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Discussione: Veleni laicisti

  1. #61
    Operam non perdit
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    Predefinito

    Alla fine la laurea in Storia e il dottorato a Parigi servono a qualche cosa.
    Cosa ho vinto?!

    @+

  2. #62
    scemo del villaggio
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    Predefinito Pietro Citati: "Israele e l'Islam: La scintilla di Dio", Mondadori, 2003.

    Capitolo "L'antisemitismo", pp. 266 sgg.:

    "Il rapporto con Dio, come oggi lo conoscono cristiani e musulmani, è di origine quasi esclusivamente ebraica. (...) Per questo, in primo luogo, cristiani e musulmani odiarono gli ebrei. Si odiano soprattutto i propri padri ei propri simili. (...) Nel I secolo d.C. dall'ebraismo si distaccò, come un gracilissimo albero destinato a diventare una foresta rigogliosa, il cristianesimo, questa eresia giudaica. Quasi tutto il Nuovo Testamento può essere commentato, come circa ottant'anni or sono hanno fatto due studiosi tedeschi, L. Strack e P. Billerbeck, con frasi che appartengono alla tradizione ebraica. Certo, queste frasi non contengono MAI (corsivo nel testo, n.d.r.) l'affermazione che Gesù è il figlio di Dio incarnato (perché per gli ebrei e per l'Islam è scandaloso che Dio assuma un corpo umano), né che è morto e risorto (affermazione ancora più scandalosa). (...) Quando il Tempio di Gerusalemme venne arso, gli ebrei sciamarono verso ogni angolo del mondo (...) perché erano destinati a diventare il sale della terra. (...) I sacerdoti ebrei avevano fatto uccidere Gesù Cristo, credendo che fosse uno dei molti Messia che apparivano e sparivano in Palestina, suscitando improvvise fiammate di entusiasmo e di furore.Ma Gesù non era soltanto un Messia ebraico: era anche il Dio incarnato della nuova religione, sorta dall'ebraismo. DA QUESTO PICCOLISSIMO ERRORE DI GIUDIZIO STORICO, UNO DELLE MIGLIAIA CHE I POTENTI COMMETTONO OGNI MINUTO, SORSE LA CATASTROFE DI ISRAELE. Gli ebrei vennero perseguitati per il deicidio che avevano commesso SENZA SAPERLO (corsivo nel testo, n.d.r.), sfruttati, derubati, uccisi con la spada, sgozzati, bruciati, stuprati, costretti con la forza alla conversione. La causa principale di questo massacro sono i Vangeli, le Lettere di san Paolo, gli Atti degli Apostoli, e soprattutto l'Apocalisse, tutti fatalmente antisemiti, perché la nuova religione si liberava con violenza dall'antica Madre. L'effetto si prolungò nei venti secoli. Ancora settant'anni fa, durante le oro incursioni nelle università tedesche, i giovani nazisti gridavano un versetto dell'Apocalisse contro i professori e gi studenti ebrei.
    Un tempo, i cristiani RICORDAVANO (corsivo nel testo, n.d. r.) (...). Ora, i cristiani non ricordano più, e non sanno più scrivere. Le parole dei teologi hanno perso ogni eco biblica: nei seminari non si studiano i Padri della Chiesa (...) , né i mistici e le mistiche cristiane(...). I cristiani hanno anche dimenticato quali siano stati gli episodi della persecuzione antisemita, che infuriò in Europa sino a ieri. Ne ricorderò solo pochi (...). Non ho mai voluto conoscere l'immensa letteratura antisemita del XIX e del XX secolo. Mi vergognavo per gli autori di quei testi e per me stesso. Ho fatto male: bisogna conoscere sino in fondo l'idiozia e il delitto. Soltanto ora ne ho letto una piccola parte: e credo che molti dovrebbero imitarmi. Sulo sfondo di questa letteratura stava sempre il vecchio antisemitismo cristiano: perfino l'accusa di commettere omicidi rituali e di profanare ostie (...). ..Da qualche tempo si è risvegliato il vecchio antisemitismo cristiano (...), sebbene non voglia riconoscere il proprio nome".

  3. #63
    scemo del villaggio
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    Predefinito "L'Occidente per noi è un nemico". Così gli estremisti ora si alleano.

    Articolo di Magdi Allam sul "Corriere" del 13 ottobre.
    Lo posto perché vi si parla tra l'altro di "cattolici scismatici" (contraddizione in termini) senza che poi all'indicazione sia dato seguito.



