Errore Usa, 4 afghani morti. Offensiva della Jihad
22 Maggio 2003
Un tragico errore. Questo sembrerebbe essere lo scontro a fuoco verificatosi ieri nella capitale afghana tra soldati americani ed afghani. Lo scontro, avvenuto nei pressi dell'ambasciata americana a Kabul, ha causato la morte di 4 soldati afghani mentre non si rilevano perdite nè feriti tra le fila dei soldati statunitensi.
Poco chiare sono le cause e la dinamica dell'incidente. La strada dove si trova l'ambasciata ospita altri importanti edifici presieduti giorno e notte dai militari. Di fronte alla sede diplomatica, infatti, vi sono alcuni edifici dell'esercito afghano, mentre poco distante si trova la base delle forze internazionali di peacekeeping.
Secondo quanto riferito dal capo della polizia di Kabul, Basir Salangi, l'incidente sarebbe occorso mentre i militari afghani stavano scaricando armi destinate ai rifornimenti degli arsenali dell'esercito. A questo punto è scoppiata una sparatoria in cui hanno perso la vita 3 soldati afghani mentre altri sono rimasti feriti; uno di questi è poi morto in ospedale.
Non si sa chi abbia sparato per primo. Secondo un portavoce delle forze di peacekeeping, i soldati afghani avrebbero aperto il fuoco per primi sparando ad una macchina che forse non si era fermata ad un checkpoint. I marines, credendo di essere sotto attacco, avrebbero risposto al fuoco. Questa notizia non ha, però, trovato conferma.
L'offensiva della Jihad ed il fallimento della guerra al terrorismo
L'incidente è arrivato poche ore dopo che il Dipartimento per la Sicurezza nazionale ha innalzato il livello di allarme a quello arancione sul suolo nazionale e nelle ambasciate. Il livello arancione è definito ad alto rischio di allarme attentati ed è seguito solo da quello rosso. Dopo i recenti attacchi terroristici di Ryad e Casablanca, l'Fbi ha reso noto in un rapporto che il suolo americano potrebbe nuovamente essere colpito dal terrorismo islamico. Non è chiaro quanto la notizia sia fondata ma gli attentati, in Arabia Saudita e Marocco, potrebbero essere solo un preludio alla ripresa in grande stile delle attività terroristiche di al Qaeda e di altre formazioni legate al fondamentalismo islamico radicale.
Un altro dato fondamentale è il fallimento strategico della politica di aggressione perseguita dall'amministrazione Bush e dai suoi corifei europei nella guerra al terrorismo e che trova espressione nella dottrina della guerra preventiva. Dopo due guerre vinte in maniera rapida e schiacciante sul piano militare, in Afghanistan ed in Iraq, ed il cui scopo era quello di debellare il terrorismo internazionale, c'è adesso da tirare le somme sugli effetti nel mondo arabo e sull'efficacia di tale strategia. Azioni terroristiche hanno sovente sconvolto il mondo occidentale (duramente colpito negli attacchi nella discoteca di Bali e nella sinagoga di Jerba, solo per ricordare due azioni clamorose) e nei due paesi più duramente colpiti dalla coalizione anti-terrorismo la situazione politica e sociale è ingovernabile e sempre più spesso l'unica autorità riconosciuta dalla popolazione è quella religiosa. Intanto la popolazione americana è costretta a vivere in uno stato di perenne tensione ed insicurezza sia sul suolo patrio che all'estero.
A gettare benzina sul fuoco sono poi arrivate ieri le dichiarazioni del braccio destro di Osama bin Laden, Ayman al-Zawahri. In una registrazione audio fatta pervenire e divulgata dalla televisione satellitare araba al-Jazeera, al-Zawahri ha invitato i musulmani ad ispirarsi agli attacchi dell'11 settembre e di considerare i 19 attentatori un "esempio". Il leader di al Qaeda ha invitato ad un attacco armato contro i nemici americani ed ebrei ed ha poi aggiunto "Musulmani, attaccate le ambasciate degli Stati Uniti, dell'Inghilterra, dell'Australia e della Norvegia, i loro interessi, le loro compagnie e il loro personale. Mettete il fuoco sotto i loro piedi."
Adesso la cassetta è passata all'esame degli analisti dell'intelligence americana per verificarne l'autenticità.
Intanto 3 cittadini marocchini sono stati arrestati all'aereoporto di Gedda con l'accusa di [Color=Red ]voler compiere un attentato simile a quelli dell'11 settembre, dirottando un aereo e colpendo un luogo simbolico[/Color].
M. Losciale