[color=dark blue]Valle del Conca: normativa dedicata agli scarti di legno
Ma Fossombrone ignora il problema
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Da circa un mese, in sei comuni della Valle del Conca è entrata in vigore una normativa che vieta di bruciare scarti di legno di lavorazione industriale (truciolare, md e pallet ) che possono venire utilizzati sia per il riscaldamento interno ad acqua di fabbriche, che di ambienti domestici. Il riscaldamento interno ad acqua ha questo funzionamento: all'interno dello stabilimento industriale vi è una caldaia nella quale vengono introdotti per poi essere bruciati questi scarti di legno composti spesso anche da semplice segatura. Finché la temperatura all'interno della caldaia non riesce a raggiungere all'incirca i molti gradi, fuoriesce dal suo camino una enorme nube nera di fumo che si disperde nell'aria, facendo poi ricadere il suo composto formato da piccole scorie nere (fuliggine) nelle zone limitrofe. Questo tipo di riscaldamento viene tuttora usato nella Zona industriale di San Martino del Piano, ed in riferimento a questo, in passato ci sono stati vari esposti da parte di alcuni cittadini fossempronesi, che abitano nella zona interessata. Come è noto il truciolare, i pallet e gli md, sono legni che vengono lavorati con acidi e colle specifiche e di conseguenza hanno un alto tasso inquinante. Il problema è questo: ci si chiede per quale motivo il comune di Fossombrone non abbia preso in considerazione o valutato in modo approfondito questo tipo di problema, dato che altri comuni hanno già preso delle decisioni nette e precise in merito. Il divieto di questo determinato tipo di riscaldamento non deve essere valutato come una penalizzazione che viene fatta a determinati stabilimenti industriali, ma bensì come una decisione presa per un bene collettivo.
Attualmente chi vuole vivere in un mondo più pulito si adopera affinché questo si verifichi realmente e spesso iniziare anche da piccole realtà locali è un enorme passo in avanti.
Luzi Lucia segretario PRI Fossombrone




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