    ROMA - Chiamiamole pure esercitazioni congiunte degli estremisti delle varie provenienze: schegge di comunisti, fascisti, no global, animalisti, cattolici scismatici, islamici. Uniti dal collante dell’ostilità, dell’odio e della violenza: antiebraismo, antiamericanismo, antisistema, antiglobalizzazione. Alcuni devoti persino a nuovi miti contemporanei: i kamikaze islamici, Osama Bin Laden, gli irriducibili della lotta armata. Tra essi anche i credenti in un sistema di valori radicali: l’esaltazione del sacrificio estremo della vita, lo scontro frontale costi quel che costi, la guerra ad oltranza come fine a se stessa. Potremmo essere alle prove generali dell’esordio di una Internazionale degli estremisti globalizzati. Che hanno abbattuto il loro Muro, accantonato le divergenze ideologiche, suonato le sirene dell’allarme generale, serrato le fila degli intellettuali, militanti e combattenti. Sottomettendosi a una unica priorità: sconfiggere insieme il nemico comune. Ebbene tutto ciò ci riguarda assai da vicino. Perché è proprio qui in Italia che si sta sperimentando l'inaudito sodalizio tra le varie anime della galassia degli estremisti contrari a tutto e a tutti. Scena prima. Per la prima volta, negli scorsi giorni, è stata lanciata una campagna di sottoscrizione a favore dei combattenti antiamericani in Iraq. Lo slogan recita: «Dieci euro a testa per la resistenza irachena». L’iniziativa è del Campo Antimperialista. Con questa motivazione: «Tanti, tantissimi, comprendono che la resistenza irachena contro gli occupanti imperialisti è giusta e legittima. La Resistenza è ai suoi primi passi, è nella fase delicata, embrionale, in cui deve raggiungere una più ampia massa critica e unirsi in un fronte unito, creare un comando generale. In questo contesto è più che mai importante l’appoggio internazionale».
    Il Campo Antimperialista aveva organizzato dal 31 agosto al 6 settembre scorso ad Assisi un raduno di militanti radicali convenuti dall’Italia e dall’estero. I relatori erano sia di estrema sinistra sia di estrema destra, sia laici sia integralisti islamici. Tra loro c’erano Moreno Pasquinelli, Miguel Martinez, Hamza Roberto Piccardo, Carlo Corbucci. Quest’ultimo, un convertito all’islam, avvocato, lo scorso mese ha dato alle stampe un libro dal titolo «Il terrorismo islamico in Italia, Realtà e finzione». Vi si teorizza il sodalizio tra gli islamici e i no global.
    Scena seconda. Dopo l’attacco «selettivo» israeliano dello scorso 6 settembre, da cui si è salvato il leader spirituale del movimento islamico palestinese Hamas, la Comunità politica di Avanguardia (estrema destra) ha fatto affiggere sui muri di diverse città un manifesto dal titolo «Lunga vita allo sceicco Ahmed Yassin, Lunga vita a Hamas». Sempre in caratteri grandi vi si legge: «Israele non capisce il linguaggio del dialogo, ma solo quello della guerra e del sangue». Segue una apologia e esaltazione dei kamikaze islamici: «Il nostro abbraccio fraterno a chi offre la sua vita in combattimenti impari di fronte a un nemico infinitamente superiore militarmente, ma totalmente inferiore sul piano morale. Per il loro generoso ed eroico sacrificio il nostro affetto e rispetto eterno».
    L’apparizione di questo manifesto ha coinciso con l’avvio di alcuni incontri tra i militanti dell'estrema destra e dell'estrema sinistra, riservati formalmente a questioni ecologiche e animaliste.
    A conferma del flirt tra gli opposti estremismi, Leonardo Fonte, il fondatore della Comunità politica di Avanguardia, in una sua recente dichiarazione pubblica ha espresso «ammirazione e solidarietà a Nadia Lioce per la coerenza politica dimostrata».
