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Discussione: Osho

  1. #181
    Sospeso/a
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    Predefinito Rif: Osho

    Ci sono maestri e ci sono impostori,
    il processo che ti porta a "conoscere" è sempre e solo tuo, chiunque sia ad azionare la leva che ti spinge a crescere ed alla ricerca. La "grazia divina" è talmente infinita che non è nemmeno escluso che possa essere un millantatore colui che smuove il tuo io verso la luce interiore.

    L'unico rischio è che mentre un vero guru ti lascia crescere e vuole la tua indipendenza, un finto maestro tende a creare una cerchia di accoliti su cui e con cui esercitare il suo potere. Questo con fini non di accrescimento interiore/conoscenza ma per scopi personali e ci può riuscire o meno per un periodo più o meno lungo ma mai per sempre. Come ad esempio Osho che alla fine della sua carriera non poteva più fidarsi di qualcuno neanche per comprare il biglietto di un treno...

    Sganciarsi da ogni illusione non è facile, la solitudine interiore può dare un senso di vertigine, per questo ci sono le religioni, per chi non vuole scostarsi dagli altri, per chi ha paura ad andare oltre.
    Conoscere, quel famoso cercare l'illuminazione/liberazione sotto molti aspetti equivale a morire, cosa che era abbastanza implicita negli antichi misteri. Una morte simbolica che consiste anche nell'abbandonare i maestri, veri o presunti tali, è una rinuncia a delle forme "sicure" alle nostre certezze per un ignoto che quando arrivi al dunque può far paura.
    Se il maestro è un impostore ci si ferma per strada e si interrompe il processo di realizzazione, di questo un eventuale impostore dovrà risponderne, per chi li segue l'unica consolazione è che ognuno risponderà sempre comunque solo per se stesso, l'importante quindi è l'essere almeno in buona fede...
    Ultima modifica di zucchetta; 26-03-10 alle 12:25

  2. #182
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Questo thread si chiede se Osho fosse un Vero Maestro, ma anche se si fosse intitolato: Gesù Cristo è stato un vero maestro o se Buddha fosse stato un Vero Maestro la discussione non sarebbe cambiata nella sostanza, perchè non c'è nessuna possibilità, per chi non ha "riconosciuto" quel Maestro, di accedere a quel processo interiore che ci fa comprendere che quel Maestro non è altro che un riflesso di quello che è la nostra Vera essenza.
    Ci sono molte persone che testimoniano che l'incontro con Cristo o Buddha le hanno cambiate: stanno testimoniando alla stessa maniera quel processo interiore e quindi, ovviamente, tifano per una Tradizione.
    Sicuramente (lo dico con tristezza) non avremmo riconosciuto né Gesù Cristo né il Buddha. Ma il punto è un altro. Si può paragonare Osho a Gesù Cristo e al Buddha Shakyamuni?

    Essendo "io" (ego) un semplice essere umano ancora interamente immerso nella sofferenza e quindi nell'ignoranza del samsara, mi faccio ancore le domande, non posseggo tutte le risposte. Mentre, mi sembra, che tu, che paragoni senza nessun dubbio Osho a Gesù Cristo o a Buddha, hai solo certezze. Ora io (ego) mi chiedo (le stesse domande le avrei fatte a Osho ai suoi inizi): sei simile a Gesù Cristo (solo il simile riconosce il simile)? oppure sei la Verità? oppure possiedi la Verità (la nostra Vera essenza) in potenza ma sei ancora, come me immerso nell'ignoranza, ma in questo caso come "riconosci" con sicurezza il Vero Maestro? puro atto di fiducia? oppure tu sai che è così...punto?

    Dire (come fai tu nell'intervento 176) che: <<La Verità si rivela perchè dentro di noi è crollato qualcosa e dobbiamo ammettere che lei esiste e noi no o perlomeno esistiamo solo in questo momento che la sentiamo dentro di noi >> siamo nel puro misticismo non nell'esoterismo. Nulla di male, ma bisogna distinguere tra una via mistica e una via iniziatica. Due cose diverse, due linguaggi diversi. Due mete diverse.
    Ultima modifica di Zed; 26-03-10 alle 14:19

  3. #183
    Papessa
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    Predefinito Rif: Osho

    [QUOTE=zucchetta;1031782]

    Sganciarsi da ogni illusione non è facile, la solitudine interiore può dare un senso di vertigine, per questo ci sono le religioni, per chi non vuole scostarsi dagli altri, per chi ha paura ad andare oltre.
    Conoscere, quel famoso cercare l'illuminazione/liberazione sotto molti aspetti equivale a morire, cosa che era abbastanza implicita negli antichi misteri. Una morte simbolica che consiste anche nell'abbandonare i maestri, veri o presunti tali, è una rinuncia a delle forme "sicure" alle nostre certezze per un ignoto che quando arrivi al dunque può far paura.
    QUOTE]

    Profondamente vero.

