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Discussione: obbligo scolastico

  1. #31
    PaleoLibertario Cattolico
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    Originally posted by umberto



    Vengo al primo punto che conosco molto bene.


    Lo stato garantisce a tutti una scuola con programmi delinati in linea molto generale. Sta poi alle singole scuole fare l'offerta formativa. Questa non è una barbara violenza dello statalismo, ma una garanzia generale di lavoro in tutte le sue strutture.

    Non è scritto da nessuna parte che una scuola lasciata (atomizzata..) in totale "libertà" (come se non ci possa essere libertà in un obbligo, come se fosse più libero il ragazzo che per condizioni di partenza non studia, non ha una famiglia che lo indirizza, che sceglie per lui quando no nè è ancora in grado, posa definirsi più libero...)



    L'Istruzione non funziona con le leggi del marcato, scopo della scuola non è, secondo me, fare UTILI, ma educare.

    La cocnorrenza al'interno delle cosiddette "norme generali" costituzionali (art. 117) esiste già ed è stata introdotto nel monolitismo statale proprio da Berlinguer, con l'autonomia didattica, finanziaria ed amministrativa. questa è la capacitò di valorizza re la singila istituzone scolastica, il senso della creazione della igura del Dirigente scolastico. Fondi e progettazione autonoma.

    Cosa che poi la Moratti ha ben pensato di castrare tagliandone i fondi (dimezzando la progettazione di ogni scuola tagliando la legge che le finanzia: 440/97). Alla faccia della libertà!



    Qui si isnerisce il problema delle strutture private. Le conosco meglio di quanto non ti immagini. Con limiti e pregi.

    Ebbene in queste tu COMPRI UN SERVIZIO il che asclude tutta quella dinamica collegiale di grstione ammmnistrazione, didattica.

    L'unicapartecipazione delle tanto agognate familgie è ... pagare.

    In questo senso esiste il problema anche dei diplimifici.
    E l'ingiustizia di cui parli.

    Ma il problema non è solo questo, che sarebbe anche risolvibile, quanto culturale.

    Tu dresti isoldi dell ostato per finanziare una scuola coranica paritaria. Io no, perchè non sarebbe una scuola pluralista, con una educazione che sarebbe per forza non libera.

    LO stato finanzia la/e scuola/e di tutti, pluralista.

    Ora devo scappare, scusa.


    Cmq le tue non sono tesi stanto rivoluzionarie, teoricamente sono le prospettive del governo.
    Applicate in minima parte per fortuna.

    Non sono per niente d'accordo con te sulla cosiddetta "garanzia", cosa garantirebbe un programma nelle linee generali uguale per tutti? La differenza di offerta formativa di cui parli è solo una formalità in quanto deve per forza di cose seguire i principi generali!!! E' peggio, a mio avviso, di una barbara violenza, in quanto la scuola (statalista) forma i suoi allievi-sudditi al rispetto dello stato (i programmi di educazione civica sono agghiaccianti), per non parlare dei programmi di storia che sono peggio ancora, dove nella maggior parte delle scuole il concetto di libertà individuale e di individuo è quasi totalmente dimenticato perchè si parla solo di "macrocosmi" nella realtà fattuale insesistenti come la nazione, lo stato, la patria, lo spirito del popolo, la classe, ecc...peggio di così non si può!!! Il problema è che i governanti decidono in linea generale (che poi è molto più che genrale se condiziona anche i programmi nello specifico) cosa studiare, cosa studiare di più e cosa di meno (ad esempio quando ricordo l'invito di Berlinguer a studiare di più e meglio Gramsci, ora la Moratti potrebbe magari fare un analogo invito a studiare di più De Gasperi o qualcun altro...e al semplice invito seguono le linee "generali") Scusa, ma a me così non sta per niente bene, in quanto la libertà dell'istruzione è ridotta all'osso, e lo è sempre di più col passare del tempo e con riforme (Berlinguer o Moratti che siano) ridicole ed inutili.

    Devo dire, poi, che usi dei termini in maniera assolutamente impropria e senza cognizione di causa alcuna. Qui nessuno ha parlato di "atomizzazione", la questione è ben altra. La questione è rendere l'offerta scolastica migliore sotto tutti gli aspetti, e consentire alle famiglie (bada bene, ho detto alle famiglie, non al ragazzo da solo) di scegliere l'istruzione ritenuta più adeguata per i propri figli, siano esse scuole private o pubbliche. Ma purtroppo la situazione attuale italiana non consente ciò, in quanto solo ai facoltosi è permesso l'accesso alle meglio funzionanti scuole private (o parificate che siano), mentre per i meno abbienti non c'è scelta...Premetto che sono contrario assolutamente al finanziamento diretto da parte dello stato alle scuole private perchè ciò produrrebbe solo una ulteriore nociva statalizzazione anche della scuola libera (o privata) ponendola sotto il diktat statale. Sono invece favorevolissimo all'istituto del buono-scuola che consentirebbe alle famiglie, sia abbienti sia meno abbienti, di scegliere il tipo di scuola ritenuto più adatto per i propri figli. Solo il buono scuola crea dei salutari meccanismi di competizione, di libera scelta e di responsabilità. Le strutture private le conosco forse meglio di te, ho studiato una vita intera in strutture private e paragonate a quelle pubbliche sono diecimila volta superiori!!! Quanto al problema dei diplomifici, subentrerebbe l'importanza dell'abolizione del valore legale del titolo di studio che eviterebbe proprio questo, e darebbe la possibilità sul mercato del lavoro di scegliere in base a criteri di merito e non ad altro: quindi il problema sarebbe eliminato! (Ma questo l'ho già scritto nei miei precedenti articoli, che evidentemente non hai letto con la dovuta attenzione). Quanto al resto, credo che i meccanismi di mercato (la catallassi che tu ignori) risultano essere anche nella produzione di servizi scolastici non solo i più efficienti, ma cosa più importante i più giusti: cioè ognuno paga per l'istruzione che ha scelto senza alcuna imposizione, in altre parole il buono-scuola aprirebbe meccanismi di mercato che consentirebbero libertà di scelta, competizione (e quindi miglioramento delle strutture), indipendenza e restituirebbe quella centralità nel ruolo educativo alle famiglie, che negli ultimi anni è andata persa a causa dello statalismo imperante. Una scuola che offre dei servizi buoni, con un sistema che consente libertà di scelta in piena responsabilità perchè non dovrebbe fare utili? E' cosa più che legittima, ma credo tanto ovvia che non ci sia nemmeno bisogno di discutere...io preferisco la concretezza dei capitalisti ai filantropi!!!
    Dinamica collegiale, gestione amministrativa, sono solo chiacchiere inutili....a scuola non si va per quanto mi riguarda per fare queste chiacchiere, ma per studiare!!! Non darei i soldi per finanziare una scuola coranica, ma evidentemente non hai capito il mio discorso: io non vorrei dare nemmeno i miei soldi per finanziare scuole che non uso!!! Insomma se voglio andare in una scuola privata, non voglio pagare una seconda volta l'istruzione!!! Allora ecco, il buono risolverebbe questo problema...ma dubito che con la tua mentalità pseudoilluminata (diciamo pure statalista) tu riesca a capire ciò, perciò andiamo avanti. Per concludere (credo di averti risposto su ogni punto) le mie tesi non sono applicate da nessuno proprio perchè sono estremamente rivoluzionarie e forse qualche politico ha paura di perdere consensi, e poi perchè in questo paese purtroppo non esiste una vera cultura liberale.

