivere che questo è il nodo cruciale per poter far "vincere" la Libertà , o il libertarismo per chi ne abbia interesse.
Ciao


Cerco di spiegare che è impossibile stabilire una scienza libera ed efficiente dell'economia e della giustizia ( come il libertarismo fa ) senza Principi immutabili ossia universali ( quindi corretti per forza di cose e ciò fa comprendere come universale e verità siano nello stesso ambito ).
La scienza è necessaria sia in senso verticale per giungere a Dio(realtà interiore), nel senso che in essa si scopre la realtà esteriore, sia in senso orizzontale per l'organizzazione sana della vita per tutti e l'agevolazione di cui essa si fa promotrice.
Lasciando così l'uomo in libera scelta , secondo sua volontà e attitudine/caratteristiche.
La scienza di oggi, ossia la pseudo scienza, oltre a dire solo approssimazioni( dato che scostandosi dai principi ha zone d'ombra o proprio lacune profonde) né porta a Dio né sviluppa sanamente mezzi per l'uomo ed il suo benessere, né organizza socialmente meglio la vita tramite ciò che studia.
Abbiamo barattato il funzionante con la Libertà e se nel passato per via di degenerazioni si è ritenuto opportuno sradicare ciò che sembrava stupido(invece di rettificarlo!), oggi la stupidità non è malattia, ma è la realtà.
Ciò perché se si esagera nello sviluppo del materiale ipso facto si cade nel molteplice che come scrivo è fonte di confusioni e dispersione e quindi di schiavitù.
Il fatto che la scienza abbia lacune e zone d'ombra è inevitabile ed è un bene che sia così. I problemi nascono prorpio quando si ha l'arroganza di credere che essa possa portare a verità assolute e definitive. Ma non vedo come possa giovare sostituirle con altre verità assolute assunte semplicemente con un atto di fede e continuo a non capire quale dovrebbe essere la "vera" scienza.




Certo che è inevitabile, poiché è nella natura stessa della scienza.
Ma la scienza appunto non porta mai a verità assolute perché, se fosse quel che dovrebbe essere, si basa già su quelle Verità assolute il ché è diverso dalla fantasiosa ipotesi di giungere-raggiungere l'Assoluto che per forza di cose è oltre il campo di indagine scientifico.
Quindi semmai al sua funzione è quella di spiegare, di descrivere e di trarre vantaggio dai Principi, cosa che non fa da un bel po' di tempo.


anche questa è una bella domanda