Fascista!


Fascista!


Fiat delocalizza (ancora): 6000 posti di lavoro sottratti all’Italia
La Fiat annuncia l’apertura di un nuovo stabilimento di produzione. Peccato che tale investimento non riguardi l’Italia, ma rientra nella più ampia strategia di delocalizzazione portata avanti ormai da anni dal Gruppo (torinese?).
In Italia ne hanno dato notizia solo il Corriere della Sera e La Stampa, senza peraltro entrare nel merito della scelta, discutibile, presa da Fca.
La multinazionale guidata ora dall’ad Mike Manley ha deciso di investire ben 4,5 miliardi di dollari nel lontano Stato del Michigan, per la costruzione di un nuovo stabilimento produttivo a Detroit. Le stime danno per certa la creazione di oltre 6000 posti di lavoro e Donald Trump non puo' far altro che ringraziare cinguettando su Twitter.
La scelta di Fca è perfettamente coerente con tutte le azioni intraprese nell’ultimo periodo, nonché nella più ampia strategia che il Gruppo ormai non ha vergogna di nascondere. Qualche settimana fa davamo infatti notizia di come Fca avesse in un certo senso avvertito (per non dire minacciato) il Governo italiano sulla questione dell’ecotassa. “Con ecotassa il nostro piano di investimenti in Italia va rivisto”, aveva dichiarato Mike Manley. Detto fatto. Miliardi investiti negli Stati Uniti e sottratti all’Italia.
Eppure il Gruppo non se la passa di certo male a livello finanziario, visto che nell’aprile 2018 l’utile era cresciuto del 59% e alcuni giornali, come Repubblica, parlavano addirittura di “conti da record“. Insomma, quella vecchia storia secondo cui l’azienda taglia solo nei periodi di crisi economica non è nient’altro che una bella favola per far addormentare bambini e adulti. Le aziende ottimizzano i costi e basta, a prescindere dal quadro economico circostante. Cosi, invece che investire questi utili “da record” del 2018 nell’ammodernamento della linea di produzione, magari per renderla in linea con le nuove direttive italiane ed europee in fatto di ambiente, Fca sceglie di scappare. Legittime scelte aziendali?
Difficile rispondere in maniera affermativa, quando lo stesso Gruppo ha beneficiato di notevoli aiuti da parte dello Stato italiano lungo tutto l’arco della sua storia. Non è cosi' lontano dalla realtà affermare invece che Fiat abbia ben usufruito delle agevolazioni statali, monopolizzando la produzione e l’economia di interi nuclei urbani, si veda Torino, per poi abbandonare il territorio dal giorno alla notte.
La profezia di Sapelli
Una scelta che un esperto come Giulio Sapelli non aveva tardato ad analizzare, come riportato in un suo intervento all’interno del libro di Filippo Astone “La disfatta del Nord”.
“Fiat è sempre stata una grande impresa motoristica. Ora pero' è stata ceduta alla Chrysler per mezzo di un contratto che prevede condizioni tanto più favorevoli quanto meno si produce in Italia. Da li' in poi è stato evidente che sarebbero usciti dall’Italia. Non è possibile stipulare un contratto cosi' e poi dichiarare che si vuole restare in Italia”.
Fiat (ormai acronimo di Figuratevi Io A Torino) non ha più nulla di italiano a partire dal nome, Fiat Chrysler Automobiles, passando per il suo Amministratore Delegato, Mike Manley, di cittadinanza inglese, fino alla sua strategia votata all’espansione in ogni angolo di mondo, eccetto lo stivale. 156 stabilimenti nel mondo, di cui solo 35 italiani. Di italiano alla Fiat sono rimasti ormai solo più i soldi statali.
Fiat delocalizza (ancora): 6000 posti di lavoro sottratti all'Italia - Elzeviro
Come nel 2011: vogliono fare il Governo Draghi
Il secondo golpe tecnico ai danni dell’Italia potrebbe consumarsi presto, nell’indifferenza generale. Il cartello finanziario ha già fatto partire l’Operazione Mario Draghi, identica nella modalità e nelle finalità all’operazione Mario Monti del 2011. Il cartello finanziario opera seguendo sempre lo stesso format, lo stesso copione.
