

Ultima modifica di TEBELARUS; 13-03-11 alle 21:02
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Beh il Catechismo va letto nella sua interezza. Infatti, l'ultima frase (Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ») è praticamente tratta da E.V. di Giovanni Paolo II, però trattasi non di un insegnamento definitivo e vincolante in materia. Né potrebbe essere altrimenti per alcune semplici ragioni:
1) l'insegnamento unanime dei Santi Padri della Chiesa Cattolica (= insegnamento indefettibile) sulla pena di morte sostiene la liceità di essa, a patto che si rispetti il principio di proporzionalità, ed i Santi Dottori della Chiesa si sono espressi nel medesimo modo in base alla Divina Rivelazione;
2) gli atti del Magistero pontificio e della Chiesa sulla liceità della pena di morte sono tutti concordi con quanto detto al punto 1;
3)oggi c'è una determinata situazione, domani essa potrebbe mutare in un senso opposto, quindi non si può fondare una dottrina morale sulla mutevolezza degli eventi.
Io poi lo dico sempre ad Aurelio Augusto di non basarsi solo sul Catechismo, però la lettura corretta è questa.
Ultima modifica di Giò; 13-03-11 alle 21:05


Alla luce di quello che hai scritto posso trarre la seguente conclusione.
Sono un Cristiano Cattolico che vive in un paese dove non si vogliono usare "mezzi incruenti" per contrastare determinati reati.
Ora il Catechismo concede il ricorso alla pena di morte se "non si possono usare mezzi incruenti" e non se "non si vogliono usare mezzi incruenti".
E' troppo comodo dire che nella realtà dei fatti l'ergastolo non esiste per giustificare una legge che introduca la pena di morte.






Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Mi sbaglierò ma mi sembra che tu discuta di questa questione come se parlassi di una partita di calcio...
...e comunque se esistono mezzi incruenti alternativi il Catechismo esclude il ricorso alla pena di morte.
E la legislazione italiana può tranquillamente usare questi mezzi incruenti alternativi.


il mio era un esempio di come Gesù era venuto a portare compimento appunto alla legge, cioè aggiungere aria nuova a questa,se infatti Gesù era venuto per riaffermarla, perchè non ha lasciato che i farisei uccidessero la donna adultera? l'adulterio è punibile con la morte secondo la Thorà
per giusta condanna non significa che deve per forza uccidere, ma chi è colpevole si deve dare la possibilità di redimersi, e solo allora bisogna prendere provvedimenti
oggi molti condannati a morte non hanno la possibilità di redimersi
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio