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  1. #141
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    [color=dark blue]Valle del Conca: normativa dedicata agli scarti di legno

    Ma Fossombrone ignora il problema
    [/color]
    Da circa un mese, in sei comuni della Valle del Conca è entrata in vigore una normativa che vieta di bruciare scarti di legno di lavorazione industriale (truciolare, md e pallet ) che possono venire utilizzati sia per il riscaldamento interno ad acqua di fabbriche, che di ambienti domestici. Il riscaldamento interno ad acqua ha questo funzionamento: all'interno dello stabilimento industriale vi è una caldaia nella quale vengono introdotti per poi essere bruciati questi scarti di legno composti spesso anche da semplice segatura. Finché la temperatura all'interno della caldaia non riesce a raggiungere all'incirca i molti gradi, fuoriesce dal suo camino una enorme nube nera di fumo che si disperde nell'aria, facendo poi ricadere il suo composto formato da piccole scorie nere (fuliggine) nelle zone limitrofe. Questo tipo di riscaldamento viene tuttora usato nella Zona industriale di San Martino del Piano, ed in riferimento a questo, in passato ci sono stati vari esposti da parte di alcuni cittadini fossempronesi, che abitano nella zona interessata. Come è noto il truciolare, i pallet e gli md, sono legni che vengono lavorati con acidi e colle specifiche e di conseguenza hanno un alto tasso inquinante. Il problema è questo: ci si chiede per quale motivo il comune di Fossombrone non abbia preso in considerazione o valutato in modo approfondito questo tipo di problema, dato che altri comuni hanno già preso delle decisioni nette e precise in merito. Il divieto di questo determinato tipo di riscaldamento non deve essere valutato come una penalizzazione che viene fatta a determinati stabilimenti industriali, ma bensì come una decisione presa per un bene collettivo.

    Attualmente chi vuole vivere in un mondo più pulito si adopera affinché questo si verifichi realmente e spesso iniziare anche da piccole realtà locali è un enorme passo in avanti.

    Luzi Lucia segretario PRI Fossombrone

  2. #142
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    Marche: un Patto democratico alle elezioni regionali/Riunire le tradizioni repubblicane, liberaldemocratiche e quelle socialiste

    Novità positiva nel dibattito politico

    Il Patto democratico per le Marche vuole rappresentare, alle prossime elezioni regionali, il terzo polo espressione delle tradizioni repubblicane, liberaldemocratiche, laiche e socialiste che, in questi ultimi tempi hanno difficoltà ad essere visibili a livello istituzionale.

    Personalmente, e come ascolano, continuo sulla vecchia linea del circolo laico-socialista (esperienza che condivisi con il compianto Bruno Di Odoardo) e, soprattutto, sulla linea delle ultime elezioni provinciali in cui sono stato candidato presidente in rappresentanza del Partito Repubblicano Italiano, in autonomia politica rispetto al centro sinistra e al centro destra.

    Con la mia candidatura alle prossime regionali (unica della Città di Ascoli per il Patto) intendo quindi ribadire la necessità della presenza autonoma dell'area laica e socialista anche nelle Marche.

    Peraltro nella nostra Regione assistiamo ad un governo sempre più forte della sinistra e ad una attività politica di opposizione sempre più debole da parte della destra (il centro destra non ha saputo nemmeno cogliere la novità e l'opportunità di un candidato Presidente di espressione laico-socialista).

    La presenza del Patto democratico riattiverebbe un dibattito politico che fino ad oggi è mancato, ad esempio modificando la contrapposizione esistente tra l'istituzione Regione e l'istituzione Governo della Repubblica che così deleteria è stata per la nostra Regione.

    Regione Marche e Governo debbono, per quanto possibile, collaborare sull'interesse di tutti, aldilà delle colorazioni politiche istituzionali (si veda al riguardo l'esempio positivo della vicina Umbria).

    Non si può certo pensare a risolvere i problemi dei collegamenti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei facendo guerra continua al governo! Lo stesso dicasi per la ricostruzione post-terremoto che oggi sembra al palo.

    Un'altra considerazione è la necessità di ridurre il dirigismo ed il centralismo burocratico regionale che negli ultimi anni ha assunto livelli da "pianificazione di stampo statalista" inutile, peraltro, in una Regione così piccola.

    Non si dimentichi infine il ruolo pilatesco svolto dalla Regione Marche nella vicenda della istituzione della quinta provincia.

    Penso, in ultima analisi, che la presenza di repubblicani, liberali, socialisti, socialdemocratici, associati tra loro e autonomi da tutti, non possa che portare una innovazione positiva nel dibattito politico regionale ed anche locale.

    Mario D'Emidio Pri Ascoli Piceno

  3. #143
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 1 aprile 2005

    Volantini al mercato

    Gambioli contesta il sindaco

    CAGLI - Informa Giuseppe Gambioli, segretario provinciale del Pri, che “I cittadini in questi giorni sono stati sommersi da lettere, volantini, ed altro per la campagna elettorale per le elezioni regionali, ma a Cagli si è superato ogni limite e pudore. Mercoledì scorso, durante il mercato, i cittadini cagliesi si sono visti fermare dal sindaco Domenico Papi che distribuiva volantini a sostegno di un candidato. Una posizione, quella del sindaco che non va contro la legge, ma certamente va contro un’etica che ogni primo cittadino dovrebbe rispettare. I cagliesi hanno colto un senso di fastidio che il loro sindaco non sia stato super partes come avrebbe dovuto fare. Il Pri e il sottoscritto si associano allo sdegno dei cittadini e invitano il sindaco a pensare più ai problemi della città che a quelli dei singoli candidati”.

    GIO.BAR.

  4. #144
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    Predefinito simbolo alle "regionali" per le Marche


  5. #145
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    Predefinito tratto da CORRIERE ADRIATICO 10 naggio 2005

    Organizzato dal Pri di Valmarecchia in occasione del bicentenario della nascita del grande patriota

    Un convegno su Mazzini, “nostro contemporaneo”

    NOVAFELTRIA (Pesaro Urbino) - In occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, la direzione dei repubblicani della Valmarecchia della Provincia di Pesaro e Urbino, ha organizzato per il 10 settembre, presso il teatro del Comune di Novafeltria, un convegno dal titolo "Mazzini nostro contemporaneo" per ribadire l'attualità e la saggezza del pensiero del grande “profeta” .

  6. #146
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 31 maggio 2005

    MASSONERIA
    Nuova loggia intitolata a Monina

    È stata intitolata a Guido Monina - l'ex sindaco repubblicano di Ancona, che guidò la città per dodici anni - la nuova loggia del Grande Oriente d' Italia di Palazzo Giustiniani, che si aggiunge alle altre tre operanti in città, la «Ram» e le due dedicate a Giuseppe Garibaldi. «Una figura carismatica quella di Guido Monina, che ha saputo rappresentare in maniera esemplare gli ideali ed i principi della Massoneria», ha detto il gran maestro del Grande Oriente d' Italia di Palazzo Giustiniani, Gustavo Raffi, in occasione della cerimonia di inaugurazione della nuova loggia.
    Il programma delle iniziative della nuova «officina» è stato illustrato dal maestro venerabile Edoardo Bartolotta, che ha parlato di «forte spinta ad operare nel sociale».

  7. #147
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 23 novembre 2005

    Nei giorni scorsi un incontro con il partito di Segni e il Forum liberal-democratico
    Comunali, il Pri riparte e lancia una lista civica

    ANCONA - Una lista civica per le prossime amministrative. Nei giorni scorsi si sono riuniti il rappresentante del Pri - i repubblicani collocati nel centrodestra - della provincia Enrico Filonzi, Annaluce Maroncelli responsabile delle relazioni esterne, Mario Veltri responsabile regionale del Partito Liberale Democratico di Mario Segni, Claudio Pietroni del Forum Liberal-democratico e Giuseppe Gambioli segretario regionale del Pri che ha promosso l'incontro. “Si sono evidenziati - si legge in una nota - interessanti spunti e unità di intenti finalizzati alla formazione di una possibile lista unitaria dai forti contenuti alternativi in vista delle prossime elezioni amministrative. La volontà unanime è di presentarsi agli elettori con un programma concreto e conforme alle esigenze di una città quale Ancona, dove i problemi di viabilità rischiano giorno dopo giorno di soffocarla e limitarne l'espansione anche da un punto di vista prettamente commerciale oltre che ambientale. Cominciano fortemente ad emergere situazioni di disagio dei cittadini, laddove le leggi che dovrebbero tutelarli spesso non vengono applicate o si preferisce tollerare. La centralità del cittadino deve essere scelta indiscussa per una moderna amministrazione che vuole vedere crescere città e territorio nel rispetto e nella sana integrazione delle diverse etnie e culture, non sottovalutando un importante programma di sviluppo del turismo che fino ad ora non ha certo privilegiato il rilancio del nostro territorio. Il coinvolgimento di altre forze politiche e comitati cittadini saranno il valido e indispensabile apporto alla fattiva realizzazione di questo ambizioso, ma realistico progetto”.

    REDAZIONALE

  8. #148
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 5 dicembre 2005

    P a r t i t o
    R e p u b b l i c a n o
    I t a l i a n o

    FEDERAZIONE REGIONALE MARCHE

    Tel/fax 0721 – 781274

    La Giunta della Regione Marche al fine di far fronte al proprio debito pubblico, prodotto da spese allegre e clientelari ha inasprito le tasse e, in meno di tre anni ha sottratto dalle tasche dei cittadini ben 645 milioni di euro in più. Una somma enorme che i marchigiani, diventati nel frattempo i cittadini più tassati d’Italia, hanno pagato in modo disciplinato ma che ora vorrebbero conoscerne la destinazione.
    Non è sufficiente che l’assessore al Bilancio Pietro Marcolini ci dica che la situazione degli stanziamenti effettuati dalla Regione è chiara e trasparente. Ci mancherebbe altro!
    Dall’assessore Marcolini e soprattutto dal governatore Spacca, vogliamo sapere quali strategie si stanno mettendo in atto per ridurre in concreto le spese superflue se si è fatto una seria autocritica, se si evitano fenomeni di clientelismo, di inefficienza e se si riducono gli sprechi. Questi, denunciati perfino dall’On. Cesare Salvi che ha annoverato la Regione Marche, assieme alla Campania, tra quelle più sprecone d’Italia.
    I dati resi noti dallo stesso assessore al bilancio confermano che questa giunta non è riuscita a porre alcun freno alle spese se a tutto oggi le Marche spendono per ogni cittadino più dell’Emilia-Romagna, del Veneto, della Toscana e della Lombardia. Non credo che i cittadini della vicina Toscana, che ogni anno spendono 225 euro pro capite in meno dei marchigiani, hanno i servizi più carenti dei nostri.
    Ha quindi ragione da vendere il presidente della Confindustria Marche Maria Paola Merloni quando si preoccupa dell’utilizzo che è fatto delle maggiori tasse che pagano i cittadini marchigiani. Siamo in tempo di vacche magre, abbiamo un debito tra i più alti d’Italia, si chiedono più soldi ai cittadini e allo stesso tempo si spende più delle altre Regioni.
    Far credere di essere costretti ad impiegare le risorse della tassazione regionale per sostituirsi allo Stato centrale, perché la Regione ha un credito medio con lo Stato di circa 500 milioni, è un argomento forviante e ipocrita. Ipocrita perché sappiamo benissimo che la situazione economica tra Regione e Stato è identica alle altre e quindi le Marche non sono più penalizzate della Toscana, della Lombardia e così per il resto d’Italia; fuorviante, perché non si affrontano i veri motivi delle maggiori spese che vengono sostenute in questa Regione.
    Il Pri sottolinea ancora una volta l’inadeguatezza di questo centro sinistra che demagogicamente, in ogni circostanza, con un disco incantato, cerca di ingannare i cittadini attribuendo le proprie inefficienze e gli sprechi al Governo centrale senza fare autocritica.

