







Essere favorevoli alla pena di morte è certamente legittimo ed in alcuni casi persino doveroso. Tuttavia, bisogna stare molto attenti alla casistica. La pena di morte va data nei casi di delitti gravissimi.
Ultima modifica di Giò; 12-03-11 alle 18:21


Infatti non mi riferivo al "porgere l'altra guancia", quanto al ridurre il valore di una vita umana, per quanto questa vita sia di un criminale, al suo costo economico. Stando a quella logica ci sarebbe da domandarsi la ragione per cui si dovrebbe tenere in vita un uomo in coma piuttosto che quella per cui andrebbe curato ed aiutato un ragazzino down o un malato terminale.
Sempre di vite inutili ed estremamente costose parleremmo, dopotutto.
Lo dico ragionando nell'ottica di quinto. Un'ottica anche legittima, nella sua mostruosità.
Esiste, esiste. tutt'oggi, se non ricordo malissimo, esiste la pena di morte per alto tradimento, nel codice militare, quello del tempo di guerra.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".








E allora sono rimasto indietro, me ne scuso.
Ad ogni modo difficilmente oggi in Europa si usa la pena di morte. Dove è non è stata abrogata ufficialmente è caduta in disuso ed abrogata tacitamente, per fortuna. E si parla di un dato di fatto vecchio di 30 anni.
Quindi, dico, perché tornare indietro?
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Pour parler: nel medioevo la Chiesa tollerava la schiavitù e la servitù della gleba (Giò mi correggerà sicuramente, se sbaglio). Questo vorrebbe dire che è "cattolico" avere schiavi ed accettare la servitù della gleba?
Semplicemente la società si evolve e con essa i livelli di tolleranza per certi usi e costumi di tutti, ivi compreso ciò che è tollerabile o no dalle dottrine religiose.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".