    Il maestro con la sua azione occulta ti spoglia di ogni illusorietà, ti fa toccare piano piano la verità del fantasmatico e del transeunte, svelandoti nel contempo tutte le trappole della mente che ti tengono schiavo impedendoti di procedere. La mente è un drago che vuol essere nutrito e pretende schemi e impalcature all'interno delle quali far scomparire la semplicità del vero...eppure senza questo strumento noi non "saremmo" e non "potremmo".

    Il maestro ti getta in un non-luogo, in una terra arida dove non puoi più tornare indietro alle vecchie credenze perchè ne hai veduto tutta la illusoria natura, ma non sai ancora procedere avanti per giungere alla meta ancora sconosciuta, specie se il maestro ti lascia solo con te stesso.
    E' una permanenza che può durare anche molto, molto a lungo...e cosa c'è in questa terra di nessuno? Solo tu e scampoli di natura brulla, dove anche trovare un po' d'acqua è un'impresa e dove solo il legame e il pensiero dell'iniziatore può sostenerti. Ma molti sono sopraffatti: la strada è disseminata di cadaveri metaforici che di necessità sono tornati indietro sui propri passi reimmergendosi ad occhi chiusi nell'oltrepassato o gettando via qualunque cosa.

    Ma la corona della vita apparterrà a chi resta fedele fino alla morte: queste parole evangeliche restano universali.
    Ultima modifica di primahyadum; 26-03-10 alle 14:57
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  4. #184
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio
    La "grazia divina" è talmente infinita che non è nemmeno escluso che possa essere un millantatore colui che smuove il tuo io verso la luce interiore.
    mi ricorda quella storiella indiana in cui il sacerdote di un tempio, tutti i giorni, offriva alla divinità il cibo prima di consumarlo con il suo allievo. La cerimonia avveniva fuori dagli occhi del discepolo, un sempliciotto.
    Costui immaginava che il superiore, mentre si trovava nel tempio, offrisse il cibo alla divinità e, solo dopo che questa lo avesse consumato, lo potevano assumere anche loro.
    Il sacerdote dovette assentarsi per un paio di mesi per recarsi in una località lontana e lasciò al discepolo le chiavi della dispensa con scorte per un tale periodo, addossandogli anche il rituale quotidiano.
    Il primo giorno il sempliciotto preparò il cibo con gran cura ed entrò nel tempio, depose il vassoio ai piedi della divinità ed attese pazientemente che il dio venisse a prendere il suo pasto per poter poi, a sua volta, pranzare. Passarono le ore ma della divintà neppure l'ombra. Il giovane cominciò a disperare, a sentire i crampi della fame e a lamentarsi. I suoi lamenti salirono al cielo e la dea si accorse di quanto stava accadendo e disse al dio: un tuo devoto ti sta chiamando ripetutamente, perchè non lo ascolti? il dio si presentò al tempio. Il discepolo, candidamente, disse: Signore, perché hai tardato tanto per venire? Il dio mangiò l'ottimo cibo e promise di venire anche l'indomani accompagnato dalla moglie. Il sempliciotto replicò: però mi raccomando, siate puntuali.
    Il dio tornò in cielo e raccontò alla dea l'accaduto che si disse entusiasta di accompagnarlo ad assaggiare il cibo preparato per loro con tanta devozione. Il giorno dopo si presentarono puntualmente e mangiarono tutto con molto gusto.
    Presto in paradiso si sparse la voce di quanto accadeva in quel tempio e sempre più dei vollero unirsi alla mensa del devoto. Nel giro di quindici giorni la dispensa era vuota. Il priore arrivò con largo anticipo sul previsto e chiese le chiavi della dispensa per preparare il cibo. Il discepolo rispose che era vuota perché gli dei si erano mangiati tutto. Il sacerdote pensava che il sempliciotto si stesse prendendo gioco di lui ma questi disse che, dopo aver fatto nuove provviste, avrebbe potuto dimostare quanto diceva, visto che lo aveva appreso da lui. Ottenuto ciò che aveva chiesto, il discepolo preparò un ottimo pranzo e lo portò al tempio. Il sacerdote, che stava spiando, vide gli dei apparire e prendere il cibo. Frastornato si gettò ai piedi del discepolo e disse: per molti anni ho venerato ed offerto il cibo agli dei ma non ho mai visto nessuno, ora, grazie alla tua purezza, alla tua fede e alla tua devozione, anch'io ho potuto vedere gli dei!
    Ultima modifica di baba; 26-03-10 alle 15:23

