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Discussione: Semper infideles

  1. #281
    scemo del villaggio
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    Predefinito Festival biblico

    Incredibile, leggete... Giuro che non l'ho inventato io.

    Dal "Corriere del Veneto" di giovedì 26 maggio 2005

    VICENZA LANCIA IL GRANDE GIOCO DELLA BIBBIA

    di Massimiliano Melilli

    C'è il Nuovo Testamento scritto "in diretta" a più mani dai visitatori. E c'è il gioco della Bibbia vivente, un gigantesco Monopoli finalizzato alla conoscenza delle Sacre Scritture. Ancora. C'è l'aperitivo biblico per stuzzicare i sensi (e l'appetito). E ci sono le portate cucinate come si tramanda nel Cantico, da gustare "avvolti dai colori dell'Apocalisse". Musica sacra, cibo e letture di poesie. Arte e libri. Spettacoli e religione.La fede in piazza è un invito gioioso a vivere le Scritture con i sensi. Sullo sfondo, laici, cattolici e istituzioni insieme. Con tanto di sponsor (Tower e Fiera di Vicenza) e con un sogno: creare una sorta di Festival letterario di Mantova sulle ali della religione. Così Vicenza tiene a battesimo e ospita per quattro giorni "I sensi delle Scritture", primo Festival biblico d'Italia. In strada, all'aperto. Lungo le stesse vie dove giocavano Sergio e Cena, ragazzini poveri e giravano le signore e signorine di don Gastone, il prete bello di Goffredo Parise o alle pendici del santuario della Vergine miracolosa, che fa scrivere a Guido Piovene: "Eccolo, simile a un fondale con molta biacca, il campanile che riversa sulla città un suono di campane, rapido, festoso, lieve come sempre nel Veneto".
    Nascerà in tale contesto la prima Bibbia scritta a mano. Redatta in piazza Duonmo dagli stessi visitatori che potranno fissare nero su bianco, con la propria grafia, una parte del Nuovo Testamento. Affascinante l'inaugurazione del festival affidata alle sapienti doti intellettuali di Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana. Affiancato e introdotto dal vescovo Cesare Nosiglia, Ravasi si sofferma sul connubio Bibbia-sensi: "Per la Bibbia, il corpo è l'espressione della realtà della persona, è la nostra identità psico-fisica e della nostra comunicazione: per l'uomo della Bibbia, non abbiamo un corpo ma siamo un corpo. E' in questa luce, allora, che i sensi non si riducono a organi e a sensazioni ma diventano messaggio ed epifania sperimentale dello spirito"
    "Far riscoprire le Scritture come un libro che riesca a interpretare la vita - racconta don Dario Vivian, uno degli organizzatori del Festival - e a farla interpretare dalla collettività, perché le Sacre Scritture sono un patrimonio di tutti, per i credenti e i non credenti, da esporrtare e far conoscere nel mondo". era uno dei sogni di Giovanni Paolo II: "Portare la Chiesa fuori dalle Chiese, esportarla e farla conoscere ovunque, attraverso la Bibbia". A Vicenza è possibile. Lucio Rossetto, laico, lavora alla libreria San Paolo: "Sono rimasto colpito dal Festival letterario di Mantova e dall'interesse che ha suscitato attorno al mondo dei libri. Così, da due anni, lavoriamo al Festival biblico di Vicenza. Guardi che la Bibbia è un libro ricchissimo che ispira letteratura, arte, musica. Un testo che possono leggere e assaporare tutti". Anche i sensi si possono assaporare. Così parole e musica diventano il piatto forte di una proposta "leggera": il buon cibo che trae origine dalle Scritture, nella suggestiva cornice dei profumi del Cantico. Un'opportunità che da oggi fino a sabato si potrà vivere fino a mezzogiorno, nel chiostro dell'Oratorio dei Proti. E poi il gioco di società "Il cammino della Bibbia", proposto rigorosamente dal vivo, con decine di figuranti in costume che si muoveranno attraverso il percorso ludico appositamente ridisegnato in grande formato. La chiusura della quattro giorni è affidata a David Riondino e all'Ensemble degli Illuminati con "Non svegliate l'amore", canzoni da Cantico dei Cantici ed Ecclesiaste (Teatro San Marco, sabato, ore 21). Al Festival biblico si prevede già il tutto esaurito. C'è da crederci. . .

