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Discussione: Veleni laicisti

  1. #171
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    Predefinito Re: Caro direttore,

    Originally posted by franco damiani
    Caro direttore,

    so benissimo che "Linea", unico tra i quotidiani italiani, non pubblica lettere di lettori, considerando evidentemente inconfutabile il contenuto dei suoi articoli,
    Ciononostante, da lettore quotidiano, non posso fare a meno di commentare alcune affermazioni contenute nell'articolo di Luciano Arcella "Il pre-zigote per salvare l'unità d'Italia", comparso sul numero del 21 settembre u.s.
    Secondo l'articolista sulla questione della fecondazione artificiale si scontrerebbero due fondamentalismi, quello cattolico e quello "laico", e ciò, anche se falso, fa purtroppo parte della vulgata giornalistica. Quello che invece è del tutto inaccettabile è che Arcella sostenga che dietro alla posizione cattolica c'è la longa manus del Vaticano (addirittura dello "Stato Pontificio", scomparso nel 1870), talchè i suoi sostenitori sarebbero di fatto strumenti dell'ingerenza vaticana nelle cose italiane. Sappia, l'autore dell'articolo, che ci sono cattolici, come il sottoscritto, sedevacantisti, ossia che non riconoscono a Giovanni Paolo II l'autorità pontificia e che ciononostante, per considerazioni di pura ragione (che l'embrione sia un essere vivente lo dice la scienza oltre che il buon senso, mentre secondo Arcella invece l'embrione non è un essere nemmeno in nuce!) si oppongono alla fecondazione artificiale e alla cosiddetta "distruzione" (alias assassinio) degli "embrioni soprannumerari".
    Che poi 'unica a distinguersi dai due "fondamentalismi" sia stata, secondo l'articolista, Alessandra Mussolini, eletta sulla base di un programma che prevedeva la difesa prioritaria del diritto alla vita e non della "dignità della donna" né di quella "del cittadino", la dice lunga sia sull'ideologia sottesa all'articolo, che "Linea", non ospitando repliche, fa sua, sia sulla coerenza di uno schieramento, di cui il MSFT fa parte, che quando si aprono le urne non manca mai di fare appello ai voti cattolici. Ce ne ricorderemo alla prossima tornata elettorale. .

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)
    Spegnere la fiamma non sarebbe male...

  2. #172
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    Predefinito Re: Lettera al direttore del "Domenicale"

    Originally posted by franco damiani
    Caro direttore,

    ho letto sul n. 39 del "Domenicale" l'articolo di Guglielmo Piombini "Il Sillabo? Fu vera gloria" e vorrei fare in merito un paio di considerazioni.
    Davvero i libertarians sono ammiratori di Pio IX?
    Può bastare l'antistatalismo del Sillabo a fare di loro dei cattolici tradizionali o integrali?
    Mi sembra che Piombini svicoli quando si trova di fronte la fondamentale domanda sulla separazione tra Stato e Chiesa, che Pio IX condanna e che loro, i libertarians, vorrebbero assoluta. Alle corte: vogliono uno Stato cattolico, sul modello delle monarchie tradizionali del Medioevo (dello stesso Piombini ho letto il bel saggio sul Medioevo pubblicato da Facco), con tanto di Inquisizione, rigida censura sulla stampa, divieto di adulterio e bestemmia, ebrei nei ghetti? Mi piacerebbe tanto che fosse così, ma ho qualche dubbio in proposito.
    L'altra domanda riguarda la continuità, asserita da Luigi Negri (che, anche se non lo dice, è un prete), autore del saggio, e da legioni di altri seguaci di Giovanni Paolo II, e ribadita da Piombini come fosse una verità scontata, tra il magistero di Pio IX e quello attuale.
    Ma vogliamo scherzare? Anche un bambino appena appena preparato in catechismo capisce che l'esaltazione della libertà religiosa, caposaldo del Vaticano II e dell'attuale pontificato, fa a pugni con la condanna che della stessa libertà religiosa (= libertà di errare) fa Pio IX nella "Quanta cura", in linea con quanto affermato da Gregorio XVI nella "Mirari Vos" e con tutto il Magistero di diciannove secoli. Concetto di libertà religiosa che nasce in ambito sociniano, ossia di quell'eresia unitariana che nega la divinità di Cristo e la Trinità per ritornare a un monoteismo finalmente conciliabile con l'ebraismo e l'Islam.
    Ripeto: a chi volete darla a bere?
    Mentre prima del Vaticano II obiettivo dell'azione politica dei cattolici doveva essere la costruzione del Regno Sociale di Cristo, oggi viene essi ingiunto di partecipare alla costruzione dello stato "laico", considerato buono per definizione anche quando, come nel caso dell'Italia, diviene divorzista e abortista (nessuno dei firmatari democristiani della legge sull'aborto è stato scomunicato, come invece è toccato ai difensori della Tradizione).
    E davvero c'è continuità fra l'insegnamento dei "perfidi giudei" e quello dei "fratelli maggiori"?
    Insomma con questo articolo date dei deficienti a Mons. Lefèbvre e a tutto il tradizionalismo europeo, che del Vaticano II ha fatto la pietra dello scandalo e l'obiettivo della propria battaglia. Per un settimanale "di destra" non c'è male. Ah, i tempi di Guareschi e di Buscaroli.


