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Discussione: Nietzsche

  1. #11
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    La metafisica realizzativa è sempre ricerca del fondamento, che sia quella Guenoniana o alla Raphael non si esce dal rischio di creare sempre e nuovi appigli ed appoggi all'agglutinarsi dell'io e della volontà appropriativa, che non è la volontà di potenza coincidente al suo massimo dispiegarsi nell'immediato vanire di ogni fondamento e perchè. E' il mezzogiorno nietzschiano, "l'ora in cui l'ombra è più corta" ed in cui, venuto meno ogni fondamento veritativo, anche l'illusione non ha più senso di essere. In ciò Nietzsche è vicino al grande Meister Eckhart, all'idea (che non è tale) di Ab-grund, di "fondo dell'anima" mai identificato sostanzialisticamente in un fondamento ma semmai coincidente con l'atto sfondante del distacco, della Gelassenheit. "L'uomo nobile deve essere così povero da non avere un luogo in cui Dio potrebbe inabitare o operare in lui, a meno che Dio non sia Lui stesso questo fondo". La lettura "nietzschiana" di Osho è orribile e quanto mai deviante ma sappiamo che Osho primeggiava nell'arte di "commentarsi" fingendo di commentare grandi testi mistici.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da carthusian Visualizza Messaggio
    La metafisica realizzativa è sempre ricerca del fondamento, che sia quella Guenoniana o alla Raphael non si esce dal rischio di creare sempre e nuovi appigli ed appoggi all'agglutinarsi dell'io e della volontà appropriativa, che non è la volontà di potenza coincidente al suo massimo dispiegarsi nell'immediato vanire di ogni fondamento e perchè. E' il mezzogiorno nietzschiano, "l'ora in cui l'ombra è più corta" ed in cui, venuto meno ogni fondamento veritativo, anche l'illusione non ha più senso di essere. In ciò Nietzsche è vicino al grande Meister Eckhart, all'idea (che non è tale) di Ab-grund, di "fondo dell'anima" mai identificato sostanzialisticamente in un fondamento ma semmai coincidente con l'atto sfondante del distacco, della Gelassenheit. "L'uomo nobile deve essere così povero da non avere un luogo in cui Dio potrebbe inabitare o operare in lui, a meno che Dio non sia Lui stesso questo fondo". La lettura "nietzschiana" di Osho è orribile e quanto mai deviante ma sappiamo che Osho primeggiava nell'arte di "commentarsi" fingendo di commentare grandi testi mistici.

    Il linguaggio è simbolico..ed ogni parola viene interpretata da chi la legge.. e la riferisce al suo sistema di conoscenze...e il parlare non ha senso perchè i significati non possono essere compresi se già non operano in noi...
    Ognuno legge fondamentalmente se stesso...
    Osho usa i testi mistici non per esprimere la Sua filosofia..ma la dottrina....il Sanatana Darma..cerca di far comprendere.. e non di istruire o creare appigli mentali..anzi..come Maestro..gli appigli li toglie...
    Diverso Guenon..che cerca di concettualizzare l'Advaita Vedanda..di tradurlo in termini filosofici e per quanto riguarda la Metafisica ..ci riesce perfettamente..diventando così una buona tecnica di meditazione in chi privilegia il pensiero concettuale come base di partenza di un percorso interiore..
    Poi.. cercare il fondamento a livello concettuale.. non significa averlo trovato..il fondamento..ma avere solo espresso il suo apparire linguistico..simbolico..concettuale..dottrinale..e d è appunto qui la differenza con la metafisica speculativa..che non ha una parte realizzativa..
    I libri di Guenon sono solo una propedeutica teorica ad un lavoro interiore di ben altra natura..come i discorsi di Osho..servono solo ad avvicinare i discepoli..e toglierli le illusioni..
    Ma nel tuo scritto si identifica il fondamento con qualcosa di positivo..mentre il fondamento è la privazione assoluta..e l'ego non può certamente appigliarsi..
    e nulla si agglutina se non l'incomprensione di chi vuol brandire il fondamento come qualcosa di concreto..o materiale..addirittura..
    Tra l'altro la mia lettura di Nietzsche risale all'adolescenza..e non c'ho perso tempo più di tanto..essendo interessato alla Verità..e non ad una serie di considerazioni filosofico poetiche che poi non portano a nulla..
    Oppure Nietzsche porta a qualcosa..?
    Se Nietzsche ci toglie tutto..e consideriamo ciò un grande dono culturale..bisogna poi vedere cosa mettiamo quando abbiamo tolto tutto..
    e qui che Nietzsche difetta..perchè non mette niente..che possa sostituire la metafisica o la morale..o la religione..non mette la meditazione o il Centro o la Consapevolezza..o l'Atman..o quant'altro possa essere di base per ricostituire su nuove basi tutta la realtà..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin! Visualizza Messaggio
    Sinceramente non so risponderti perché come ho già detto non conosco abbastanza queste cose. L'unica cosa che posso dire è che Nietzsche a mio avviso nega la metafisica non in quanto produttrice di morale, ma proprio in quanto metafisica, e proprio dall'esistenza del solo mondo fisico nascono tutte le sue teorie, o quasi. Lui stesso dice più volte di essere totalmente ateo e di porsi in un'ottica anti-metafisica, quindi avrei dei dubbi.
    Ma non avendo le conoscenze necessarie non posso comprendere al 100%...
    Mi consiglieresti un libro di Osho? Sarei curioso di leggere qualcosa
    Puoi fare qualche giro in internet e vedere il Suo stile..
    Poi..per me..il libro che mi ha iniziato alla
    ricerca interiore..quello che mi ha cambiato la vita..è La Dottrina Suprema..che è il commento ad alcune Upanishad..da li..poi sono passato ad altri libri e infine a Guenon per sistematizzare in termini filosofici ciò che Osho esprime con semplicità discorsiva..ma ciò è un mio vizio..e non è una necessità..
    Comunque..per me Osho ..Guenon..Gurdjief..sono i tre pilastri su cui si regge una visione della realtà..esatta ..sia a livello concettuale che a livello operativo..Spetta poi a noi mettere in pratica quello che si è capito..cosa non facile..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il linguaggio è simbolico..ed ogni parola viene interpretata da chi la legge.. e la riferisce al suo sistema di conoscenze...e il parlare non ha senso perchè i significati non possono essere compresi se già non operano in noi...
    Ognuno legge fondamentalmente se stesso...
    Osho usa i testi mistici non per esprimere la Sua filosofia..ma la dottrina....il Sanatana Darma..cerca di far comprendere.. e non di istruire o creare appigli mentali..anzi..come Maestro..gli appigli li toglie...
    Diverso Guenon..che cerca di concettualizzare l'Advaita Vedanda..di tradurlo in termini filosofici e per quanto riguarda la Metafisica ..ci riesce perfettamente..diventando così una buona tecnica di meditazione in chi privilegia il pensiero concettuale come base di partenza di un percorso interiore..
    Poi.. cercare il fondamento a livello concettuale.. non significa averlo trovato..il fondamento..ma avere solo espresso il suo apparire linguistico..simbolico..concettuale..dottrinale..e d è appunto qui la differenza con la metafisica speculativa..che non ha una parte realizzativa..
    I libri di Guenon sono solo una propedeutica teorica ad un lavoro interiore di ben altra natura..come i discorsi di Osho..servono solo ad avvicinare i discepoli..e toglierli le illusioni..
    Ma nel tuo scritto si identifica il fondamento con qualcosa di positivo..mentre il fondamento è la privazione assoluta..e l'ego non può certamente appigliarsi..
    e nulla si agglutina se non l'incomprensione di chi vuol brandire il fondamento come qualcosa di concreto..o materiale..addirittura..
    Tra l'altro la mia lettura di Nietzsche risale all'adolescenza..e non c'ho perso tempo più di tanto..essendo interessato alla Verità..e non ad una serie di considerazioni filosofico poetiche che poi non portano a nulla..
    Oppure Nietzsche porta a qualcosa..?
    Se Nietzsche ci toglie tutto..e consideriamo ciò un grande dono culturale..bisogna poi vedere cosa mettiamo quando abbiamo tolto tutto..
    e qui che Nietzsche difetta..perchè non mette niente..che possa sostituire la metafisica o la morale..o la religione..non mette la meditazione o il Centro o la Consapevolezza..o l'Atman..o quant'altro possa essere di base per ricostituire su nuove basi tutta la realtà..

    Nietzsche non sostituisce un appiglio con un altro ma conduce ad un atto di s-fondamento di ogni volontà appropriativa. Sa bene che "colui che pensa profondamente sa che ha sempre torto", colui che pensa profondamente, sino al suo fondo, sino all'atto di sfondamento del pensare stesso ed all'eccesso della volontà di potenza che consuma al suo apice anche se stessa, non ha appigli. In tal senso sostituire tale atto sfondante con un contenuto, sia pure metafisico, costituisce non un passo avanti ma uno indietro. "Amor fati, ago fatum". Giunto a volere ciò che accade l'uomo nobile coincide con l'assoluto ac-cadere del tutto, con l'eterno ritorno che non è mai ritorno dell'eterno. Riempire il vuoto con il "Vuoto" o la "Meditazione" o peggio ancora la "Realtà" significa non sopportare quelo sguardo profondo in cui non sei solo tu a guardare nell'abisso ma è l'abisso che incomincia a guardare in te, senza più alcun "te".

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da carthusian Visualizza Messaggio
    Nietzsche non sostituisce un appiglio con un altro ma conduce ad un atto di s-fondamento di ogni volontà appropriativa. Sa bene che "colui che pensa profondamente sa che ha sempre torto", colui che pensa profondamente, sino al suo fondo, sino all'atto di sfondamento del pensare stesso ed all'eccesso della volontà di potenza che consuma al suo apice anche se stessa, non ha appigli. In tal senso sostituire tale atto sfondante con un contenuto, sia pure metafisico, costituisce non un passo avanti ma uno indietro. "Amor fati, ago fatum". Giunto a volere ciò che accade l'uomo nobile coincide con l'assoluto ac-cadere del tutto, con l'eterno ritorno che non è mai ritorno dell'eterno. Riempire il vuoto con il "Vuoto" o la "Meditazione" o peggio ancora la "Realtà" significa non sopportare quelo sguardo profondo in cui non sei solo tu a guardare nell'abisso ma è l'abisso che incomincia a guardare in te, senza più alcun "te".
    Si..con tutto il rispetto..mi sembra la via maestra verso la disintegrazione psichica..e forse Nietzsche l'ha percorsa interamente..
    Il discorso è semplice..perdere la Coscienza di se stessi..senza prima averla avuta..porta alla pazzia..
    Quando si toglie tutto..tutto il superfluo e tutte le illusioni..e ciò viene fatto per essere liberi..deve rimanerci ciò che non è superfluo..ed è appunto la coscienza di se stessi....la percezione del proprio esistere..che non è un concetto teorico o metafisico speculativo...ma un dato di fatto..anche se è interiore e non esteriore..
    Se togliamo tutto anche la coscienza di noi stessi..e lasciamo spazio all'abisso..l'abisso ci distrugge..saremo reintegrati nell'abisso passivamente..saremo divorati...
    Lasciare la Coscienza..che poi è Atman..o Puro Essere..e non è per niente facile farlo perchè bisogna superare gli attaccamenti..e...affrontare l'abisso con la Coscienza..significa reintegrarsi nell'abisso attivamente..diventare l'abisso..e non esserne schiacciati...
    Ma quest'operazione..è di natura iniziatica..fondersi con l'abisso senza essere annientati è fine della ricerca interiore..quella vera..e Nietzsche secondo me ha preso una scorciatoia pericolosa..ha giocato con il fuoco..e alla fine si rimane bruciati...
    La Metafisica Realizzativa sperimenta quello che asserisce..e il vivere nell'abisso..è proprio di chi si è fuso con il Supremo Brahman..che poi sarebbero gli Illuminati.. ..e non quelli di Baviera...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Si..con tutto il rispetto..mi sembra la via maestra verso la disintegrazione psichica..e forse Nietzsche l'ha percorsa interamente..