  5. #185
    .... .....
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio

    L'unico rischio è che mentre un vero guru ti lascia crescere e vuole la tua indipendenza, un finto maestro tende a creare una cerchia di accoliti su cui e con cui esercitare il suo potere. Questo con fini non di accrescimento interiore/conoscenza ma per scopi personali e ci può riuscire o meno per un periodo più o meno lungo ma mai per sempre. Come ad esempio Osho che alla fine della sua carriera non poteva più fidarsi di qualcuno neanche per comprare il biglietto di un treno...

    ...
    Hai capito tutto l'opposto..ma è normale..
    Osho non si fidava più perché aveva pagato duramente la libertà che aveva concesso ai discepoli..che lo avevano trascinato in galera..
    Ma nondimeno poi ha sempre continuato a non negarsi anche quando era gravemente ammalato..
    E' a causa della libertà che dava ai discepoli..che la comune si era trasformata in un sentiero minato dove bisognava muoversi con accortezza..cosa questa in linea con il lavoro interiore di disidentificazione dai luoghi comuni che deve operare una Scuola Iniziatica..
    Da un Maestro c'è sempre qualcosa da imparare..soprattutto quando ti lascia solo privandoti delle idee che Lui ti aveva trasmesso..
    In questa solitudine di appigli concettuali finalmente capisci cosa significa vivere senza mente..senza ideologia..ma con quella consapevolezza o presenza di sé..senza la quale la libertà si trasforma in incubo..
    Con Osho nessuno poteva adagiarsi..vivacchiare..ammuffire..e alla fine ti obbligava a pensare con la tua testa..perché non era possibile esserne seguaci..ma solo amici
    Diceva sempre..
    Siete venuti da me per svegliarvi....e poi vi lamentate se arriva qualche bastonata..?..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #186
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Dorijev
    Sicuramente (lo dico con tristezza) non avremmo riconosciuto né Gesù Cristo né il Buddha. Ma il punto è un altro. Si può paragonare Osho a Gesù Cristo e al Buddha Shakyamuni?
    Essendo "io" (ego) un semplice essere umano ancora interamente immerso nella sofferenza e quindi nell'ignoranza del samsara, mi faccio ancora le domande, non posseggo tutte le risposte. Mentre, mi sembra, che tu, che paragoni senza nessun dubbio Osho a Gesù Cristo o a Buddha, hai solo certezze. Ora io (ego) mi chiedo (le stesse domande le avrei fatte a Osho ai suoi inizi): sei simile a Gesù Cristo (solo il simile riconosce il simile)? oppure sei la Verità? oppure possiedi la Verità (la nostra Vera essenza) in potenza ma sei ancora, come me immerso nell'ignoranza, ma in questo caso come "riconosci" con sicurezza il Vero Maestro? puro atto di fiducia? oppure tu sai che è così...punto?
    Dire (come fai tu nell'intervento 176) che: <<La Verità si rivela perchè dentro di noi è crollato qualcosa e dobbiamo ammettere che lei esiste
    e noi no o perlomeno esistiamo solo in questo momento che la sentiamo dentro di noi >> siamo nel puro misticismo non nell'esoterismo. Nulla di male, ma bisogna distinguere tra una via mistica e una via iniziatica. Due cose diverse, due linguaggi diversi. Due mete diverse.
    Mi piace la prima frase.
    C'è quell'umiltà di percepire che questo riconoscimento è una prova grandissima che solo noi, come esseri umani dobbiamo affrontare, la prova è di trovarci faccia a faccia con la Verità e la "cosa" che ci impedisce questo riconoscimento siamo proprio noi.
    E' difficile è veramente difficile risvegliarsi in questa vita per riconoscere che quello che stiamo vivendo è un sogno ad occhi aperti.
    Fintanto che la ricerca interiore rimane confinata solo dentro il nostro giardino, non abbiamo scampo, siamo noi che formuliamo le domande e siamo sempre noi che ci diamo le risposte, pensando erroneamente che vengano da un libro da una Tradizione.
    Fino a che punto dobbiamo arrivare per capire che stiamo sbagliando strada?
    Possiamo anche autodistruggerci se questo anelito verso l'infinito diventa troppo forte e pressante...

    Perchè sono sicuro di queste cose che scrivo? Perchè le conosco.
    Ovviamente ci si puo accontentare di seguire una Religione o una Tradizione che comunque si basano tutte sull'esperienza di un Maestro.
    Ma tu ti chiedi qual'è il processo per il quale io posso dichiarare senza nessun dubbio che quell'essere umano E' quell'essenza incarnata.

