Pagina 19 di 36 PrimaPrima ... 918192029 ... UltimaUltima
Risultati da 181 a 190 di 360

Discussione: Semper infideles

  1. #181
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito A Rimini...

    Anche Rimini si prepara a vivere la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Domani alle ore 16,30 liturgia presso la chiesa di S. Nicolò: presiede il vescovo Mariano De Nicolò. Mercoledì e venerdì appuntamenti presso la chiesa valdese (con il ministro Odoardo Lupi), e quella ortodossa (presieduta dal parroco ortodosso Serafino Corallo). La settimana è densa di altre iniziative. Martedì (ore 21) incontro "Operatori di pace in un tempo di conflitti". Giovedì veglia di preghiera organizzata dai movimenti e dalle associazioni. Sabato (ore 16,30) presso la chiesa di S. Agostino, Messa animata dalla comunità di Montetauro e testimonianza del loro incontro con la Chiesa Ortodossa Russa. Alle 18 presentazione del libro "I testimoni dello Spirito: Santità e Martirio nel XX secolo", curato da Natalino Valentini. Interverrà don Daniele Cogoni, responsabile per l'ecumenismo della diocesi di Camerino.


    E il divieto della communicatio in sacris? Chissà poi se la FSSPX farà sentire la sua voce, lì, nella città del priorato...

  2. #182
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Lettera alla "Padania"

    Caro direttore,

    leggo l'interessantissima pagina a cura di Giulio Ferrari sul "Vaticano III", con la lettera di M. Fellay ai fedeli della FSSPX sotto il titolo "Ma questa è un'altra religione" e l'occhiello: "Ecco perché non ricuciamo lo strappo con Roma".
    Domando: da quando in qua sono i sacerdoti e i fedeli, per giunta "tradizionalisti", quindi perfettamente consapevoli dell'obbligo di obbedire al Papa, a dover "ricucire lo strappo con Roma"? Non vale forse il detto "Roma locuta causa finita"? Non è forse la FSSPX in stato di scomunica inflittale dall'attuale pontefice, con il quale ciononpertanto essa continua a considerarsi in comunione? E chi è mai questa "Roma" con cui i seguaci di Mons. Lefèbvre "trattano", quasi fosse essa a doversi pentire?
    Vogliamo dirla tutta, caro direttore?
    Sia nella lettera di Monsignor Fellay sia nel resto della pagina si evita accuratamente di pronunciare il nome di colui che della Chiesa è il capo visibile e che, oltre alla suprema autorità, dovrebbe detenere il potere di scomunicare o almeno di ammonire e sospendere a divinis coloro che tralignano dalla retta dottrina. Risulta invece che i vari Lehmann, Kasper e Martini li abbia nominati cardinali lui, al pari di tutti gli altri porporati che ora tramano per distruggere ciò che resta della dottrina cattolica e che mai, in questi 25 anni, hanno ricevuto nemmeno la parvenza di una monizione canonica. Idem dicasi per tutti i teologi che devastano la fede dalle cattedre delle università pontificie e per i vescovi, i parroci, i sacerdoti che fanno altrettanto dalle loro cattedre e dai pulpiti: scelti e messi lì proprio per il loro progressismo, cacciando gli ultimi seguaci della Tradizione. O non è forse Giovanni Paolo II uno dei massimi sostenitori del Vaticano II, l'artefice primo del "dialogo interreligioso", colui che ha baciato il Corano, definito gli ebrei infedeli "fratelli maggiori nella fede" e che non perde occasione per dichiarare, contro il primo comandamento, che "cristiani, ebrei e musulmani adorano tutti lo stesso Dio"? Non è lui a insegnare la dottrina della redenzione universale a priori, che a rigor di termini annulla la stessa necessità della Chiesa e della fede per salvarsi? Possibile che tutto sia marcio, nella Chiesa, tranne colui cui sono state affidate le chiavi di Pietro? Perché in qualsiasi vicenda di scandali che toccano una società il primo responsabile viene additato nel suo capo, mentre nel caso della Chiesa, l'unica società monarchica, gerarchica e assolutistica che sia rimasta, questi viene accuratamente tenuto fuori da qualsiasi accusa? Non vale più il detto "piscis a capite foetet"? Dobbiamo ritenere Wojtyla un povero pupazzo manovrato dai cardinali progressisti che gli fanno fare ciò che vogliono? Tale conclusione ripugna al buon senso.
    E infine: se davvero il prossimo Concilio deciderà il sacerdozio alle donne, il matrimonio per i preti, la gestione collegiale dell'autorità e il sì alla contraccezione, che faranno gli indultisti e i lefebvriani? Continueranno a "trattare", si faranno buddisti?
    Ferrari conclude il suo articolo affermando che "dal prossimo Conclave dipenderanno duemila anni di Chiesa cattolica". Che significa? Che se sarà eletto papa Martini bisognerà obbedirgli e seguirlo nei suoi deliri? Oppure che si continuerà come ora fare tranquillamente a meno del Papa pur riconoscendogli l'autorità?
    I casi sono due: o Wojtyla è vero papa, infallibile in questioni "de fide et moribus", e lo è chiunque gli succederà, foss'anche Martini o Lehmann, che non crede nella Resurrezione, oppure non lo sono né l'uno né l'altro. Nel primo caso bisogna loro obbedire in tutto con pieno assenso interiore ed esteriore. Nel secondo bisogna avere l'onestà di concludere che la sede è formalmente vacante e prendere le decisioni conseguenti. Basta con l'ambiguità.

