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Discussione: Matrimonio

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Due cuori e una capanna non mi attira, vorrei avere una certa stabilità prima di fare un passo così impegnativo e che coinvolge anche un'altra persona...
    Ciò che scrivi qui è chiarissimo: è un esempio di come si stiano perdendo nel mondo cattolico le virtù teologali di fede, speranza e carità.
    In diversi passaggi di questo topic, illuminante, appare come si confidi solo in se stessi e manchi quella fiducia in Dio e nella Divina Provvidenza che dovrebbe esserci in ogni cattolico e cristiano in genere.
    L'uomo non ha più fede nella Provvidenza Divina, ma solo in ciò che riesce a fare con le sue proprie mani, non spera più che ciò si debba realizzare e per conseguenza non ama nemmeno più.
    L'amore condizionato da posizione sociale, soldi, tipo di appartamento posseduto, grado di studio, ecc. non è l'amore del Vangelo, che passa sopra ogni cosa e ogni difficoltà.
    Due cuori e una capanna... se si ama veramente non serve nemmeno la capanna, perchè l'amore è già tutto.
    Leggetevi Deus caritas est, magari non vi piacerà, ma almeno vi troverete spiegato BENE il concetto biblico di amore.
    Lo dico a cuore aperto, poi ognuno è liberissimo di pensare ciò che vuole, ma allora parliamo di new age, non di Cattolici Romani.

  2. #22
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da olivia
    caraElettra,lasciami dire che mi piace la tua concretezza
    Grazie .
    A volte tendo ad essere sfacciata ma mi "tengo"....

  3. #23
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Citazione Originariamente Scritto da Dontonino
    Ciò che scrivi qui è chiarissimo: è un esempio di come si stiano perdendo nel mondo cattolico le virtù teologali di fede, speranza e carità.
    In diversi passaggi di questo topic, illuminante, appare come si confidi solo in se stessi e manchi quella fiducia in Dio e nella Divina Provvidenza che dovrebbe esserci in ogni cattolico e cristiano in genere.
    L'uomo non ha più fede nella Provvidenza Divina, ma solo in ciò che riesce a fare con le sue proprie mani, non spera più che ciò si debba realizzare e per conseguenza non ama nemmeno più.
    L'amore condizionato da posizione sociale, soldi, tipo di appartamento posseduto, grado di studio, ecc. non è l'amore del Vangelo, che passa sopra ogni cosa e ogni difficoltà.
    Due cuori e una capanna... se si ama veramente non serve nemmeno la capanna, perchè l'amore è già tutto.
    Leggetevi Deus caritas est, magari non vi piacerà, ma almeno vi troverete spiegato BENE il concetto biblico di amore.
    Lo dico a cuore aperto, poi ognuno è liberissimo di pensare ciò che vuole, ma allora parliamo di new age, non di Cattolici Romani.
    Intendevo altro.
    CHe non sono una hippie o chissà che altro, ma ritengo - e non è eresia - che per sposarsi, fondare una famiglia e avere un minimo di serenità occorra essere maturi, essere convinti di quel che si fa. Ed essere economicamente indipendenti. Non per sfiducia o frivolezza. E non è New Age. Se non riesci a mantenerti da solo, come puoi pensare di fondare una famiglia? Di crescere i tuoi figli?

    Non è New Age o simili. lo definsico buonsenso. Voglio aver euna famiglia mia, ma non voglio dipendere eternamente dai miei genitori o dover chiedere a mio marito i soldi anche per comprarmi le calze. COntinuo e continuerò sempre a ritenere che due persone che vogliono sposarsi, essere genitori, devono essere mature serie e consapevoli. Perchè un matirmonio nato sui dubbi, senza indipendenza economica, senza un minimo di serietà, naasce già scricchiolante...

    Cordialmente, E.

