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Discussione: obbligo scolastico

  1. #41
    PaleoLibertario Cattolico
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    Originally posted by umberto
    Penso di avere colto molto meglio di quanto non immagini, sia la tua concezione "rivoluzionaria" sia la realtà delle scole paritarie. Ci vado, anzi ci andavo, tutti i giorni.
    Una ottima scuola, probabilmente uno dei 2-3 licei classici migliori di torino. Salesiani, e l'avevo scelta io. tutt'altro che un cultura elitarista o da diplomificio. Penso di aver studiato molto bene, di essermi fatto una ottima preprarazione (per quanto di un certo orientamento) e le tua idee rivoluzionarie le sento tutti i giorni.
    Per quanto non ne possa negare i grossi limiti che non derivano dai professori (alcuni insegnano all'università) ma dalla natura stessa della scuola ideologica e confessionale.


    Del resto invece l'influenza del potere è molto meno forte di quella - salutare (e anche qui te lo dice uno che ha un bel po di ciellini tra i piedi) - dei professori.

    Scusami anche se sono stato un pò confusionario.

    Il discorsi di principio sul ruolo della scuola resta: la scuola deve istruire pluralisticamente.

    Non apporovo per nulla l'idea hce tu debba pagare l'itruzione solo per te. Si tratta appunti di un servizio pubblico, che pagano tutti perchi tutti possa usarlo. Se non lo usano non possa farci nulla (chi paga guardie privata non paga più le tsse per la polizia?)

    Scusa se ora ti rispondo pezzo per pezzo.
    Io penso di aver capito la tua concezione, esattamente l'opposto di come la vedo io.

    Ma on del tuttol l'idea di concorrenza non è sbagliata. Ma non c'entra nulla con i buono scuole nè cn la minoranza delle scuole non statali. Dalle quali invece io cambierei discorso, invece di centrarcisi.

    La concorrenza che potrebbero fare à minimo e irrisoria nel contesto nazionale (il 2%!)


    Gli argomenti trattati sono vari e quindi ti rispondo cercando di mettere un pò di ordine. Io sono stato 13 anni in una scuola privata, padri Scolopi, e posso dirti che le cose funzionano centomila volte meglio, e non solo in quanto a efficienza, ma anche in quanto a "formazione" della dignità della persona umana. (e sono cose che vanno ben oltre la semplice formazione nozionistica). Ma vengo alle risposte:
    1)Il problema non è nella natura ideologica o confessionale della scuola, in quanto se il sistema fosse liberalizzato potrebbero nascere anche ottime scuole private laiche e non-confessionali.Inoltre, non vedo quale sia il problema dell'esistenza di scuola confessionali....basta sceglierle oppure non sceglierle!!!
    2) Dici una grande sciocchezza nel fatto che la scuola deve essere "pluralistica": in nome del pluralismo non si fa altro che fomentare l'odio (non solo nelle scuole, ma nell'intera scoietà) con stupidità come il multietnicismo o l'integrazione forzata, che non fanno altro che creare una cultura del conflitto e dell'odio a livello di persona e di comunità. Inoltre, a parte le chiacchiere, dove lo vedi questo pluralismo nelle strutture statali? E chi ti dice aprioristicamente che le scuole private non siano pluraliste? Ti porto la mia esperienza di scuola privata (dei padri scolopi come ti ho detto) dove regnava un clima di assoluta tolleranza e di assoluta apertura a qualsiasi tipo di discorso...e parlando per napoli e provincia ce ne sono molte altre che seguono questa strada...A me sembra che il tuo ragionamento sia molto superficiale, manicheo e aprioristico su questo punto: alla fine il tuo "pluralismo" è e rimane solo aria al vento! Il vero pluralismo è garantito solo ed esclusivamente dalla ricchezza e dalla diverità di offerte sul mercato dell'istruzione, tutto il resto è solo aria!!!
    3) Io invece non approvo l'idea ad essere costretto a fare qualcosa che non voglio fare: costretto due volte, la prima a pagare per un servizio che non uso e la seconda ad essere costretto a pagare una seconda volta per ricevere l'istruzione che io ritengo più adatta alla mia concezione di vita (una scuola cattolica se sono cattolica, musulmana se sono islamico, buddista se sono buddista, laica se sono laico, di questo o di quell'orientamento, ecc ecc.) Questo è un discorso logico di rispetto dell'individuo e della sua libertà. Riguardo all'esempio delle guardie private, sono d'accordo, io fondamentalmente sono un anarchico, e per me le tasse sono come rapine, come furti...(ma questo è un altro discorso che magari affronteremo in un altro thread, non mi sembra questo il luogo adeguato) Il sistema come è ora è palesemente ingiusto per me e per te e per tante altre persone che si trovano a dover pagare due volte...quando potrebbero avere (pagando una sola volta, o col buono) la possibilità di scegliere....ma in effetti mi rendo conto che per questa italia iperstatalista ed iperconservatrice la mia tesi è davvero iper-rivoluzionaria, e possiamo dirlo a voce alta!!!
    4) Sul tema della concorrenza ti invito alla lettura di un interessantissimo testo di Dario Antiseri "3 idee per un'italia civile: buono-scuola, buono-tv e buono-sanità" (ed. Rubbettino). Ma ti rispondo anche qui: mi spieghi come introdurresti concorrenza nell'ambito del sistema scolastico se l'unico modo per introdurre davvero competizione è e resta il buono scuola? (e non una falsa competizione tipo quella localistica o al livello regionale, o peggio ancora la grande truffa della competizione tra scuole pubbliche che è solo un marchingegno dei politici statalisti e dei burocrati per fare un pò di soldi piazzando in ogni scuola uomini di "sistema"). Il problema lo evidenzi anche tu, il fatto che in Italia c'è purtroppo un monopolio statuale dell'istruzione atta più a formare sudditi che individui liberi, o comunque "cittadini" (che brutta espressione quella di cittadino) politically correct! Il buono scuola accrescerebbe il numero di scuole private, confessionali e non e produrrebbe finalmente una sana competizione all'interno del nostro malandato sistema scolastico.