    Il discorso è semplice..perdere la Coscienza di se stessi..senza prima averla avuta..porta alla pazzia..
    Quando si toglie tutto..tutto il superfluo e tutte le illusioni..e ciò viene fatto per essere liberi..deve rimanerci ciò che non è superfluo..ed è appunto la coscienza di se stessi....la percezione del proprio esistere..che non è un concetto teorico o metafisico speculativo...ma un dato di fatto..anche se è interiore e non esteriore..
    Se togliamo tutto anche la coscienza di noi stessi..e lasciamo spazio all'abisso..l'abisso ci distrugge..saremo reintegrati nell'abisso passivamente..saremo divorati...
    Lasciare la Coscienza..che poi è Atman..o Puro Essere..e non è per niente facile farlo perchè bisogna superare gli attaccamenti..e...affrontare l'abisso con la Coscienza..significa reintegrarsi nell'abisso attivamente..diventare l'abisso..e non esserne schiacciati...
    Ma quest'operazione..è di natura iniziatica..fondersi con l'abisso senza essere annientati è fine della ricerca interiore..quella vera..e Nietzsche secondo me ha preso una scorciatoia pericolosa..ha giocato con il fuoco..e alla fine si rimane bruciati...
    La Metafisica Realizzativa sperimenta quello che asserisce..e il vivere nell'abisso..è proprio di chi si è fuso con il Supremo Brahman..che poi sarebbero gli Illuminati.. ..e non quelli di Baviera...
    Non esiste via alla disintegrazione psichica in quanto la psichè è già in stato di disintegrazione, mai un soggetto ma anarchia di fasci percettivi irrelati cui solo la memoria ci illude di conferire una qualche continuità. Lo sguardo profondo discende nell'abisso di questa disintegrazione senza sbigottire. Senza crearsi facili escamotages alla volontà appropriativa credendo ad una "coscienza di noi stessi" quando non vi è alcun me stesso di cui avere coscienza o ad una percezione di noi stessi quando non vi è alcun me stesso di cui avere percezione. Ecco l'abisso

  7. #17
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    "Bè..Nietzsche è il massimo che possa raggiungere una filosofia occidentale onesta.."

    Verissimo.
    Invito i gentili forumisti a leggere attentamente i "Frammenti postumi" (edizione a cura di Giorgio Colli), di questo unico filosof-teologo del "nostro" mondo.







    "E' il mezzogiorno nietzschiano, "l'ora in cui l'ombra è più corta" ed in cui, venuto meno ogni fondamento veritativo, anche l'illusione non ha più senso di essere. In ciò Nietzsche è vicino al grande Meister Eckhart, all'idea (che non è tale) di Ab-grund, di "fondo dell'anima" mai identificato sostanzialisticamente in un fondamento ma semmai coincidente con l'atto sfondante del distacco, della Gelassenheit."


    Verissimo questo. Ce in effetti una vicinanza a Eckhart, anzi, ce di piu'.
    Purtroppo da quando si e' imposta la lettura heideggeriana del pensiero di Nietzsche, le tematiche propriamente religiose del filosofo sono state accantonate, messe da parte, come se fossero solo degli aspetti marginali della sua opera filosofica.
    Io invece credo che sia proprio la riflessione sul religioso il vero centro che muove tutta la sua produzione.
    Dalla "Nascita della tragedia", fino a "Ecce Homo" (detto tra parentesi; un nome "significativo" questo per la sua ultima opera, non vi pare?), passando ovviamante attraverso il suo "Antichrist".

