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Discussione: Il Bar di POL

  1. #191961
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Non è mica vero che deriva dalla paura del diverso a cui si è poco abituati.
    Nei Balcani od in libano vicini cresciuti insieme al cambio del contesto macropolitico si sono ammazzati a fucilate, ma senza finire ai casi limite cose simili possono avvenire anche in realtà insospettabili.


    Occorre tempo e quantità di flussi modiche per avere qualcosa di solido in Europa, l'America è diversa perchè non comparabile, non ha il fardello della storia recente o lontana.
    Che poi la white flight di qualche anno fa non mi sembra tutto sto esempio di integrazione.
    Nei Balcani il vivere "assieme" era messo assieme a forza, con una fazione che cercava d'imporsi, quando potuto, sull' altra, il che si radica sulla paura del diverso (cristiani vs mussulmani), sopratutto sul diverso religioso/culturale.

    Gratta gratta, alla base c'e' sempre la paura del diverso, che non e' nulla di anormale, e' una normale reazione dell' essere umano, solo che teoricamente dovremmo anche essere capaci di pensare razionalmente sul diverso.
    Globalizzazione..... si grazie.

  2. #191962
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Nei Balcani il vivere "assieme" era messo assieme a forza, con una fazione che cercava d'imporsi, quando potuto, sull' altra, il che si radica sulla paura del diverso (cristiani vs mussulmani), sopratutto sul diverso religioso/culturale.

    Gratta gratta, alla base c'e' sempre la paura del diverso, che non e' nulla di anormale, e' una normale reazione dell' essere umano, solo che teoricamente dovremmo anche essere capaci di pensare razionalmente sul diverso.
    Ma chi ci dice che tra settant'anni, con flussi (disordinati) mai terminati e stock di immigrati in aumento continuo i francomagrebini ed i francofranchi non penseranno la stessa cosa ?

    Uno penserà:''Maledetti francesi, col colonialismo ci hanno privato della nostra bellissima patria e dei nostri costumi atavici''
    Mentre l'altro ''maledetti politici, hanno fatto entrare milioni di magrebini, ora la francia è una kasbah.''
    Le persone singole questi limiti li superano quasi sempre, le masse no.

    È per questo che bisognerebbe fissare dei limiti (anche dinamici), l'ideologia no-border di per sè è pura utopia, in special modo per l'Europa.

  3. #191963
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da nicolaj198vi Visualizza Messaggio
    Ma perchè, che ha 'sto periodo?!

    Io di solito prima di volare scarico sul pc una o due puntate di "indagini ad alta quota" e le guardo in volo.
    Per la gioia dei vicini di posto devo dire...
    che ha....
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  4. #191964
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Ma chi ci dice che tra settant'anni, con flussi (disordinati) mai terminati e stock di immigrati in aumento continuo i francomagrebini ed i francofranchi non penseranno la stessa cosa ?

    Uno penserà:''Maledetti francesi, col colonialismo ci hanno privato della nostra bellissima patria e dei nostri costumi atavici''
    Mentre l'altro ''maledetti politici, hanno fatto entrare milioni di magrebini, ora la francia è una kasbah.''
    Le persone singole questi limiti li superano quasi sempre, le masse no.

    È per questo che bisognerebbe fissare dei limiti (anche dinamici), l'ideologia no-border di per sè è pura utopia, in special modo per l'Europa.

    Nei Balcani quelli erano li da secoli, si contendevano il diritto "originale" di permanenza, propieta' ecc ecc dello stesso luogo, cosa molto diversa.
    Globalizzazione..... si grazie.

  5. #191965
    iperbannatiSSimo
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Nei Balcani il vivere "assieme" era messo assieme a forza, con una fazione che cercava d'imporsi, quando potuto, sull' altra, il che si radica sulla paura del diverso (cristiani vs mussulmani), sopratutto sul diverso religioso/culturale.

