Lo sviluppo è chiaro e lo illustra per bene Carl Schmitt.
In Jefferson è viva la considerazione della Vecchia Europa come sorpassata e quindi degli Stati Uniti come 'nuovo Occidente' e 'nuova Europa', favorita dalla mentalità puritana incentrata sul concetto di 'elezione'. Jefferson da questa consapevolezza tutta americana trae la conclusione geopolitica dell'isolazionismo. Ma proprio tale visione 'negativa' dell'Europa avrà in sè i germi del wilsonismo. Wilson - infatti - giustificò l'intervento americano nel primo conflitto mondiale, dicendo che si trattava di una guerra giusta fatta per la libertà dei popoli, i quali andavano liberati dal dispotismo dei residui regimi oscurantisti medievali, rappresentati, nello specifico, dall'asse degli Imperi Centrali.
Cosa detta questa 'decisione' wilsoniana? Proprio la stessa mentalità che suggeriva a Jefferson di rimarcare la separazione fra l'emisfero occidentale e 'il resto del mondo' - Europa inclusa - e che dettò i presupposti della dottrina Monroe.
Schmitt non esiterà a definire George Washington e Simon Bolivar due 'grandi europei' e forse molto più vicini al significato ideale di Europa dell'epoca (cioè l'Europa del pensiero liberale e illuminista) di tanti statisti britannici o europei a loro contemporanei.
Il problema che lui pone è un altro: il considerare, da parte dell'America, l'Europa al di fuori dell'emisfero occidentale seguito dalla dottrina Monroe va a giustificare in fasi successive l'interventismo americano nel Vecchio Continente e l'imperialismo economico americano. I 14 punti di Wilson sono un esempio di idealismo cosmopolita e universalista nonchè di estremo liberalismo sul piano politico. E' però inevitabile far notare che i 14 punti di Wilson vengono usati dagli Stati Uniti per favorire la loro penetrazione economica in Europa.
Si veda la questione dei debiti di guerra, sia per i vincitori che per i vinti.
Il neoconservatorismo si pone coerentemente come sviluppo ulteriore di questa linea: l'America - eletta da Dio - ha il compito di esportare la democrazia nel mondo per difendersi dai suoi nemici. I suoi nemici sono i nemici dell'umanità e vengono considerati 'hostes perpetui'. Tutto ciò che accade nel mondo, per logica conseguenza, deve riguardare e riguarda gli Stati Uniti.
Perchè? Perchè chi ha il dominio sul mare ha il dominio sul mondo, come diceva Sir Walter Raleigh.
E gli Stati Uniti hanno questo 'dominio' perchè a loro è stato trasmesso dalla Gran Bretagna, di cui sono l'estensione ideale e di cui, in definitiva, sono gli eredi.