Come ho già scritto da un'altra parte...
Avete voluto lo stato dalla culla alla tomba? Ora non vi lamentate se i vostri nipoti debbano chiedere l'elemosina per pagarvi la pensione...


Come ho già scritto da un'altra parte...
Avete voluto lo stato dalla culla alla tomba? Ora non vi lamentate se i vostri nipoti debbano chiedere l'elemosina per pagarvi la pensione...




guarda che non occorre "aprire fonderie" per dimostrare di avere inziattiva, per combinare qualcosa.
io non mi riferisco di chi non ha alle spalle studi ne a chi pur avendo studiato è nella media.
io mi riferisco a chi in teoria dovrebbe avere una marcia in più.
chi dovrebbe dire non trovo lavoro, mo ti faccio vedere io.
se i miei figli saranno come questi laureati, avrò fallito come genitore.


A molte aziende ingegneristiche cmq serve il ricercatore rigorosissimo piuttosto che il genietto che si impelaga in problemi astrusi e scommesse pericolose. Per quelle c'è il figlio del boss (alla Lapo) che fa danni a sufficienza
In Italia poi il "molte" diventa tutte.
Avete una visione un po' romanzata del mondo dell'impresa mi sa![]()




Le marce in più? Guarda che tutto dipende da una cosa che si chiama "banca" che a sua volta assume laureati per non farsi inculare dai laureati che dici tu.
Infatti chi è furbo e senza scrupoli lavora per le banche, non si mette a fare l'imprenditore.....in Italia poi dove non c'è mercato A PRIORI per niente che richieda innovazione reale.


Ehm
Scusa ma se ad esempio penso ai miei amici biomedici (ingegneri) i più "furbetti" non hanno mai puntato a rivoluzionare il mondo, ma a cercare il proprio posticino comodo nella loro nicchia che alimenta di strumentazione medica gli ospedali (pubblici e privati). AKA APPALTI :v
I migliori invece lavorano in multinazionali (STM), ma anche loro sono più persone "rigorose" che "geni" dell'innovazione e perspicaci apripista dell'italica impresa!
Se tu pensi che Italia=Silicon Valley.....il problema è nelle tue ipotesi![]()


Il voto non conta niente e non ha mai contato. Conta solo per dare delle borse di studio agli (im)meritevoli.
Basta prendere il mio caso, laureato con un 98/110 in psicologia (una di quelle materie che criticate tanto) nella migliore facoltà italiana per questa disciplina ed entrato in una business school inglese top 20 (dove i criteri di selezione tengono conto di tante cose oltre il voto di laurea) anni dopo. Un mio amico ingegnere uscito con 110/110 ( che è un voto sicuramente difficile da raggiungere per questa disciplina) è arenato a lavorare come geometra perché ha le metà delle mie soft skills e anche la metà del coraggio probabilmente.
Il problema sta sicuramente in come è strutturata l'università (il solito lato pratico che manca e degli stage inutili) ma anche nella mentalità dello studente italiano che molto spesso non ha il coraggio di correre rischi (il posto fisso è l'obiettivo di molti) e del mercato italiano troppo chiuso alla novità (e degli stessi italiani che molto spesso sono rigidi mentalmente).


A cosa ti serve il coraggio quando sei valutato da chi ti fa prestiti e/o maneggiato dai faccendieri che VIVONO del creare e distruggere realtà aziendali che non siano multinazionali?
Multinazionale unica via per gli ingegneri, fine.
Questo devono capirlo dalla quinta liceo.
Mi spiace perchè la piccola azienda sarebbe dinamica sulla carta, ma qui da noi è solo zavorra e area di pastura del padroncino incompetente di turno.


"Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango." Cooper (Interstellar).