    Scena terza. Entriamo nel forum promosso da Al Awda (Il ritorno), gestito da Suzanne Sheidt. Anche qui si confrontano personalità che fanno riferimento a estremismi diversi. Vi si ritrovano gli stessi nomi del Campo Antimperialista. Il sito si presenta così: «Al Awda si fa portavoce del diritto dei palestinesi di ritornare nella loro patria e di rientrare pienamente in possesso delle loro proprietà confiscate e distrutte». E’ quel «pienamente» il passaggio cruciale. Per la Sheidt significa sostanzialmente la negazione del diritto di Israele all’esistenza, perché a suo avviso tutta la Palestina mandataria dovrebbe andare ai palestinesi. Israele, afferma la Sheidt «è solo l’appendice della grande potenza americana spinta dentro il Medio Oriente per destrutturare il mondo arabo».
    Scena quarta. Fervono i preparativi per la preparazione di una manifestazione a Roma il 6 dicembre a favore della resistenza irachena. In un appello si legge: «La battaglia che si svolge in Iraq ha un’importanza storica. Se gli occupanti angloamericani saranno cacciati, se il popolo iracheno riuscirà a liberarsi di loro, le pretese imperiali e imperialiste nordamericane, l’idea di trasformare il mondo intero nel loro orto di casa, subiranno un colpo fatale. La sconfitta degli occupanti angloamericani sarebbe dunque una vittoria per tutti coloro che nel mondo lottano per la democrazia, l’autodeterminazione e la libertà dei popoli che non vogliono essere sottoposti al giogo imperiale».
    Ora è chiaro che gli estremisti di tutti i colori concordano sull'opportunità di creare un fronte comune per sconfiggere gli americani in Iraq. Di grande interesse il dibattito che si sta sviluppando tra i militanti nella rete. Sul sito del Campo Antimperialista uno di loro protesta: "Perché per colpire meglio la destra ve la portate al campo e gli fate fare le conferenze? Perché dare spazio a chi propone un'adesione al manifesto Fiamma Tricolore in vista delle prossime elezioni europee 2004 come Enrico Galoppini? Perché dare spazio a Miguel Martinez che pubblica sulla rivista Orion di Maurizio Murelli estremista di destra. Sicuri di voler colpire la destra? Ci state collaborando con la destra!".
    Replica Galoppini, responsabile del sito Al Jazirah.net e delle Edizioni del Veltro: "Mi permetto di osservare che insistendo troppo con la similitudine con la resistenza al fascismo, si rischia di tenere lontane molte persone che non si sentono «di sinistra». Tutti d'accordo sul fatto che se uno non si sente «di sinistra», non è detto che 1) si senta «di destra» o, peggio, 2) sia un mostro a sette teste. Molti avvertono come non più dilazionabile un impegno fattivo contro il pericolo n. 1 del nostro tempo. E, considerato che il pericolo n. 1 ha legioni di lacchè e di indifferenti («di sinistra», «di destra» e «di centro») che portano acqua al suo mulino, non mi pare il caso di giocarsi potenziali aderenti e simpatizzanti non "di sinistra" per due o tre riferimenti a fascismo e nazionalsocialismo".
    Anche all’interno del forum di Al Awda, Claudio Tullii, che gestisce il sito «Materiali resistenti», difende la linea di apertura ai fascisti. Replicando a Fulvio Grimaldi, giornalista ex Rai, presidente del Comitato internazionale di difesa di Slobodan Milosevic, afferma: «Già da tempo anche qui si è fatto un serio discorso sul superamento della dicotomia destra-sinistra. Io personalmente provengo dalla sinistra estremissima ma non mi sento di sputacchiare a priori contro chi, da destra (non quella di Alemanno o Fini) fa un discorso che collima con il mio al 98 per cento... Io non sono un integralista come te caro Grimaldi... Io considero uomini anche quelli che tu chiami topi di fogna... e anche il buon Hitler... non aveva tutti i torti...».
    Sottoscrizioni a favore della resistenza irachena, campi di indottrinamento ideologico, manifesti inneggianti ai kamikaze islamici, dibattiti accesi nei forum sulla rete. E’ qui che sta prendendo corpo la nuova realtà del sodalizio tattico tra i vari estremisti del nostro Paese. Dove si forgia un nuovo tipo di militante che ha una sola priorità: colpire l’America e Israele. Per ora siamo alle convergenze politiche. Ma il pericolo di degenerazioni non va sottovalutato».