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  2. #42
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    Originally posted by umberto

    E’ sbagliato credere che la vera libertà stia nella “scelta” in quanto, come ben sappiamo, quantomeno da Aristotele in avanti, “poter scegliere” non vuol necessariamente dire “essere liberi”. Bisogna, infatti, per essere davvero liberi, autonomi e in grado di determinare le proprie vite, subire la quantità minore possibile di condizionamenti e sviluppare una sufficiente capacità di giudizio critico. Inoltre, dalla legge 62/2000 sulla parità scolastica, coloro che scelgono una scuola pubblica e coloro che scelgono una scuola privata paritaria hanno le stesse garanzie e riconoscimenti in termini didattici e la stessa possibilità di usufruire di borse di studio a copertura parziale delle spese d’istruzione, in modo inversamente proporzionale al livello di reddito posseduto. Tuttavia coloro che scelgono una scuola privata “pagano”, tramite la retta, la volontà di seguire uno specifico “progetto educativo”, diverso da quello laico e pluralista proprio della scuola pubblica, cosa per altro possibile proprio perché la scuola è “privata” e dunque indipendente dallo Stato (uno specifico “progetto educativo” che si origina dai valori cattolici qual è quello del Liceo Valsalice è la sostanziale differenza, infatti, in termini qualitativi generali, rispetto ad una scuola pubblica cui di qualità non è in nulla inferiore dal punto di vista didattico). Lo Stato non può che prevedere un sistema formativo laico, nel senso profondo del termine, cioè in cui l’insegnamento sia privo di qualunque precondizionamento, sia esso religioso, ideologico o di qualunque genere, proprio perché non può prescindere da una necessaria neutralità nei confronti delle idee e pensieri del singolo; semmai la formazione deve fornire il sostrato su cui l’individuo sviluppa le proprie convinzioni.
    Vi è inoltre, aspetto più concreto, il problema della suddivisione delle risorse: il nostro paese, infatti, destina alla scuola e alla formazione una percentuale del PIL decisamente inferiore a quella degli altri paesi europei (Svezia 6.9%, Francia 6.3%, Italia 4.8%) e questa spesa è ulteriormente stata ridotta con l’ultima “legge finanziaria”. In questo contesto occorre dunque, anziché destinare, direttamente o indirettamente, fondi alle scuole non statali, aumentare i finanziamenti per la scuola pubblica in modo da garantirne la sicurezza, la piena agibilità e in modo da dotarla di tutte le strutture (biblioteche, laboratori, palestre…) necessarie ad un completo e “confortevole” apprendimento.
    Ti risponderò anche qui per punti in ordine (anche se a parecchie cose ho già risposto):
    1) Tu scrivi "poter scegliere non vuol dire necessariamente essere liberi". Ti rispondo: poter scegliere è la base su cui costruire in piena indipendenza la propria vita...se ti è negata la scelta allora la libertà di formazione, ad esempio, è solo formale!
    2)Su scuole pubbliche e scuole private: mi sembra di capire che tu non sei un vero pluralista, in quanto il pluralismo reale non è tanto all'interno di una struttura (sia essa pubblica o privata) quanto all'interno dell'intero sistema scolastico...tu non vedi altre scuole al di fuori di quella statale, e non ho capito perchè queste scuole "laiche" come le chiami tu debbano essere avvantaggiate...perchè tu sei un laico? Beh, a questo punto perchè un laico paga una volta sola e io che sono cattolico devo pagare due volte per avere la mia scuola? Questa è una ingiustizia palese ed un problema che troverebbe soluzione con il buono-scuola. Questo fatto poi che le scuole statali siano "laiche" è una grossa sciocchezza....le scuole sono fatte da insegnanti e spesso gli insegnanti "laici" hanno più pregiudizi di quelli confessionali, te lo garantisco!!! E poi io credo che lo stato (organo mostruoso che per me non dovrebbe esistere) non deve assolutamente mettere il naso nelle faccende degli individui, nè tantomeno nella formazione, che è un aspetto importantissimo, e per questo si lasci la libertà di scegliere alla famiglie per i propri figli.
    3) Sui finanziamenti, infine, più lo stato finanzia e "statalizza" le scuole più ci sarà uno spreco di risorse e un "magna-magna", e più le scuole cadranno in basso nei ricatti di politici, burocrati, ecc...ne deduco che concetti come libertà, individualità e responsabilità ti sono totalmente estranei!!!

