Come ho già detto ,essendo la mente umana fallibile, il sistema giudiziario con pena capitale rischierebbe di chiudersi in se stesso, non potendo il condannato ribattere nel caso in cui sorgessero nuovi elementi di cui è il solo che potrebbe dare una spiegazione plausibile.
Al contrario la previsione del carcere quale pena massima ha il vantaggio di rendere il sistema giudiziario "aperto" e quindi automigliorantesi nei suoi modi di agire (col passare del tempo).
Potremmo impostare la questione anche dal punto di vista della crescita di un popolo che nella nostra tradizione non dovrebbe basarsi sulla paura della pena, quanto sulla comprensione del disvalore sociale dell'azione qualificata come reato (a questo fine è fondamentale la presenza di testimoni dell'esperienza penale)
Per la questione da lei esposta nell'ultimo periodo:
a) la pena di morte è proprio il risultato del sacrificio della singola persona umana per questioni di spesa pubblica (e quindi di interesse collettivo "in senso lato") se proprio la si vuol dire tutta (e credo dovrebbe costare di più mantenere un detenuto che una semplice iniezione). Parlo di interesse collettivo "in senso lato" perchè in realtà a voler contenere la spesa in questo modo si finisce per aumentarla causa la non comprensione del disvalore sociale di talune azioni.
b) per i capricci individuali di cui parli e ai quali lei assume sia sacrificato l'interesse collettivo, spero voglia intendere quelli di taluni politici, perchè purtroppo i diritti individuali oggigiorno cedono sempre all'interesse collettivo.





Rispondi Citando