  4. #24
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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Citazione Originariamente Scritto da otorino
    E poi te la prendi pure se critico alcune delle cose che dici? Scusa, ma ti rendi conto che stai insinuando che tutti quelli che hanno problemi nel matrimonio ( se non addirittura già separati o divorziati ) sono persone che non hanno accettato ciò che ha detto il sacerdote o peggio ancora che si sono accostati al sacramento in mala fede? E chi ti ha dato l’autorità per giudicarli tutti? E dove è andato a finire il concetto: ex opere operato ?
    Io mi sembra che ho scritto cosi:

    Sempre se gli sposi (depositari dello Spirito Santo) accettino quello che il sacerdote dice (ma che non si ascolta o si dimentica) nella celebrazione nunziale.
    Ho parlato di "non ascolto" e di "dimenticanza" non di non accettazione. Non ho parlato di "malafede". Non ho neache giudicato, ma solo riportato un dato di fatto. Per fare un'esempio semplice sono molte le coppie che (oggi specialmente) dimenticano che l'unione sacramentale del matrimonio comporta "L'essere uniti (quindi in comunione) nella buona e cattiva sorte". Per non parlare del resto. Nel matrimonio Sacramento non è prevista la separazione o il divorzio "non divida l'uomo ciò che Dio ha unito".

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da otorino
    Io non sono ne per la convivenza ne per il "matrimonio".
    E allora come ti collochi?

    Sono per il non bigottismo; sacramento ( che nemmeno tu sai bene cosa è ) incluso.
    Chi è bigotto? chi crede nella Chiesa? io lo so che cosa è un sacramento: "Azione di Grazia" "sigillato dallo Spirito Santo" "La shekinà di Dio".

    Rileggiti e rileggi anche ciò che dicono gli altri sopra, e forse ( e sottolineo forse ) ti renderai conto da solo di cosa c'è di sbagliato in quello che scrivi.
    Cosa dovrei rileggere SOPRA? se potessi segnanarmelo te ne sarei grato

  6. #26
    Ut unum sint!
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    Scendere sul personale in rete e' difficile.
    Credo che Elettra in questo momento non sia innamorata. Pensa alla carriera, al posto sicuro e relativa sicurezza patrimoniale etc... tutto logico, prima mi sistemo e poi cerco marito.
    Cosi' pensava anche mia madre... viaggiava sempre, prendeva numerose specializzazioni in medicina, andava in medio oriente come medico missionario, voleva fare il cardiochirurgo ed era in partenza per l'Africa... poi a Raggio Calabria scoppio' la guerra civile coi carri armati e per sei mesi non pote' partire...
    La pensava cosi' anche mio padre... laurea in lettere, poi laurea in medicina, poi diploma ISEF, poi diploma di tecnico di laboratorio, poi inizia gli studi di giurisprudenza... era innamorato dell'universita' e si manteneva insegnando lettere o educazione fisica a fasi alterne, voleva andare a recitare in alcune compagnie al nord ma poi scoppia la guerra civile e rimane bloccato...
    i due si conoscono, si innamorano e puffete via tutto, si sposano! Oggi sono due medici in un ospedale di provincia, non hanno girato il mondo ma hanno allevato me che scrivo e che sogno come loro di girare il mondo (anzi lo sto facendo per le mie ricerche) ma chissa'!
    Chissa' cara Elettra quali progetti ha Dio su di noi, saremo in grado di dire si, di assumerci le nostre responsabilita' al momento opportuno? Qualunque sia la vocazione a cui il Signore ci chiami...?
    UT UNUM SINT!

  7. #27
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    Predefinito Un po' di chiarezza.

    A parte sporadici interventi, mi pare che non si sia ben definito "cosa è" ontologicamente il sacramento del matrimonio per il Cattolicesimo Cristiano.

    La teologia sacramentale ci insegna alcune cosette che a me giova rileggere spesso (perchè la maledizione dell'uomo è che esso dimentica), e che a molti che ignorano giova sapere. Mi avvalerò di alcune definizioni tratte dal Magistero, utilizzando anche la lingua latina (in formulazioni che ritengo non sia necessario tradurre).

    Il "matrimonio" in senso lato (anche fra non battezzati, o fra popoli pre-Cristianesimo) si definisce: coniunctio maritalis viri et mulieris inter legitimas personas individuam vitae consuetudinem retinens. E si distingue in varie "sottosezioni", tra cui: legittimo, rato, consumato, vero, presunto, putativo, canonico, civile, di coscienza, ecc....

    Il Matrimonio (Sacramento!) si definisce: Signum sensibile a Christo Deo institutum gratiae collatae viro et mulieri legitimo consensu copulatis ad legitimae vitae consuetudinem.

    Di questo particolare Sacramento:

    - la materia sunt corpora contrahentium (da cui la conseguenza, ovvia ma da ribadire, che con la morte di uno dei coniugi cessa il vincolo matrimoniale).

    - la forma est consensus expressus per verba vel per signa (da cui la conseguenza che un matrimonio celebrato senza consenso di uno dei coniugi, è nullo ipso facto; non viene annullato dopo dalla Sacra Rota se non da un punto di vista giuridico; ma sostanzialmente, se un matrimonio viene celebrato validamente, niente e nessuno [morte di un coniuge a parte, v. supra], può annullarlo o renderlo invalido)

    - i ministri sunt fideles contrahentes; eh, già... non il sacerdote che benedice gli sposi o, se il Matrimonio è durante la Messa, celebra il Sacrificio Eucaristico, ma gli Sposi stessi sono ministri del rito che viene celebrato dinnanzi alla comunità cristiana. Questo è importante. Importantissimo. Perchè ne segue che: se gli Sposi (ministri del Matrimonio) non celebrano il Matrimonio conformemente alla natura stessa del Rito ed alla sostanza del Sacramento (unità ed indissolubilità), oltre a commettere sacrilegio, compiono un rito nullo: puramente e semplicemente nullo. E' come se nessun matrimonio fosse mai stato celebrato, anzi.. è proprio così.
    Quindi tutti quelli che, pur non credendo nell'unità ed indissolubilità del Matrimonio istituito da Cristo si sposano in Chiesa (per folklore, per far contenta la nonna, perchè le cattedrali vanno di moda...) fanno solo una bella farsa.

    Riguardo al discorso separazione, anche qui alcune precisazioni.
    Se, a fronte di particolari condizioni, la mutua coabitazione dei coniugi fosse resa impossibile, impraticabile di fatto, o estremamente gravosa per l'uno o per l'altro, nulla vieta che i due possano smettere di coabitare. MA, nessun motivo può mai autorizzare coloro che hanno contratto validamente Matrimonio, che continuino a vivere assieme o meno, a cessare dagli obblighi che questo Sacramento comporta. Quindi astensione totale da rapporti extraconiugali e da situazioni che mettano in occasione prossima di peccato grave su questa materia.
    Umanamente è duro da accettare, ma questa à la Verità Cristiana. Punto.


    La teologia sacramentale si dilunga poi su altri aspetti interessanti del Matrimonio, quali gli sponsalia, le denuntiationes, gli impedimenta dirimenta (che tanto fecero andare in bestia Renzo....) con le varie possibilità di dispensationes (se possibili) riservata al Vescovo o al Papa per alcuni casi, ed altre cosette giuridiche.

    Mi preme solo ricordare quali siano gli "effetti" del Matrimmonio sui contraenti:

    - anzitutto la gratia sanctificans et sacramentalis

    - e gli uffici propri alla societas che si è formata: il marito deve avere cura dell'anima, del corpo e dei beni della moglie; la moglie deve al marito riverenza ed obbedienza; entrambi si devono: mutuo aiuto, mutua fedeltà, rendere il debito coniugale, coabitare (salva iusta causa separationis) e crescere ed educare i figli.