    Franco Damiani
    Complimenti: una buona lettera.

    Guelfo nero

  3. #173
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    Predefinito Re: Re: Caro direttore,

    Originally posted by guelfo nero
    Spegnere la fiamma non sarebbe male...
    Eccezionalmente mi hanno risposto, sia pure con tono piccato, assicurandomi che mi avrebbero replicato sul giornale. Questo oltre una settimana fa...
    Il guaio è che qua non si sa più per chi votare: almeno, io non lo so. Ci sarebbe il partito di Solfanelli, ma ci ha tirato dentro gli alleanzini.

  4. #174
    scemo del villaggio
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    Predefinito Dal "Corriere della Sera magazine" n.20 di giovedì 23 settembre 2004

    Taglio basso di Elisabetta Rasy, rubrica "Uomini & donne", p. 118:

    Titolo: "Oltremanica la Chiesa si femminilizza. E i sacerdoti si rivoltano".

    (...)Secondo proiezioni uffciali l'anno prossimo la Chiesa d'Inghilterra ordinerà sacerdoti più donne che uomini: centoventiquattro donne-preti contro centoventitré maschi. (...) tra le rezioni, infine, durissima quella di un gruppo di sacerdoti che hanno pubblicamente dichiarato di essere projti a lasciare il sacerdozio qualora una donna fosse consacrata vescovo. DAL MOMENTO CHE LA QUESTIONE NON è TEOLOGICA, PERCHè APPUNTO LA CHIESA INGLESE AMMETTE IL SACERDOZIO FEMMINILE, perché tanto sprezzante sdegno?

  5. #175
    scemo del villaggio
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    Predefinito Caro direttore,

    Caro direttore, apprendo dalla rubrica di Elisabetta Rasy sul "Corriere magazine" n. 20 che "Oltremanica la Chiesa si femminilizza. E i sacerdoti si rivoltano". Nel testo si legge che "l'anno prossimo la Chiesa d'Inghilterra ordinerà sacerdoti più donne che uomini" e che una parte del "clero" si è ribellata alla prospettiva che una donna diventi vescovo. Commento della Rasy: "Dal momento che la questione non è teologica, perché tanto sprezzante sdegno?"
    Il titolo può trarre in inganno, dato che "la Chiesa" senza aggettivi dovrebbe essere quella cattolica, l'unica autorizzata a portare questo nome. E' solo leggendo l'articolo che si scopre trattarsi invece della sedicente "Chiesa d'Inghilterra", cioè dell'eretica e scismatica setta anglicana, priva di successione apostolica e quindi priva di episcopato e di sacerdozio. Tutta la faccenda si svela quindi per una bega interna allo scisma, anche abbastanza ridicola. Purtroppo anche la Rasy è condizionata dall'ambiguo linguaggio "ecumenico" che impera da circa quarant'anni, ma forse i lettori (almeno quelli cattolici) meriterebbero più rispetto.
    Che poi la questione del divieto del sacerdozio femminile, che è di diritto divino positivo, non sia "teologica", è opinione arbitraria della Rasy. Se infine è "sprezzante sdegno" quello degli "ecclesiastici" inglesi che si ribellano all'idea di una donna-vescovo, che sarà mai il perdurante e immutabile divieto dell'unica Chiesa, quella cattolica apostolica romana?


    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

  6. #176
    scemo del villaggio
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    Predefinito Fallaciani doc

    Alcune frasi tratte da lettere di lettori a "Libero":

    (...) qualcuno spieghi ai turchi che nella UE le "corna" non sono un problema é legale né morale con buonapace 8sic) di tutti. Quindi o vi adeguate o rimanete fuori. Sono un simpatizzante della Turchia nella UE, anche perchè è un fedele alleato nella Nato e non vedo perché ce lo si dimentica (Alfredo Mandolfo, Francia).

    A tutti coloro che vorrebbero il ritiro delle nostre truppe dall 'Iraq e che insistono con 'idea di dover dialogare con l'Islam "moderato" suggerisco di rileggersi la storia dll'assedio di Famagosta e del martirio del comandante Marcantonio Bragadin (Matteo Orengo, e-mail).

    Il presidente Ciampi (...) Il Papa (...). Io che non rivesto alcuna carica posso gridare ai quattro venti: svegliamoci perché stiamo per essere sopraffatti da una guerra tra civiltà! La loro forza è la nostra debolezza (Giuseppe Tripiciano, e-mail).

    Dello stesso tenore di queste due ultime lettere, molte pubblicate dalla "Padania", la quale ricorda a Ciampi il massacro di Otranto. Intanto il "Foglio", lo stesso "Libero", Pierluigi Battista, Baget Bozzo e chissà quanti altri insistono sul "noi" ("giudeo-cristiani occidentali") contro "loro" (i musulmani).
    Chi siamo "noi" nella mente di molti di costoro (non in quella di Bozzo, si spera) lo spiega bene la prima delle tre lettere.

  7. #177
    scemo del villaggio
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    Predefinito De quibudsdam litteris ad "Liberum"

    Caro direttore,

    in parecchie lettere pubblicate su "Libero" (mi riferisco in particolare a quella di Matteo Orengo e a quella di Giuseppe Tripiciano, ma è una tendenza generale) si configura uno scontro di civiltà con l'Islam ("dobbiamo svegliarci", "la loro forza è la nostra debolezza", il ricordo di Famagosta, deplorazione del "buonismo" di Ciampi e di Wojtyla; questa è del resto la linea del giornale, una linea fallaciana e bagetbozziana).
    Ciò che è incredibile e inaccettabile è che ciò si faccia a prescindere da una precisa definizione di chi siamo "noi" e di che sia la "nostra civiltà".
    La menzogna principale è quella delle "radici giudaico-cristiane", espressione finalizzata a occultare il fatto inoppugnabile che tra giudaismo e Islam le affinità sono molto più forti ed evidenti che tra il Cristianesimo e ciascuna delle altre due fedi.
    Ciò è dimostrato sia dall'origine veterotestamentaria (nell'interpretazioni farisaica) di molte pratiche islamiche quali la macellazione rituale, il libello di ripudio e la poligamia, sia dal trattamento riservato spesso ai cristiani da parte dei musulmani (si pensi a Otranto 1480 o alla stessa Famagosta), più simile a quello degli idolatri che a quello dei "monoteisti": Proprio come sono considerati, almeno "in teoria", i cristiani dagli ebrei (vedi le dichiarazioni del rav Di Segni alla Pontificia Università Lateranense il 17 gennaio 2002, nel silenzio dei cardinali presenti), che non a caso furono di solito la quinta colonna della penetrazione araba nei paesi ex cristiani. E' famosa la teoria di padre Théry di una derivazione dell'Islam dal giudaismo talmudico, con il quale esso condivide una natura essenzialmente anticristiana.
    Quindi "noi" siamo cristiani e non giudaico-cristiani, il che sarebbe una contraddizione in termini, e la nostra opposizione all'Islam è debole e destinata alla sconfitta se non si appoggia integralmente sul cattolicesimo (non quello smorto e tremante del Vaticano II, dialogante con tutti e vergognoso del suo stesso passato, ma quello intrepido della Tradizione).
    Un'altra lettera, quella in cui un lettore dichiara che l'Europa non vuole saperne di divieti legali o morali delle "corna" ma che per il resto la Turchia, baluardo della Nato, è ben accetta, dimostra purtroppo quanto siamo lontani dalla coscienza della nostra autentica identità.

