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Discussione: Osho

  1. #411
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Donerdarko
    Di conseguenza, sento di poter concordare con le parole di Osho e di chi, con lui, sostiene che la buddhità è una chimera, in quanto non è qualcosa che si possa raggiungere attraverso il lavoro, bensì qualcosa che non è MAI stata perduta e non potrà MAI in alcun caso essere perduta.
    Se lo comprendi davvero ti do il benvenuto nel club di Eliopolis
    Sat- cit-ananda

  2. #412
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    La verità è che tutte le chiacchiere spirituali ruotano attorno ad una cosa: si cerca di smettere di soffrire.

    Qui non si sta nè lavorando, nè meditando, ma solo chiacchierando.

    Certo, le parole, la logica e la semantica meritano un'attenzione precisa e non indifferente. E' solo passando attraverso l'astrazione linguistica e le catene della logica che la coscienza individuata si differenzia: per andare oltre l'ego, occorre che prima si sia formato un ego strutturato.

    L'ovvietà consiste nel dire che tutta la comprensione "dell'essenza delle cose" viene dall'esperienza. Un uomo può accumulare tutto il sapere di questo mondo senza comprendere nulla.

    Un uomo può anche adottare principi di condotta detestabili per gli altri esseri umani, può dare scandalo (portare al polso orologi tempestati di diamanti, indossare tute spaziali o collezionare rolls royce); può anche dire le parolacce, essere blasfemo e, nei casi più estremi, anche eretico: ma tutto questo non ha nulla a che vedere con il lavoro nè con l'illuminazione.

    Per questo la teoria disgiunta dalla pratica ha poco valore. Perchè sul dubbio non si può fondare nulla; tantomeno si può fondare una scuola. Però qui siamo sempre nella categoria dell'ovvio.

    LO SCOPO delle Dottrine è solo quello di accompagnare la pratica con la più solida delle teorie.

    Perchè?

    Perchè proprio in questo consiste l'unico vero rospo di cui parlava Dorjiev: quando l'uomo occidentale approccia alle dottrine orientali non possiede le qualificazioni necessarie a gestire difficoltà e problemi connessi all'utilizzo di tali discipline. E la causa è proprio la mancanza di un EGO forte, organico, solidamente strutturato: mancano i pre-supposti. Il punto è che la mente... mente! Non funziona in modo corretto.

    Che senso avrebbe altrimenti il criticismo estremo di Nagarjuna? Quando dice che anche il Buddha, il Nirvana e le altre categorie buddhistiche sono in sé inesistenti, hanno soltanto un valore strumentale, un valore puramente ideale?

    Qui s'inserisce il ruolo del Maestro. Il Maestro non è qualcuno che ti vende a suon di danari le qualificazioni; non è nemmeno qualcuno che ti chiede di strusciarti continuamente su di lui, al fine di acquisire chissà quali meriti nirvanici.
    Questo è l'UNICO discriminante.

    L'unico criterio per discriminare un furfante (che "vende" pseudo-iniziazioni o addirittura agente delle contro-iniziazione) da un Maestro autentico è che il secondo, MAI IN ALCUN CASO incoraggerà tali comportamenti da parte dei suoi discepoli.

    Non vedo in tal senso come gli orologi, le tute e le Rolls possano essere utilizzate come elemento discriminante, se non nel FATTO che qualcuno possa attribuirvi arbitrariamente un valore negativo (e dunque un punto di vista morale), semplicemente sulla base dell'appariscenza estetica; giudizio che può essere più o meno largamente condiviso, ma che non è per questa ragione più fondato.

    Senza minimamente considerare il FATTO più importante, sul quale forse non ci si vuole soffermare abbastanza ossia: che il MAESTRO e il DISCEPOLO, semplicemente NON ESISTONO. Sono due termini che si qualificano relazionalmente, ma al di fuori di ciò, non sussiste alcuna realtà sostanziale che ne giustifichi l'esistenza.

    Che tutti si chiedessero: che cosa spinge l'individuo a desiderare di essere discepolo di qualcuno che non esiste?...

    Di conseguenza, sento di poter concordare con le parole di Osho e di chi, con lui, sostiene che la buddhità è una chimera, in quanto non è qualcosa che si possa raggiungere attraverso il lavoro, bensì qualcosa che non è MAI stata perduta e non potrà MAI in alcun caso essere perduta.

