BIOGRAFIA
LA PERSECUZIONE
PARTE DECIMA – I misfatti di Sheela danno l'occasione al governo americano di portare a termine il suo piano di distruggere la Comune e liberarsi di Osho. Anche dopo averlo costretto ad abbandonare gli Stati Uniti, la longa manus del potere americano lo insegue dovunque vada: pressioni sui governi locali, diffusione di dossier pieni di accuse infondate cercano di farne un "indesiderabile" a livello mondiale.
LA FUGA DI SHEELA e di alcuni dei suoi più stretti collaboratori crea nella Comune in Oregon un notevole shock. Subito dopo cominciano a venire alla luce tutta una serie di attività illegali: dal sistema per controllare le telefonate nell'intera città di Rajneeshpuram, a microfoni nascosti in molti uffici e stanze private, all'incendio degli archivi del centro "di contea" responsabile per le licenze edilizie, per finire con il tentativo di avvelenamento ai danni del medico personale di Osho. Fu proprio quando venne a sapere di quest'ultimo episodio che Osho – il quale non avendo alcun ruolo pratico all'interno della Comune era all'oscuro di tutto e aveva informazioni esclusivamente attraverso Sheela stessa – iniziò a fare sistematicamente domande su quello che stava veramente succedendo alle poche altre persone con le quali aveva contatti diretti: il medico personale appunto, e Nirvano, la persona che si prendeva cura di lui e della sua casa (anche nella stanza di Osho erano stati nascosti microfoni).
Tutte le informazioni raccolte vengono rese pubbliche in tre conferenze stampa tenute da Osho nel grande edificio per i discorsi e le meditazioni, mentre sciami di giornalisti calano su Rajneeshpuram - le notizie "fanno" veramente le prime pagine dei giornali locali e vengono riportate con grande attenzione dalla stampa internazionale.
Osho e la Comune offrono la più ampia disponibilità alle indagini giudiziarie sui 'misfatti' di Sheela, e così ben presto Rajneeshpuram pullula anche di agenti investigativi delle più svariate agenzie statali e federali.
"Sono tutti qui," dirà Osho in un'intervista "ma non è che stiano facendo un granché. Abbiamo fornito loro tutte le prove, ma loro continuano a ripetere che non bastano". (Int. di J. Gordon. The New Yorker Magazine.)
Diventa sempre più evidente che le autorità non sono tanto interessate a definire le responsabilità legali di Sheela e del suo gruppo – che comunque avevano già lasciato gli Stati Uniti – quanto ad aumentare la tensione, 'montare' il caso e trovare un modo per liberarsi finalmente della Comune e di Osho stesso.
"Cercavamo di portare avanti questo caso usando la procedura penale per risolvere un problema di natura politica. Non è stato certamente un sistema ortodosso, ma Rajneesh (Osho) doveva essere buttato fuori dal paese ad ogni costo." Intervista di Max Brecher al procuratore generale dell'Oregon, Turner. Riportato in "Operazione Socrate."
Al di là degli aspetti legali e pubblici della situazione, rimaneva per i discepoli di Osho il problema di capire come tutto ciò fosse potuto succedere e di affrontare le proprie responsabilità personali. Osho non perdeva occasione per mostrare loro dove guardare per riuscire a trarre dall'accaduto importanti insegnamenti.
"In realtà la storia è piena di gente che arrivata al potere agisce in modo criminale. Tutta questa gente non era violenta prima di arrivare al potere. Né lo erano Sheela e il suo gruppo. Erano persone come te, belle come te e come te piene d'amore. Ma allora cosa succede quando si raggiunge il potere...? Qualsiasi cosa fosse nascosta nell'inconscio ora ha la possibilità di materializzarsi. Così da questa esperienze potete imparare una cosa: da qualche parte, nel vostro inconscio, forse state nascondendo Sheela e tutto il resto della banda. Forse la vostra amorevolezza, la vostra amicizia sono solo superficiali, l'unico modo di saperlo è darvi potere.