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  2. #32
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    Penso di avere colto molto meglio di quanto non immagini, sia la tua concezione "rivoluzionaria" sia la realtà delle scole paritarie. Ci vado, anzi ci andavo, tutti i giorni.
    Una ottima scuola, probabilmente uno dei 2-3 licei classici migliori di torino. Salesiani, e l'avevo scelta io. tutt'altro che un cultura elitarista o da diplomificio. Penso di aver studiato molto bene, di essermi fatto una ottima preprarazione (per quanto di un certo orientamento) e le tua idee rivoluzionarie le sento tutti i giorni.
    Per quanto non ne possa negare i grossi limiti che non derivano dai professori (alcuni insegnano all'università) ma dalla natura stessa della scuola ideologica e confessionale.


    Del resto invece l'influenza del potere è molto meno forte di quella - salutare (e anche qui te lo dice uno che ha un bel po di ciellini tra i piedi) - dei professori.

    Scusami anche se sono stato un pò confusionario.

    Il discorsi di principio sul ruolo della scuola resta: la scuola deve istruire pluralisticamente.

    Non apporovo per nulla l'idea hce tu debba pagare l'itruzione solo per te. Si tratta appunti di un servizio pubblico, che pagano tutti perchi tutti possa usarlo. Se non lo usano non possa farci nulla (chi paga guardie privata non paga più le tsse per la polizia?)

    Scusa se ora ti rispondo pezzo per pezzo.


    Originally posted by Libertarian
    Non sono per niente d'accordo con te sulla cosiddetta "garanzia", cosa garantirebbe un programma nelle linee generali uguale per tutti? La differenza di offerta formativa di cui parli è solo una formalità in quanto deve per forza di cose seguire i principi generali!!!

    CERTO "NORME GENRALI" COSTITUZIONALI, ALL'INTERNO DELLA LIBERTA' D INSEGNAMENTO

    E' peggio, a mio avviso, di una barbara violenza, in quanto la scuola (statalista) forma i suoi allievi-sudditi al rispetto dello stato (i programmi di educazione civica sono agghiaccianti), per non parlare dei programmi di storia che sono peggio ancora, dove nella maggior parte delle scuole il concetto di libertà individuale e di individuo è quasi totalmente dimenticato perchè si parla solo di "macrocosmi" nella realtà fattuale insesistenti come la nazione, lo stato, la patria, lo spirito del popolo, la classe, ecc...peggio di così non si può!!!

    ... SE INTENDI PER BARBARO STATALISMO STUDIARE EDUCAZIONE CIVICA. A ME NON L'HANNO MAI FATA STUDIARE (e hanno fatto malissimo(E ME LA SONO FATTA DA SOLO. gli ultimi due sono stati Keynes ad Hayek



    La questione è rendere l'offerta scolastica migliore sotto tutti gli aspetti, e consentire alle famiglie (bada bene, ho detto alle famiglie, non al ragazzo da solo) di scegliere l'istruzione ritenuta più adeguata per i propri figli, siano esse scuole private o pubbliche.

    E' UN FALSO CONCETTO DI LIBERTA'.
    Ti contesto lidea di libertà di scelta, la libertà non è solo scegliere quanto acquisire gli strumenti per una scelta veramente (ed egualmente) libera. una scuola ideologica, anche politicamente. E' difficile che nasca dibattito “politico” dove ne manchino i presupposti educativi; i quali esigono la valorizzazione, plurale e non asettica, di proposte diverse e contrastanti.
    “La scuola confessionale - don Milani insegnava - che vuole portare i suoi frequentatori a credere in una determinata fede (o ideologia), per sua natura, non può né vuole essere pluralista”. È noto che qualsiasi vivacità “politica” non può prescindere anche da una dialettica didattica, culturale, collegiale.

    Mi permetto anche di dire che il ruolo delle amiglie in queste scuole si limita al pagare. Nella gestione non entrano, gli organi collegiali (er chi ancora crede che la scuola sia una comunità non autocratica) non contano nulla.