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

  3. #183
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,568
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    COMPLIMENTI, PROFESSORE, PER QUESTA OTTIMA LETTERA CHE COLPISCE AL CUORE LA CATTIVA TEOLOGIA LEFEBVRIANA DELLA DISOBBEDIENZA.
    VERRà PUBBLICATA? LO SPERO VIVAMENTE.
    CERTAMENTE LA SEGNALO A TUTTI I FORUMISTI CHE CI LEGGONO.

    GUELFO NERO

  4. #184
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,568
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito QUATTRO VESCOVI IN GITA



    AL "GIUBILEO" (NULLO E MAI INDETTO) DEL 2000 LORO...C'ERANO.

    NOI NON C'ERAVAMO.
    IN FONDO SOLO IN QUEL GESTO SI VEDE GIà L'ABISSO CHE CI SEPARA.

    GUELFO NERO

  5. #185
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by guelfo nero
    COMPLIMENTI, PROFESSORE, PER QUESTA OTTIMA LETTERA CHE COLPISCE AL CUORE LA CATTIVA TEOLOGIA LEFEBVRIANA DELLA DISOBBEDIENZA.
    VERRà PUBBLICATA? LO SPERO VIVAMENTE.
    CERTAMENTE LA SEGNALO A TUTTI I FORUMISTI CHE CI LEGGONO.

    GUELFO NERO
    E' stata ovviamente cestinata: giusto, mica è al livello delle fondamentali lettere leghiste sulle quote latte o su Bonolis...

  6. #186
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito "Il Santo", don Antonio Niero e il vaticano II

    Lettera aperta al direttore del "Corriere del Veneto"

