
Originariamente Scritto da
Uesugikenshin
da
www.cultrura.net - rubrica Edizioni Ar
Che cosa significa essere antimoderni?
Riconoscere la vanità, la vacuità delle retoriche di cui vive, e dei pretesti di cui prospera, la modernità, smascherarne gli inganni. Ghignare di democrazia, egualitarismo, umanismo. Considerarli mere superstizioni di un’epoca intrisa di cattivo gusto. Sprezzare gli umori di cui si enfia l’individuo rampante di oggi: ipocrisia, demagogia, esibizionismo, avidità di agi materiali. Non credere alla menzogna che contrabbanda il lavoro e ogni forma di fatica, mortificazione, dolore per preludio di un paradiso e motivo di vanto. Sradicare dal proprio cuore il tabù dell’inviolabilità della vita umana. Pensare contro: essere contro. Essere leali invece che ambiziosi, audaci invece che polemici, biologicamente schietti invece che sofisticati, veneranti invece che risentiti, critici e smaniosi: assetati di onore invece che di effimeri incarichi o cariche, appassionati di destino invece che di labile fama.
Si può stringere una mano e siglare un patto in modo moderno o antimoderno: nel primo caso l’accordo tramonterà dove tramonti l’utilità; nel secondo caso si instaurerà un vincolo etico ineludibile. Si può svolgere la propria attività in modo moderno o antimoderno: nel primo caso sarà solo il mezzo per strappare lo stipendio; nel secondo caso potrà trasformarsi in un esercizio di perfezione puntuale. Si può fare figli in modo moderno o antimoderno: nel primo caso succederà così, perché tutti lo fanno; nel secondo caso, secondo gli auspici di una “generazione verso l’alto”. Ci si può slanciare nelle tenzoni di Venere in modo moderno o antimoderno: nel primo caso tra titubanze morali e trivialismi - e la Dea latiterà certo dai talami; nel secondo caso con l’innocenza dell’assolutismo erotico. Ci si può slanciare nelle tenzoni di Marte in modo moderno o antimoderno: nel primo caso le si chiamerà “missioni di pace” e non avranno altro scopo che il denaro; nel secondo caso le si riconoscerà connaturate all’uomo e avranno come arbitri gli Dei e come movente la potenza eroica.
Paradossalmente, l’antimodernità è fondata, radicata, concreta, bio-logica, zoo-logica, cara alla vita: è natura. E l’attualità, un’invenzione meschina. Come i grattacieli newyorkesi, nati soltanto perché la gente al mondo era disgraziatamente divenuta troppa: non come conquista ma come rammendo della malversazione dell’uomo.
7 marzo 2008