La prima fase è quella della Shock Economy. Bisogna creare un evento che abbia un forte impatto sulla popolazione. Quasi sempre si tratta di inasprire le crisi economiche. Mario Monti lo disse qualche anno fa in un video ripreso da Byoblu: l’Europa ha bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. Le agenzie di rating hanno già iniziato con i declassamenti, mentre i giornali innalzano il livello di allarme avvertendo della stagflazione.
La seconda fase è il restyling dell’immagine del prescelto, che dovrà prendere in mano le redini della situazione. Lo fecero nel 2011 con Mario Monti: tutti ricorderanno le foto con la moglie e la retorica cucita sull’inseparabile loden, quasi a simboleggiare una forma di aristocratica parsimonia. In gergo si chiama Operazione Simpatia. In questi giorni, su giornali e rotocalchi, non si contano le foto scattate a Mario Draghi e alla moglie che entrano ed escono dalle chiese della capitale. Immagini familiari, immagini rassicuranti. Come nel 2011.
La terza fase è la nomina di Mario Draghi alla carica di senatore a vita da parte del Presidente della Repubblica, esattamente come fu per Mario Monti. Ancora qui, sui giornali hanno già iniziato a lanciare l’idea, giustificandolo con la famosa frase, quel “whatever it takes”, che avrebbe salvato la nostra economia dal baratro permettendo il rifinanziamento delle banche e in ultima analisi del debito.
La quarta ed ultima fase sarà il precipitare dello shock dei mercati. L’innalzamento dello spread, artificiale come fu quello del 2011, innescato dalla vendita di miliardi di euro in titoli di stato italiani da parte di Deutsche Bank, giustificherà titoli drammatici, come fu nel 2011, quando il Sole 24 Ore apri' con l’ormai tristemente famoso “Fate presto!“.
A quel punto il Governo verrà ricattato e sarà costretto alle dimissioni. Mario Draghi salirà al colle, andrà a Palazzo Chigi e firmerà tutti i vincoli e i trattati che saranno le catene permanenti che chiuderà definitivamente il popolo italiano nella gabbia dell’UE.
E' necessario scongiurare questo piano.
https://www.byoblu.com/2019/04/10/co...-DoYXUiXhEYeqo
Tutto pronto per l'avvento di Draghi. Dopo Monti l'euroinomane più impenitente
Diego Fusaro
L'operazione Draghi è partita. Foto e servizi, articoli e peana. Il sistema mediatico si sta muovendo. Si sta adoperando a pieno regime per prepararci all'avvento di Draghi. Faranno di tutto per farvelo amare, di modo che il popolo accetti cio' che hanno già deciso, senza mediazioni democratiche, ai piani alti: sarà lui, l'euroinomane più impenitente, a comandare per conto della global class cosmopolita. State pronti. E' nell'aria. Presto un analogon del governo Monti. Questa volta sarà protagonista, appunto, Mario Draghi, con il suo modo di fare proprio di chi è nato per comandare sugli altri. Il suo programma è chiarissimo. Sta tutto nelle sue parole: "gli italiani dovrebbero cedere tutta la loro sovranità politica, dopo aver già ceduto quella monetaria ed economica” (7 agosto 2014).
Tutto pronto per l'avvento di Draghi. Dopo Monti l'euroinomane più impenitente - Affaritaliani.it
Miseria e ipocrisia dell'intellettualità italiana di fronte all'arresto di Assange
Tutti difensori dei diritti umani. Ma, siccome li violano tutte le sere, privando la gente di una informazione decente, ovviamente non amano i disturbatori della quiete del Potere.
di Giulietto Chiesa.
Ieri sera ho guardato qua e là la tv. Poi ho smesso. Stamane guardo i giornali, ma ho smesso di nuovo. Per la nausea.
C'è quello che condanna Assange (giornalista, non faccio nomi, è inutile) perché "gli Stati hanno bisogno delle loro zone d'ombra" (sic).
Un altro (giornalista) lo condanna perché ha rivelato segreti di Stato.
Un terzo (giornalista) dice che "avete notato che non ha mai rivelato i segreti del Cremlino?"
C'è un piddino che lo qualifica come agente di Mosca.
C'è un'altra (scrittrice) che afferma che è un "personaggio ambiguo".
Nessuno lo "assolve", per carità! I talk show vanno avanti imperterriti con il loro susseguirsi di nani e ballerine, parlando d'altro, come se nulla fosse accaduto. Sono condotti da giornalisti, che non fanno i giornalisti ma gli addetti alle pubbliche relazioni del Potere, figuriamoci se possono assolvere Julian Assange.