  4. #64
    scemo del villaggio
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    Autocancellato: era la ripetizione del precedente.

  5. #65
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    Predefinito Corbellerie

    Davide Giacalone sull'"Opinione" di oggi (sintesi da una rassegna stampa, riferisco il senso dell'articolo):

    "Che il crocifisso sia il simbolo della nostra civiltà sono corbellerie da ignorantoni col botto".

  6. #66
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    Predefinito Ecco l'articolo

    Titolo: "Una politica da voltastomaco"

    Questa storia del crocefisso dà un certo voltastomaco, tanto perché se ne ribadisce la legittima affissione nelle aule scolastiche richiamandosi ad una legge fascista, quanto per l’idea che sia un giudice operante a l’Aquila ad incaricarsi di fare il legislatore; tanto per i relitti di una sinistra che cita Croce a sproposito, quanto per un ministro della Giustizia che invia ispettori a perdere tempo. Dà il voltastomaco una politica, ed un dibattito civile, che si svolgono al ritmo di un talk-show, oramai ignorando i confini fra la battuta ad effetto ed una tesi un minimo meditata. Quando andavo a scuola toglievamo il crocefisso, e lo riponevamo nel cassetto della cattedra. Eravamo ragazzi, come tutti quelli che vanno a scuola, e non è che ci stessimo a ragionar troppo. Era più che sufficiente sapere che quel simbolo se ne stava attaccato al muro a causa del concordato fra la chiesa cattolica e lo stato fascista. In quel testo, richiamato poi dalla Costituzione repubblicana, si stabiliva che quella cattolica era la religione degli italiani. Noi pensavamo fosse un sopruso, una negazione delle altre parti della Costituzioni e staccavamo il simbolo.

    Il concordato è stato poi rivisto e quell’esclusiva di fede è caduta. Non il simbolo. Che io sappia la cosa non è più molto contestata (e se fossi nella chiesa me ne preoccuperei, perché nulla è peggio dell’indifferenza, della trasformazione della fede in rito insignificante), ma c’è una novità: essendo, per fortuna, divenuti un paese multirazziale e multireligioso, qualcuno sente la mancanza dei propri simboli, o si sente infastidito da quelli altrui. Tema complesso, terreno interessante per il mondo laico, per sua natura desideroso di uno stato non confessionale. Invece che cosa ci tocca leggere ed ascoltare? Che il crocefisso è il simbolo dell’occidente, che la cristianità è il succo della nostra civiltà, ed altre corbellerie da ignorantoni con il botto; ci tocca sentire benedetto Croce in bocca a chi non lo ha mai letto, riducendo la conoscenza al solo titolo di un articolo. E veniamo al giudice aquilano. Se egli avesse sollevato il dubbio di costituzionalità su una legge, non si sarebbe che potuta riconoscere la fondatezza del suo rilievo.

    Ma, oramai, in Italia, ogni giudice crede d’essere fonte del diritto. Nessuno risponde a nessuno e si crede che sia un rimedio l’esistenza di un grado successivo di giudizio, quando, invece, è anche questa causa dell’indeterminatezza assoluta. Questa è una malattia profonda, che mescola ignoranza ed arroganza, avvelenando la giustizia italiana. A fronte di questo si può pure attendere che qualcuno dia del matto ai magistrati, per montare su lo scandalo dello sproposito, ma la sostanza non cambia: il sistema è impazzito. E’ la politica, se non vuole ancora suicidarsi, a dovere porre rimedio. Che fa il ministro? Annuncia un’ispezione. Allora, sarà bene che qualcuno gli spieghi che le ispezioni s’inviano non dove si decidono sentenze che lui non condivide, perché questo è esattamente quel che lui non può e non deve fare. Le ispezioni si mandano dove si suppone possano esservi irregolarità, o per normale routine. Che irregolarità vuol scoprire, all’Aquila? Magari scoprirà che il giudice è, anch’egli, una toga rossa. Dopo averlo scoperto lo denunceremo alla memoria di Palmiro Togliatti, che volle il concordato fascista nell’articolo 12 della Costituzione.

  7. #67
    scemo del villaggio
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    Predefinito Il Foglio giovedì 30 ottobre

    Articolo di Giuliano Ferrara sulle motivazioni della sentenza dell'Aquila:

    Come leggere il documento e come opporsi alla sua morale

    (...) Secondo il dottor Montanari la nostra laicità e la separazione tra Stato e Chiesa, sia pure a mezzo di un nuovo Concordato che esclude ormai la religione di Stato dalla Costituzione, non può basarsi su un vecchio simbolo confessionale che discrimina chi non è cristiano né cattolico. Una cosa che si regge tecnicamente in piedi. Se a quest'idea non vogliamo opporre un'identità stoltamente gridata, il confessionalismo, un tradizionalismo vuoto o il complotto islamico che cosa è possibile opporgli? Quel vuoto della parete, solo la soluzione spericolata e anch'essa complicata dei padri fondatori americani può colmarlo. Il crocifisso è il nostro "under God" o la menzione del Creatore o la legge di natura nella Dichiarazione di Indipendenza. cioè un modo per dire che la politica non legittima se stessa, che ci vuol altro, che ci vuole una religione per costituire una nazione, per permetterle di sopravvivere. Civile, deconfessionalizzata, ma religione.

