Beato ottimismo
I gravi problemi che Damiano non vuole nemmeno vedere
Il ministro del welfare Damiano, che sappiamo "immerso nella concertazione", e "impegnato nei problemi che riguardano lo stato sociale", si è detto convinto che il ministro dell'Economia, ieri a Bruxelles, abbia presentato delle proposte sui conti che vanno nella direzione del risanamento, "nella direzione giusta". Per cui il ministro Damiano non ha nessuna preoccupazione sui conti pubblici italiani. "Le misure intraprese vanno verso il risanamento", ha detto con beata serenità. Eppure il giudizio che sta maturando in queste ore negli ambienti di Bruxelles sull'Italia, non ci pare né sereno, né beato.
Intanto c'è da dire, per sottolinearlo ancora una volta, che Padoa * Schioppa, al contrario del ministro Damiano, si è accorto delle preoccupazioni di Bruxelles per quanto riguarda le ulteriori spese indicate nel Dpef, e che al momento appaiono ancora prive della necessaria copertura finanziaria, ed ha detto di condividere tali allarmi. E li condivide, perché le fonti dei timori espressi dall'Unione Europea risiedono nel sistema pensionistico e nel fatto che non tutto il miglioramento strutturale aggiuntivo dovuto alla maggiore crescita verrà destinato al miglioramento dei conti pubblici. E' vero che Bruxelles riconosce come il Dpef sia in linea con le indicazioni fornite nello scorso aprile a Berlino, in occasione della riunione informale dei ministri delle Finanze Ue, dallo stesso ministro dell'Economia italiano. Ma evidentemente questo non è ancora sufficiente. E se Padoa - Schioppa ha anche ragione nel chiedere che l'applicazione del Patto di stabilità "non sia cieca", occorre che l'Italia non sia cieca per ciò che concerne il welfare. Non sappiamo come sarà per Bruxelles, ma se il governo italiano dovesse riconoscersi nell'ottimismo delle parole di Damiano, allora saremmo ciechi davvero.
Anche ieri, infatti, il commissario Ue per gli affari economici e monetari, Joaquim Almunia, ha ricordato all'Italia che sul deficit e le pensioni "non è in gioco solo il suo bilancio, ma la credibilità dell'intero impianto di politica economica europea". Ma se Padoa - Schioppa è d'accordo, abbiamo già visto che Damiano non lo è, e non osiamo pensare cosa ne dirà il ministro Ferrero. Tenendo poi presente che l'Italia resta sotto vigilanza per la procedura di deficit eccessivo, non vorremmo che lo scompenso di pareri all'interno del Consiglio dei ministri su capitoli di questa rilevanza, agevolasse un giudizio finale negativo da parte dell'Europa, senza bisogno di ulteriori accertamenti.
Roma, 10 luglio 2007
tratto da http://www.pri.it




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