









il punto non è che lo stato abbia attuato tutte le misure per evitare danni alla salute della donna e dell'embrione, il punto è che è la donna a dover decidere, perchè il corpo è il suo.
Se non si riconosce alla donna l'inviolabilità del suo corpo, allora è come dire che la donna è sotto tutela, che è incapace di decidere da se', che non è una persona.










Se una madre uccide il figlio in tenera età..mi sembra che la punizione sia già insita nel gesto..che oltraggia il suo amore e la sensibilità di madre..
La galera mi sembra assurda..come se avesse ucciso per interesse..
La punizione è già nelle conseguenze del gesto se fosse un atto di cattiveria..che sopprimere il proprio figlio per averne qualche utile è una contraddizione nei termini..e se non lo ricorda..allora il manicomio sarebbe un luogo più adatto..che uccidere e dimenticarsene non è un atto che consenta di vivere in società..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)