Sono tutti difensori dei diritti umani. Ma, siccome loro li violano tutte le sere, privando la gente di una informazione decente, ovviamente non amano i disturbatori della quiete del Potere. C'è quella (giornalista) che arriva a dire, a mezza bocca, che Assange è stato coinvolto nell'affare Russiagate. Dimentica di dire che lo stesso inquirente Robert Mueller non ha trovato niente di niente in materia. Chi lo ha coinvolto sono stati la CIA e l'FBI, proprio coloro che Assange ha sputtanato. Lo vedi il collegamento? A nessuno viene in mente che si sta consumando sotto i loro occhi uno dei più grandi insulti al giornalismo mai visti da quando il giornalismo esiste. Che stiamo guardano una minaccia contro tutti coloro che vorranno dire la verità. Che, certo, i governi e i potenti hanno qualcosa da nascondere (che ci vuoi fare?), ma che compito dell'informazione, ineludibile, è quello di andare a scoprire i loro nascondigli e di rivelarli al pubblico, ai popoli. E che, se non lo fa, l'informazione, cessa di essere tale. Al momento non si vede nessuna mobilitazione, tutti se ne stanno bene acquattati. Vietato parlare male dell'America.
https://megachip.globalist.it/democr...ySV0eIYf9soaG0
Liberisti coi soldi altrui
Uffa, che barba, che noia. I radicali e i loro seguaci, anche strumentalizzando la scomparsa del nostro carissimo nemico Massimo Bordin, hanno ricominciato a piangere. Il chiagni e fotti è il loro sport preferito, che rende petulante e insopportabile ogni loro battaglia, anche la più nobile.
Sempre li' a lacrimare contro il “regime”, di cui fanno parte integrante da cinquant’anni. Non chiedono mai per favore: pretendono, anzi esigono, come se tutto fosse loro dovuto, dalle amnistie alle svuota-carceri ai soldi per Radio Radicale. E, quel che è bizzarro per dei soi disant “liberisti e libertari”, lo esigono dallo Stato “illiberale e partitocratico” contro cui si scagliano dalla notte dei tempi.
L’ultima loro battaglia meritoria fu il referendum (vinto, anzi stravinto e subito tradito) del 1993 per abolire il finanziamento pubblico dei partiti: noi, ingenuamente, pensavamo che comprendesse il finanziamento pubblico agli organi di partito. Invece no: Radio Radicale fa sempre eccezione. Infatti costa ai cittadini una media di 14 milioni di euro all’anno, in virtù di due diverse fonti di finanziamento: una (circa 4 milioni l’anno) dal Dipartimento editoria di Palazzo Chigi per le “fonti d’informazione di interesse generale”; l’altra (una decina di milioni l’anno) dal ministero delle Poste (ora assorbito dallo Sviluppo economico), in seguito a una convenzione stipulata da Pannella con l’allora ministro Tatarella, sotto il primo governo Berlusconi (regolarmente appoggiato da Pannella, Bonino & C.), poi sempre rinnovata dal centrosinistra (regolarmente appoggiato da Pannella, Bonino & C.).
Il refrain dei radicali è che la loro non è una radio di partito, anzi sarebbe un “servizio pubblico”. Puo' essere: ma lo stesso potrebbe sostenere una qualsiasi emittente dedita all’informazione. Tipo Sky o La7: che facciamo, diamo soldi pubblici pure a loro? Anche noi del Fatto abbiamo la presunzione di svolgere un servizio pubblico: informare senza padroni. Ma non ci sogniamo di chiedere soldi allo Stato, anzi siamo nati quando molti altri li incassavano e li abbiamo sempre rifiutati per difendere la nostra indipendenza. E seguitiamo a respingerli, diversamente da concorrenti che non esisterebbero se, con vari escamotage, non prelevassero fior di milioni dalle tasche di chi non li legge. Lo stesso ci attenderemmo dai “liberisti” radicali, che invece son tornati a piagnucolare e battere cassa sotto Palazzo Chigi col cappello in mano. Anche senza dirci “liberisti” prima e dopo i pasti, ci piace farci giudicare dalla capacità di stare sul mercato dell’informazione.
