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  1. #21
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    Predefinito Re: Re: Mi pare,

    Citazione da Intervento Principale di by Jan Hus
    Neanche negli Stati Uniti?
    In termini assoluti nemmeno lì,visto che oltre ai Democratici e ai Repubblicani esistono altri partiti(anche se alcuni di loro più sulla carta che altro) e visto anche che alle Presidenziali,si presentano diversi candidati espressione per l'appunto,di altre formazioni politiche.
    Poi, è vero che prendono messi assieme, una manciata di voti tranne rare eccezioni, ricordo tra quest'ultime Ross Perot nel 1992 e, in misura molto minore, John Anderson nel 1980 e Ralph Nader,candidato dei verdi americani,nel 2000.Tra l'altro,i voti presi da quest'ultimo, essendo stati "sottratti"al candidato democratico, furono decisivi per la sconfitta di Gore contro Bush(figlio).
    Detto questo,non c'è dubbio che in linea di fatto,quello americano si configura come un sistema bipartitico, essendo il consenso elettorale degli americani storicamente e sostanzialmente polarizzato nella quasi totalita, sui due partiti a tutti noti;quello democratico e quello repubblicano.
    omar proietti

  2. #22
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il collasso del bipolarismo

    Citazione da Intervento Principale di by bsiviglia
    Sottoscrivo in toto. C'è da aggiungere che il maggioritario, così come si configura in Italia, porta anche i partitini ad essere sovrarappresentati già nelle candidature nei collegi, perchè, prima ancora di avere il voto degli elettori, un partito con percentuali anche basse può puntare i piedi, facendo leva sulla sua indispensabilità per il raggiungimento del 50 % nei collegi, per avere molte più candidature di quanto vorrebbe il suo peso reale e usufruire così del voto di elettori che mai l'avrebbero votato se si fosse presentato da solo. Un tipico esempio è quello della Lega nei collegi del Nord: la percentuale di deputati leghisti, in questo modo, diventa molto più alta rispetto al reale peso elettorale nei collegi. Il tutto, poi, incoraggia astensionismo e disaffezione alla politica da parte di elettori che non si sentono rappresentati da candidati spesso agli antipodi del loro modo di pensare e di essere.
    Bsiviglia offre un ottimo spunto per rincarare la dose.
    Quanto da lei scritto non fa una grinza. Aggiungo che il sistema maggioritario non consente alcun tipo di democratizzazione della rappresentanza politica. E' un circuito chiuso. Prima ciascuno poteva scegliere di candidarsi. Oggi questa decisione dipende anzitutto dal partito (che già è un grosso limite), e in ultima istanza dalla coalizione.
    Cosicché le candidature elettorali sono limitate agli addetti ai lavori, e subordinate ad accordi tra le dirigenze.
    E' democrazia questa?

  3. #23
    laico progressista
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    La partita è entrata nel vivo.
    La Margherita rompe con l'Ulivo, rischiando la scissione interna tra il politburo prodiano e la base popolare.
    Gli scenari che si aprono sono i seguenti:

    1) La protesta rientra, Prodi ricuce dando più peso e promettendo ponti d'oro alla Margherita. E' l'ipotesi più inverosimile, perché non centra davvero il problema politico (non di poltrone) in cui si dilania il partito di Rutelli, rinviando ulteriormente un nodo che non si scioglie.

    2) Vince la linea Rutelli. Il partito resta unito, federato nell'Ulivo ma col proprio simbolo. E' un progetto mirato a far pesare davvero la Margherita nell'alleanza, rendendola capace di irrobustirsi dei voti in uscita da Forza Italia e dal centrodestra, e a far crescere, di conseguenza, il ruolo di Rutelli nel futuro governo e nel futuro del Paese. E' un percorso stretto tra due equilibri, quello di un Prodi che deve chinare la testa all'idea di avere un governo sotto ricatto, e quello dei democristiani comunque repressi nelle loro tentazioni unitarie.

    3) La Margherita si spacca e salta il tappo bipolare. E' di gran lunga lo scenario più interessante, quello sperabile per tutti, quello destinato a favorire la chiarezza nel panorama politico. E in ultima analisi quello che potrebbe aprire a Rutelli, al termine di un percorso avventuroso, le porte di Palazzo Chigi.
    Se la Margherita si spezza in due tronconi, avremo da un lato un gruppo (minoritario) di prodiani senza partito, dall'altro la componente cattolica.
    Sul versante prodiano, resterà da discutere cosa fare della Fed, ridotta ormai ad un mucchio di petali e foglie secche ai piedi dell'alto fusto diessino. Sul versante cattolico, si apre finalmente un mondo nuovo: il dialogo con gli altri cattolici e la rinascita di un progetto comune.

    Sapete bene su quale prospettiva ho puntato da tempo.