    La prima cosa che mi ha detto il mio Maestro NON è stata :"Dovete avere fiducia in me", MA " Mettete in dubbio quello che dico. Verificatelo".
    Perchè si chiama Maestro ? Perchè insegna qualcosa.
    Insegna una materia il cui soggetto siamo noi, tutta la lezione è incentrata sul come fare a riconoscere la nostra Vera Essenza.
    Non è qualcosa di mistico, nè di esoterico.
    E' qualcosa di pratico. ( Come dice testadiprazzo sono bastonate)

    Questo processo di riconoscimento è qualcosa di tangibile e porta per il nostro ego le stesse problematiche che hanno avuto tutte le persone che hanno incontrato questi Maestri.
    Prima fra tutte: imparare ad ascoltare.

    Quando Pietro sente che Gesù accetta l'invito di Matteo a recarsi a casa sua, si incavola di brutto, e rimane fuori dalla porta perchè il suo ego gli diceva che non poteva entrare in casa di un collaborazionista dei romani, ma poi ascolta con il cuore aperto, fuori dalla porta, la parabola del figliol prodigo, che Cristo recita in quell'occasione.
    Comprende,... ed è il primo passo di avvicinamento per quel riconoscimento successivo.

    Quindi il punto non è il confronto tra un Maestro e un altro , ma è tra noi e il Maestro.
    Il punto è se noi siamo in grado di mettere da parte tutti i nostri concetti, tutta la nostra cultura, tutte le nostre aspettative ed ascoltare con il cuore aperto quello che hanno da dirci.
    Quando leggiamo un libro è molto più semplice che rapportarci con l'autore di quel libro.
    Quando conosciamo l'autore sappiamo bene che entrano in gioco tante variabili che possono condizionarci nella lettura di quel libro: veste male, ha l'alito che puzza, è sdentato....
    Se invece è una persona gradevole di aspetto, automaticamente, anche il libro è più attendibile.
    Questo vale per le Rolls Royce di Osho.
    Quelle auto sono un problema per noi perchè ci impediscono di vedere oltre.
    E' l'alito che puzza di una persona che ci sta dicendo in faccia la Verità.
    Come vedi il lavoro iniziale è principalmente su noi stessi.
    All'inizio siamo noi il problema.
    Pensiamo di essere puri e innocenti, pensiamo di essere in buona fede, nossignori , siamo un drago che sputa fiamme , ma non ce ne rendiamo conto.
    E siamo qui a pontificare sugli impostori e non ci accorgiamo che siamo proprio noi che quando ci fanno pagare qualcosa diciamo: "se ce la fanno pagare deve avere un valore.
    Poi arriva un Maestro che ci vuole regalare qualcosa e subito pensiamo: "Cosa c'è sotto?! Perchè mi vuole fare questo regalo? E' una trappola.
    Ma siamo noi la trappola.....
    Ultima modifica di Z4rdoz; 27-03-10 alle 00:09

  7. #187
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    La prima cosa che mi ha detto il mio Maestro NON è stata :"Dovete avere fiducia in me", MA " Mettete in dubbio quello che dico. Verificatelo".
    e se per prima cosa ti avesse detto che non era un Maestro?

  8. #188
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da baba
    e se per prima cosa ti avesse detto che non era un Maestro?
    Infatti, non l' ha mai detto.
    Sono io che dico che è un Maestro.
    E dico per lui le stesse cose che dice testadiprazzo di Osho.
    Di Maestri ce ne sono stati tanti, ma tutti indicano la stessa mèta: ritrovare la nostra Vera Essenza.
    Lo possono dire in modi diversi, usare esempi diversi, ma indicano la stessa mèta.
    Non ho mai detto chi è il mio Maestro per la semplice ragione che so bene cosa accade quando qualcuno vi dice che vi dovete innamorare a tutti i costi di una persona che non conoscete.
    Lo guardate, e dite: questo è un imbecille.
    E' vero che è il Maestro che ci trova, ma noi dobbiamo farci trovare, e quindi mi sono permesso di dire a Dorjiev che saper ascoltare è un buon metodo per farsi trovare, tutto qui.
    E ti dirò di pù che è già da diversi decenni che non c'è solo un Maestro su questo pianeta.
    Uno può dire che le occasioni per fare affari su questa sete che ha l'uomo sono aumentate, e quindi anche l'offerta è aumentata.
    Lo possiamo benissimo dire.
    Possiamo anche dire che il tempo è davvero buio, e quindi c'è veramente bisogno di più Maestri.
    Il punto non è la quantita di offerta, siamo sempre noi che dobbiamo essere pronti per riconoscere il messaggio giusto.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 27-03-10 alle 10:45

