In Origine Postato da Fenicio
Non sono un esperto dell'argomento, e non mi occupo mai di economia, quindi non sono la persona adatta per parlarne, e di sicuro non sono la persona adatta a spiegare un tanto complesso argomento. Cmq tenterò di esprimere un paio di cosette.
Il denaro è nato per facilitare i commerci. Per scambiarele merci era più comodo usare un bene che avesse lo stesso valore della merce che si voleva scambiare, ma che fosse più facile da trasportare. A questo scopo fu scelto l'oro e l'argento. Vennero quindi coniate monete d'argento e d'oro il cui valore era nella moneta stessa, cioè il valore della moneta era dato dal valore di produzione della moneta, nel suo valore intrinseco. Non esistevano i falsari, non avrebbero avuto senso, infatti il costo di fabbricazione di una moneta era esattamente pari al suo valore. Questo è andato bene per un paio di migliaia di anni. Negli ultimi secoli si è operata una piccola modificica. Anche l'oro e l'argento pesano e sono scomodi da trasportare, specie per i commerci di grande quantità di valore. Quindi fu pensato di tenere i metalli in cassa forte, e di coniare una quantità di banconote di valore assolutamente pari alla quantità d'oro presente in cassa forte. In sostanza non cambiava niente, la banconota era solo un espediente tecnico. Infatti sulle banconote fu scritto: PAGABILE A VISTA AL PORTATORE, cioè chiunque portasse quella banconota alla banca centrale doveva avere il diritto di scambiarla con l'equivalente in oro.
Fino a qua è tutto giusto. Da qua in poi hai fatto confusione.
Però dopo la seconda guerra mondiale successe una cosa interessante: quasi tutti gli stati del mondo rinunciarono alle riserve aurifere in cambio delle riserve di dollari. Anche in questo caso non cambiava niente: per esempio l'Italia (ma in questa situazione si trovava pressapoco tutto il mondo) stampava lire, avendo riserve di dollari, i quali erano cambiabili in oro. Anche in questo caso non avrebbe dovuto cambiare nulla. Ma un certo giorno (circa nel 1970) i paese produttori di petrolio dissero: adesso non vogliamo più dollari, vogliamo direttamente oro, tanto a voi non cambia nulla (e in teoria era assolutamente vero).
Ma c'era un piccolo problema: gli americani avevano stampato dollari per centinaia di volte il valore delle loro riserve aurifere, e così a Breton Wood (piccola e stupida cittadina delle montagne rocciose mi sembra) in una non pubblicizzata ma importantissima riunione mondiale dissero: d'ora in poi la moneta è staccata dall'oro, nessuno ci chiede più oro al posto dei dollari.
Per spiegarti ti spieghi benissimo , ma dalla metà in poi del pezzo hai fatto confusione nei concetti.
Il fatto che le monete non siano più vincolate alla presenza di equivalente valore in oro è soltanto una evoluzione della civiltà moderna.
In un primo momento (cento o duecento anni fa) fu fatto così come dici, perché appunto la gente era abituata a considerare il denaro come qualcosa d’oro o d’argento e non era facile fare un cambiamento così radicale all’improvviso, anche perché non c’erano i mezzi tecnici che potessero permettere di farlo.
Ad un certo momento (giusto una sessantina di anni fa) ci si rese conto che avere le riserve di oro solo per garantire il valore della carta moneta era del tutto inutile e superfluo.
Oggi qualsiasi (credo) moneta è concepita in un altro modo. Si può dire che la massa monetaria in circolazione rappresenta il valore di tutto ciò che è nello Stato (dello Stato e dei suoi cittadini) ed ogni oggetto ha un valore che è una piccola frazione della massa monetaria.
Se in un certo momento, per esempio, con del ferro che vale 1 denaro si costruisce una macchina che vale 10 denari e la massa monetaria rimane invariata, automaticamente ogni altra cosa viene ad essere rappresentata da una frazione più piccola di quella massa monetaria, cioè ci sarebbe una rivalutazione della moneta.
Appena l’Ente preposto (ISTAT nel nostro caso) rileva la differenza di valore delle cose (mediando naturalmente) lo Stato stampa e mette in circolazione quei 9 denari di valore aggiunto ed ogni cosa torna ad avere il valore di prima.
E come fa lo Stato a mettere in circolazione quelle 9 unità di moneta? Ci paga gli stipendi agli impiegati dello Stato, le forniture e i lavori eseguiti.
Teniamo presente che lo Stato non è una terza persona. Lo Stato siamo noi cittadini tutti insieme. Quindi il lavoratore che ha fatto la macchina e la vende ha trovato il suo guadagno e contemporaneamente la Nazione nel suo insieme si è arricchita.
Quindi in sostanza le valute sono assolutamente carta straccia, hanno valore pari al loro costo di produzione (cioè quasi nullo), e il loro valore è dato solo nella misura in cui è accettato in cabio di qualcosa. Il valore di una banconota lo fa chi lo accetta, visto che non è assoluto, e non è dato da niente.
Probabilemte non mi sono spiegato, visto che non ho la competenza per farlo, ma i concetti che ho espresso sono veri, spero che qualcuno più esperto di me rifaccia un discorso più ordinato e preciso del mio.