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  3. #43
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    Predefinito Qualche riflessione sulla scuola

    Ecco alcune riflessioni sul ruolo della scuola di Isabel Paterson:

    "Laddove l'insegnamento viene impartito da scuole private, vi saranno differenze considerevoli fra le varie scuole; i genitori devono decidere presso quale scuola mandare i propri figli in base ai corsi offerti...Non ci sarà in nessun caso l'obbligo di insegnare la "supremazia dello stato come filosofia obbligatoria". Tuttavia, ogni sistema educativo controllato politicamente tenterà, prima o poi, di inculcare la dottrina della supremazia dello stato, sia sotto forma di diritto divino dei re, sia come "volontà del popolo" nella "democrazia". Una volta che tale dottrina sia accettata, diventa un compito sovrumano rompere la morsa del potere politico sulla vita del cittadino. Esso tiene in pugno la sua vita, le sue proprietà, la sua mente, fin dall'infanzia. Una piovra sicuramente lascerebbe molto più facilmente la sua preda. Un sistema educativo obbligatorio e sovvenzionato con le tasse è il modello perfetto di uno stato totalitario".

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  4. #44
    Straborghese
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    Predefinito Re: Qualche riflessione sulla scuola

    Originally posted by Libertarian
    Ecco alcune riflessioni sul ruolo della scuola di Isabel Paterson:

    "Laddove l'insegnamento viene impartito da scuole private, vi saranno differenze considerevoli fra le varie scuole; i genitori devono decidere presso quale scuola mandare i propri figli in base ai corsi offerti...Non ci sarà in nessun caso l'obbligo di insegnare la "supremazia dello stato come filosofia obbligatoria". Tuttavia, ogni sistema educativo controllato politicamente tenterà, prima o poi, di inculcare la dottrina della supremazia dello stato, sia sotto forma di diritto divino dei re, sia come "volontà del popolo" nella "democrazia". Una volta che tale dottrina sia accettata, diventa un compito sovrumano rompere la morsa del potere politico sulla vita del cittadino. Esso tiene in pugno la sua vita, le sue proprietà, la sua mente, fin dall'infanzia. Una piovra sicuramente lascerebbe molto più facilmente la sua preda. Un sistema educativo obbligatorio e sovvenzionato con le tasse è il modello perfetto di uno stato totalitario".

    Saluti
    Musica per le mie orecchie da libertario.Grazie Libertarian.

  5. #45
    Straborghese
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    Predefinito

    E accanto alla citazione della Paterson,direi di inanellare una citazione di Murray Newton Rothbard:
    "Una stampa pubblica obbligatoria verrebbe considerata giustamente un'invasione del diritto fondamentale della libertà di stampa,la libertà scolastica non è almeno altrettanto importante quanto quella di stampa?Non sono entrambe mezzi vitali per l'informazione e l'istruzione pubblica,per la libertà e la ricerca della verità?In realtà,la soppressione della libertà di istruzione deve essere ritenuta più terribile della libertà di stampa,dal momento che vengono coinvolte più direttamente le giovani e ancora plasmabili menti dei bambini".