  9. #189
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio

    Osho voleva rendersi il meno possibile relazionato con l'India e la sua terminologia..e nel suo desiderio di rendersi più essenziale ed universale presso chi aveva qualità per intenderlo a prescindere dal luogo d'origine trova il termine Osho..che è la derivazione del termine di William James..oceanic..nella pronuncia osheanic..cioè oceanico..che poi sarebbe la goccia che si fonde nell'oceano..il nostro Atman che si riscopre Brahman..la goccia che cessa di essere goccia ..separata..e si riunisce alla sua natura oceanica..ciò che ha fatto Osho...
    Vorrei dire ancora due parole sul nome di Osho. Spero di non annoiare.
    Come dice Majid (nel suo libro: Operazione Socrate) nel periodo finale della sua vita, i discorsi di Osho si "focalizzarono sempre di più sulla meditazione Zen. Suo invito costante diventa il rivolgere l'attenzione al testimone comune. 'Ricordati che sei un Buddha!' è una delle sue frasi ricorrenti" (che è poi ciò che dicono sia Testadiprazzo che Z4rdoz). Quindi nel momento che cambiava il nome in Osho che come dice Testadiprazzo ricorda Oceanic, penso che Osho sapesse, occupandosi di Zen, che osho era un termine buddhista. Il termine buddhista sanscrito upadhyaya che significa "precettore monacale" viene tradotto in giapponese in tre modi diversi, a secondo della scuola: wajo, kasho e osho. Nello Zen viene adottato la traduzione osho, termine che serve in questa scuola anche per indicare i monaci importanti.


    Una nota:
    Vorrei, visto che si cita il Buddha, precisare cosa dicono i praticanti del buddhadharma. Un vero buddhista non dirà mai a nessuno "ricordati che sei un Buddha". Un vero maestro Zen giapponese, parlerà di sokushin zebutsu, di difficile traduzione, ma che suona così: "la mente (shin) in quanto tale è il Buddha". E' formato da quattro caratteri Soku Shin Ze Butsu.
    Butsu è il Buddha e significa illuminazione;
    Soku (in quanto tale) è un koan;
    Ze (essere) sono i tre mondi;
    Shin è la mente (o se si preferisce cuore, spirito, intelletto).

    Il maestro Zen Soto, Dogen, ha scritto molto per correggere l'errore (come si vede già circolava nel Giappone del 1200) di far credere che la mente delle persone ordinarie (coloro che non hanno ancora risvegliato il bodhaishin attraverso una lunga pratica), sia sokushin zebutsu. Solo la "mente dei risvegliati" è sokushin zebutsu. La mente degli esseri ordinari (dei non "risvegliati") non è sokushin zebutsu. Nel vajrayana si parla di mente grossolana, mente sottile e mente estremamente sottile. Dire a tutti "tu sei un Buddha" è molto rassicurante e democratico, ma purtroppo è un errore che crea troppe illusioni (andrebbe spiegato meglio di quanto normalmente si faccia) dalle conseguenze a volte innocue e a volte drammatiche.
    Ultima modifica di Dorjiev; 27-03-10 alle 17:10

  10. #190
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Dorjiev
    ...Dire a tutti "tu sei un Buddha" è molto rassicurante e democratico, ma purtroppo è un errore che crea troppe illusioni (andrebbe spiegato meglio di quanto normalmente si faccia) dalle conseguenze a volte innocue e a volte drammatiche.

    Guarda Dorjiev che è molto più pericoloso non dire questa cosa.
    Se l'uomo è ridotto così è perchè questa cosa se l'è dimenticata.
    I Maestri vengono proprio per ricordarcelo.
    E' chiaro che i Maestri sono sempre stati pericolosi per questo "mondo", non è una novità.
    Sono pericolosi per il "mondo", ma non per noi.
    Ma che cos'è che diventa "il mondo" ?
    L'uomo si fa "mondo" quando dimentica la sua Vera Origine nell'oblio di questa vita.
    L'uomo che non ha questa consapevolezza è pericoloso.
    Nascondere questa cosa ad un uomo è come renderlo schiavo: perchè è come dirgli che lui deve essere sottomesso, per una qualche ragione, a un essere superiore ( scegli tu quale potrebbe essere ).
    Per quale motivo i Maestri la chiamano Liberazione ?
    Perchè è l'affrancarsi da questo "stato" d'oblio.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 27-03-10 alle 19:22

 

 
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