

la mentalità di cui parli era dovuta dalle semplici e dure leggi di licurgo,eda una semplice equazione : erano le leggi a governare gli uomini e non gli uomini le leggi,,le caratteristiche geografiche spesso non contano ti basti pensare al madacascar ed altre regioni africane ricche di risorse ma socialmente e culturalmente nulle..


Cavoli, questo è verissimo! Anche Aristotele (il Marx degli antichi secondo Preve!) nel suo filosofeggiare non mette mai in discussione la matrice schiavista delle società antiche. Perché l'uomo è e si costruisce un sistema simbolico all'interno del sistema produttivo in cui nasce e vive. Secondo me Sparta (come le altre polis del resto) non poteva mettere in discussione il ruolo degli iloti, ma non per cattiveria, ma perché era insito all'interno del cuore strutturale della propria organizzazione. Come oggi qualcuno che mette in discussione il valore fondante del capitalismo: il valore quasi teurgico della merce. Viene preso per matto, ma mica per cattiveria, solo perché è anch'esso dentro il cuore del nostro sistema. E' il nostro fondamento.
Secondo me Sparta è figlia del suo tempo, non avrebbe potuto fare altro che quello che ha fatto, ed è giusto così. Altro è proiettare le sue caratteristiche in maniera atemporale perché di fatto senza una base strutturale di un certo tipo sotto non durerebbero dal giorno alla notte.


Ecco, io contesto proprio questo assioma che tu dai per scontato.
Mi allineo al Lupo sul fatto che vi sia una corrispondenza sangue-suolo (anche se utilizzerei per mia natura termini meno epici :-P ). Io aggiungo che più che una corrispondenza vi sia una filiazione: suolo -> sangue.


beh, aspetta, le caratteristiche sanguinee contano eccome.
basti pensare a civiltà avanzatissime come quella etrusca o quella romana.
non è che avevano di più delle altre popolazioni italiche, eppure hanno fatto la differenza.


esatto,proprio questo volevo dire.
Comunque quando si parla del mito di Sparta ci si riferisce soprattutto alla sua dimensione guerriera e comunitaria,al suo spirito atemporale che poi si sia fondata sulla schiavitù io penso che sia una caratteristica di tutte le società di quel tempo e ciò non deve togliere nulla al valore di quell'esperienza.




bene, hai stimolato in me uno studio approfondito sull'argomento perché ho in mente delle tesi in proposito ma devo prima vedere se trovo argomentazioni solide in proposito.
Te dici che etruschi e romani superarono altri italici in virtù delle caratteristiche intrinseche dei loro popoli se ho capito bene.
Io credo, ma devo investigare, che la differenza anche in questo caso sia riportabile a due ordini di fattori:
1) chi per primo sviluppa un sistema produttivo "vincente".
2) chi possiede la comunità meno armonica e compensa questo fattore con un'aggressività verso l'esterno (una sorta di imperialismo ante litteram).
Così a spanne direi che le due cose (che ho spiegato ad cazzum qua, ma che sono molto più complesse) si possono applicare pure ai romani e agli etruschi, ma qui lo dico e qui lo nego.


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