    Gratta gratta, alla base c'e' sempre la paura del diverso, che non e' nulla di anormale, e' una normale reazione dell' essere umano, solo che teoricamente dovremmo anche essere capaci di pensare razionalmente sul diverso.
    ...ma non c'è alcuna paura del "diverso", ti leggo con estremo interesse, ma devo comunque prendere atto che abbiamo due differenti visioni del mondo inconciliabili.... cercherò di spiegarmi meglio attingendo a piene mani da un mio vecchio post.
    La Nostra idea del mondo si è sempre incarnata nella storia e sempre si incarnerà nella storia, l'operare retto mira a questo.
    ...il radicalizzarsi della crisi, lo scivolamento dei Nostri valori sul piano inclinato del relativismo morale (investendo tutti gli ambiti del vivere), può determinare - come reazione positiva - il recupero di una dimensione archetipale, intesa come radice metafisica della storia e dello spirito d'Occidente.... dobbiamo solo deciderci a cavalcare le tigri.... non a scavalcarle, ma questo è solo un Nostro problema.
    Oggi che il sistema è nel suo apice della contaminazione delle coscienze e della corruzione dei valori che Noi reputiamo sacri, non ci resta che leggere, studiare, approfondire... insomma... non ci resta che coltivare la nostra Weltanschauung con lo scopo di perfezionarci sempre piú ad un retto agire.
    Nel mondo dell'uomo globalmente massificato e privato di ogni riferimento e di ogni radice identitaria.... dovremmo riscoprire la Tradizione Classica, greco-romano germanica, per dirla "alla Evola" o "alla Romualdi"... questa è la stella polare che - a mio giudizio - dovrebbe seguire il soldato dell'Idea.
    Occorre necessariamente applicare il precetto "Né sperare né disperare, ma perseverare"..... impiegando tutta la nostra volontà dobbiamo porre - con decisione e lucidità - le condizioni per la Nostra "controffensiva".... una controffensiva che dovrebbe essere un capolavoro di intelligenza e tanto, tanto coraggio perché per raggiungere questo scopo bisogna contenere a tutti i costi l'entropia dell'individualismo, che minaccia ogni disegno politico... e non è affatto facile.

    È ovvio che in questo "disegno" non potrà mai rientrare una società meticciata di stile americano, formata in buona parte da allogeni distanti anni luce dalla nostra civiltà e dalla nostra Tradizione e da autoctoni completamente proni ai voleri mondialisti dei potentati finanziari transnazionali, il pasticciaccio multietnico - del quale Noi non siamo certo complici - è ormai una realtà in Europa, certo... esiste ancora una speranza di cambiamento, ma il marciume si è ormai metastatizzato.... e non credo che basterà una "spallata" per far crollare questo castello di false illusioni nel quale ci troviamo imprigionati.... dobbiamo aspettare che crolli da solo e quando avverrà - domani o fra cento anni - qualcuno di Noi sarà pronto a ricostruire una civiltà, ma oggi non ci sono speranze, ricordando le parole e l'insegnamento del mio compianto amico e camerata dott. Gianantonio Valli: oggi siamo in un deserto e nel deserto non si può costruire perché mancano le condizioni per farlo.... dobbiamo solo andare avanti, portando nello zaino il nostro passato.... e quando cadremo qualcuno ci sarà a raccogliere e ad aprire lo zaino.... uomini come Noi - fedeli agli stessi Ideali, segmenti su una stessa retta - ne sono sempre nati e ne nasceranno ancora.

    Per questi motivi riteniamo banali le tue domandine su chi sia più "italiano"... se un cinese che vive a Baranzate o il figlio di immigrati italiani che vive in Brasile, per Noi una pianta deve mantenere le sue radici... spostarla significa - metaforicamente - farla morire, ogni popolo ha la sua terra, ogni terra ha il suo popolo.

    ....ma mi rendo altresì conto che per te queste sono solo banalità e cazzate, ma tanti hanno dato la vita per esse... pochissimi per la "società multirazziale"

    Vado a cena.... ho bisogno di una fiorentina da due chili annaffiata da un ottimo Amarone...... o magari un Barbaresco... vedremo.

    Sieg Heil
    Il Bar di POL
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  6. #191966
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    Predefinito Re: Il Bar di POL


    "Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)
    "Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)

  7. #191967
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Quindi se la differnziazione e' sul come si e' fisicamente, un Venero alto e biondo, non e' Italiano allo stesso medo di un Calabrese basso ed olivastro.
    Un Italo-Argentino-Americao-Brasiliano o quello che vuoi, ci cui bsinonni emirarono dalla Calabrai, Abruzzi o Veneto, ma che in Italia ci ha messo piede un settimana in vacanza, sarebbe piu' Italiano di un Cinese di Prat che e' nato e cresciuto in Italia?

    Con quale dei due (richiedo nuovamente) avresti piu' punti, nonostante la forma degli occhi?

    Gira che ti rigira, arrivi ad unb punto nel quale la tua posizione E' contradittoria.




