
Originariamente Scritto da
zucchetta
Buddha
Sutra Surangama:
"Dopo il mio Paranirvana,
nell'ultimo kalpa di questo mondo,
ci saranno molti di questi spiriti eretici,
nascosti dentro le stesse personalità dei santi,
per portare meglio a termine i loro inganni …
Con tali ingannevoli maniere essi propagano le loro eresie false e distruttive.
Chiunque abbia seriamente analizzato lo studio di ogni religione, non solo di quelle orientali. ha potuto largamente accorgersi della deriva che da un paio di secoli ha preso la conoscenza del divino.
È una crisi profonda che si riflette in ogni religione, da quella cristiana, la cui regressione è sotto i nostri occhi, a quella musulmana, dove la lettera val più dello spirito e chi meno “sa” si erge ad arbitro della conoscienza; per arrivare all’induismo che da una parte, quella più indiana, si chiude su se stesso diventando intollerante ed integralista e dall’altra è oggetto di speculazioni da parte di sedicenti “maestri” che saccheggiano conoscenza e tradizione per “vendere” un prodotto che da profitti altissimi.
In mezzo a questo marasma, la nascita di pseudo-religioni, bellamente rifatte ad immagine e somiglianza dell’una o dell’altra forma tradizionale autentica, il cui scopo è di illudere chi ci casca e non sempre, a cascarci, sono semplici sprovveduti. Quella di Osho è una pseudo-religione perché manipola elementi di tradizioni diverse, li “cuce” insieme dando al tutto un aspetto solo apparentemente coerente. Se chi stima Osho si prendesse la briga di confrontare l’insegnamento di tanto maestro con quanto realmente esposto nelle Upanishad o in altri testi sacri ci resterebbe veramente male.
È però interessante notare quanto questi sedicenti maestri o “messia” siano molto più interessati alla “vendita” del loro prodotto ed all’assoggettamento dei loro adepti con accorgimenti che vanno dalla coercizione al lavaggio del cervello. Tecniche spesso contrabbandate come esercizi spirituali o forme di meditazione e che, in realtà, sono indottrinamenti volti ad annullare la personalità, non ad accrescerla o a “liberarla”. Un conto è fare “il vuoto” nella mente, fermando i pensieri per comprendere l’assoluto (o almeno provarci), altro conto è farsi lavar via ogni pensiero da una banda di imbroglioni.
Detto questo è chiaro che io non ho nessuna autorità per pontificare che “questo è giusto, l’altro è sbagliato”. Esprimo una mia opinione, come altri, la ribadisco quando voglio essere ben compresa e mi rendo ben conto che, come io resterò della mia opinione, convinta che sia quella giusta, anche gli altri non muteranno la propria.
Se a qualcuno interessasse leggerlo qui c’è la traduzione in italiano di un articolo di Rama P. Coomaraswamy, figlio del più noto Ananda, nato indù ed in seguito convertito al cristianesimo, (era un prete cattolico) su
LA DISSACRAZIONE DELL'INDUISMO NEL CONSUMISMO OCCIDENTALE