    Ecco, purtroppo Heidegger ha messo una sorta di "censura" su queste inquietudini religiose di Nietzsche, e questo e' davvero un peccato.
    Io credo che il culmine del pensiero religioso di Nietzsche sia proprio la sua affermata antitesi "Dioniso contra Cristo", che poi col avvicinarsi del "periodo buio", perdeva sempre di piu' la sua forza oppositiva diventando "Dioniso o Cristo" fino al "Dioniso e Cristo".
    Interessante e' vedere che lo stesso N. negli ultimi anni si firmasse indistintamente Dioniso e Cristo.
    Ora, voler ridurre questa questione cosi centrale, cosi forte nel pensiero intero di N. e' davvero qualcosa di ripugnante.
    Nessun discorso sulla "volonta' di potenza", nessuna speculazione sull' "eterno ritorno" e' davvero possibile senza aver prima compreso a fondo questa assoluta contrapposizione che lo stesso N. ha illuminato, e alla quale ha dedicato cosi tante energie mentali, superando infine il "limite" che la stessa ragione esige per rimanere in vita.

    E' davvero triste vedere come la grandiosa intuizione contenuta nell'aforisma 95 di "Gaia scienza" (che piu' che sulla "morte di Dio" e' sull'assassinio di ogni dio da parte umana), sia poi stata "ovattata" nell'esegesi che ne ha fatto Heidegger nel suo corso universitario del 1967 (credo sia l'anno giusto ma potrei sbagliarmi).
    Cari miei, non possiamo ridurre la tremenda e gigantesca opera di N. alla sola "antimetafisica".
    Qui abbiamo a che fare con qualcosa di molto ma molto piu' importante.
    Qualcosa di molto ma molto piu' rivelatore, e credo che pure Heidegger ne fosse consapevole, solo che scelse di non illuminarlo.
    E non pote' farlo.
    Difatti e' tremendo scoprire che la "pietra di Nietzsche" ha ucciso la filosofia "occidentale".
    Dopo N. rimane solo il linguaggio, parole su parole, ma la filosofia, questo "frutto dei greci" non ha piu' senso di esistere.
    Ora, Heidegger non pote' accettarlo questo. Come biasimarlo in fin dei conti.
    Davvero, la "nostra" filosofia, dopo N. non ha piu' nulla da dire, puo' solo ingannarsi credendo di "dire" qualcosa di significativo. Questo autoinganno miei cari, dura da un secolo ormai, e noi tutti (piu' o meno filosofi), non facciamo che perpetuarlo meravigliosamente. E non a caso, guardiamo sempre di piu' all'oriente, piu' o meno lontano, illudendoci che in fin dei conti anche quello, si, quel mondo distante e davvero estraneo a noi, che pure esso ci appartenga in qualche modo.
    Noi "occidentali" siamo davvero degli animali senza alcun pudore, alcun rispetto.
    Divoriamo tutto ormai, tutto senza distinzione.

    Aveva ragione Gaber: "l'obeso" e' il simbolo del "nostro" mondo.
    Noi uomini senza pace, noi che non conosciamo la pace, che ormai nemmeno la desideriamo.
    Invece aveva torto marcio Heidegger.
    Non sara' "un nuovo dio a salvarci", no, solo Uomo potra' farlo, se solo lo cercassimo dentro (e non solo dentro), di noi.
    Se solo se solo.....


