  2. #282
    scemo del villaggio
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    Predefinito Un dubbio

    Un dubbio per Guelfo. davvero le visite a questa discussione sono meno delle risposte? Non mi sembrava fosse così...

    Franco

  3. #283
    scemo del villaggio
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    Predefinito "Troppe ombre per un beato"

    Rubrica "Oltre Tevere" dell'"Indipendente", giovedì 26 maggio 2005

    Marino Rocca

    Lo scorso 24 aprile Papa Giovanni Paolo II avrebbe dovuto procedere alla beatificazione del canonico francese Léon Dehon (1843-1925), fondatore della Società dei sacerdoti del sacro Cuore di Gesù, più noti come "dehoniani". La data della cerimonia era stata già inserita nel calendario ufficiale degli impegni papali. Ma dopo la morte di papa Wojtyla la beatificazione è stata accantonata sine die, e potrebbe anche essere totalmente rimessa in questione dal nuovo Papa, nonostante il decreto di riconoscimento del miracolo ottenuto per intecessione di Dehon sia stato emesso dalla Congregazione per le cause dei santi e approvato dal pontefice allora regnante già nell'aprile 2004. A complicare l'ultima tappa del percorso del religioso verso l'onore degli altari sarebbero alcuni suoi scritti di impronta antigiudaica messi in rete a fine marzo dalla Metula News Agency. Nel sito dell'agenzia con base in Lussemburgo si racconta che proprio l'allora cardinale Ratzinger, informato dello'esistenza di tali scritti controversi dal suo collega primate di Francia Philippe Barbarin, avrebbe manifestato il suo sconcerto.


    Incredibile (ma non per noi): Ratzinger batte Wojtyla in filogiudaismo.

  4. #284
    scemo del villaggio
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    Predefinito A Malgieri

    Caro direttore,

    leggo sull'"Indipendente" di giovedì 26 maggio il trafiletto di Marino Rocca "Troppe ombre per un beato", relativo agli ostacoli che incontra la beatificazione di padre Léon Dehon, fondatore della congregazione dei dehoniani. Il motivo sarebbero, manco a dirlo, certi suoi scritti antigiudaici ripubblicati da un'agenzia lussemburghese. Il semplice fedele si domanda. ma l'antigiudaismo teologico non era la dottrina ufficiale della Chiesa? E che si aspetta, in caso contrario, a tirar giù dagli altari San Giovanni Crisostomo, che definì gli ebrei "assassini, lussuriosi, rapaci, voraci, perfidi, ladroni", Sant'Ambrogio (che addirittura appiccò il fuoco a una sinagoga), Sant'Atanasio, San Gregorio di Nissa, San Tommaso d'Aquino, che era favorevole alla loro perpetua schavitù, San Luigi di Francia, il Beato Duns Scoto e San Pio V, tanto razzista e antisemita da obbligarli a portare una stella gialla al braccio?
    E quale sarà mai lo "sconcerto"di Benedetto XVI nel rileggere le parole di Colui di cui è Vicario e che disse degli ebrei infedeli "Voi avete per padre il diavolo" (Giov. VIII, 44)? Se sono "troppe" le "ombre" per padre Dehon, quante saranno per Nostro Signore?


    Franco Damiani
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  5. #285
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    Predefinito Re: Un dubbio

    Originally posted by franco damiani
    Un dubbio per Guelfo. davvero le visite a questa discussione sono meno delle risposte? Non mi sembrava fosse così...

    Franco
    Io stesso non me lo so spiegare: anche a me le visite parevano molte di più...

    Mysterium.

    Guelfo Nero

  6. #286
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    Predefinito Re: "Troppe ombre per un beato"

    Originally posted by franco damiani
    Rubrica "Oltre Tevere" dell'"Indipendente", giovedì 26 maggio 2005