    Dimenticata, obliata, forse.
    Perduta, mai.

    Allo stesso modo, questo FATTO, può presentarsi a taluni in maniera sospetta, ossia in maniera "poco ortodossa".

    Altrettanto naturalmente, gli ortodossi diranno che è meglio passare per ottusi, ma percorrere la "Via sicura", piuttosto che ostentare "apertura" ed intraprendere nuovi sentieri mai battuti, di cui non si possiedono le benché minime certezze.
    I "progressisti spirituali" avranno da obiettare circa la "ristrettezza mentale" dei loro interlocutori ortodossi, e così via ci si avventura in una discussione infinita, senza capo nè coda.

    Questo assunto vale tanto per le persone comuni, quanto per i ricercatori spirituali (che parlano lo "spiritualese", nel quale solo vocaboli come "lavoro", buddhità", "ricerca interiore", "maestro", "discepolo", ecc. trovano diritto di cittadinanza).

    Che cosa sarebbe dunque questo lungo, duro e travagliato lavoro interiore se non esercizio di MASOCHISMO o SADISMO?

    La vera preghiera, la vera meditazione, profonda, sorgono da sè, spontaneamente. La meditazione stessa è uno strumento e non un fine (anche se qualcuno può cadere come sempre nell'errore di invertire i due termini). E' un mezzo e allo stesso tempo una grazia, un'elargizione gratuita che può raggiungere tutti gli uomini (finiti) indistintamente.

    Un mezzo... per raggiungere cosa? Tutto, ma certo non l'Illuminazione!

    Porre dei paletti, delle limitazioni, dei confini a questo FATTO, significa solo aver frainteso qualcosa e non accorgersi che in realtà si cerca solamente di giustificare l'idea sempre cinica del potere.
    due amici erano talmente legati e affascinati dal mistero della morte che si promisero che chi tra loro sarebbe passato per primo avrebbe cercato di contattare l'altro e rivelargli la reale condizione dello stato in cui si trovava
    inevitabilmente quel giorno arrivò ed uno di loro morì
    l'altro rimase in attesa, fiducioso che l'amico sarebbe tornato a rivelargli l'ultimo mistero della vita
    ed infatti una notte l'amico deceduto comparve e semplicemente disse:
    "Amico mio, è tutta un'altra cosa!"

    si parla, anzi straparla, si indaga, si legge e con ciò si pretende di sviscerare un'esperienza che non si è ancora vissuta

    la mente, come la scimmia, danza al ritmo del tamburello dell'ammaestratore, il tuo ego, creando il velo che ottenebra la visione

    non dovette Naropa lasciare il sapere esteriore, di cui era sommo esponente, e percorrere la via sconosciuta?

    tutta la conoscenza dei testi e della dottrina non gli avevano ancora permesso di cogliere il frutto tanto desiderato

    quando il Guru, il Divino, accorre al sincero richiamo pronto a riversare il nettare dell'immortalità nel nostro bicchiere, se non ci si preoccupa di svuotarlo dell'acqua ormai vecchia che esso contiene, si perde la possibilità di assaporare quel nettare

    non si potrà comprendere e realizzare quel detto della Tradizione del Guru che recita: "Il vero Guru non crea discepoli ma altri Guru"
    Ultima modifica di baba; 19-06-10 alle 09:15

  3. #413
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    La verità è che tutte le chiacchiere spirituali ruotano attorno ad una cosa: si cerca di smettere di soffrire.

    Qui non si sta nè lavorando, nè meditando, ma solo chiacchierando.
    ma su questo non ci piove.

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Certo, le parole, la logica e la semantica meritano un'attenzione precisa e non indifferente. E' solo passando attraverso l'astrazione linguistica e le catene della logica che la coscienza individuata si differenzia: per andare oltre l'ego, occorre che prima si sia formato un ego strutturato.