    Caro direttore,

    leggo sul "Corriere del Veneto" del 5 febbraio gli articoli di Gianni Giolo e di Lorenzo Tomasin sul "Santo" di Fogazzaro e sul monumento che la cittadina laziale di Jenne ha deciso di dedicare allo scrittore vicentino in occasione del centenario di quel romanzo.
    Nell'intervista con Tomasin, don Antonio Niero afferma che "quel libro anticipò il Concilio", dove per "Concilio" si intende, manco a dirlo, il Vaticano II.
    La domanda, direbbe il buon Lubrano, nasce spontanea: ma se il libro fu messo all'Indice, non dovrebbe avvenire altrettanto di quel Concilio?
    In altre parole: se le affermazioni del romanzo, che era un concentrato di modernismo, "somma di tutte le eresie", facevano a pugni con la dottrina cattolica, insegnata da San Pio X, perché non si dovrebbe dire altrettanto del Vaticano II? Naturalmente don Niero ha pronte le risposte:"all'epoca c'era la tendenza, nella Chiesa, a vedere pericoli ovunque". Pericoli, par di capire, inesistenti: un abbaiare alla luna, quello di Papa Sarto. Oggi, che vediamo dilagare la bestemmia e la pornografia, preti ballerini, suore calciatrici, messe "creative", cardinali telecronisti, diritto di divorzio e di aborto, droga, famiglie sfasciate, quei pericoli sono forse diminuiti? O non è forse cambiato invece l'atteggiamento della Chiesa che, baldanzosa e ottimista, "pericoli" non ne vede più ma trova tutto bello, tutto buono, tutto "molto pittoresco", con somma noncuranza della salute delle anime e della prudenza, prima delle virtù cardinali? Sono i tempi cambiati a tal punto, in cento anni, che ciò che allora era eresia oggi sia diventato verità? Ma non ci è stato insegnato che la dottrina è immutabile, che "nemmeno uno iota" cambierà?
    Dice ancora, don Niero, che "in quel momento c'era una sensibilità particolare". Benedetta "sensibilità", che più esattamente si chiamerebbe "sensus fidei": oggi di essa non c'è più traccia e gli effetti li vediamo.
    Infine il sacerdote veneziano ricorda don Giovanni Ghezzo, morto nel 1938 "(con trenta centesimi in tasca, in assoluta povertà) che pubblicò vari articoli e opuscoli antimodernistici, in uno dei quali attaccava proprio 'Il Santo'". Quanti don Ghezzo ci vorrebbero oggi? Anzi: che fine farebbe oggi un don Ghezzo? E com'è triste vedere un vecchio sacerdote, tutt'altro che privo di cultura é di pietà, bruciare invece, chissà con quanta convinzione, il suo granello d'incenso allo "spirito dei tempi".
    Infine una domandina semplice: perché i quattro rosminiani "spiriti maligni" (menzogna, dominazione, avarizia e immobilità) vanno sempre applicati al passato, a una Chiesa che non c'è più? Perché la Chiesa di oggi non prova ad applicare queste accuse a sé stessa e a vedere se per caso non debba cominciare una buona volta a farsi lei un esame di coscienza ?

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

  7. #187
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    UNA VOCE VENETIA

    Rassegna stampa

    IL DIBATTITO

    Meno sociologi in chiesa
    Ridate la tonaca ai preti

    di Beppe Gullino



    Caro direttore,

    ho letto con interesse, e anche con qualche malinconia, la nota di Alessandro Zangrando sul Corriere del Veneto di domenica scorsa "Vita dura per il prete in tonaca", in cui si dà voce a uno di quei pochissimi sacerdoti che ancora portano abitualmente l'abito talare invece del clergyman. L'ambientazione era la Venezia del Carnevale, dove un prete che veste all'antica rischia di essere scambiato per una maschera, dato che ormai la tonaca, fuori di chiesa, è relegata agli spot televisivi o ai film. Al di là di questo, l'inserimento nell'amena attualità veneziana è servito alla pietas dell'autore per "alleggerire" il tema con approccio morbido. La questione che c'è sotto, però, è reale e non di poco conto. Sappiamo che ormai da molto tempo è in atto un processo di laicizzazione del clero, per cui esso tende a confondersi con i "civili", a mimetizzarsi in qualche modo. Si dirà: il clergyman è più pratico, più aderente ai tempi, serve ad attenuare distanze, a smorzare barriere psicologiche, a favorire socializzazioni (per la stessa ragione i militari in libera uscita non sono più tenuti a portare l'uniforme), e poi quel che conta è la sostanza, non la forma.

