

(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




perchè allora Gesù non permise che la donna adultera venisse giustiziata?
2267 L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 177
Ultima modifica di Haxel; 14-03-11 alle 16:48
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




NO.
La pena di morte no. Figurati poi se a una (in)giustizia malata e anomala come quella italiana lascio la libertà di ammazzare miei concittadini. Non esiste proprio guarda.
Piuttosto renderei più elastiche le leggi sulla legittima difesa, quello SI. Non esiste che oggi se uno m'aggredisce in casa mia con un coltello e io gli sparo, a passare i guai sia io!
Renderei meno vincolate le forze dell'ordine. Non esiste che un povero carabiniere circondato da centinaia di criminali rivoltosi, vedendone uno che lo sta per ammazzare con un estintore in faccia, se gli spara invece di ricevere una medaglia si perfino messo alla gogna.
Quindi maggiore rispetto per le forze dell'ordine, maggiore elasticità per la legittima difesa, tutte cose che servono SUL MOMENTO e quindi possibilmente PRIMA che un reato si compia. Ma una pena di morte, con gli errori grossolani che si fanno nei tribunali, con le vaccate che fanno spesso periti e scientifica, ASSOLUTAMENTE NO.
Difendi il Crocefisso
Croce:"Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli. L’onestà politica non è altro che la capacità politica"
Forleo:"Strapotere dei Pm, sì a carriere separate"
Falcone:"Mafia: non esistono terzi livelli di alcun genere"


Ultima modifica di TEBELARUS; 14-03-11 alle 17:56
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Non c'entra nulla con la liceità della pena di morte.
Leggiti il commento di Sant'Agostino al Vangelo di Giovanni in merito a quel passo: http://www.augustinus.it/italiano/co...omelia_033.htm
Ultima modifica di Giò; 14-03-11 alle 20:39