    Cordialmente

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da carthusian Visualizza Messaggio
    Non esiste via alla disintegrazione psichica in quanto la psichè è già in stato di disintegrazione, mai un soggetto ma anarchia di fasci percettivi irrelati cui solo la memoria ci illude di conferire una qualche continuità. Lo sguardo profondo discende nell'abisso di questa disintegrazione senza sbigottire. Senza crearsi facili escamotages alla volontà appropriativa credendo ad una "coscienza di noi stessi" quando non vi è alcun me stesso di cui avere coscienza o ad una percezione di noi stessi quando non vi è alcun me stesso di cui avere percezione. Ecco l'abisso
    Bè..cos'è lo sguardo profondo..se non il Testimone..?
    E cos'è il Testimone..se non Atman..?
    Ogniqualvolta si osserva qualcosa..c'è sempre Colui che osserva e l'oggetto osservato..e l'Oriente nella sua metafisica ..ha indagato questo Testimone..che ..nellla meditazione advaita..osserva se stesso..
    Naturalmente quando il Testimone non è percepito..è l'ego a farla da padrone..ed è l'ego che impedisce la disintegrazione psichica..col riferire tuti i fasci percettivi alla sua crescita..
    Il momento che l'ego si trasforma in Testimone..è il momento della Consapevolezza..e se la consegniamo all'abisso..noi stessi diverremo abisso..raggiungendo l'Identità Suprema..
    La differenza tra Nietzsche e l'iniziazione..o la parte superiore delle religioni orientali..è la via per fondersi nell'abisso..e le tappe da percorrere..se non vogliamo..per assenza di qualificazioni..cadere nel pantano..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  9. #19
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Se Nietzsche ci toglie tutto..e consideriamo ciò un grande dono culturale..bisogna poi vedere cosa mettiamo quando abbiamo tolto tutto..
    e qui che Nietzsche difetta..perchè non mette niente..che possa sostituire la metafisica o la morale..o la religione....
    Nietszche non indica ciò che andrà a sostituire quelle verità, indica il metodo e il discrimine da utilizzare per ricercare le verità da sostituire che è ben diverso.
    E' il vivere-per-la-morte di Heidegger

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    E non a caso, guardando sempre di piu' all'oriente, piu' o meno lontano, illudendoci che in fin dei conti anche quello, si quel mondo distante davvero estraneo a noi, che pure esso ci appartenga in qualche modo.
    Noi "occidentali" siamo davvero degli animali senza alcun pudore, alcun rispetto.
    Divoriamo tutto ormai, tutto senza distinzione.

    Aveva ragione Gaber: "l'obeso" e' il simbolo del "nostro" mondo.
    Noi uomini senza pace, noi che non conosciamo la pace, che ormai nemmeno la desideriamo.


    No, aveva torto marcio Heidegger.
    Non sara' "un nuovo dio a salvarci", no, solo Uomo potra' farlo, se solo lo cercassimo dentro a noi.
    Se solo se solo.....


















    Cordialmente

    Bè.. tutti i Maestri dicono che la verità è dentro di noi..e ci indicano anche la strada per cercarla..
    Se poi noi non lo facciamo..non possiamo incolpare nessuno ..ma solo le nostre debolezze che ci incatenano nell'illusione..
    I veri Maestri..poi..non sono né occidentali e né orientali..ma umani..e le loro tecniche di raggiungimento del vero..sono ridotte all'osso..perchè non hanno un apparato religioso da sostenere..penso a Osho..Krishnamurti..Ramana..e anche Gurdjieff....Maestri di Verità..ma solo per pochi..che la massa è persa nelle religioni ..nei laicismi e in ricerche filosofiche che non portano a nulla..
    Ma oggi forse il tempo è giunto..il tempo di avvcinare ai molti la filosofia dei pochi..perchè in Occidente le religioni sono in crisi..il laicismo è in crisi..e l'uomo non può rimanere in crisi all'infinito..
    e la ricerca interiore..la meditazione..la fiducia e non la fede..sono l'unica strada per rifondare valori senza cadere nel bigottismo e nel fanatismo..laico o religioso che sia..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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