Chi ha dei lettori, o dei telespettatori, o dei radioascoltatori sopravvive; chi non ne ha chiude. Si dirà: Radio Radicale trasmette le dirette delle sedute parlamentari. Vero, è un obbligo previsto dalla convenzione con le Poste. Ma ormai ha poco senso: lo stesso servizio, in video, già lo svolge la Rai, che paga profumatamente (con i soldi del nostro canone) le riprese esterne. Allora si dice: Radio Radicale segue da decenni i principali processi giudiziari e ha accumulato un archivio unico e prezioso. Verissimo, onore al merito. Anzi, sarebbe un peccato se l’archivio andasse disperso: fossimo nei vertici Rai, lo acquisteremmo per metterlo gratuitamente a disposizione del pubblico; e creeremmo un analogo canale audio-video per proseguire anche quel servizio.
Cio' detto, come ogni emittente privata, Radio Radicale fa lavorare i giornalisti vicini al Partito radicale, non certo scelti con pubblici concorsi (come deve fare ogni “servizio pubblico”); e in questi anni non ha trasmesso solo dibattiti parlamentari, processi e rassegne stampa, ma anche interminabili comizi di Pannella, Bonino & C. contro i loro avversari politici, il cui interesse pubblico sfugge ai più. Come sfugge ai più il servizio pubblico reso dai vari Taradash.
Ora non si capisce perché mai i 5Stelle (la Lega non cambierebbe nulla nemmeno sui fondi all’editoria), dopo aver sempre promesso l’abolizione dei soldi pubblici a testate private e raccolto anche su questo il 33% dei voti, dovrebbe rimangiarsi tutto per fare un’eccezione su Radio Radicale. Né si comprende il senso degli appelli per “salvarla dalla chiusura”. Come se il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi avesse deciso di chiuderla per “spegnere una voce scomoda” (certo, come no). Radio Radicale puo' continuare le trasmissioni, in parte meritorie e in parte opinabili o detestabili (come quelle di ogni testata), finanziandosi da sé. Anziché promuovere appelli al governo per continuare a farla pagare dai cittadini, i gruppi Repubblica-Espresso e Cairo-Corriere hanno mezzi sufficienti per finanziarla e pure per comprarsela: il segnale – uno dei migliori su piazza, come Radio Maria – costa 3,7 milioni l’anno. Perché non lo pagano loro?
In Rete è molto diffuso l’autofinanziamento collettivo (crowdfunding), con cui si sostengono in tutto il mondo molte nuove realtà d’informazione indipendente. Invece degli appelli al governo, delle mobilitazioni retoriche di Federazione della stampa e intellettuali vari, degli alti lai per la libertà di stampa minacciata, dei soliti strilli della Bonino per “l’insofferenza dei gialloverdi alla libertà di espressione”, del diktat dell’Agcom (ma che diavolo c’entra?) e degli scioperi della fame, basta aprire una sottoscrizione e cominciare a raccogliere fondi. Gli ascoltatori non sono moltissimi (l’ultima rilevazione del primo semestre 2014 ne dava 275 mila al giorno, oltre il doppio di Radio Padania). Ma, se ci tengono tutti davvero, possono pagare un abbonamento annuale, come fanno tanti lettori del Fatto e di altri giornali. Tra i firmaioli ci sono editori e scrittori piuttosto facoltosi: perché non mettono mano al portafogli?
https://infosannio.wordpress.com/201...-soldi-altrui/


https://www.adnkronos.com/fatti/poli...QBq8LyEdN.html
Bella notizia.
Con un "piccolo" problemuccio da niente.
Nella squola sovietica dell'ignoranza itagliota, chi dovrebbe insegnarla?
Le inzegnandi sinisdre?
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Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


https://www.adnkronos.com/fatti/poli...blQvSnXhL.html
Da votare subito!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Donne di sinistra
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Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


Per restare sul pezzo.
Che cosa spara?
Una sega?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Si vota a Firenze: elezioni amministrative. Silenzio stampa.
Maurizio Blondet 17 Maggio 2019
Giovanna DB
Mi dirà……vabbé è una città. No, è la roccaforte del Pd.
Qui è calato lo stato maggiore, circolano tutti a dar man forte. A chi? Nardella? il tonto?
Nooo, a tenere la cassa al sicuro !
Zingaretti è venuto a dire che bisogna difendere nientemeno che ” il modello Firenze”.
Quale modello?