    Vero, ma certe considerazioni rischiano di scadere in sofismi: se infatti accettiamo questa logica, perché il papa non potrebbe andarsene a spasso in jeans? Ovviamente può farlo, ma credo che non piacerebbe ai più, non sta bene. È chiaro che, nel suo processo evolutivo, la Chiesa sente il bisogno di avvicinarsi alle masse sociali, specie in un'epoca, come questa, dove la crisi della fede è forte qui in Occidente. Ci sono poche vocazioni, il collante religioso evidenzia grosse crepe, passiamo il tempo ad ascoltare i messaggi televisivi o ad inseguire quelli di Internet anziché il richiamo liturgico. Bene, ciò posto, va anche detto che in chiesa talvolta non ci andiamo per una sorta di assuefazione, perché sappiamo in anticipo quel che ci attende la domenica: quasi sempre un paternalistico discorsetto sociologico ed autoreferenziale. Del tipo: dovete essere buoni comprensivi generosi, aiutare soccorrere perdonare e magari praticare il volontariato.

    Intendiamoci: che tutto ciò sia giusto importante bello e costruttivo, è fuori discussione. Ma - mi chiedo - c'è bisogno di andare in chiesa per saperlo? Non basta seguire la legge naturale, non son forse scritti questi valori nella coscienza di ognuno? Ancora: forse che non abbiamo a disposizione conferenze e lezioni di sociologhi, a bizzeffe? Ma poi basta ascoltare Bertinotti o leggersi qualsiasi programma di qualunque partito o qualsivoglia sindacato: dovunque troviamo esibita la stessa offerta, c'è bisogno di riproporla la domenica con la messa di mezzogiorno?

    So che sto peccando di presunzione, ma avverto la nostalgia delle prediche di un tempo (ho l'età per ricordarmele), quando in chiesa c'era l'organo e si sentiva parlare anche di trascendenza, di speranza nell' aldilà, di una nuova vita fatta di gioia eterna o di eterno castigo, di una giustizia superiore che non coincideva necessariamente con l'attuale misericordia elargita a tutti, sempre e dovunque.

    Ricordo un commento al Vangelo ascoltato tanti anni fa, grande e semplice ad un tempo. Disse quel prete che il punto focale della fede cristiana era questo, rispetto ai fondamenti di altre religioni o degli atei: noi crediamo che un uomo sia morto e poi resuscitato. Punto. Da questa verità, continuò a spiegare, discende tutto, a cominciare da uno dei primissimi corollari: che Gesù scelse gli apostoli, cioè gli strumenti della diffusione del suo credo, fra gli sprovveduti. Non li cercò tra i professionisti, docenti, medici, avvocati, uomini colti insomma: i dodici che lo seguirono erano quasi tutti analfabeti, contadini e pescatori di corta intelligenza e ancor più limitato sapere: nel momento del pericolo il migliore fra essi, Pietro, il futuro principe della Chiesa, prima dell'alba, prima che il gallo canti, rinnega Cristo tre volte. E lo fa dopo esserci vissuto accanto per anni, giorno dopo giorno, e aver creduto e assistito ai miracoli dal primo all'ultimo, e dopo che il tradimento gli era stato previsto e annunciato dal maestro solo poche ore prima. Ebbene, disse ancora il prete, quest'uomo rozzo e debole diventa la pietra d'angolo su cui si edifica la Chiesa, e i suoi compagni che per paura fuggono e si nascondono, poi assieme, all'improvviso, escono dal loro rifugio e vanno tra la folla e predicano - loro, analfabeti - in molte lingue e sempre maggiori folle li ascoltano e si convertono e li seguono. Quel parroco parlava dello Spirito Santo: è un buon tema, uno dei tanti che i nostri sacerdoti conoscono benissimo, ma non commentano quasi più.

    E allora mi chiedo: scomparso quel sacerdote, davvero oggi non mi resta che leggere François Mauriac o frequentare qualche centro teologico per conoscere i fondamenti della nostra fede? Pare di sì, a meno di imbattermi in qualche suo collega con la tonaca, sperando di trovarne uno, passato che sia il Carnevale.



    da "Corriere del Veneto", 12 febbraio 2004

  8. #188
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Per il prof. Gullino