    L'ovvietà consiste nel dire che tutta la comprensione "dell'essenza delle cose" viene dall'esperienza. Un uomo può accumulare tutto il sapere di questo mondo senza comprendere nulla.
    il sapere e l'esperienza sono due cose diverse. puoi credere di sapere una cosa e poi l'esperienza ti dimostra il suo contrario. spesso le persone negano il valore delle esperienze che fanno sulla base di qualcosa che hanno letto, perché non coincide con quello che "sanno".

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Un uomo può anche adottare principi di condotta detestabili per gli altri esseri umani, può dare scandalo (portare al polso orologi tempestati di diamanti, indossare tute spaziali o collezionare rolls royce); può anche dire le parolacce, essere blasfemo e, nei casi più estremi, anche eretico: ma tutto questo non ha nulla a che vedere con il lavoro nè con l'illuminazione.
    sono daccordo con chi ha detto che l'attaccamento ai segni esteriori della ricchezza non è del tutto compatibile con una persona realizzata. ma a questo punto mi arrendo, più che altro perché mi rendo conto che le mie sono preoccupazioni estetiche, dalle quali forse mi libererò fra nove dieci vite. il decoro, la dignitas, la sobrietà... per me rimangono, erroneamente mi rendo conto, importanti.

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Per questo la teoria disgiunta dalla pratica ha poco valore. Perchè sul dubbio non si può fondare nulla; tantomeno si può fondare una scuola. Però qui siamo sempre nella categoria dell'ovvio.

    LO SCOPO delle Dottrine è solo quello di accompagnare la pratica con la più solida delle teorie.

    Perchè?

    Perchè proprio in questo consiste l'unico vero rospo di cui parlava Dorjiev: quando l'uomo occidentale approccia alle dottrine orientali non possiede le qualificazioni necessarie a gestire difficoltà e problemi connessi all'utilizzo di tali discipline. E la causa è proprio la mancanza di un EGO forte, organico, solidamente strutturato: mancano i pre-supposti. Il punto è che la mente... mente! Non funziona in modo corretto.
    non sono daccordo. sulla differenza della struttura psicologica fra uomo occidentale e orientale scrissi già qui

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Che senso avrebbe altrimenti il criticismo estremo di Nagarjuna? Quando dice che anche il Buddha, il Nirvana e le altre categorie buddhistiche sono in sé inesistenti, hanno soltanto un valore strumentale, un valore puramente ideale?

    Qui s'inserisce il ruolo del Maestro. Il Maestro non è qualcuno che ti vende a suon di danari le qualificazioni; non è nemmeno qualcuno che ti chiede di strusciarti continuamente su di lui, al fine di acquisire chissà quali meriti nirvanici.
    Questo è l'UNICO discriminante.

    L'unico criterio per discriminare un furfante (che "vende" pseudo-iniziazioni o addirittura agente delle contro-iniziazione) da un Maestro autentico è che il secondo, MAI IN ALCUN CASO incoraggerà tali comportamenti da parte dei suoi discepoli.
    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Non vedo in tal senso come gli orologi, le tute e le Rolls possano essere utilizzate come elemento discriminante, se non nel FATTO che qualcuno possa attribuirvi arbitrariamente un valore negativo (e dunque un punto di vista morale), semplicemente sulla base dell'appariscenza estetica; giudizio che può essere più o meno largamente condiviso, ma che non è per questa ragione più fondato.
    a parte le considerazioni estetitiche, già dette, lo trovo un modo un pò arzigigolato di ragionare e un pò contorto da parte del Maestro. La Verità dovrebbe essere semplice e non dar adito a tutti questi fraintendimenti.

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Senza minimamente considerare il FATTO più importante, sul quale forse non ci si vuole soffermare abbastanza ossia: che il MAESTRO e il DISCEPOLO, semplicemente NON ESISTONO. Sono due termini che si qualificano relazionalmente, ma al di fuori di ciò, non sussiste alcuna realtà sostanziale che ne giustifichi l'esistenza.

    Che tutti si chiedessero: che cosa spinge l'individuo a desiderare di essere discepolo di qualcuno che non esiste?...

    Di conseguenza, sento di poter concordare con le parole di Osho e di chi, con lui, sostiene che la buddhità è una chimera, in quanto non è qualcosa che si possa raggiungere attraverso il lavoro, bensì qualcosa che non è MAI stata perduta e non potrà MAI in alcun caso essere perduta.