    Questo è tutto. Spero di essere stato d'aiuto.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  8. #28
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    Predefinito I processi di nullità matrimoniale

    I processi di nullità matrimoniale, un servizio alla verità, secondo il Papa
    Nel ricevere in udienza i membri del Tribunale della Rota Romana

    CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 30 gennaio 2006 (ZENIT.org).- I processi canonici per la dichiarazione di nullità matrimoniale non cercano di complicare la vita, né di acutizzare le tensioni, quanto servire unicamente la verità, assicura Benedetto XVI.

    Il Pontefice ha affrontato questo argomento nel ricevere sabato scorso in udienza, in occasione dell’inizio dell'Anno giudiziario, gli Uditori, Officiali e Avvocati del Tribunale Apostolico della Rota Romana, incaricato di giudicare in seconda istanza le cause già sentenziate dai tribunali ecclesiastici ordinari di prima istanza e rimessi alla Santa sede per legittimo appello.

    “Il processo canonico di nullità del matrimonio costituisce essenzialmente uno strumento per accertare la verità sul vincolo coniugale – ha dichiarato Benedetto XVI –. Il suo scopo costitutivo non è quindi di complicare inutilmente la vita ai fedeli né tanto meno di esacerbarne la litigiosità, ma solo di rendere un servizio alla verità”.

    La Chiesa cattolica considera il matrimonio un legame permanente e indissolubile (per tutta la vita), sebbene, attraverso un processo rigoroso, possa giungere a stabilire che in alcune occasioni vi sono dei matrimoni che non sono mai stati validi per ragioni contemplate nel Codice di Diritto Canonico (l’età, ratto o violenza, incapacità mentale).

    La questione della dichiarazione di nullità matrimoniale, secondo quanto ha constatato lo stesso Papa, suscita grande interesse per l’opinione pubblica, poiché le sentenze ecclesiastiche in questa materia “incidono sulla possibilità o meno di ricevere la Comunione eucaristica da parte di non pochi fedeli”.

    “Proprio quest’aspetto, così decisivo dal punto di vista della vita cristiana, spiega perché l’argomento della nullità matrimoniale sia emerso ripetutamente anche durante il recente Sinodo sull’Eucaristia”, tenuto nell’ottobre del 2005, a conclusione dell’Anno indetto su questo Sacramento.

    Studiando le conclusioni di quella assemblea di Vescovi di tutto il mondo, ha riconosciuto il Vescovo di Roma, si potrebbe pensare di trovarsi di fronte a delle contraddizioni.

    “Da una parte, parrebbe che i Padri sinodali abbiano invitato i tribunali ecclesiastici ad adoperarsi affinché i fedeli non canonicamente sposati possano al più presto regolarizzare la loro situazione matrimoniale e riaccostarsi al banchetto eucaristico”, ha detto.

    Dall’altra parte, la legislazione canonica e l'Istruzione "Dignitas connubii", pubblicata il 25 gennaio del 2005 dal Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, sembra porre “dei limiti a tale spinta pastorale, come se la preoccupazione principale fosse quella di espletare le formalità giuridiche previste, con il rischio di dimenticare la finalità pastorale del processo”.

    Questa apparente contraddizione non è reale, ha spiegato il Papa, poiché esiste un “fondamentale punto di incontro tra diritto e pastorale: l’amore per la verità”.

    “In effetti – ha sottolineato il Pontefice –, lo scopo del processo è la dichiarazione della verità da parte di un terzo imparziale, dopo che è stata offerta alle parti pari opportunità di addurre argomentazioni e prove entro un adeguato spazio di discussione”.

    “Questo scambio di pareri è normalmente necessario, affinché il giudice possa conoscere la verità e, di conseguenza, decidere la causa secondo giustizia. Ogni sistema processuale deve tendere, quindi, ad assicurare l’oggettività, la tempestività e l’efficacia delle decisioni dei giudici”, ha sottolineato.

    Il “valore pastorale” di questi processi “non può essere separato dall’amore alla verità”, ha indicato.

    “È ingannevole il servizio che si può offrire ai fedeli e ai coniugi non cristiani in difficoltà rafforzando in loro, magari solo implicitamente, la tendenza a dimenticare l’indissolubilità della propria unione – ha quindi affermato –. In tal modo, l’eventuale intervento dell’istituzione ecclesiastica nelle cause di nullità rischia di apparire quale mera presa d’atto di un fallimento”.