  8. #68
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    Predefinito Re: Il Foglio giovedì 30 ottobre

    Originally posted by franco damiani
    Articolo di Giuliano Ferrara sulle motivazioni della sentenza dell'Aquila:

    Come leggere il documento e come opporsi alla sua morale

    (...) Secondo il dottor Montanari la nostra laicità e la separazione tra Stato e Chiesa, sia pure a mezzo di un nuovo Concordato che esclude ormai la religione di Stato dalla Costituzione, non può basarsi su un vecchio simbolo confessionale che discrimina chi non è cristiano né cattolico. Una cosa che si regge tecnicamente in piedi. Se a quest'idea non vogliamo opporre un'identità stoltamente gridata, il confessionalismo, un tradizionalismo vuoto o il complotto islamico che cosa è possibile opporgli? Quel vuoto della parete, solo la soluzione spericolata e anch'essa complicata dei padri fondatori americani può colmarlo. Il crocifisso è il nostro "under God" o la menzione del Creatore o la legge di natura nella Dichiarazione di Indipendenza. cioè un modo per dire che la politica non legittima se stessa, che ci vuol altro, che ci vuole una religione per costituire una nazione, per permetterle di sopravvivere. Civile, deconfessionalizzata, ma religione.
    Caro Elefantino, noi invece all'"idea" del giudice Montanari vogliamo proprio opporre "un'identità gridata, il confessionalismo, il tradizionalismo". Perché l'identità può essere gridata solo "stoltamente" e il tradizionalismo dev'essere per forza "vuoto"? La "civil religion" a Lei cara è quella della massoneria: a noi non interessa anzi l'abbiamo profondamente in uggia proprio perché "deconfessionalizzata", cioè snaturata. A essa opponiamo il "Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat" che abbiamo cantato nella recente festa di Cristo Re, opponiamo la Regalità Sociale di N.S. Gesù Cristo ricordata da Pio XI nell'enciclica "Quas primas" del 1925 che quella festa istituiva e opponiamo il rifiuto totale del sedicente concordato del 1984, stipulato fra uno Stato ateo e quindi privo di autorità e una Chiesa materiale anch'essa priva di autorità.

    Franco Damiani
    in nome del "Coordinamento cattolico".

  9. #69
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    Predefinito Piero Angela e Garibaldi

    Egregio dottor Piero Angela,

    complimenti vivissimi per il Suo programma su Garibaldi andato in onda martedì 9 dicembre su Raiuno: un vero saggio di storiografia revisionista in cui la figura dell'Eroe dei Due Mondi è stata vivisezionata senza lasciar margine a nessuna oleografia e al benché minimo sospetto di piaggeria e di mitologia. Nulla gli è stato risparmiato: dai sospetti sulla fine del legittimo marito di Anita a quelli sulla strana morte, con segni di strangolamento, della stessa Anita; dai finanziamenti anglomassonici alla spedizione dei Mille agli orribili delitti commessi con la tacita approvazione di Garibaldi durante la Repubblica Romana; dall'odioso anticlericalismo al nomignolo "Pio IX" affibbiato a n suo asinello (niente comunque rispetto al "metro cubo di letame" con cui definì il Vicario di Cristo), da Lei riferito con aperta disapprovazione ( o no?), fino all'aggressione banditesca a uno Stato sovrano come il regno delle Due Sicilie. Notevole l'apporto alla trasmissione di fonti recentissime come i volumi di Angela Pellicciari, Lorenzo del Boca, Francesco Pappalardo, Fulvio Izzo e di tutta l'ormai imponente storiografia antirisorgimentale e controrivoluzionaria, nutritissimo il drappello degli esperti in studio, che andava dal filorisorgimentale professor Giuseppe Talamo a...Talamo Giuseppe.
    Finalmente una boccata d'aria fresca. non se ne poteva piùb della retorica del purissimo eroe, disinteressato combattente della libertà e della giustizia.
    II popolo italiano, ancora pesantemente afflitto dalla retorica patriottarda tanto cara al presidente Ciampi, le serberà imperitura gratitudine e la storiografia Le dovrà riconoscere il merito di aver rotto in TV uno storico tabù: il "vietato parlar male di Garibaldi".
    Peccato solo che tutto ciò sia solo un sogno, e che la realtà sia stata l'esatto opposto.
    Pazienza, sarà per un'altra volta.


    Franco Damiani
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  10. #70
    scemo del villaggio
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