    Dimenticata, obliata, forse.
    Perduta, mai.

    Allo stesso modo, questo FATTO, può presentarsi a taluni in maniera sospetta, ossia in maniera "poco ortodossa".

    Altrettanto naturalmente, gli ortodossi diranno che è meglio passare per ottusi, ma percorrere la "Via sicura", piuttosto che ostentare "apertura" ed intraprendere nuovi sentieri mai battuti, di cui non si possiedono le benché minime certezze.
    I "progressisti spirituali" avranno da obiettare circa la "ristrettezza mentale" dei loro interlocutori ortodossi, e così via ci si avventura in una discussione infinita, senza capo nè coda.

    Questo assunto vale tanto per le persone comuni, quanto per i ricercatori spirituali (che parlano lo "spiritualese", nel quale solo vocaboli come "lavoro", buddhità", "ricerca interiore", "maestro", "discepolo", ecc. trovano diritto di cittadinanza).

    Che cosa sarebbe dunque questo lungo, duro e travagliato lavoro interiore se non esercizio di MASOCHISMO o SADISMO?

    La vera preghiera, la vera meditazione, profonda, sorgono da sè, spontaneamente. La meditazione stessa è uno strumento e non un fine (anche se qualcuno può cadere come sempre nell'errore di invertire i due termini). E' un mezzo e allo stesso tempo una grazia, un'elargizione gratuita che può raggiungere tutti gli uomini (finiti) indistintamente.

    Un mezzo... per raggiungere cosa? Tutto, ma certo non l'Illuminazione!

    Porre dei paletti, delle limitazioni, dei confini a questo FATTO, significa solo aver frainteso qualcosa e non accorgersi che in realtà si cerca solamente di giustificare l'idea sempre cinica del potere.
    ma la realizzazione della non esistenza del Maestro, o meglio, della necessità di superare a un certo punto anche questo attaccamento, questa gruccia, avviene molto molto più in là lungo il percorso. insomma tutto DEVE avvenire per gradi. Magari è utile tenere a mente queste cose lungo tutto il percorso, ma è ancora più utile immergersi nelle diverse fasi senza eccessive aspettative, con umiltà e pazienza. Se sono in prima elementare studierò le tabelline. Sò , perché me lo hanno detto, che prima o poi mi daranno la calcolatrice, ma studierò le tabelline lo stesso.

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  4. #414
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    ma la realizzazione della non esistenza del Maestro, o meglio, della necessità di superare a un certo punto anche questo attaccamento, questa gruccia, avviene molto molto più in là lungo il percorso. insomma tutto DEVE avvenire per gradi. Magari è utile tenere a mente queste cose lungo tutto il percorso, ma è ancora più utile immergersi nelle diverse fasi senza eccessive aspettative, con umiltà e pazienza. Se sono in prima elementare studierò le tabelline. Sò , perché me lo hanno detto, che prima o poi mi daranno la calcolatrice, ma studierò le tabelline lo stesso.
    Melusine, questo tuo pensiero che esponi evidentemente viene da una parte di te stessa che sente vero, ma che è anche consapevole di non avere ancora gli strumenti per realizzarlo.
    Scrivere nel proprio Diario questa cosa che hai scritto è come dirsi che dopodomani ti innamorerai.
    Prima di innamorarsi ci vuole qualcuno da poter amare e quindi prima di essere liberi dal Maestro ci vuole un Maestro.
    Ci sono persone che in questo momento sono hai piedi di un Maestro e se tu gli vai a dire che devono realizzare questo tuo pensiero ti direbbero:- Vade retro Satana-

    Ma quello che hai scritto è Vero !!!!
    Come, allo stesso modo, è Vero il godimento che stanno avendo quelle persone che sono hai piedi del Maestro.

    Non so se in questa tua realizzazione ci sia un qualche godimento io spero che un giorno tu scopra, come questi discepoli, l'origine di questo godimento: che non è il Maestro!
    Ma senza di lui non possiamo scoprirlo.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 19-06-10 alle 11:33

  5. #415
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
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    No, basta Eliopolis, ti prego! repapelle:

  6. #416
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    La Verità dovrebbe essere semplice e non dar adito a tutti questi fraintendimenti.
    Scusa, ma ha senso sostenere che qualche cosa (nello specifico, la "verità") "deve essere" così o colà?



