In questo passaggio intravedo traccie di vita intelligente, ma non si considera che quella proprietà garantita (o concessa in feudo) dallo stato liberale per Stirner altro non è se non quella che storicamente viene chiamata "proprietà capitalista".
L'anarco-capitalismo si fonda su un grossolano errore concettuale: esso ignora che quel tipo di proprietà che eleva a modello, ovvero la proprietà capitalista basata sulla divisione tra proprietari e non proprietari, è una diretta emanazione statale che non può sopravvivere senza lo stato, in quanto è lo stato, con il suo diritto di proprietà, ad imporre e garantire tale divisione.
Con questo non voglio dire che la visione di Stirner implichi l'abolizione della proprietà individuale, anzi: le critiche di Stirner al comunismo sono state altrettanto dure e puntuali. Tuttavia la proprietà individuale stirneriana, costituendo un'emanazione diretta del "diritto" che gli individui creano da sè, limitandosi reciprocamente, è ben diversa dalla proprietà capitalista frutto del diritto emanato dallo stato, la quale non è altro che un feudo che lo stato concede e protegge in favore di alcuni individui a discapito di altri.





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