    Certo, ma MOLTO meno di quello che pensi tu.
    Ed il mio quartiere non e' che sia abitato fda alieni e non e' che sia situato in un altro mondo, anche il mio quartiere E' USA, ma stranamente il tuo metro di giudizio sarebbero solo gli altri?
    In pratica il tuo ragionamento si basa sull' ESCLUSIONE di cio' che non rientra nell ipotesi che ti sei fatto.
    Continui a parlare di Veneti e Calabresi come di due razze distinte. Non è vero, fanno parte dello stesso gruppo etnico, e condividono una storia comune di millenni come abitanti della stessa penisola. I Veneti alti, biondi e con gli occhi azzurri abitano forse in Scandinavia. A parte che ho già risposto alla tua domanda, in ogni caso dovresti ragionare non col singolo ma con masse di persone. Le masse di arabi di Bruxelles hanno più cose in comune con gli arabi di Tunisi o Il Cairo o con i Belgi?

    Mi spiegheresti perchè la mia posizione è contraddittorio. Ancora non ho capito cosa ci sia di contraddittorio nel mio discorso.

    -Molto meno di ciò che penso, tanto che ancora girano divisi in quartieri a maggioranza etnica, e fanno battaglie comuni su base etnica. Questa realtà cozza inevitabilmente con tutta la tua filosofia. Perchè i neri d'america si sentono più vicini ad altri neri d'america, e i bianchi e gli ispanici idem?

  8. #191968
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    ...ma non c'è alcuna paura del "diverso", ti leggo con estremo interesse, ma devo comunque prendere atto che abbiamo due differenti visioni del mondo inconciliabili.... cercherò di spiegarmi meglio attingendo a piene mani da un mio vecchio post.
    La Nostra idea del mondo si è sempre incarnata nella storia e sempre si incarnerà nella storia, l'operare retto mira a questo.
    ...il radicalizzarsi della crisi, lo scivolamento dei Nostri valori sul piano inclinato del relativismo morale (investendo tutti gli ambiti del vivere), può determinare - come reazione positiva - il recupero di una dimensione archetipale, intesa come radice metafisica della storia e dello spirito d'Occidente.... dobbiamo solo deciderci a cavalcare le tigri.... non a scavalcarle, ma questo è solo un Nostro problema.
    Oggi che il sistema è nel suo apice della contaminazione delle coscienze e della corruzione dei valori che Noi reputiamo sacri, non ci resta che leggere, studiare, approfondire... insomma... non ci resta che coltivare la nostra Weltanschauung con lo scopo di perfezionarci sempre piú ad un retto agire.
    Nel mondo dell'uomo globalmente massificato e privato di ogni riferimento e di ogni radice identitaria.... dovremmo riscoprire la Tradizione Classica, greco-romano germanica, per dirla "alla Evola" o "alla Romualdi"... questa è la stella polare che - a mio giudizio - dovrebbe seguire il soldato dell'Idea.
    Occorre necessariamente applicare il precetto "Né sperare né disperare, ma perseverare"..... impiegando tutta la nostra volontà dobbiamo porre - con decisione e lucidità - le condizioni per la Nostra "controffensiva".... una controffensiva che dovrebbe essere un capolavoro di intelligenza e tanto, tanto coraggio perché per raggiungere questo scopo bisogna contenere a tutti i costi l'entropia dell'individualismo, che minaccia ogni disegno politico... e non è affatto facile.

    È ovvio che in questo "disegno" non potrà mai rientrare una società meticciata di stile americano, formata in buona parte da allogeni distanti anni luce dalla nostra civiltà e dalla nostra Tradizione e da autoctoni completamente proni ai voleri mondialisti dei potentati finanziari transnazionali, il pasticciaccio multietnico - del quale Noi non siamo certo complici - è ormai una realtà in Europa, certo... esiste ancora una speranza di cambiamento, ma il marciume si è ormai metastatizzato.... e non credo che basterà una "spallata" per far crollare questo castello di false illusioni nel quale ci troviamo imprigionati.... dobbiamo aspettare che crolli da solo e quando avverrà - domani o fra cento anni - qualcuno di Noi sarà pronto a ricostruire una civiltà, ma oggi non ci sono speranze, ricordando le parole e l'insegnamento del mio compianto amico e camerata dott. Gianantonio Valli: oggi siamo in un deserto e nel deserto non si può costruire perché mancano le condizioni per farlo.... dobbiamo solo andare avanti, portando nello zaino il nostro passato.... e quando cadremo qualcuno ci sarà a raccogliere e ad aprire lo zaino.... uomini come Noi - fedeli agli stessi Ideali, segmenti su una stessa retta - ne sono sempre nati e ne nasceranno ancora.