    Secondo la filosofia Madhyamaka, come ben saprai, l'esistenza delle entità, le "essenze" (Svabhava) dipendono sempre da diverse circostanze (cause e condizioni). Ma l'entità di qualcosa è semplicemente un nome o un concetto attribuito alla aggregazione delle condizioni; un costrutto mentale privo di esistenza inerente. Un affermazione problematica, in quanto si afferma che tutto è vuoto, che tutto è vacuità; di conseguenza, quale realtà possiedono ancora le categorie di Maestro e Discepolo?
    Ultima modifica di donerdarko; 19-06-10 alle 12:08

  7. #417
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Scusa, ma ha senso sostenere che qualche cosa (nello specifico, la "verità") "deve essere" così o colà?



    Secondo la filosofia Madhyamaka, come ben saprai, l'esistenza delle entità, le "essenze" (Svabhava) dipendono sempre da diverse circostanze (cause e condizioni). Ma l'entità di qualcosa è semplicemente un nome o un concetto attribuito alla aggregazione delle condizioni; un costrutto mentale privo di esistenza inerente. Un affermazione problematica, in quanto si afferma che tutto è vuoto, che tutto è vacuità; di conseguenza, quale realtà possiedono ancora le categorie di Maestro e Discepolo?
    non so che dire, il Maestro esiste per insegnare al Discepolo. Se no se ne starebbe nella foresta.
    Se quello che esprime è contorto per me c'è qualcosa che non va nel meccanismo della comunicazione..
    se ora si afferma che per arrivare alle menti occidentali il Maestro deve essere diverso da come è sempre stato (e cioè semplice e lineare nel suo essere e apparire), forse avete ragione voi.
    io prefersico, per me e solo per me, qualcuno che non indossi buffi cappelli e pigiamoni fantascientifici col glitter.

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  8. #418
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    non so che dire, il Maestro esiste per insegnare al Discepolo. Se no se ne starebbe nella foresta.
    Se quello che esprime è contorto per me c'è qualcosa che non va nel meccanismo della comunicazione..
    se ora si afferma che per arrivare alle menti occidentali il Maestro deve essere diverso da come è sempre stato (e cioè semplice e lineare nel suo essere e apparire), forse avete ragione voi.
    io prefersico, per me e solo per me, qualcuno che non indossi buffi cappelli e pigiamoni fantascientifici col glitter.
    Cosa c'è di non lineare o contorto nell'indossare pigiamoni col glitter? O meglio, secondo quali criteri e gusti vestire tute spaziali col rolex è una cosa negativa? Sono queste secondo me le domande veramente interessanti, perchè la domanda "può un maestro vestirsi come Osho" è vuota, senza senso.
    Ultima modifica di Patto; 19-06-10 alle 13:40

  9. #419
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Patto Visualizza Messaggio
    Cosa c'è di non lineare o contorto nell'indossare pigiamoni col glitter? O meglio, secondo quali criteri e gusti vestire tute spaziali col rolex è una cosa negativa? Sono queste secondo me le domande veramente interessanti, perchè la domanda "può un maestro vestirsi come Osho" è vuota, senza senso.
    Giusto.
    Credo che d'ora in avanti guarderò con occhi diversi al mago Otelma. :giagia:
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  10. #420
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Patto Visualizza Messaggio
    Cosa c'è di non lineare o contorto nell'indossare pigiamoni col glitter? O meglio, secondo quali criteri e gusti vestire tute spaziali col rolex è una cosa negativa? Sono queste secondo me le domande veramente interessanti, perchè la domanda "può un maestro vestirsi come Osho" è vuota, senza senso.
    a parte il crimine contro l'eleganza (che per me basta e avanza)?

    esibizionismo?
    voglia di fare lo speciale?
    riferimenti simbolici e culturali alla cultura pop occidentale?
    mancanza di gusto?
    la perdita di tempo nel scegliere il look? (me lo immagino con la sarta che sceglie tessuti e abbinamenti di cappelli)

    ma ripeto, se a te non disturba, prego.
    Ultima modifica di sugarbabe; 19-06-10 alle 14:11

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