La città è travolta dal turismo di massa: centro storico svuotato dai residenti, è praticamente un albergo, B&B, affittacamere, panini, pizza, tavola calda, fredda, borse cinesi una dietro l’altra. 14 milioni (ufficiali) di turisti, in realtà saranno circa 20 ma non si può dire.
Il modello affittacamere sta espandendosi e dilatandosi ovunque.
Sparite le manifatture e ogni altra industria il capitale si è riversato sul turismo. La rendita di posizione è rendita alberghiera e attività connesse; chi ci guadagna comunque sono sempre i soliti signori a cui si sono aggiunti tedeschi, olandesi, emiri, immobiliaristi di ogni specie e razza.
Una piovra bulimica che si nutre del patrimonio artistico che qui si è accumulato nei monumenti pubblici e religioso museificati. Si paga ovunque, se non c’è la Messa in molte Chiese non si entra: sono dello Stato o del Comune e quindi il Padrone di casa non conta un accidente.
La curia, non fa una piega, anzi, non voglio dire di più.
Per il resto: la città non è più Firenze, si può ormai chiamare Firenzegrad : basta vedere come è stata sconciata dalle Cascine alla Fortezza da Basso a Santa Maria Novella da un treno. Da un treno?
Sì, lo chiamano tramvia.
Sconciata la città ottocentesca, parte della città “Patrimonio dell’Umanità” ( Unesco non è un ente inutile, è una entità politica a cui va bene tutto ….basta mettersi d’accordo, poi va bene tutto)e la periferia, da Novoli a Rifredi, è davvero ridotta a Firenzegrad. Si entra nella città Patrimonio attraverso lo sconcio di quartieri già nati brutti, ma ora… sono senza possibilità di redenzione. E si sono accaniti sul quartiere 5 serbatoio di voti, mettendolo sotto ai piedi e pestandolo bene.
Perché? Perché quella è la loro dimensione: l’ignoranza e l’incompetenza, l’incapacità di concepire un progetto ben fatto e rispettoso, i tecnici assunti per tessera, la megalomania dei tunnel ( diceva Renzi, non dimentichiamolo! questa è casa sua! che col cemento armato si fa tutto..), tunnel in progetto ovunque, per l’alta velocità, tunnel con curve a gomito per fare 7 km e mezzo ( costano di più ), tunnel sotto al centro storico per la tramvia, binari, cura del ferro, e giù gli alberi che danno fastidio al progetto, via tutto, via i pini, i pini anzitutto.
E questa tramvia a chi serve? al trasporto urbano? No, serve ai pendolari che non si serviranno più di RFI, ma della Tramvia. Chi la gestisce? Per 30 anni sarà gestita da RATP, società governativa francese, che si è anche pappata la gran parte del trasporto pubblico toscano.
Nardella chi è: nessuno, caro Blondet. Qui fa il fantoccio, altri, altri tirano i fili, lui è solo la controfigura, manco sa quel che firma. A volte manco sa quel che dice.
Qui comandano i grembiali,
ecco chi comanda, e uno di quelli sta al Pian de’ Giullari, quello è sempre in pista, e non da solo. Qui non si muove una foglia se le logge non sono d’accordo: trasversali e d’ogni colore e tradizione, tutti dentro e tutti a spartire. Il Partito si è infilato in quel riparo, e da quel dì. Poi ci sono i partiti che ci si sono murati, cementati, nati proprio con la calcina e la cazzuola, poi tutto il resto si è organizzato variamente con varie diciture e configurazioni. Ma fra loro si capiscono e si intrecciano.
Il livello di preparazione politica è oscillante fra il basso e l’infimo: se tenti di spiegare qualcosa scopri voragini di stupore, ahhh non immaginavo che…………….l’ignoranza di leggi che QUI si dovrebbero conoscere come l’Ave Maria……….non immaginavo che………
Con queste premesse andiamo tutti “spanti e sciorti” al gran confronto.
Le uniche mie consolazioni sono alcuni esercenti, ( “i bottegai” superstiti ) nati sotto la falce e martello che, tenendo fede ai valori dei padri, hanno il veleno agli occhi e hanno giurato sulla loro memoria che voteranno Lega ! Fratelli d’Italia ! Bene.
Io certamente continuo a distribuire speranza, anche alla mia parrucchiera.
https://primopopolodiflorentia.blogspot.it
Cordialità. Giovanna DB.
https://www.maurizioblondet.it/si-vo...lenzio-stampa/
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.



