
Originariamente Scritto da
carthusian
La metafisica realizzativa è sempre ricerca del fondamento, che sia quella Guenoniana o alla Raphael non si esce dal rischio di creare sempre e nuovi appigli ed appoggi all'agglutinarsi dell'io e della volontà appropriativa, che non è la volontà di potenza coincidente al suo massimo dispiegarsi nell'immediato vanire di ogni fondamento e perchè. E' il mezzogiorno nietzschiano, "l'ora in cui l'ombra è più corta" ed in cui, venuto meno ogni fondamento veritativo, anche l'illusione non ha più senso di essere. In ciò Nietzsche è vicino al grande Meister Eckhart, all'idea (che non è tale) di Ab-grund, di "fondo dell'anima" mai identificato sostanzialisticamente in un fondamento ma semmai coincidente con l'atto sfondante del distacco, della Gelassenheit. "L'uomo nobile deve essere così povero da non avere un luogo in cui Dio potrebbe inabitare o operare in lui, a meno che Dio non sia Lui stesso questo fondo". La lettura "nietzschiana" di Osho è orribile e quanto mai deviante ma sappiamo che Osho primeggiava nell'arte di "commentarsi" fingendo di commentare grandi testi mistici.