  4. #24
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena [/i]

    Con questa situazione, le nuove elezioni vedrebbero presentarsi una sinistra più debole (senza i popolari, senza l'Udeur), un centro cattolico in espansione, una destra monca e frammentata, senza chances di governo. Berlusconi, snobbato come interlocutore e privo di prospettive, dopo un definitivo tracollo elettorale potrebbe facilmente gettare la spugna, ritirandosi nei fasti della propria vita privata, protetto da silenziosi accordi di impunità. Forza Italia al collasso libererebbe le proprie risorse, scompaginando ulteriormente il panorama politico, e il quadro generale cambierebbe pian piano, articolandosi nel tempo in modo più stabile e definito. Durante questo processo ci sarà spazio per la creazione di un polo laico.
    Nel frattempo, un nuovo governo potrebbe configurarsi dall'esito elettorale: sinistra moderata-partito cattolico, magari a guida Rutelli.

    Direte che sono fantasie. L'alternativa, amici miei, sono altri cinque anni di guerra intestina tra la cultura degli affari del Presidente e quella del pensiero unico catto-social-prodian-comunista.
    Meglio voltare pagina.


    Caro Paolo ,

    ora che mi è più chiaro vorrei finalmente porti le mie obbiezioni
    su questo che , comunque mi sembra essere il punto fondamentale sul futuro del MRE

    - La prima l'hai detta anche tu è l' aleatorietà del progetto e l' assoluta inderminatezza dei tempi, anche perchè se non vogliamo cadere in una posizione tipo quella di un paio di anni fa di Bertinotti non possiamo pensare che i governi sia pure catto prodian comunisti del 1995 2001 abbiamo fatto danni uguali a quelli liberal criminal pasticcioni di Berlusconi e il nostro Paese ( scusa la retorica) non può aspettare ancora.

    - Anche a me rapporti troppo stretti con la componente più cattolica dell' ulivo non mi esaltano, ma proprio quello che sta accadendo in queste ore mi sembra che dimostri come a fronte di ipotesi federative dove quel tipo di cattolicesimo non spadroneggi siano loro a battere in ritirata, la prospettiva di scissione della margherita, se mai ne avessero il coraggio, mi sembra interessante.

    - Altro discorso è se tu non vedi nell' attuale centro sinistra nessuna componente interna ai vari partiti con cui stabilire dei rapporti forti di collaborazione , a questp punto però avrebbe senso la posizione alla Gianni Ravaglia, via subito da tutti e due i poli e battaglia solitaria.

    - Io credo invece che quella prospettiva ci sia e non parlo solo di componenti partitiche ( I già citati Cacciari e Bersani) , per lo meno a Bologna il movimento corrispondente a Libertà e Giustizia di Caracciolo e De Benedetti, è fatto per metà di ex Repubblicani.

    Se quella prospettiva c'è dovremo trovare un luogo dove confrontarci che non sia il tavolone con 11 segretari di partiti di centro sinistra , la federazione proposta da Prodi non va bene, se per questo sta anche fallendo, ma bisogna trovare una alternativa



    Tutto ciò ovviamente è valido in una prospettiva bipolare , tu immagini con l' ipotesi di un governo cattolici sinistra moderata presieduto da Rutelli ( BRRR !!) la fuoriuscita da questo schema.
    Non è certo escluso , ma spieghiamoci io chiamo bipolare un sistema generato sia da normative elettorali che da prassi poltiche come quello che Duverger chiamava di "voto di decisione"
    contrapposto a quello di "voto di opinione".
    In quasi tutta europa sia a livello nazionale che locale si vota sapendo chi sarà il capo dell' esecutivo e ( più o meno) quale sarà il programma. Non era così nell' italia pre 1994 dove i giochi si facevano a urne chiuse, lo è solo talvolta nelle monarchie del nord europa, specie Belgio e Olanda, idem in alcuni paesi dell' est.
    La mia impressione è che attualmente la spinta sia per estendere i sistemi a voto di decisione che sostanzialemnte sono bipolari.

    Caro Paolo, non mi prendere per un fondamentalista del bipolarismo, condivido per lo meno parzialmente il tuo disagio verso l' attuale sistema, se non l' altro per l' estrema personalizzazione della politica che ha comportato,
    Ho qualche dubbio però su un progetto che poggi tutto sull' uscita dal bipolarismo , dobbiamo trovare una strategia che permetta di agire anche ora e qui.
    Puntare a un maggior mescolamento di carte nel centro sinistra mi sembra l' unica strada, non va bene la FED? Cerchiamo qualcosaltro!
    Ma lo splendido ( si fa per dire) isolamento fra gli undici partiti non mi convince

    Grazie per l' attenzione ( sempre che qualcuno l' abbia avuta)

  5. #25
    repubblicano nella sinistra
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    sp non avevo letto l' ultimo messaggio di paolo ma il senso di quanto appena scritto rimane valido

  6. #26
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    Mi sembra di capire che nei primi punti apprezzi la fuoriuscita dei cattolici dalla Fed, perché così la ritieni più simile al nostro dna. Se è così, se ho interpretato bene il senso, allora sappi che la Fed senza i cattolici vuol dire Cosa 4. Senza il peso cattolici, quel che resta, oltre ai Ds sono gli Sdi (2 per cento quando va bene), il Mre (0,6 quando va bene), una manciata di prodiani senza partito.
    Ci vogliamo aggiungere, alla disperata, Di Pietro? Un altro 3 per cento (generoso).
    Cioè un corredo di cespugli all'ombra della Quercia, federati con la Quercia, e ad essa omologati. Prima di iscrivermi al Mre non sapevo, io repubblicano, che sarei morto socialista di seconda mano.

