Nel senso che hai ragione tu.
Ciononostante resto contrario alla pena di morte in ogni caso.
Se a qualcuno può interessare un approfondimento della questione:
http://www.cattoliciromani.com/forum...ale-24071.html


Nel senso che hai ragione tu.
Ciononostante resto contrario alla pena di morte in ogni caso.
Se a qualcuno può interessare un approfondimento della questione:
http://www.cattoliciromani.com/forum...ale-24071.html
Ultima modifica di cal451; 14-03-11 alle 23:55


era un esempio, e comunque parla sempre di redenzione non di condanna
"Ieri sei stato cattivo? oggi sii buono. Anche oggi sei caduto nel male? almeno domani cambia. Tu invece rimandi sempre e ti riprometti moltissimo dalla misericordia di Dio, come se colui che ti ha promesso il perdono in cambio del pentimento, ti avesse anche promesso una vita molto lunga. Che ne sai cosa ti porterà il domani? Giustamente dici in cuor tuo: quando mi correggerò, Dio mi perdonerà tutti i peccati. Non possiamo certo negare che Dio ha promesso il perdono a chi si corregge e si converte; è vero, puoi citarmi una profezia secondo cui Dio ha promesso il perdono a chi si corregge; non puoi, però, citarmi una profezia secondo cui Dio ti ha promesso una vita lunga."
in poche parole hai peccato e ti sei pentito? redimiti!
e comunque la pena di morte sempre seconda la Chiesa è una ultima istanza nelle parti dove ho segnato in nero
Ultima modifica di Haxel; 15-03-11 alle 13:14
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




Certo, però Cristo salva la donna dalla lapidazione non perché contrario alla pena di morte, ma perché contrario all'ipocrisia di peccatori che pretendevano di farsi giudici della moralità altrui. Infatti, giustamente Sant'Agostino insegnò: "E' giusto, però, che la legge della lapidazione venga eseguita da chi dev'essere a sua volta colpito? Ciascuno di voi esamini se stesso, rientri in se stesso, si presenti al tribunale della sua anima, si costituisca davanti alla propria coscienza, costringa se stesso alla confessione. Egli sa chi è, poiché nessun uomo conosce le cose proprie dell'uomo, fuorché lo spirito dell'uomo che è in lui (cf 1 Cor 2, 11). Ciascuno, rivolgendo in sé lo sguardo, si scopre peccatore. Proprio così. Quindi, o voi lasciate andare questa donna, o insieme con lei subite la pena della legge. Se dicesse: Non lapidate l'adultera! verrebbe accusato come ingiusto; se dicesse: Lapidatela! non si mostrerebbe mansueto. Ascoltiamo la sentenza di colui che è mansueto ed è giusto: Chi di voi è senza peccato, scagli per primo una pietra contro di lei. Questa è la voce della giustizia: Si punisca la peccatrice, ma non ad opera dei peccatori; si adempia la legge, ma non ad opera dei prevaricatori della legge. Decisamente, questa è la voce della giustizia. E quelli, colpiti da essa come da una freccia poderosa, guardandosi e trovandosi colpevoli, uno dopo l'altro, tutti si ritirarono (Gv 8, 9). Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia. E il Signore, dopo averli colpiti con la freccia della giustizia, non si fermò a vederli cadere, ma, distolto lo sguardo da essi, si rimise a scrivere in terra col dito (Gv 8, 8)".
A quest'obiezione, fatta da altri, ho già risposto.e comunque la pena di morte sempre seconda la Chiesa è una ultima istanza nelle parti dove ho segnato in nero






In questo caso , ed è uno di quelli che ho citato precedentemente ....io mi offrirei volontario per dare il colpo di grazia all'assassino puntandogli una rivoltella sulla tempia ,ed assicuro senza la benchè minima esitazione , conscio che anche il Padreterno mi darebbe la sua benedizione .
:giagia:
Ultima modifica di orpheus; 15-03-11 alle 19:45
la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi





