



G8, ecco l'agente che portò le molotov
Oggi la sentenza sul massacro della Diaz
Dovrebbe arrivare a breve la sentenza per il blitz nella scuola Diaz durante il G8 di Genova. I pm hanno chiesto 109 anni per 28 imputati. Tra di loro l´ex Sisde Luperi e Gratteri, al vertice dell'Antiterrorismo. In aula saranno presenti molte delle 93 vittime. Tra di loro Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l'irruzione nella scuola, che ha ricostruito tutto il percorso fatto dalle molotov: quella che potrebbe essere la «regina» delle prove false
di Massimo Calandri
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GENOVA - Tutto suggerisce che la sentenza sarà letta al più tardi questa sera, in un tribunale che si annuncia affollato e sorvegliatissimo dalle forze dell´ordine. La prima sezione, presieduta da Gabrio Barone, si riunirà in camera di consiglio intorno a mezzogiorno. Per il blitz nella scuola Diaz gli imputati sono 29, tra agenti e super-poliziotti: i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini hanno chiesto la assoluzione di un commissario di cui «non è certa la presenza nell´istituto», e 28 condanne a complessivi 109 anni e 9 mesi di reclusione. Per aver massacrato delle persone inermi, per averle arrestate illegalmente e con prove false.


Sentenza Diaz, assolti i vertici della polizia
Tredici condanne. L'aula grida: "Vergogna"
GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, all'interno della scuola Diaz. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. L'accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni.


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100000000 di Volte VERGOGNA




Torniamo alla storiella sull’inverno eccezionalmente freddo. C’è un reparto mandato a presidiare una zona di frontiera montana. E’ autunno, preparano il campo, e il capitano ordina di raccogliere la legna per l’inverno. Si accatasta un bel po’ di legna, e il capitano si consulta col sergente: sarà abbastanza? C’è, in un anfratto della montagna, un antico eremita. Deve conoscere bene il posto e l’andamento delle sue stagioni. Mandano a consultarlo. “Come sarà il prossimo inverno?”, gli chiedono. Lui prende un’aria ispirata e dice: “Freddo”. Tornano giù, e accatastano un altro bel po’ di legna. Ma dubitano ancora, e tornano in alto. “Freddo quanto?” “Freddissimo”. Ridiscesa, altri mucchi di legna, terza salita alla grotta. Il sant’uomo si arrotola la barba e dice: “Sarà un freddo record. Un inverno come non s’è mai visto qui sopra”. Allarmato, il sergente chiede: “Addirittura! Ma lei come lo sa?” E l’eremita: “C’è un accampamento qua sotto, lo guardo tutti i giorni, stanno ammucchiando tanta di quella legna!”
La sinistra? Accumula legna anche se fa caldo, "a prescindere".
Per non farci poi niente.
E la gente in costume, al mare, al sole, guarda 'sta gente che accumula legna, e quando vede che non farà poi tanto freddo quanto dicono, dirà: "Ma guarda che fresconi".
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Tu hai una concezione distorta di democrazia.
Dimmi, dunque. Seguendo la tua idea la domanda sorge. A che serve il parlamento? A che serve la costituzione? A che serve l'opposizione?
Nella tua logica a nulla. Chi è votato è legittimato a fare ciò che vuole, e se non fa bene non si fa nulla. Alla fine del mandato non lo si vota più.
Spero che tu ti renda conto quanto sia antidemocratica e pericolosa questa tua visione di democrazia.
Detto questo, mi tocca ridire un'altra volta la stessa cosa. Tu vuoi vedere solo gli aspetti positivi della riforma. Rifiuti di notare che essa è dannosa in quanto, pur facendo cose buone almeno in teoria, le fa in un quadro che è negativo.
Mi spiego. Se si riduce il personale in eccesso senza dare dei parametri con cui stabilire chi va licenziato chi ti assicura che solo i professori che sono inefficenti o incapaci verrano licenziati?
La coseguenza: il livello del servizio cala.
Stesso discorso per i fondi. Li si taglia non stabilendo a chi e come.
Quindi le facoltà più "virtuose" e utili, mettiamo ingegneria o legge, subiranno gli stessi tagli di quelle meno utili allo sviluppo del paese, mettimiamo veterinaria canina o filosofia pura.
Conseguenza: un ulteriore peggioramento del servizio universitario nel nome di tagli fatti male.
Allora, partendo dal presupposto che si vogliono fare delle riforme, a destra come a sinistra, vogliamo andare in parlamento o aprire un tavolo di dialogo tra le parti interessate per trovare una soluzione condivisa e fatta bene sopratutto?
Ovvio, si deve fare la cosa in fretta. Ovvio, come il governo apre anche le altre parti devono aprire.
Ma è preferibile una riforma che chieda un po più di tempo ma sia fatta bene piuttosto una fatta male ed in fretta, sopratutto in un settore come quello dell'istruzione.




mica devi obiettare per forza, solo perchè l'ho postata io, o perchè ti chiami antitesi.
potresti rifletterci, nell'ambito del dibattito sulla sinistra oggi, o no?
e capire se per caso la sinistra oggi dia troppa retta agli eremiti di turno, perdendo però il senso della realtà.
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