    Tuttavia, ha indicato il Santo Padre, “la verità cercata nei processi di nullità matrimoniale non è tuttavia una verità astratta, avulsa dal bene delle persone. È una verità che si integra nell’itinerario umano e cristiano di ogni fedele”.

    “È pertanto assai importante che la sua dichiarazione arrivi in tempi ragionevoli”, ha sottolineato, assicurando che “è un obbligo grave quello di rendere l’operato istituzionale della Chiesa nei tribunali sempre più vicino ai fedeli”.

    Inoltre, ha indicato, è un dovere pastorale “cercare di prevenire le nullità matrimoniali in sede di ammissione alle nozze e ad adoperarsi affinché i coniugi risolvano i loro eventuali problemi e trovino la via della riconciliazione”.

    Attualmente esistono 800 tribunali diocesani o interdiocesani della Chiesa latina che trattano quasi esclusivamente cause di nullità matrimoniale.

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos
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    Credo che Elettra in questo momento non sia innamorata. Pensa alla carriera, al posto sicuro e relativa sicurezza patrimoniale etc... tutto logico, prima mi sistemo e poi cerco marito.
    Cosi' pensava anche mia madre... viaggiava sempre, prendeva numerose specializzazioni in medicina, andava in medio oriente come medico missionario, voleva fare il cardiochirurgo ed era in partenza per l'Africa... poi a Raggio Calabria scoppio' la guerra civile coi carri armati e per sei mesi non pote' partire...
    La pensava cosi' anche mio padre... laurea in lettere, poi laurea in medicina, poi diploma ISEF, poi diploma di tecnico di laboratorio, poi inizia gli studi di giurisprudenza... era innamorato dell'universita' e si manteneva insegnando lettere o educazione fisica a fasi alterne, voleva andare a recitare in alcune compagnie al nord ma poi scoppia la guerra civile e rimane bloccato...
    i due si conoscono, si innamorano e puffete via tutto, si sposano! Oggi sono due medici in un ospedale di provincia, non hanno girato il mondo ma hanno allevato me che scrivo e che sogno come loro di girare il mondo (anzi lo sto facendo per le mie ricerche) ma chissa'!
    Chissa' cara Elettra quali progetti ha Dio su di noi, saremo in grado di dire si, di assumerci le nostre responsabilita' al momento opportuno? Qualunque sia la vocazione a cui il Signore ci chiami...?
    Carissimo, io sono innamorata - e comunque non sono fatti tuoi - ma 1) Grazie al cielo sono finiti i tempi in cui appena ti fidanzavi il tuo ragazzo cominciava a dirti, via dall'università, basta studi, tu donna stare in cucina. 2) Voglio diventare avvocato. QUesto non contrasta con nulla, anzi. Se sono intelligente, è stato Dio a farmi così. E credo che ci sia molta più serietà nel voler avere una professione che mi renda indipendente, quaslaisi cosa succeda. COme ho già detto in un altro post, non voglio dover chiedere a mio marito, un domani, anche i soldi per comprarmi un paio di calze.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    A parte sporadici interventi, mi pare che non si sia ben definito "cosa è" ontologicamente il sacramento del matrimonio per il Cattolicesimo Cristiano.

    La teologia sacramentale ci insegna alcune cosette che a me giova rileggere spesso (perchè la maledizione dell'uomo è che esso dimentica), e che a molti che ignorano giova sapere. Mi avvalerò di alcune definizioni tratte dal Magistero, utilizzando anche la lingua latina (in formulazioni che ritengo non sia necessario tradurre).

    Il "matrimonio" in senso lato (anche fra non battezzati, o fra popoli pre-Cristianesimo) si definisce: coniunctio maritalis viri et mulieris inter legitimas personas individuam vitae consuetudinem retinens. E si distingue in varie "sottosezioni", tra cui: legittimo, rato, consumato, vero, presunto, putativo, canonico, civile, di coscienza, ecc....