Il potere è una rivoluzione, qualcosa di nascosto e addormentato diventa attivo, e qualcosa di attivo si addormenta. Non è il potere che corrompe, la corruzione è già dentro di voi. Il potere vi dà la possibilità di mostrare la vostra vera faccia. Il potere non è vostro nemico, è uno specchio. Non lo sapete, ma forse vi state portando dentro un Gengis Khan... Il potere vi dà la possibilità di diventarne consapevoli.
Io non sono contro il potere. Ma è necessario che rimaniate consapevoli, più consapevoli di prima. Finché non avete potere, potete anche permettervi di non essere consapevoli, ma quando avete il potere non potete più permettervi questo lusso. E allora il potere può essere di tremendo aiuto: può aiutarvi a distruggere l'Hitler che è dentro di voi. E se uscirete indenni dall'esperienza del potere avrete un'abbondanza di amore, di compassione, di bellezza, di verità... ."
Questa esperienza aveva anche fatto toccare con mano a tutti i sannyasin i pericoli insiti nel diventare una religione organizzata. Gli anni in cui Osho era rimasto in silenzio e senza prendere parte alle attività della Comune erano stati di fatto una grande "prova generale" di cosa può succedere quando il Maestro non c'è più.
"E da sempre che parlo loro dei pericoli di una religione organizzata. Ma parlarne e basta non è sufficiente. C'è bisogno di un'esperienza pratica e l'hanno avuta. Hanno imparato, si sono scottati le dita e adesso non lo dimenticheranno più, non ripeteranno ancora lo stesso errore." 2
"Prima di andarmene voglio distruggere in voi ogni possibilità di istituzionalizzarmi, voglio lasciarvi soli, appagati a tal punto di non aver più bisogno di intermediari con la verità suprema dell'esistenza."
Il periodo della gestione di Sheela, nella sua drammaticità, si è rivelato una grande lezione di vita per tutti i meditatori. Uno dei messaggi più importanti è stato sul doversi prendere le proprie responsabilità individuali: la libertà non è licenza, chiariva Osho, ma responsabilità. Se non si vogliono responsabilità, qualcun altro è subito pronto ad assumersele al posto nostro. Ma poi si diventa schiavi. La schiavitù è sempre qualcosa di reciproco.
"È perché vi hanno insegnato fin dall'infanzia a non essere responsabili, vi hanno insegnato a dipendere. Vi hanno detto che avete responsabilità verso vostro padre, vostra madre, verso la famiglia, verso la patria... tutte sciocchezze. Ma non vi hanno detto che dovete essere responsabili di voi stessi, che non c'è nessuno che può veramente prendersi le vostre responsabilità... Io vi insegno a non essere responsabili verso nessuno: il padre, la madre, la patria, la religione, la linea di partito – non essere responsabili verso nessuno. E di voi stessi che siete responsabili. Non c'è nessun dio sul quale scaricare le vostre responsabilità, ma voi continuate a tentare di scaricarle su qualcuno, persino su uno come me che continua a ripetervi che non è responsabile di niente e di nessuno. Ma in qualche modo sembra che abbiate ancora l'illusione che io stia scherzando. Non sto scherzando. Voi magari pensate, "è il nostro Maestro come può dire di non essere responsabile". Ma non capite, scaricando su di me le vostre responsabilità non crescerete mai, rimarrete infantili, immaturi. La sola maniera di crescere è accettare tutto, il buono e il cattivo, la gioia e il dolore. Siete responsabili di tutto quello che vi succede. E questo vi dà una grande libertà." 4
Nel frattempo la situazione a Rajneeshpuram si fa sempre più incerta e pericolosa. Si sparge la voce che Osho e alcuni sannyasin stanno per essere giudicati colpevoli di violazioni alle leggi sull'immigrazione, e sono quindi in pericolo di essere arrestati. Ma i tentativi dei legali della Comune di vedere se è possibile per gli accusati andarsi a costituire – questo per evitare arresti pubblici e prove di forza in una situazione già abbastanza surriscaldata – trovano solo dinieghi da parte del procuratore generale dell'Oregon.
Osho nel frattempo, per niente intimorito dal precipitare degli eventi, continua il suo lavoro di smantellamento sistematico dei condizionamenti – della vecchia struttura psicologica – della mente umana e non smette certo di pronunciarsi contro dio, le religioni – specialmente il cristianesimo – e le istituzioni sociali:
"Io di base ho fiducia nell'individuo. Non credo per niente nella società. Non credo nella civiltà, nella cultura. Credo semplicemente nell'individuo. Non credo nello stato, non ho fiducia nel governo. Non voglio nessuno di questi stati e governi del mondo. Voglio persone intelligenti, che vivano in armonia basandosi sulla loro intelligenza. E se non riescono, meglio morire che diventare robot, macchine; essere tormentati, imprigionati in schiavitù di ogni tipo. Bisogna vivere in maniera intelligente, la nostra organizzazione nascerà dalla nostra intelligenza, e non viceversa. Nel passato dell'umanità si è tentato di imporre l'ordine, così che la gente potesse comportarsi intelligentemente. Questa è proprio un'idiozia. Quando imponi l'ordine distruggi l'intelligenza, distruggi persino ogni possibilità che ha di svilupparsi in futuro: non ce n'è il bisogno..." 5
"Continuo a ripetere che non c'è dio. E così elimino l'intero problema: un dio geloso o un dio tutto amore... sempre di dio si tratta. Si dipende sempre da una figura paterna. Io sto dichiarando che l'uomo è maturo, non ha alcun bisogno di una figura paterna". 6
Alla domanda se era specialmente contrario al cristianesimo, Osho risponde: "Mi spiace dare speciali attenzioni al cristianesimo, ma sfortunatamente se le merita. Da molti punti di vista è la peggiore manifestazione religiosa di questo mondo...
Ha fatto così tanti danni, è responsabile di così tanti mali. E impossibile capire perché la gente ci creda ancora. Anche le altre religioni hanno fatto dei danni ma non sono niente comparati a quelli del cristianesimo. Approfitta della povertà della gente per convertirli...
E poi sono in un paese cristiano, se fossi in un paese indù non parlerei contro il cristianesimo ma contro l'induismo, altrimenti farei tutti contenti."
La situazione peggiora: la Guardia Nazionale si mobilita, pronta a invadere Rajneeshpuram – come si scoprirà in seguito, i piani prevedevano anche l'impiego di elicotteri da combattimento e un numero "accettabile" di vittime. Cercando di scongiurare questa aggressione Osho si trasferisce dall'altra parte degli Stati Uniti, dove però viene arrestato, insieme ai suoi accompagnatori, senza alcun mandato di cattura.
Il tribunale non vuole riconoscere la non validità dell'arresto e, pur mancando delle accuse vere e proprie, a Osho viene negata la cauzione e viene ordinato il suo trasferimento in Oregon per essere giudicato da una corte locale.
Un viaggio di poche ore si trasforma (come raccontato diffusamente nel libro Operazione Socrate) in un'odissea di 6 giorni da prigione a prigione. In una di queste, dove viene persino registrato sotto falso nome, avviene quasi sicuramente l'avvelenamento da tallio che lo porterà lentamente, pochi anni più tardi, alla morte.
LE TAPPE DEL GIRO DEL MONDO
1 Portland, Oregon
2 Sud Dakota
3 Allentown, Pennsylvania
4 Shannon
5 Cipro
6 Delhi
7 Kulu Manali
8 Delhi
9 Kathmandu
10 Bangkok
11 Dubai
12 Cipro
13 Creta
14 Nizza
15 Ginevra
16 Stoccolma
17 Londra
18 Shannon
19 Madrid
20 Senegal
21 Recife
22 Rio de Janeiro
23 Montevideo
24 Brasilia
25 Boa Vista
26 Giamaica
27 Gander
28 Madrid
29 Lisbona
30 Cipro
31 Bahrain
32 Bombay
Una volta in Oregon Osho viene finalmente rilasciato su cauzione e formalmente accusato di una lunga serie di reati contro le leggi sull'immigrazione. Le basi dell'accusa sono veramente molto fragili – "Non avevamo alcuna prova nei confronti di Bhagwan (Osho)". Turner, Procuratore generale dell'Oregon, in una conferenza stampa di alcuni mesi dopo. Ormai il potere americano ha dimostrato di usare la legalità solo come pretesto. Piuttosto di affrontare un lungo processo con i conseguenti rischi per l'incolumità personale di Osho, i suoi legali lo consigliano di chiudere la questione "non contestando" due delle accuse. E così Osho viene condannato a lasciare gli Stati Uniti d'America. Parte subito dopo il processo e il 17 novembre 1985 atterra a Dehli, da dove prosegue subito per Kulu Manali – la località del nord India dove aveva tenuto anni prima campi di meditazione e iniziato a dare il sannyas (vedi biografia su OTI ottobre `99). Qui le autorità cominciano subito a interferire proibendo "grossi assembramenti di persone”e così Osho concede solo interviste alla stampa.
Agli inizi dell'anno nuovo diventa chiaro che in India per ora ci sono troppe difficoltà e Osho si trasferisce in Nepal, a Katmandu, dove gli viene permesso di tenere discorsi aperti al pubblico e la “sua gente” comincia ad arrivare da tutto il mondo. Ma anche qui la pressione degli Stati Uniti – oltre a quella della Germania e dell'India – si fa sentire e a fine gennaio c'è l'annuncio che Osho sta per partire per girare tutto il mondo.
"Girerò il mondo per incontrare tutte le persone che sono già connesse con me e anche quelle che vorrebbero essere connesse con me, anche se ancora non dichiarano apertamente il loro amore. Andrò anche per chi semplicemente simpatizza per me. Essere un simpatizzante di per sé non è abbastanza, ma è un'indicazione che per amarmi basta loro fare solo qualche passo. E c'è molta gente indecisa. I giornali, le riviste, i governi, i leader religiosi – stanno tutti facendo del loro meglio per tirarli dalla loro parte. Io non ho bisogno di convincerli, mi basta esser loro vicino – basterà questo.
Il mondo non è pronto, ma una parte di esso – i migliori, i giovani, quelli intelligenti – è davvero pronta. Appena si è saputo che partivo per girare il mondo... ho immediatamente ricevuto inviti dalla Grecia, dall'Italia, dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Svizzera, dalla Nuova Zelanda, dall'Austria, dall'Australia, dal Costa Rica, dal Paraguay, e da un mucchio di altri paesi." 8
Il 15 febbraio Osho parte dal Nepal per recarsi a Creta. Inizia quasi subito a tenere discorsi in pubblico, all'ombra di un carrubo secolare, nel giardino di una villa che guarda il mare di Aghia Nikolaos, circondato da ascoltatori il cui numero aumenta di giorno in giorno. (Questi pochi discorsi saranno raccolti nel libro "Socrates Poisoned Again... ") Presto anche qui cominciano i problemi: il clero locale inizia a protestare con veemenza, minacciando bagni di sangue; parte una campagna di stampa con articoli infondati e scandalistici; si muovono anche certi ambienti legati a interessi americani. Il risultato è che Osho il 5 marzo viene arrestato da agenti arrivati appositamente dalla capitale, che dopo aver fatto irruzione nella sua stanza lo scortano ad Atene, da dove viene costretto a lasciare il paese.
Il tragitto seguente, che si conclude in Uruguay, sembra preso direttamente da un romanzo di fantapolitica. Nel giro di due settimane il suo aereo tocca una mezza dozzina di paesi, in alcuni dei quali gli viene persino impedito di sbarcare: in Spagna il console dell'Uruguay concede i visti mentre Osho è costretto a rimanere dentro l'aereo circondato dalla polizia. Nel frattempo decine di altre nazioni – Osho dirà in seguito che alcune non le aveva mai sentite nominare prima – approvano leggi ad hoc per impedirgli di entrare nei loro confini; una simile risoluzione viene anche presentata al parlamento europeo.
"Sembra che ritengano le mie idee più pericolose delle loro stesse armi atomiche. In un mondo dove un pazzo americano (Reagan) può bombardare una piccola nazione come la Libia, dove un reattore nucleare russo impazzisce (Chernobyl), neanche forse una persona... tutti i parlamenti del mondo stanno discutendo di me, se permettermi o meno di entrare nei loro paesi. E ridicolo." 9
A fine marzo è in Uruguay e dal 12 aprile comincia a tenere discorsi a Punta del Este iniziando a mettere le basi di quella che definirà una "scuola dei misteri". I discorsi di questo periodo saranno raccolti in "Transmission of the Lamp" e in "Oltre la Psicologia". Ma anche la pausa di tranquillità in Uruguay dura poco: il paese deve rinegoziare un grosso prestito internazionale, c'è uno scambio di telefonate ad alto livello con gli Stati Uniti e il risultato è che – per qualche dollaro in più – Osho viene costretto a ripartire. Sembra proprio che quando c'è di mezzo lui, come gli dice candidamente un alto funzionario uruguayano, nessuna legge faccia testo.
Prima va in Jamaica, dove nonostante un visto di quindici giorni gli viene permesso solo di pernottare e poi in Portogallo, dove può fermarsi a riposare per qualche settimana... con la casa circondata dalla polizia. Il 30 luglio 1986 è di ritorno in India. Inizia subito a tenere discorsi e a concedere interviste, arrivano sannyasin da tutto il mondo. E qui che comincia a espandere e a dettagliare, nella serie di discorsi delle “Osho Upanishad', la sua visione di una scuola dei misteri.
"L'intero lavoro di una scuola dei misteri consiste nel portare consapevolezza nel discepolo, nel risvegliarlo, nel permettergli di essere se stesso, perché tutto il mondo sta tentando di farlo diventare qualcun altro. Nel mondo nessuno è interessato a te, al tuo potenziale, alla tua realtà, al tuo essere. Ognuno è interessato a fare i suoi interessi, anche quelli che ti amano. Non arrabbiarti con loro, sono delle vittime proprio come te. Sono inconsapevoli quanto te. Pensano che quello che fanno sia amore, ma in realtà è qualcosa di distruttivo. E l'amore non è mai distruttivo.
Una scuola dei misteri ti insegna a vivere. Ovviamente include molte cose perché la vita è multidimensionale. Ma devi comprendere che il primo passo è essere totalmente aperti, ricettivi.
Al maestro non interessa fare di te una specie di computer. Vuole renderti consapevole della tua luce interiore, così che puoi diventare un essere autentico, un essere immortale – e non imparare semplicemente quello che hanno detto gli altri, ma basarti sulla tua esperienza. Una scuola dei misteri ti fa affrontare in maniera sistematica quella realtà piena di prodigi che ti circonda – che è sia fuori che dentro di te. Il maestro ti fornisce semplicemente un sistema per affrontare a poco a poco acque sempre più profonde, arrivando alla fine a uno stadio dove ti dissolvi nell'oceano: sei diventato l'oceano stesso." 10
I problemi con le autorità continuano anche in India: i politici fanno sapere ai mezzi d'informazione di non dare alcuno spazio a interviste con Osho, le ambasciate e i consolati indiani negano il visto per entrare in India se esiste un sospetto che la persona sia interessata a Osho, fioccano denuncie per "offese ai comuni sentimenti religiosi", gli Stati Uniti fanno pressioni sulle autorità indiane affinché non sia permesso a Osho di iniziare una nuova comune in India.
Nonostante tutto ciò, per dare più spazio alle centinaia di visitatori da tutto il mondo che ormai vengono da lui ogni giorno, il 4 gennaio del 1987 Osho ritorna nell'ashram di Pune.
NOTE:
1. e 2. Tratto da: Osho, From Bondage to Freedom
3. Osho, Last Testament 5 # 29
4. Osho, Last Testament 1 #6
5. Osho, From Misery to Enlightenment # 29
6. Osho, Last Testament Vol 4 # 1
7. Osho, From Personality to Individuality # 18
8. Osho, Light on the Path # 20
9. Osho, The Path ot the Mystic # 21
10. Osho, The Osho Upanishad #1
http://www.gianobifronte.it/3_RIVISTE/3c_osho_times/2000/osho_04_aprile_2000.htm