    Caro prof. Gullino,

    La conosco bene da molti anni, essendo mi laureato con il compianto professor Cozzi e avendo assistito a più di un Suo seminario. Ho letto con immenso piacere il suo articolo sul "Corriere del Veneto" sui preti in tonaca e sul significato che questa veste rappresenta.
    Alla fine del Suo articolo Lei si chiede se per conoscere i fondament della nostra fede non le resti che "leggere Francois Mauriac o frequentare qualche centro teologico". Le sconsiglio l'uno e l'altro: come scrittori ce ne sono di ben più cattolici di Mauriac, da Guareschi a Chesterton, anche se meglio di tutto sarebbe leggere qualche classico dell'Ottocento come Veuillot o Donoso Cortes. Per quanto riguarda i "centri di teologia" glieli sconsiglio caldamente, specie quelli di Venezia, infetti quant'altri mai di pernicioso ecumenismo modernista. Lì certo non troverà preti in talare.
    Li troverà invece, se ne avrà tempo e voglia, in un paesino della provincia di Padova, Villafranca Padovana, dove in barba alle curie si celebra ogni prima domenica del mese una Messa in rito romano, con una predica che sicuramente Le piacerà perché parla proprio, e con il linguaggio d'una volta, di quei fondamenti oggi dimenticati. Predica detta non da un vecchio sacerdote ma da un pretino giovane e di belle speranze, che studiò, pensi un po', al collegio navale Morosini prima di scoprire la sua vocazioe: don Ugolino Giugni dell'Istituto Mater Boni Consilii di Verrua Savoia.
    Perché è inutile giocare con le parole: se i preti non sanno più predicare e si limitano a tenere banali comizi sindacal-sociologici la colpa è della perdita generale della fede ma anche del fatto che manca oggi nella Chiesa un'autorità credibile. La crisi è ben più profonda di quanto Lei immagini e risale alla tragedia del Concilio Vaticano II, che con il pretesto di "aggiornare" la fede l'ha stravolta, precipitando la nostra società in quella crisi tremenda di cui l'irrilevanza delle prediche e l'abbandono della talare non sono che due dei tanti aspetti.
    L'aspettiamo quindi, fiduciosi, alla prossima Messa del 7 marzo, alle ore 18.
    Con viva cordialità

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

  9. #189
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I nodi irrisolti nella coscienza dei cristiani

    dal "Corriere del Veneto" del 17 febbraio 2004

    (...) Ma la veste talare? Gullino con ragione rileva che l'abbandono della talere, o il rimpiangerla, è segno di una realtà più complessa. E quale significato può avere oggi parlare di talare (un abito "recente" dei preti e che risale solo all'Ottocento) senza perdere di vista temi a tutti noi presenti come quello dei "segni" della fede (il velo islamico ad esempio), o come quelli del ruolo della donna nella Chiesa e dei laici in generale, del celibato, ecc.? Personalmente non rimpiango nulla di quel tempo in cui il ruolo del prete nella Chiesa e nella società era chiaro, definito, netto, a tutto detrimento del ruolo dei laici. Un prete sacralizzato, asessuato, per certi versi disumanizzato, innalzato e separato dalla società nella sua nera tonaca, il cappello tondo, la berretta turrita, il colletto inamidato e abbottonato dietro...Una sorta di manichino...mi ricordo che da bambini ci domandavamo se i preti andassero al gabinetto...La talare era il segno visibile di questa sacralizzazione che di evangelico aveva ben poco. Gesù non era un prete nella sua terra, era un laico: fondatore di un sacerdozio nuovo, certo, che però col tempo si è fatto sempre più simile al sacerdozio vecchio. Se a milioni sono stati nella storia della Chiesa i singoli preti santi e straordinari, vero sale della terra, è anche vero che il sacerdozio è ancora spesso sinonimo di casta arroccata, privilegiata, infiocchettata, ricca, potente, estranea e avulsa.
    Amo i preti, ma ancor più la Chiesa, ho per i preti affetto, riconoscenza e stima, ma quella tonaca, proprio perché appartiene al passato, mi parla di nodi tuttora tragicamente irrisolti nella nostra coscienza di cristiani: celibato, sessuofobia, misoginia, arrogante pretesa di giudicare sempre e tutto secondo i propri criteri (basta pensare al trattamento inferto ai divorziati e agli omosessuali), intolleranza, incapacità di capire la storia e di leggere i segni dei tempi.
    Temo che se la Chiesa, santa ma anche fatta di uomini, ha oggi delle colpe, parte di queste derivino dalla sua eccessiva clericalizzazione. Ci hanno insegnato che il prete è l'"alter Christus", dimenticando di dirci che ogni battezzato, uomo o donna, lo è. Detto questo, assieme all'amico Gullino, ringrazio con affetto i tanti preti delle parrocchie, degli ospedali, delle associazioni: preti fedeli alla Chiesa e ai loro vescovi, ma che per tanti versi sono stati, proprio loro, le prime vittime quando nella Chiesa, in tempi non lontani (ma oggi...?), hanno prevalso uomini che si sono sentiti in diritto di ritenersi, loro, unica vera voce di Cristo e autorizzati così a condannare, a spegnere ogni dibattito, a schiacciare ogni dissidente e a ergersi giudici assoluti in fatto di fede e di morale. Preti santi...Tutti noi credenti, anche i più lontani e freddi, ne abbiamo conosciuti.