    Il Matrimonio (Sacramento!) si definisce: Signum sensibile a Christo Deo institutum gratiae collatae viro et mulieri legitimo consensu copulatis ad legitimae vitae consuetudinem.

    Di questo particolare Sacramento:

    - la materia sunt corpora contrahentium (da cui la conseguenza, ovvia ma da ribadire, che con la morte di uno dei coniugi cessa il vincolo matrimoniale).

    - la forma est consensus expressus per verba vel per signa (da cui la conseguenza che un matrimonio celebrato senza consenso di uno dei coniugi, è nullo ipso facto; non viene annullato dopo dalla Sacra Rota se non da un punto di vista giuridico; ma sostanzialmente, se un matrimonio viene celebrato validamente, niente e nessuno [morte di un coniuge a parte, v. supra], può annullarlo o renderlo invalido)

    - i ministri sunt fideles contrahentes; eh, già... non il sacerdote che benedice gli sposi o, se il Matrimonio è durante la Messa, celebra il Sacrificio Eucaristico, ma gli Sposi stessi sono ministri del rito che viene celebrato dinnanzi alla comunità cristiana. Questo è importante. Importantissimo. Perchè ne segue che: se gli Sposi (ministri del Matrimonio) non celebrano il Matrimonio conformemente alla natura stessa del Rito ed alla sostanza del Sacramento (unità ed indissolubilità), oltre a commettere sacrilegio, compiono un rito nullo: puramente e semplicemente nullo. E' come se nessun matrimonio fosse mai stato celebrato, anzi.. è proprio così.
    Quindi tutti quelli che, pur non credendo nell'unità ed indissolubilità del Matrimonio istituito da Cristo si sposano in Chiesa (per folklore, per far contenta la nonna, perchè le cattedrali vanno di moda...) fanno solo una bella farsa.

    Riguardo al discorso separazione, anche qui alcune precisazioni.
    Se, a fronte di particolari condizioni, la mutua coabitazione dei coniugi fosse resa impossibile, impraticabile di fatto, o estremamente gravosa per l'uno o per l'altro, nulla vieta che i due possano smettere di coabitare. MA, nessun motivo può mai autorizzare coloro che hanno contratto validamente Matrimonio, che continuino a vivere assieme o meno, a cessare dagli obblighi che questo Sacramento comporta. Quindi astensione totale da rapporti extraconiugali e da situazioni che mettano in occasione prossima di peccato grave su questa materia.
    Umanamente è duro da accettare, ma questa à la Verità Cristiana. Punto.


    La teologia sacramentale si dilunga poi su altri aspetti interessanti del Matrimonio, quali gli sponsalia, le denuntiationes, gli impedimenta dirimenta (che tanto fecero andare in bestia Renzo....) con le varie possibilità di dispensationes (se possibili) riservata al Vescovo o al Papa per alcuni casi, ed altre cosette giuridiche.

    Mi preme solo ricordare quali siano gli "effetti" del Matrimmonio sui contraenti:

    - anzitutto la gratia sanctificans et sacramentalis

    - e gli uffici propri alla societas che si è formata: il marito deve avere cura dell'anima, del corpo e dei beni della moglie; la moglie deve al marito riverenza ed obbedienza; entrambi si devono: mutuo aiuto, mutua fedeltà, rendere il debito coniugale, coabitare (salva iusta causa separationis) e crescere ed educare i figli.


    Questo è tutto. Spero di essere stato d'aiuto.

    Perdona la vanità, ma ho 30 e lode in diritto canonico e la mia tesi di laurea verterà proprio su questo argomento.... però credo che alcuni, qui nel forum, possono evitare di insegnare a me ed alri cos'è il matirmonio, cos'è l'amore e gentilmente dirmi se mi trovano così pazzescamente eretica e per quale motivo.
    Affettuosamente.

 

 
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