    Marino Rocca

    Lo scorso 24 aprile Papa Giovanni Paolo II avrebbe dovuto procedere alla veatificazione del canonico francese Léon Dehon (1843-1925), fondatore della Società dei sacerdoti del sacro Cuore di Gesù, più noti come "dehoniani". La data della cerimonia era stata già inserita nel calendario ufficiale degli impegni papali. Ma dopo la morte di papa Wojtyla la beatificazione è stata accantonata sine die, e potrebbe anche essere totalmente rimessa in questione dal nuovo Papa, nonostante il decreto di riconoscimento del miracolo ottenuto per intecessione di Dehon sia stato emesso dalla Congregazione per le cause dei santi e approvato dal pontefice allora regnante già nell'aprile 2004. A complicare l'ultima tappa del percorso del religioso verso l'onore degli altari sarebbero alcuni suoi scritti di impronta antigiudaica messi in rete a fine marzo dalla Metula News Agency. Nel sito dell'agenzia con base in Lussemburgo si racconta che proprio l'allora cardinale Ratzinger, informato dello'esistenza di tali scritti controversi dal suo collega primate di Francia Philippe Barbarin, avrebbe manifestato il suo sconcerto.


    Incredibile (ma non per noi): Ratzinger batte Wojtyla in filogiudaismo.


    La foto ritrae lo sconcerto degli ambienti indultisti e benpensanti a questa notizia su B16.

    Guelfo Nero

  7. #287
    scemo del villaggio
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    Predefinito "Peccato non farlo"

    Nuovo libro dell'infaticabile coppia Roberto Beretta-Elisabetta Broli, giornalisti di "Avvenire", già autori de "Gli undici comandamenti" e de "Le bugie della Chiesa" (!).

    Stavolta i nostri eroi si occupano, manco a dirlo, del sesso. Il titolo del libro è infatti: "Peccato non farlo - Tutto quello che volevate sapere sul sesso e la Chiesa non ha (quasi) mai osato dirvi".

    Sommario di controcopertina:

    Il sesso? L'ha inventato Dio!
    E il Padreterno ha gli attributi
    Peccato originale: il sesso non c'entra
    Il Cantico dei Cantici: otto capitoli super-erotici
    Il Messia si accompagnava alle prostitute
    Lo dice la Messa: Gsù ha lodato un omosessuale
    Imparare a baciarsi con la teologia della tenerezza
    Sesso obbligatorio: altrimenti il matrimonio non esiste
    A che santo votarsi per far bene l'amore
    L'orgasmo? Raccomandato dalla Chiesa
    La masturbazione non sempre è peccato
    Il Concilio: far bene l'amore fa bene alla'amore.

    A prima vista, all'immagine di una Chiesa sessuofobica si cerca di sostituire quella di una Chiesa...sessuomane.

    Andiamo a spulciare tra i titoli dei paragrafi:

    Davide adultero (e assassino): eppure da lui discende Gesù
    E il re Salomone, suo figlio, sposò mille donne: ma Dio lo castigò per altro
    ANCHE CRISTO (le maiuscole sono mie) E' "FIGLIO DEL PECCATO"
    COM'è NATA (!) LA VERGINITA' DELLA MADONNA
    Gesù, uomo "vero" dalla testa ai piedi (dove si combatte con spreco di insinuazioni blasfeme l'affermazione di S. Agostino "Dato che Gesù era perfetto, non può aver avuto alcun desiderio sessuale")
    Non esistono dogmi sul sesso
    Sant'Agostino: il moralista aveva l'amante
    Il Cardinale. "Chi non ama il sesso non è cristiano"
    Il kamasutra cattolico
    Quel sessuologo di Giovanni Paolo II
    Sì a cipria e minigonna (purché non "spudorate")
    Il buon cattolico colpisce sotto la cintura
    Dov'è finita la moglie del parroco? (dove si legge. "Anche i preti potranno sposarsi, ma soltanto a una certa età": la strofetta di una celebre canzone è più vicina al vero di quanto forse non si sospetti. il celibato sacerdotale, infatti, non è affatto un dogma e un giorno potrebbe anche lasciar spazio al clero sposato)
    Si farà sesso in paradiso? (dove si sente un certo rammarico perché il Paradiso cristiano non sia come quello musulmano, con le settantadue vergini: ah, questa Chiesa sessuofoba, che ci vuol togliere per l'eternità la "gioia del sesso"!)