    Comunque,l'obbligo scolastico è una delle più grandi stupidaggini statali che ci si debba sorbire oggigiorno.Ciao

  6. #46
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    Predefinito Re: obbligo scolastico

    Originally posted by Marzia
    la riforma della Moratti prevede un obbligo scolastico fino ai 18 anni...voi cose ne pensate???
    Io sono per l'abolizione dell' educazione pubblica.Ed anche dell' "obbligo di educazione", a qualsiasi eta'. Nello specifico tema del thread,in particolare, ho sempre trovato stranissimo che il governo di centro-destra,un governo,teoricamente,conservatore,seppur moderato finche' si vuole, in Italia debba fare una riforma che,in tutto il resto del mondo e' una battaglia delle sinistre, a volte estreme! Incomprensibile.Vorrei ,anzi, aggiungere: Non c'e'MAI stato nulla di male nell'imparare uno o,preferibilmente,molti mestieri. A qualsiasi eta'.Anche la piu' giovane.Un'ABILITA'. Produttiva.Manuale e mentale.Che da' la senzazione e la fierezza di essere una parte vera ed attiva della societa' viva.E di,effettivamente,produrre ed intercambiare con la societa'.Al contrario del sentirsi..una specie di parassita. Il lavoro e'una soluzione ,NON un problema,per le nuove generazioni e per la sanita' mentale dei giovani,che e' sotto costante attacco.Non potrei essere piu' contrario.Non potrei essere piu' a favore della liberta' ed indipendenza totale dello studio e dell'imparare. Ed a favore della totale apertura e totale pluralita' ,senza barriere, del lavoro, la produttivita', la creativita'umana.

  7. #47
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    Predefinito Re: Re: obbligo scolastico

    Originally posted by Steppen
    Io sono per l'abolizione dell' educazione pubblica.Ed anche dell' "obbligo di educazione", a qualsiasi eta'. Nello specifico tema del thread,in particolare, ho sempre trovato stranissimo che il governo di centro-destra,un governo,teoricamente,conservatore,seppur moderato finche' si vuole, in Italia debba fare una riforma che,in tutto il resto del mondo e' una battaglia delle sinistre, a volte estreme! Incomprensibile.Vorrei ,anzi, aggiungere: Non c'e'MAI stato nulla di male nell'imparare uno o,preferibilmente,molti mestieri. A qualsiasi eta'.Anche la piu' giovane.Un'ABILITA'. Produttiva.Manuale e mentale.Che da' la senzazione e la fierezza di essere una parte vera ed attiva della societa' viva.E di,effettivamente,produrre ed intercambiare con la societa'.Al contrario del sentirsi..una specie di parassita. Il lavoro e'una soluzione ,NON un problema,per le nuove generazioni e per la sanita' mentale dei giovani,che e' sotto costante attacco.Non potrei essere piu' contrario.Non potrei essere piu' a favore della liberta' ed indipendenza totale dello studio e dell'imparare. Ed a favore della totale apertura e totale pluralita' ,senza barriere, del lavoro, la produttivita', la creativita'umana.

    Perfettamente d'accordo.
    Saluti
    Anarcho-capitalist

  8. #48
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    Si. Nella societa' Romana un 13 enne che non sapesse lavorare,che non avesse un abilita' produttiva era considerato uno "strano' ,uno "poco sano" .Un 16-17 che non stesse mettendo su' famiglia e non avesse una buona stabile entrata a causa del suo lavoro o attivita' ...ancora piu' strano. Eppure,i Romani non erano nulla analfabeti . Proprio nulla .Erano letteratissimi. Una societa' sana ed orgogliosa e' fatta dai suoi individui. La skuola...non aiuta tali individui. L'orgoglio di essere indipendenti, di farsi la propria vita, di guadagnarsi la pagnotta...si'. Lo sfruttamento infantile della rivoluzione industriale e' una facciata ,pompata esageratamente e messa li' , da alcuni, folli, criminali,per cercare di farci credere il contrario.

  9. #49
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    Originally posted by Steppen
    Si. Nella societa' Romana un 13 enne che non sapesse lavorare,che non avesse un abilita' produttiva era considerato uno "strano' ,uno "poco sano" .Un 16-17 che non stesse mettendo su' famiglia e non avesse una buona stabile entrata a causa del suo lavoro o attivita' ...ancora piu' strano. Eppure,i Romani non erano nulla analfabeti . Proprio nulla .Erano letteratissimi. Una societa' sana ed orgogliosa e' fatta dai suoi individui. La skuola...non aiuta tali individui. L'orgoglio di essere indipendenti, di farsi la propria vita, di guadagnarsi la pagnotta...si'. Lo sfruttamento infantile della rivoluzione industriale e' una facciata ,pompata esageratamente e messa li' , da alcuni, folli, criminali,per cercare di farci credere il contrario.
    Non capisci proprio nulla della scuola di epoca Romana.

  10. #50
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    Originally posted by umberto
    Non capisci proprio nulla della scuola di epoca Romana.
    BELLISSIMO commento!Vorrei anche aggiugere: Tu'...non capisci proprio niente di come giocare a Risiko!E poi non capisci assolutamente niente della storia dell'Indonesia!

 

 
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