    Per questi motivi riteniamo banali le tue domandine su chi sia più "italiano"... se un cinese che vive a Baranzate o il figlio di immigrati italiani che vive in Brasile, per Noi una pianta deve mantenere le sue radici... spostarla significa - metaforicamente - farla morire, ogni popolo ha la sua terra, ogni terra ha il suo popolo.

    ....ma mi rendo altresì conto che per te queste sono solo banalità e cazzate, ma tanti hanno dato la vita per esse... pochissimi per la "società multirazziale"

    Vado a cena.... ho bisogno di una fiorentina da due chili annaffiata da un ottimo Amarone...... o magari un Barbaresco... vedremo.

    Sieg Heil
    Il Bar di POL
    Gratta gratta.. e' soli paura del diverso... un pensiero molto retorico, che cerca di abbellire una semplice paura del diverso.
    Il far finta che l' essere "popolo" sia qualcosa che venga trasmesso nel "sangue" (ergo DNA), e' appunto un "formato" retorico , poetico, ideologico, ma che nei fatti, NON dice assolutamente nulla, in quanto nei fatti, ogniuno di noi E', in base a dove e' cresciuto.

    Tu sei quello che sei, per dove sei nato e cresaciuto, chi hai frequentato e le esperienze che hai avuto, se i tuoi stessi gentiroi t'avessero concepito, fatto nascere e cresciuto in Nepal, NON saresti il tu di oggi, saresti geneticamente ("sangue") la stessa persona, ma NON saresti "tu".

    Quindi il ritenere "banali" le mie domande, e' appunto basato su un punto ideologico, ma NON reale, e come fattoti notare prima, la realta' ha un brutto vizio, se ne infischia delle ideologie.
    Globalizzazione..... si grazie.

  9. #191969
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Mah vermaente non hai risposto a parecchie dpomande, hai "risposto" con sviamenti, esempio, ancora non mi hai risposto a questa domanda che ho fatto varie volte:

    "Un Italo-Argentino-Americao-Brasiliano o quello che vuoi, ci cui bsinonni emirarono dalla Calabrai, Abruzzi o Veneto, ma che in Italia ci ha messo piede un settimana in vacanza, sarebbe piu' Italiano di un Cinese di Prat che e' nato e cresciuto in Italia?

    Con quale dei due (richiedo nuovamente) avresti piu' punti, nonostante la forma degli occhi?
    "

    Per la tua domanda, no, non sarebbe lo stesso.. ma nel contesto della ns discussione e' IRRILEVANTE, non si stava parlando di quello... ma, NUOVAMENTE, come gia' fattoti notare:

    "non si sta parlando di sostizione lampo di uno ad uno... ma ad ora si stava parlando di come si sentano e/o cosa siano, le seconde/terze ecc ecc generazioni."

    Ovvero, nuovamente, stai ora cercando di cambiare approccio al discorso, sviarlo su altro.
    Alla nostra discussione sto rispondendo punto su punto e continuamente in un altro post separato. Mi spiegheresti ora perchè non è la stessa cosa sostituire italiani con esseri umani provenienti da altre zone della terra?

  10. #191970
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Gratta gratta.. e' soli paura del diverso... un pensiero molto retorico, che cerca di abbellire una semplice paura del diverso.
    Il far finta che l' essere "popolo" sia qualcosa che venga trasmesso nel "sangue" (ergo DNA), e' appunto un "formato" retorico , poetico, ideologico, ma che nei fatti, NON dice assolutamente nulla, in quanto nei fatti, ogniuno di noi E', in base a dove e' cresciuto.

    Tu sei quello che sei, per dove sei nato e cresaciuto, chi hai frequentato e le esperienze che hai avuto, se i tuoi stessi gentiroi t'avessero concepito, fatto nascere e cresciuto in Nepal, NON saresti il tu di oggi, saresti geneticamente ("sangue") la stessa persona, ma NON saresti "tu".

    Quindi il ritenere "banali" le mie domande, e' appunto basato su un punto ideologico, ma NON reale, e come fattoti notare prima, la realta' ha un brutto vizio, se ne infischia delle ideologie.
    Tu parli di paura del diverso. Ma questo non è nient'altro che un meccanismo innato nell'essere umano, che tende a far gruppo con altri uomini dalle caratteristiche affini. E lo dimostra appunto il fatto che in varie realtà multirazziali le varie etnie tendono ad avvicinarsi e a formare quartieri a maggioranza di questa o quella etnia. E' da sempre così. Abbattere questo tipo di percezione significa combattere contro l'umanità stessa, in un progetto artificioso.

 

 
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