    Per quanto riguarda i due paragrafi i cui titoli ho riportato in maiuscolo, i più delicati per la fede:

    nel primo si dice che le quattro prostitute progenitrici di Gesù "servono a giustificare Maria";
    nel secondo si legge testualmente:
    "Vergine "prima, durante e dopo il parto": così recita il dogma cattolico riferendosi alla Madonna . Un altro esempio della sessuofobia della Chiesa, che considera i rapporti sessuali come una cosa "sporca" e indegna di tutto ciò che riguarda Dio? Molti lo interpretano così. Eppure l'IDEA DELLA VERGINITA' DELLA MADRE DI CRISTO, ALL'INIZIO, NACQUE COME UNA DIFESA TEOLOGICA CONTRO CHI DICEVA CHE GESù' NON ERA FIGLIO DI DIO : ESCLUDERE CIOE' CHE MARIA AVESSE AVUTO RAPPORTI CON GIUSEPPE SIGNIFICAVA DIFENDERE LA PROVENIENZA E LA NATURA SOPRANNATURALE DI SUO FIGLIO, CONTRO LE VARIE IPOTESI DI ERESIE CIRCOLANTI SULLA FIGURA DI GESù DI NAZARET.
    INFATTI, NEI PRIMI SECOLI LA VERGINITA' DI MARIA ERA RIFERITA SOLTANTO AL "PRIMA" DEL PARTO (...) L'ESTENSIONE DEL SINGOLARE PRIVILEGIO MARIANO ANCHE AL PERIODO DURANTE E DOPO IL PARTO E' UNA ELEBORAZIONE SUCCESSIVA, NON DA TUTTI CONDIVISA (...) IN EFFETTI L'ARGOMENTO E' DELICATISSIMO E TUTTORA NON TROVA UNITI NEPPURE GLI INTERPRETI CATTOLICI. DI FATTO, ESISTE FIN DAI PRIMI SECOLI UN FILONE DI ESPERTI CHE NON VEDE NEL "PARTO NATURALE" DELLA MADONNA NULLA DI DISONOREVOLE Ne' DI INCOMPATIBILE CON LA SUA REALE VERGINITA'. MA ESISTE PURE UNA PREVALENTE CORRENTE TEOLOGICA CHE SI SPINGE FINO A SOSTENERE CHE MARIA SI SGRAVò SENZA DOLORE(...) ANCORA UNA VOLTA, PERò, ALLA RAGIONE BIBLICA E TEOLOGICA ORIGINARIA RISCHIA DI SOVRAPPORSI UN CERTO MORALISMO SESSUALE: MARIA NON "PUO''" AVER PARTORITO COME LE ALTRE, ESSENDO IL PARTO UNA COSA "SCONVENIENTE".


    Contro queste vergognose insinuazioni (quella della verginità della Madonna è un'"idea" che nasce come "difesa teologica" e in particolare la verginità dopo il parto è un'"elaborazione successiva" su cui gli "interpreti cattolici" sarebbero "divisi") ribadiamo il dogma cattolico di Maria sempre Vergine ("Virgo priius ac posterius"), indignati ma ahimè non stupiti che un'editrice "cattolica" come Piemme possa pubblicare tali nefandezze opera di due giornalisti "cattolici" che scrivono per il quotidiano della CEI.

    Chiude il libro un'intervista a un sobrio "cardinale", che nessuno ha mai visto in TV e che concede con il bilancino le rarissime interviste: Ersilio Tonini, incaricato di mettere le cose a posto ma che deve far fronte a domande insistenti degli autori tutte nel senso del "ma la Chiesa non ha esagerato in moralismo?".
    Succo delle sue risposte, molto "tradizionaliste":
    "Non possiamo essere casuali, dobbiamo partire da una verità sulla quale poggiano tutte le altre".

    E qual è, "cardinale" questa verità "sulla quale poggiano tutte le altre"?

    Sarà la gloria di Dio e la salvezza delle anime, per cui la Chiesa ha sempre insegnato non che "il sesso è male" ma che esso è espressione di quella concupiscenza che di per sè è disordinata, tanto che Essa ha sempre additato a tutti l'ideale della verginità, consacrata o no?
    Insegnamento da cui dipendono anche l'eccellenza della condizione sacerdotale rispetto a quella laicale e la dottrina del celibato ecclesiastico, che tanto sta sullo stomaco agli autori.

    Naturalmente no, non è questa la "verità sulla quale poggiano tutte le altre".

    Essa è, manco a dirlo, "la dignità dell'essere umano (...). Eh no, la dignità dell'essere umano è intangibile, sempre e comunque".

    Salvo, Eminenza, quando egli stesso la deturpa con il peccato.


