Nei campi di concentramento non ci finirono solo gli ebrei, infatti... e come mai le gamere a gas dicono di averle viste solo loro?In Origine Postato da Sgiar
Veramente io dico la verità. Secondo te tutti gli storici si sono inventati una palla enorme? E come la metti con le testimonianze, alcune anche celeberrime come quella di Primo Levi? Poi nei campi di concentramento non ci finirono solo gli ebrei, quindi cerca di rispettare coloro i quali persero la vita in questa immane tragedia. Per cortesia...
...
Quanto a Primo Levi evidentemente, per mancanza di letture approfondite, tu non conosci cosa realmente scrisse e quello che modificò in seguito quando si sentì parlare di olocausto. Le sue testimonianze scritte sono una prova delle sue testimonianze contraddittorie. Per esempio foga di rincarare la leggenda della parsecuzione il Levi arrivò perfino a smentire anche se stesso, quando aggiunge che il libro aveva "incominciato a scriverlo là, in quel laboratorio tedesco pieno di gelo, di guerra e di sguardi indiscreti", dimenticando che prima aveva scritto che stava al coperto ed caldo ed era libero di uscire quando voleva!!!
Levi ha ultimato il suo libro nel gennaio 1947, quando le storie sulle camere a gas e sul genocidio degli ebrei erano ormai di pubblico dominio, ma essendosi limitato a riportare i fatti di cui aveva "diretta esperienza", ha solo parlato genericamente di "selezioni" e di "andare in gas"; infatti non conosceva "i dettagli delle camere a gas e dei crematori", che ha appreso "soltanto dopo, quando tutto il mondo li ha appresi", cosi come non parla dei Lager russi, perché non c'è stato. È vero che Levi si trovava a Monovitz e non a Birkenau, ma gli scambi di personale fra i vari campi erano frequenti, e l'invio di molte migliaia di deportati nelle camere a gas, ogni giorno, non poteva essere tenuto nascosto ad un attento osservatore.
Ora mi vuoi spiegare una cosa tu che dici di leggere tanto? Come mai il Levi, partigiano ebreo, debole e maldestro, quindi pericoloso per i tedeschi e poco utile come lavoratore manuale, non solo è scampato alle selezioni, ma è stato inviato in infermeria per ben due volte per essere curato? Perché non lo hanno "mandato in gas" presto presto?
La prima stesura del resocondo di Levi, infatti, dimostra tutt'altro. L'esame dei fatti vissuti da costui ci consente di mettere in dubbio che esistesse un piano di sterminio degli ebrei, perché altrimenti, come ho già fatto notare, lui, partigiano ebreo, debole e maldestro non sarebbe potuto sfuggire alle selezioni ed alle camere a gas, e non sarebbe stato curato in infermeria per due volte, ricevendo forti dosi di sulfamidici, un medicinale scoperto nel 1935, e confermano quanto descritto dal vituperato partigiano francese Paul Rassinier, deportato a Buchenwald, da cui era ritornato invalido al 100% + 5%, il cui mirabile volume "La menzogna di Ulisse" è stato prima ignorato e poi bollato come nazista; confermano cioè che le violenze erano normalmente eseguite dagli stessi deportati e non dalle SS, che erano poche e troppo occupate.
Per tutto il resto come puoi pensare che quella di Primo Levi sia una testimonianza inoppugnabile sull'olocausto? Ma leggendo questo autore (sempre se, a differenza di me, lo hai letto davvero) non ti se mai accorto che uno così attento ed acuto nello studiare e giudicare i suoi compagni di prigionia e di viaggio, in "La Tregua" non solo si dimostra nemico dei tedeschi, come è logico per un ebreo, ma chiuso in un "fortilizio di sconoscenza voluta", per usare le sue stesse parole ed ammette di avere tante lacune... quindi lui non sapeva un fico secco di quello che accadeva! Ma la cosa bella, a questo punto, è che le edizioni scolastiche (la prima uscita nel 1976) sono state dolosamente integrate con qualche appendice, nella quale si è potuto colmare qualche "lacuna" del libro facendo sbizzarrire la fantasia.




2010:
Rispondi Citando
