"Oggi" n. 32 del 9/8/06
"I dubbi dell'anima: risponde don Leonardo Zega"
LA CHIESA VORRA' REINTEGRARE GLI 80 MILA PRETI SPOSATI?
Il lettore Francesco Verzura riferisce di essere cresciuto a Istanbul e di aver incontrato, durante la visita a una cattedrale ortodossa, un prete sposato. "Seppi così da lui che per il clero ortodosso, anche cattolico, il celibato non è obbligatorio. Solo chi ambisce alla carriera ecclesiastica deve praticarlo. Del resto, aggiunse, è la Chiesa latina che ha cambiato la disciplina nel secolo XI: quella orientale ha mantenuto le antiche consuetudini. Sull'imposizione del celibato aim preti sento ancor oggi varie opinioni e i piacerebbe sentire la sua. (...)
Risposta: (...) Di grande interesse è (...) la testimonianza del nostro lettore che ha conosciuto da vicino il mondo dell'ortodossia. Le notizie fornitegli a suo tempo dal prete cattolico ortodosso sul celibato ecclesiastico sono sostanzialmente corrette. Anche se ha radici più lontane e motivazioni spirituali che vanno oltre gli usi dei primi secoli del cristianesimo, è vero che per i preti della Chiesa latina il divieto formale di sposarsi fu introdotto dal secondo Concilio lateranense nel 1139 e poi ribadito fino ai nostri giorni. (...) Così stanno oggi le cose.
Diverso e non meno controverso è il tema dei preti sposati che hanno dovuto lasciare l'esercizio del loro ministero, conservando però una profonda "nostalgia dell'altare". Sono tanti, più di 80 mila nel mondo, dagli 8 ai 10 mila in Italia. Molti sperano in una reintegrazione, sia pur a certe condizioni, che non includano però l'abbandono di moglie e figli. Ci sarà, e quando, per essi, una qualche revisione della norma? Non lo sappiamo. I tempi della Provvidenza sono imprevedibili e la Chiesa non ignora la sofferenza di persone che possono aver sbagliato ma che sono e restano preti: il sacerdozio è "per sempre", davanti a Dio e agli uomini.
Egregio don Zega,
ignoravo che ci fossero dei "preti cattolici ortodossi" (come dire dei "tifosi interisti milanisti"): è per caso già avvenuta la ricucitura dello scisma del 1054? I sedicenti ortodossi hanno abiurato i loro errori, riconosciuto la processione dello Spirito Santo anche dal Figlio e fatto atto di sottomissione al Papa? E quando è avvenuto (devo ritenere nel silenzio dei media) questo miracoloso avvenimento?
Ignoravo altresì che la Chiesa cattolica apostolica romana (in conseguenza evidentemente di quanto sopra) fosse stata derubricata a "Chiesa latina" di fronte a una "Chiesa orientale" che sarebbe la (ex?) setta greco-scismatica.
Apprendo anche, sempre dalla Sua risposta al lettore Francesco Verzura, che il celibato ecclesiastico fu introdotto dal secondo Concilio Lateranense del 1139. E pensare che, nella mia ignoranza, pensavo che, benché sancito ufficialmente nel concilio di Elvira del V secolo, esso fosse di origine apostolica, essendo basato sull'esempio di Gesù e sull'ordine che diede ai Suoi apostoli sposati di lasciare moglie e figli per seguirlo.
Cosa che, a quanto pare, non passa nemmeno per la testa degli 80 mila preti sposati, per i quali la "nostalgia dell'altare" non è evidentemente abbastanza forte per fare quanto dal Signore richiesto ai Suoi ministri. Nonostante ciò questi poveretti "soffrono", e la Chiesa ("latina", vero?) non è insensibile alle loro "sofferenze". D'altra parte Lei non manca di precisare che la legge sul celibato è tale "al momento attuale". Non si sa mai, no? "I tempi della Provvidenza sono imprevedibili": ragion per cui, ragazzi, mai disperare: intanto sposatevi, magari tenetelo nascosto, come consigliò a un suo giovane prete il card. Martini, e poi saltate fuori quando, un giorno non lontano, la "Chiesa latina" vi aprirà di nuovo le porte del presbiterio. Quei fessacchiotti che ancora credono nel celibato? Peggio per loro, che si aggiornino. Non vorremo mica restare indietro rispetto a quei moderni degli "orientali" e dei "settentrionali".
Franco Damiani




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