    Ma purtroppo la situazione attuale italiana non consente ciò, in quanto solo ai facoltosi è permesso l'accesso alle meglio funzionanti scuole private (o parificate che siano), mentre per i meno abbienti non c'è scelta...Premetto che sono contrario assolutamente al finanziamento diretto da parte dello stato alle scuole private perchè ciò produrrebbe solo una ulteriore nociva statalizzazione anche della scuola libera (o privata) ponendola sotto il diktat statale. Sono invece favorevolissimo all'istituto del buono-scuola che consentirebbe alle famiglie, sia abbienti sia meno abbienti, di scegliere il tipo di scuola ritenuto più adatto per i propri figli. Solo il buono scuola crea dei salutari meccanismi di competizione, di libera scelta e di responsabilità.

    E' VERO FINO IN PARTE CHE LE SCUOLE NO STATALI SONO LMITATE PER CENSO. MOLTO VOLGIONO ESSERLO, E TANTO PER CAPIRCI IN PIEMONTE CON I BUONI SCUOLA GLI ISCRITTI SONO DIMINUITI....


    Quanto al resto, credo che i meccanismi di mercato (la catallassi che tu ignori) risultano essere anche nella produzione di servizi scolastici non solo i più efficienti, ma cosa più importante i più giusti: cioè ognuno paga per l'istruzione che ha scelto senza alcuna imposizione, in altre parole il buono-scuola aprirebbe meccanismi di mercato che consentirebbero libertà di scelta, competizione (e quindi miglioramento delle strutture), indipendenza e restituirebbe quella centralità nel ruolo educativo alle famiglie, che negli ultimi anni è andata persa a causa dello statalismo imperante.

    RIPETO CHE NO E' VERO. NELLE SCUOLE PRIVATE LE FAMILGIE CONTANO NULLA, SOLO COME POTERE CONTRATTUALE.



    Una scuola che offre dei servizi buoni, con un sistema che consente libertà di scelta in piena responsabilità perchè non dovrebbe fare utili? E' cosa più che legittima, ma credo tanto ovvia che non ci sia nemmeno bisogno di discutere...io preferisco la concretezza dei capitalisti ai filantropi!!!
    Dinamica collegiale, gestione amministrativa, sono solo chiacchiere inutili....a scuola non si va per quanto mi riguarda per fare queste chiacchiere, ma per studiare!!!

    E PENSI CHE NON SIA IMPARARE TUTTO QUELLI CHE SI FA A SCUOLA FUORI DAL BANCO....



    Saluti



    Io penso di aver capito la tua concezione, esattamente l'opposto di come la vedo io.

    Ma on del tuttol l'idea di concorrenza non è sbagliata. Ma non c'entra nulla con i buono scuole nè cn la minoranza delle scuole non statali. Dalle quali invece io cambierei discorso, invece di centrarcisi.

    La concorrenza che potrebbero fare à minimo e irrisoria nel contesto nazionale (il 2%!)

  3. #33
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    Originally posted by umberto
    Penso di avere colto molto meglio di quanto non immagini, sia la tua concezione "rivoluzionaria" sia la realtà delle scole paritarie. Ci vado, anzi ci andavo, tutti i giorni.
    Una ottima scuola, probabilmente uno dei 2-3 licei classici migliori di torino. Salesiani, e l'avevo scelta io. tutt'altro che un cultura elitarista o da diplomificio.
    Scusa, Umberto, ma sbaglio o classici a Torino ce ne sono 4? Quindi essere tra i migliori 2-3 non è... mah...

  4. #34
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    Scusandomi anocra per il grandisismo disordine, causato dalla scarsissima diponibilità di tempo per pol, che non rende ragione delle mie tesi, ho trovto una esposizione più ordinata fatta tempo fa per un articolo (....lasciamo perdere la storia).