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)
    .

  8. #178
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    Predefinito "I complotti dei Savi di Taba"

    Questo più che veleno laicista è veleno "giudeocristiano" (dal "Foglio" di ieri, articolo di Marco Imarisio):

    (riferisce del dibattito alla tv egiziana sull'attentato di Taba, in cui tutti erano d'accordo nell'attribuirne la responsabilità al Mossad).

    "Sempre dal Cairo è partita la leggenda metropolitana dell'11 settembre come prodotto di un complotto israeliano (qualcuno si ricorda la storia dell'invito agli ebrei a lasciare New York nei giorni precedenti l'attacco alle Torri gemelle?)

  9. #179
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    Predefinito Re: "I complotti dei Savi di Taba"

    Originally posted by franco damiani
    Questo più che veleno laicista è veleno "giudeocristiano" (dal "Foglio" di ieri, articolo di Marco Imarisio):

    (riferisce del dibattito alla tv egiziana sull'attentato di Taba, in cui tutti erano d'accordo nell'attribuirne la responsabilità al Mossad).

    "Sempre dal Cairo è partita la leggenda metropolitana dell'11 settembre come prodotto di un complotto israeliano (qualcuno si ricorda la storia dell'invito agli ebrei a lasciare New York nei giorni precedenti l'attacco alle Torri gemelle?)
    Caro direttore,

    non so se la "leggenda metropolitana dell'11 settembre come prodotto di un complotto israeliano" sia nata al Cairo, come scrive Marco Imarisio sul "Foglio" di lunedì.
    So che ben prima della TV egiziana dell'ipotesi hanno parlato tra gli altri da noi, con ricca documentazione, Paolo Taufer e Maurizio Blondet (nellla trilogia pubblicata da Effedieffe e in particolare nel secondo volume "Chi comanda oggi in America?"). Accusare i quali di visionarietà e di complottismo si può anche, ma a un prezzo assai maggiore. E preferibilmente dopo aver letto (e perché no recensito) i loro scritti.

    Franco Damiani

  10. #180
    scemo del villaggio
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    Predefinito Lettera al direttore del "Corriere del Veneto"

    Caro direttore,

    il signor Ideo Dattilo cita Dante attribuendogli l'affermazione che "le radici d'Europa sono pagane". Ciò sarebbe significato dall'espressione "o sommo Giove che fosti in terra per noi crocifisso" (Purg., VI, 118-119).In essa si leggerebbe, secondo tal Beppino Disertori, definito "cristiano", "il riconoscimento di una continuità esoterica dal paganesimo al cristianesimo". Anche Petrarca usa le espressioni "eterno Giove" e "vivo Giove" riferite a N.S. Gesù Cristo, senza che per ciò possa parlarsi di un paganesimo petrarchesco: sono epiteti normali in poeti di cultura classica.
    Invece, che esista "una continuità esoterica tra paganesimo e cristianesimo" è pensiero gnostico, quindi anticristiano: si tratta della guénoniana, schuoniana ed evoliana "unità trascendente delle religioni" tanto cara alla massoneria. Definire poi il 1965 "data non sospetta" fa sorridere, dato che è proprio l'anno in cui, promulgando le dichiarazioni "Nostra Aetate" e "Dignitatis Humanae" personae" la Chiesa deuterovaticana svela al mondo la sua apostasia.
    Quando mai la Chiesa ha "ammesso" quella "continuità esoterica"? E perché, negandola oggi, direbbe "falsa testimonianza"? Mi pare semmai che le tentazioni gnostiche al suo interno siano infinitamente più forti oggi (vedi il recente discorso di GPII sul "male necessario").


    Franco Damiani

 

 
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