Scusa ma temo che tu non capisca.
Non esiste un paradigma codificato di "decrescita".
Sotto il nome di "decrescita" c'è un grande dibattito, ci sono pubblicazioni di gente come Latouche e Pallante, e leggendoti, ho dei dubbi che tu ne abbia letto molto.
Comunque non si intende "tornare alla candela", come ho già detto, anche perchè sarebbe impossibile e assurdo.
La lavatrice si può condividere, si può costruire in modo diverso, si può riciclare ecc. ecc.
La lavastoviglie, in effetti, si può anche non avere, infatti io non ce l'ho e non ce l'ho mai avuto e probabilmente non ce l'avrò mai e sono viva e vegeta e non ho le braccia spezzate lavando i piatti.
Veramente questo è il tuo misunderstanding.
Questa è la tua decrescita.
O non leggi quello che scrivo, o non riesci a capirlo.
Cosa?! ROTFL Non c'era NESSUNA coscienza ecologica negli anni 70, anzi è nata all'epoca perché il benessere degli anni 70, dopo il boom economico europeo trentennale si ebbe grazie all'industria che inquinava senza che nessuno se ne fregasse! Le leggi ambientali sono state fatte dopo la metà degli anni 70 per rimediare ai danni dei 30 anni precedenti!
Io ho detto che la situazione ideale, secondo me, rispetto ai consumi, sarebbe avere un'impronta ecologica pari a quella che un italiano medio aveva negli anni '70.
Non ho i dati precisi di raffronto (quindi se mi sbaglio mi porterete i dati veri - se qualcuno li trova-), ma andando a spanne, l'impronta ecologica di un italiano medio di oggi è più del doppio di quella che aveva negli anni '70, ergo quella di allora rendeva l'italiano medio quasi sostenibile.
Ovviamente sto parlando solo di impronta ecologica e non di stile di vita. E' ovvio che oggi la stessa impronta ecologica sarebbe ottenuta con uno stile di vita molto diverso.
Il punto è che le auto, nei primi anni '70 erano più o meno 1/3 di quelle che ci sono oggi.. tanto per fare un esempio.






Rispondi Citando