    Dopo di che, perché stupirsi di flim come "Je vous salue, Marie" o "La tentazione di Cristo"? Perché stupirsi dei seminari vuoti (in molte parrocchie del padovano alcune funzioni sacerdotali vengono ormai affidate a semplici laici) e dei sempre più frequenti spretamenti? Delle suore-rock o dei frati-pop? Dei preservativi dei papaboys? Del prete trovato in mezzo ai nudisti o di quello morto d'infarto davanti a un film porno?

  8. #288
    Agape
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    Predefinito Re: "Peccato non farlo"

    Originally posted by franco damiani
    Nuovo libro dell'infaticabile coppia Roberto Beretta-Elisabetta Broli, giornalisti di "Avvenire", già autori de "Gli undici comandamenti" e de "Le bugie della Chiesa" (!).

    Stavolta i nostri eroi si occupano, manco a dirlo, del sesso. Il titolo del libro è infatti: "Peccato non farlo - Tutto quello che volevate sapere sul sesso e la Chiesa non ha (quasi) mai osato dirvi".

    Sommario di controcopertina:

    Il sesso? L'ha inventato Dio!
    E il Padreterno ha gli attributi
    Peccato originale: il sesso non c'entra
    Il Cantico dei Cantici: otto capitoli super-erotici
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    Lo dice la Messa: Gsù ha lodato un omosessuale
    Imparare a baciarsi con la teologia della tenerezza
    Sesso obbligatorio: altrimenti il matrimonio non esiste
    A che santo votarsi per far bene l'amore
    L'orgasmo? Raccomandato dalla Chiesa
    La masturbazione non sempre è peccato
    Il Concilio: far bene l'amore fa bene alla'amore.

    [...]




  9. #289
    scemo del villaggio
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    Predefinito Dal puzzo di caprone modernista all'odor di neve non tocca ancor dal sole

    Giuseppe Prezzolini, "L'enciclica incompresa", sul "Resto del Carlino", 21 settembre 1968 (citato da V. Messori in "La sfida della fede", pp. 198-199).:

    "(...) si è perso un po' dappertutto il senso di che cosa sia stato (e sia ancora per una certa parte di credenti) il cristianesimo. Ossia, una dottrina del soprannaturale che chiede agli uomini dei sacrifici ottenibili soltanto per la grazia di Dio. Coloro ai quali questi sacrifici sembrano impossibili, oppure non fondati sulla ragione, e che credono che la ragione sola debba dominare l'uomo, non hanno altro da fare che riconoscere che non sono o non sono più cristiani".
    "Dico, e non credo di trovare smentita, che una della parole più nuove del Nuovo, in confronto con il Vecchio Testamento, è proprio il dominio che richiede agli uomini sopra i sensi e soprattutto sopra il senso del sesso. Aprite il Vecchio Testamento e non ci trovate l'elogio o la raccomandazione della verginità e della castità. E' pieno di storie di amori, di concupiscenze, di fligliolanze. I patriarchi sono tutti sposati a parecchie mogli e quando queste non bastano hanno delle concubine: tutto va bene, pur di esercitare il sesso. Questo mi fece scrivere una volta che nel Vecchio Testamento si sente puzzo di caprone".
    "Il Vangelo è invece l'opposto. Quando mai Gesù ha raccomandato di fare molti figli? Quando mai ha vantato l'amore sessuale e il suo sfogo libero? In San Paolo si trova il fondamento della dottrina cattolica sul matrimonio. Chi se ne ricorda? "Se non vuoi bruciare, sposati". Ossia, se proprio non ne puoi fare a meno e finiresti col peccare (se non altro col pensiero), prenditi una moglie. Il matrimonio è considerato, evidentemente, come uno stato secondario rispetto all'ideale cristiano, che è quello della verginità e della castità. Ossia, del dominio dei sensi. Perciò anche scrissi che nel Vangelo si sentiva "l'odor di neve non tocca ancor dal sole", un elogio della purezza che mi feci dare in prestito da un certo Shakespeare". (...)

  10. #290
    scemo del villaggio
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    Predefinito

    Quanto sopra, naturalmente, fatto salvo il giudizio negativo che si deve dare dell'"Humanae vitae", enciclica di un "papa" materiale ampiamente infetta di personalismo.

 

 
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