    Altro punto.
    Certamente tu ragioni secondo uno schema bipolare che, sai bene, non condivido alla radice.
    Ma ti vengo incontro. Quelle componenti con cui dialogare, e ben venga il dialogo, in uno schema bipolare producono un coro che deve cantare la stessa musica coi comunisti, coi verdi, coi cattolici.
    In uno schema multipolare invece, possono costituire proprio la base di quel polo laico che dovremmo costruire.

    Poi c'è una questione tabù, che riguarda noi, che forse oggi è un po' indelicato trattare, ma da cui non potremo sfuggire nei prossimi giorni. Ne parleremo a tempo debito.

  7. #27
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    Non essendoci ancora fatti sicuri e definitivi sull'orizzonte della FED non mi va di sprecare energie mentali per disegnare quadri complessi ed elaborati. Voglio essere quindi estremamente sintetico e dire che due sono le ipotesi;
    1) Se resta il sistema bipolare che abbiamo, FED o non FED, si può pensare a costruire un piccolo POLO LAICO-PROGRESSISTA aperto anche a sigle che attualmente non fanno parte della Unione blindata a 9 partiti;
    2) Nel caso si torni al proporzionale, magari corretto con soglia di sbarramento al 4%, il discorso resta valido lo stesso; un piccolo POLO LAICO-PROGRESSISTA che solo così potrebbe assicurarsi degna rappresentanza, visibilità ed autonomia. Magari, tornerà anche la voglia di fare davvero politica, cosa di fatto proibita a questa area politico-culturale da quando abbiamo questo maggioritario bipolare imperfetto.

  8. #28
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    (S)Ragionando a ruota libera, e senza prendere posizione in merito; mettiamo che i prodiani facciano la scissione (non credo che avverrà, ma si fa per discutere), non potrebbe essere possibile che i vari Bordon, Letta e, perché no?, Cacciari, vengano a bussare da noi?

  9. #29
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    Citazione da Intervento Principale di by Arsenio
    (S)Ragionando a ruota libera, e senza prendere posizione in merito; mettiamo che i prodiani facciano la scissione (non credo che avverrà, ma si fa per discutere), non potrebbe essere possibile che i vari Bordon, Letta e, perché no?, Cacciari, vengano a bussare da noi?
    Credo che qualche fuoriuscita a nostro vantaggio ci sarebbe.

  10. #30
    laico progressista
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    Citazione da Intervento Principale di by Arsenio
    (S)Ragionando a ruota libera, e senza prendere posizione in merito; mettiamo che i prodiani facciano la scissione (non credo che avverrà, ma si fa per discutere), non potrebbe essere possibile che i vari Bordon, Letta e, perché no?, Cacciari, vengano a bussare da noi?
    Certamente. In questo senso credo che per noi si aprano prospettive. Ma dobbiamo tenere alla larga Parisi e mettere la pietra tombale sul progetto FED, che altrimenti ci vedrebbe annessi ai Ds. E qui sfioriamo il tabù che non voglio toccare. Mi mordo la lingua, accidenti.



    Citazione da Intervento Principale di by Nuovo Azionismo
    Non essendoci ancora fatti sicuri e definitivi sull'orizzonte della FED non mi va di sprecare energie mentali per disegnare quadri complessi ed elaborati. Voglio essere quindi estremamente sintetico e dire che due sono le ipotesi;
    1) Se resta il sistema bipolare che abbiamo, FED o non FED, si può pensare a costruire un piccolo POLO LAICO-PROGRESSISTA aperto anche a sigle che attualmente non fanno parte della Unione blindata a 9 partiti;
    2) Nel caso si torni al proporzionale, magari corretto con soglia di sbarramento al 4%, il discorso resta valido lo stesso; un piccolo POLO LAICO-PROGRESSISTA che solo così potrebbe assicurarsi degna rappresentanza, visibilità ed autonomia. Magari, tornerà anche la voglia di fare davvero politica, cosa di fatto proibita a questa area politico-culturale da quando abbiamo questo maggioritario bipolare imperfetto.
    Ecco uno che ha capito tutto. Cominciamo presto a parlare di contenuti laici, allora.


    P.S. Ma Brunik dov'è? Si è suicidato?

 

 
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