Originally posted by umberto
Vengo al primo punto che conosco molto bene.
Lo stato garantisce a tutti una scuola con programmi delinati in linea molto generale. Sta poi alle singole scuole fare l'offerta formativa. Questa non è una barbara violenza dello statalismo, ma una garanzia generale di lavoro in tutte le sue strutture.
Non è scritto da nessuna parte che una scuola lasciata (atomizzata..) in totale "libertà" (come se non ci possa essere libertà in un obbligo, come se fosse più libero il ragazzo che per condizioni di partenza non studia, non ha una famiglia che lo indirizza, che sceglie per lui quando no nè è ancora in grado, posa definirsi più libero...)
L'Istruzione non funziona con le leggi del marcato, scopo della scuola non è, secondo me, fare UTILI, ma educare.
La cocnorrenza al'interno delle cosiddette "norme generali" costituzionali (art. 117) esiste già ed è stata introdotto nel monolitismo statale proprio da Berlinguer, con l'autonomia didattica, finanziaria ed amministrativa. questa è la capacitò di valorizza re la singila istituzone scolastica, il senso della creazione della igura del Dirigente scolastico. Fondi e progettazione autonoma.
Cosa che poi la Moratti ha ben pensato di castrare tagliandone i fondi (dimezzando la progettazione di ogni scuola tagliando la legge che le finanzia: 440/97). Alla faccia della libertà!
Qui si isnerisce il problema delle strutture private. Le conosco meglio di quanto non ti immagini. Con limiti e pregi.
Ebbene in queste tu COMPRI UN SERVIZIO il che asclude tutta quella dinamica collegiale di grstione ammmnistrazione, didattica.
L'unicapartecipazione delle tanto agognate familgie è ... pagare.
In questo senso esiste il problema anche dei diplimifici.
E l'ingiustizia di cui parli.
Ma il problema non è solo questo, che sarebbe anche risolvibile, quanto culturale.
Tu dresti isoldi dell ostato per finanziare una scuola coranica paritaria. Io no, perchè non sarebbe una scuola pluralista, con una educazione che sarebbe per forza non libera.
LO stato finanzia la/e scuola/e di tutti, pluralista.
Ora devo scappare, scusa.
Cmq le tue non sono tesi stanto rivoluzionarie, teoricamente sono le prospettive del governo.
Applicate in minima parte per fortuna.
Non sono per niente d'accordo con te sulla cosiddetta "garanzia", cosa garantirebbe un programma nelle linee generali uguale per tutti? La differenza di offerta formativa di cui parli è solo una formalità in quanto deve per forza di cose seguire i principi generali!!! E' peggio, a mio avviso, di una barbara violenza, in quanto la scuola (statalista) forma i suoi allievi-sudditi al rispetto dello stato (i programmi di educazione civica sono agghiaccianti), per non parlare dei programmi di storia che sono peggio ancora, dove nella maggior parte delle scuole il concetto di libertà individuale e di individuo è quasi totalmente dimenticato perchè si parla solo di "macrocosmi" nella realtà fattuale insesistenti come la nazione, lo stato, la patria, lo spirito del popolo, la classe, ecc...peggio di così non si può!!! Il problema è che i governanti decidono in linea generale (che poi è molto più che genrale se condiziona anche i programmi nello specifico) cosa studiare, cosa studiare di più e cosa di meno (ad esempio quando ricordo l'invito di Berlinguer a studiare di più e meglio Gramsci, ora la Moratti potrebbe magari fare un analogo invito a studiare di più De Gasperi o qualcun altro...e al semplice invito seguono le linee "generali") Scusa, ma a me così non sta per niente bene, in quanto la libertà dell'istruzione è ridotta all'osso, e lo è sempre di più col passare del tempo e con riforme (Berlinguer o Moratti che siano) ridicole ed inutili.
Devo dire, poi, che usi dei termini in maniera assolutamente impropria e senza cognizione di causa alcuna. Qui nessuno ha parlato di "atomizzazione", la questione è ben altra. La questione è rendere l'offerta scolastica migliore sotto tutti gli aspetti, e consentire alle famiglie (bada bene, ho detto alle famiglie, non al ragazzo da solo) di scegliere l'istruzione ritenuta più adeguata per i propri figli, siano esse scuole private o pubbliche. Ma purtroppo la situazione attuale italiana non consente ciò, in quanto solo ai facoltosi è permesso l'accesso alle meglio funzionanti scuole private (o parificate che siano), mentre per i meno abbienti non c'è scelta...Premetto che sono contrario assolutamente al finanziamento diretto da parte dello stato alle scuole private perchè ciò produrrebbe solo una ulteriore nociva statalizzazione anche della scuola libera (o privata) ponendola sotto il diktat statale. Sono invece favorevolissimo all'istituto del buono-scuola che consentirebbe alle famiglie, sia abbienti sia meno abbienti, di scegliere il tipo di scuola ritenuto più adatto per i propri figli. Solo il buono scuola crea dei salutari meccanismi di competizione, di libera scelta e di responsabilità. Le strutture private le conosco forse meglio di te, ho studiato una vita intera in strutture private e paragonate a quelle pubbliche sono diecimila volta superiori!!! Quanto al problema dei diplomifici, subentrerebbe l'importanza dell'abolizione del valore legale del titolo di studio che eviterebbe proprio questo, e darebbe la possibilità sul mercato del lavoro di scegliere in base a criteri di merito e non ad altro: quindi il problema sarebbe eliminato! (Ma questo l'ho già scritto nei miei precedenti articoli, che evidentemente non hai letto con la dovuta attenzione). Quanto al resto, credo che i meccanismi di mercato (la catallassi che tu ignori) risultano essere anche nella produzione di servizi scolastici non solo i più efficienti, ma cosa più importante i più giusti: cioè ognuno paga per l'istruzione che ha scelto senza alcuna imposizione, in altre parole il buono-scuola aprirebbe meccanismi di mercato che consentirebbero libertà di scelta, competizione (e quindi miglioramento delle strutture), indipendenza e restituirebbe quella centralità nel ruolo educativo alle famiglie, che negli ultimi anni è andata persa a causa dello statalismo imperante. Una scuola che offre dei servizi buoni, con un sistema che consente libertà di scelta in piena responsabilità perchè non dovrebbe fare utili? E' cosa più che legittima, ma credo tanto ovvia che non ci sia nemmeno bisogno di discutere...io preferisco la concretezza dei capitalisti ai filantropi!!!
Dinamica collegiale, gestione amministrativa, sono solo chiacchiere inutili....a scuola non si va per quanto mi riguarda per fare queste chiacchiere, ma per studiare!!! Non darei i soldi per finanziare una scuola coranica, ma evidentemente non hai capito il mio discorso: io non vorrei dare nemmeno i miei soldi per finanziare scuole che non uso!!! Insomma se voglio andare in una scuola privata, non voglio pagare una seconda volta l'istruzione!!! Allora ecco, il buono risolverebbe questo problema...ma dubito che con la tua mentalità pseudoilluminata (diciamo pure statalista) tu riesca a capire ciò, perciò andiamo avanti. Per concludere (credo di averti risposto su ogni punto) le mie tesi non sono applicate da nessuno proprio perchè sono estremamente rivoluzionarie e forse qualche politico ha paura di perdere consensi, e poi perchè in questo paese purtroppo non esiste una vera cultura liberale.
Saluti




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