    Sandro G. Franchini.

  10. #190
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Risposta

    Caro direttore,

    leggo l'articolo di Sandro G. Franchini "I nodi irrisolti nella coscienza dei cristiani" e nego all'autore la facoltà di parlare in nome dei "cristiani".
    Quelli che egli chiama "nodi irrisolti" altro non sono che i vecchi luoghi comuni della propaganda modernistica, questioni su cui la Chiesa si è già ripetutamente pronunciata in modo definitivo (celibato dei preti, ruolo della donna) e che quindi non possono in nessun modo costituire problemi aperti per un credente.
    Per quanto riguarda il mondo che a Franchini viene evocato dalla veste talare, si tratta di sue personali fisime, che dimostrano totale incomprensione della natura del sacerdozio e della differenza tra sacerdoti e laici. Se il prete è "asessuato" evidetemente lo era anche N.S. Gesù Cristo, al cui modello è chiamato a ispirarsi il sacerdote. Ma non è forse Gesù Cristo, oltre che Dio, l'uomo perfetto? Se è così, evidentemente la pratica della sessualità non è indispensabile alla perfezione dell'uomo.
    I preti pretendono di insegnare a tutti la fede e la morale? Ma questo è per l'appunto il compito che Gesù affidò ai suoi apostoli. Naturalmente non si tratta di "loro idee", ma della Sua dottrina, nel nome della quale Egli disse: "Chi ascolta voi, ascolta Me, chi disprezza Voi disprezza Me".
    L'incapacità poi di distinguere tra il sacerdozio ministeriale, che fornisce al ministro di Dio una speciale grazia di stato (la quale gli permette di portare pesi che al semplice credente riuscirebbero troppo gravosi) e il sacerdozio comune dei credenti è un tipico tratto del neomodernismo paraprotestante di oggi che è uno dei peggiori frutti del Vaticano II.
    Divertente poi che il signor Franchini accusi la Chiesa di oggi di eccessiva clericalizzazione quando è evidente a tutti che i preti, come ha notato Gullino, sembrano vergognarsi di esserlo e fanno di tutto per non sembrarlo, dalla veste alle prediche.
    Certo, cìè molta intolleranza oggi nella Chiesa, ma è riservata tutta e solo a chi cerca di vivere la sua fede senza concessioni al nefasto "spirito del tempo" che sembra aver travolto tutto e tutti. Sono quelli, mi creda Franchini, gli unici "dissidenti" che si cerca di "schiacciare".

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

 

 
Pagina 19 di 36 PrimaPrima ... 918192029 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Semper infideles
    Di Franco Damiani nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 62
    Ultimo Messaggio: 02-03-08, 20:51
  2. Semper ROMA
    Di Legionario (POL) nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 09-03-05, 03:42
  3. Italia Semper Fidelis
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-06-04, 17:31
  4. Semper infideles
    Di franco damiani (POL) nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-11-02, 20:17
  5. El segna semper lù!!!!
    Di Gianmario nel forum Termometro sportivo
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 04-10-02, 02:24

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito