

Ultima modifica di Monsieur; 12-03-11 alle 19:33
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Credo sia incoerente negarmi il diritto di scegliere quando porre fine alla mia vita, perchè sacra e inviolabile, e poi lasciarle che lo decidano altri come pena estrema.
E non sto parlando di testamento biologico.
Andando nel merito e lasciando da parte le questioni morali: la pena di morte è inutile e persino dannosa.
In generale, quando aumenta la repressione aumentano anche i reati. Nel migliore dei casi non si ottiene alcun vantaggio.
In Norvegia non è previsto nemmeno l'ergastolo, e i reati sono minimi.
Un confronto con gli USA è forse troppo semplicistico, ma tant'è...
Ma poi, volendo anche affrontare il disgustoso argomento economico: quante persone si dovrebbero ammazzare per avere un risparmio economico significativo?
Detto questo, sono d'accordo col principio della certezza della pena. Putroppo le carceri sono sovraffollate, soprattutto di ladruncoli e immigrati che non possono permettersi un buon avvocato...






per noi cattolici è giusta solo l'intepretazione dei testi cristiani fatta dalla Chiesa Cattolica.
la dottrina ha sempre previsto la possibilità della pena di morte. Anche nel catechismo corrente si afferma che la pena di morte, supposte le prove chiare e certe, ci può essere. Il catechismo dice anche che quando ci sono le condizioni per ovviare alla pena di morte, è preferibile ovviare.
insomma un cattolico può essere pro o contro, seguendo questa linea.
(art.2267 del catechismo, Catechismo della Chiesa Cattolica - Il quinto comandamento)
Ultima modifica di TEBELARUS; 12-03-11 alle 19:43
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La locuzione "Porgi l'altra guancia" pare sia presente anche nei testi cattolici. Io ho semplicemente risposto ad Ada che proponeva una visione un po', se mi permette, edulcorato-pilatesca della "massima"
Il Catechismo cattolico, in questa sua ultima versione, dice che la "pena di morte", che di fatto assume i connotati di legittima difesa, è giustificabile solo quando serve ad impedire la morte di altri, affermazione di senso comune, inequivocabilmente incompatibile con questa tua trovata.
Ultima modifica di Monsieur; 12-03-11 alle 19:52
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Consentimi una piccola osservazione -e non prenderla in senso polemico- l'Italia è il paese dei mille sprechi. Sprechiamo per i costi della politica, sprechiamo per una politica energetica discutibile (ma suppongo che su questo tema sia come cercare di parlare ragionevolmente ad un talebano sulla religione), sprechiamo nella PA. In questo caso specifico, quello dei carcerati, "sprechiamo" per il sostentamento di una vita umana.
Direi che parliamo di qualcosa di prezioso, al di là di quanti e quali reati siano stati commessi.
inoltre, onestamente, non vedo come "non sia un fatto puramente economico". Cosa sarebbe, allora?
Una osservazione morale? In quel caso il discorso fatto sopra vale a doppio. Moralmente la pena di morte altro non è che una vendetta della società. Occhio per ochhio, un principio morale (e giuridico) che si suppone sia stato superato col nuovo testamento.
Infine. Credi che una esecuzione non costi nulla? Ti consiglio di verificare, in USA so che c'è una piccola polemica sui costi di questa barbaria. Non si usa più il vecchio colpo di fucile o la ghigliottina (usanza rivoluzionaria o comunque tardo settecentesca, nata per scopi umanitari) e non lo si fa dopo pochi giorni. Comunque si passano vari anni in carcere.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".