    E’ sbagliato credere che la vera libertà stia nella “scelta” in quanto, come ben sappiamo, quantomeno da Aristotele in avanti, “poter scegliere” non vuol necessariamente dire “essere liberi”. Bisogna, infatti, per essere davvero liberi, autonomi e in grado di determinare le proprie vite, subire la quantità minore possibile di condizionamenti e sviluppare una sufficiente capacità di giudizio critico. Inoltre, dalla legge 62/2000 sulla parità scolastica, coloro che scelgono una scuola pubblica e coloro che scelgono una scuola privata paritaria hanno le stesse garanzie e riconoscimenti in termini didattici e la stessa possibilità di usufruire di borse di studio a copertura parziale delle spese d’istruzione, in modo inversamente proporzionale al livello di reddito posseduto. Tuttavia coloro che scelgono una scuola privata “pagano”, tramite la retta, la volontà di seguire uno specifico “progetto educativo”, diverso da quello laico e pluralista proprio della scuola pubblica, cosa per altro possibile proprio perché la scuola è “privata” e dunque indipendente dallo Stato (uno specifico “progetto educativo” che si origina dai valori cattolici qual è quello del Liceo Valsalice è la sostanziale differenza, infatti, in termini qualitativi generali, rispetto ad una scuola pubblica cui di qualità non è in nulla inferiore dal punto di vista didattico). Lo Stato non può che prevedere un sistema formativo laico, nel senso profondo del termine, cioè in cui l’insegnamento sia privo di qualunque precondizionamento, sia esso religioso, ideologico o di qualunque genere, proprio perché non può prescindere da una necessaria neutralità nei confronti delle idee e pensieri del singolo; semmai la formazione deve fornire il sostrato su cui l’individuo sviluppa le proprie convinzioni.
    Vi è inoltre, aspetto più concreto, il problema della suddivisione delle risorse: il nostro paese, infatti, destina alla scuola e alla formazione una percentuale del PIL decisamente inferiore a quella degli altri paesi europei (Svezia 6.9%, Francia 6.3%, Italia 4.8%) e questa spesa è ulteriormente stata ridotta con l’ultima “legge finanziaria”. In questo contesto occorre dunque, anziché destinare, direttamente o indirettamente, fondi alle scuole non statali, aumentare i finanziamenti per la scuola pubblica in modo da garantirne la sicurezza, la piena agibilità e in modo da dotarla di tutte le strutture (biblioteche, laboratori, palestre…) necessarie ad un completo e “confortevole” apprendimento.

  5. #35
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    Originally posted by Lollo87Lp
    Scusa, Umberto, ma sbaglio o classici a Torino ce ne sono 4? Quindi essere tra i migliori 2-3 non è... mah...

    Pregliasco mi perseguiti...................






  6. #36
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    Originally posted by umberto
    Pregliasco mi perseguiti...................
    Non ti seguo (?)

  7. #37
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    Originally posted by Lollo87Lp
    Non ti seguo (?)

    si vabbeh.


    Tutto ciò che ha un inizio ha una fine.

    diciamo che l'avevo intuito dopo la prima volto che mi chidesti di "seltz".

    Nè ti sei coperto bene. librerie, lp, 87, uglione....

  8. #38
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    Originally posted by umberto
    si vabbeh.


    Tutto ciò che ha un inizio ha una fine.

    diciamo che l'avevo intuito dopo la prima volto che mi chidesti di "seltz".

    Nè non ti sei coperto bene.
    Veramente non riesco a seguirti, credo che tu ti stia confondendo (se mi spieghi meglio forse ci capisco qualcosa di più)

  9. #39
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    Originally posted by Lollo87Lp
    Veramente non riesco a seguirti, credo che tu ti stia confondendo (se mi spieghi meglio forse ci capisco qualcosa di più)






    Non importa. Per quei 20 minuti al giorno che dedico al forum mi terrò quest'intuizione...

  10. #40
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    Originally posted by umberto
    librerie, lp, 87, uglione....
    Librerie?
    Su "lp" e "87" penso che non pochi sappiano l'origine del mio nickname (forse sul Seggio ci sono anche dei sondaggi, su questo).
    Uglione l'ho visto al convegno dell'AICC, mi sembrava di avertene già parlato.

    Mah...

 

 
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