    Ancona, lì 04 dicembre 2005

    Il segretario regionale del Pri
    Giuseppe Gambioli

  9. #149
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 18 dicembre 2005

    Si schiera contro anche Gerboni del Pri

    FANO - Contro il progetto di costruire un ospedale unico che possa rispondere contemporaneamente alle esigenze degli abitanti di Pesaro e di Fano, si è schierato anche il Partito Repubblicano.
    “La proposta dell’ospedale unico - ricorda Gabriele Gerboni - non era solo un elemento di propaganda elettorale dell’ex sindaco Carnaroli anzi sembrava una proposta dei Ds in merito alla battaglia per l’Irccs a Pesaro, che il Partito Repubblicano provinciale ha sempre sostenuto. Col tempo si è rivelata una proposta scandalosa in quanto ha di fatto eliminato la prospettiva di un sito di eccellenza, nella nostra provincia; mentre ha praticamente aperto la strada per la diminuzione di posti letto a Fano a Urbino e Pesaro. I cittadini di Fano quanto dovranno ancora sopportare questo modo di amministrare la sanità! La passata giunta regionale con l’assessore Melappioni, intervenuto nella sala del Consiglio comunale, ci voleva far credere che ristrutturando i posti letto si creava una eccellenza per la nostra provincia; in realtà la ristrutturazione, crea di fatto la prospettiva per l’ospedale unico. Così da una esaltante prospettiva di una Irccs si è passati ad una semplice amministrazione contabile per la sanità nella nostra provincia. Nel passato minoranza e maggioranza nel Consiglio comunale di Fano si sono pronunciate contro l’ospedale unico come la pensano oggi che le parti si sono invertite? Su tutto questo pesa il silenzio dei “nostri”, si fa per dire, consiglieri regionali, che dovrebbero avere più a cuore le sorti sanitarie della nostra città”.

  10. #150
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    Predefinito tratto da Corriere Adriatico 8 febbraio 2006

    Confermata l’alleanza con la Cdl. Il nuovo direttivo
    Gambioli segretario del Pri

    ANCONA - Il XXV Congresso regionale del Pri ha ribadito l’alleanza con la Casa delle Libertà e la scelta di presentare alle politiche una propria lista con l’Edera. La Malfa o Nucara saranno capolista nelle Marche. Ai partiti della coalizione il Pri chiede pari dignità alle amministrative marchigiane, altrimenti correrà da solo. Rinnovato anche il direttivo regionale: Giuseppe Gambioli segretario, vice Antonio Felicetti. Nella Direzione fanno parte i consiglieri nazionali Mario D'Emidio e Enrico Filonzi; per la provincia di Ancona: Luciano Stopponi, Silvio Arcangeletti, Claudio Gavalotti, Anna Luce Maroncelli, Stefano Pallotta, Marco Barletta, Giorgio Fabbri e Giorgio Gaetani; per Pesaro: Gabriele Gerboni, Luigi Tagliolini, Lucia Luzi, Aurelio Conter, Saccani Pierdomenico e Paolo Paglioncini; per Ascoli: Antonio Merlini, Domenico Corricelli, Domenico Buonvecchi e Dino Leoni; per Fermo: Flavio Orsini, Nello Ripa, Antonio Biondi, Giancarlo Venanzi e Ponzioni; per Macerata: Lello Quintajè e Ippolito Conti.

 

 
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