

If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


per questo che l'unico filosofo cristiano che rispetto è Kierkegaard che ammette apertamente che la fede è assurda e non va dimostrata (altrimenti non è fede, "credo quia absurdum"). Gli scolastici hanno questa pretesa di dimostrare una cosa astratta, concludendo poi che la loro dimostrazione è vera.


a parte che materialisticamente sarebbe anche normale, comunque filosoficamente se accetti l'eterno ritorno non c'è regressione all'infinito vera e propria (se non temporale, sempre che abbia senso un tempo su scale del genere), ma solo contrazione ed espansione o qualcosa di simile. E anche le teorie scientifiche più avanguardistiche concordano con questa antichissima credenza. Poi se vuoi credere che il creatore stia al di fuori, osservando la creatura-universo che fa il suo lavoro di contrazione, si è liberissimi di farlo. Il Creatore ha dato origine a questa cosa, che poi va per i fatti suoi. Ma non è necessario. è argomento di fede, che fede sarebbe se deve essere supportata o ricambiata? Quale merito c'è? Non diceva Paolo che "siamo stati giustificati per Fede", frase che è alla base del luteranesimo (proposizione accolta anche dal concilio di Trento)? "La fede comincia appunto là dove la ragione finisce" (Kierkegaard, Timore e tremore). Abramo si è fidato di una voce che poteva essere finta, in ciò ha avuto fede irrazionale ed è stato premiato... questa è la religione.








ricorda la proverbiale finezza con cui appiattisci il concetto di morale su impulsi scimmieschi (nel senso del bonobo di Frans De Waal) così che una volta che lo stimolo impellente è proficuamente aggirato (voltando lo sguardo da un'altra parte, delegando ad altri le operazioni immorali o in qualsiasi altra maniera) non hai pretesti kantiani "tu devi" a cui fare ricorso per sottrarti alla palude dell'emotivismo naturalistico






religiosamente, visto che Ucci si interessa di buddhismo e religioni orientali, per il Buddha e gli indù esiste una creazione ma infiniti mondi, dopo uno ne viene altro. I deva per il Gautama Buddha (il Buddha dell'epoca attuale secondo la cosmogonia buddhista) sono considerati degli esseri come altri, non essendo illuminati sono nel samsara pure loro. Persino Brahma (il creatore) vive eoni, ma muore e rinasce pure lui, solo i Buddha, i Bodhisattva (dei quasi-Buddha che si reincarnano nel Mahayana a beneficio degli esseri senzienti, in figure tipo Dalai Lama) e gli Arhat (Buddha "minori" nel Theravada, ossia discepoli del Buddha storico che hanno raggiunto la bodhi) hanno il nirvana e non rinascono più, a meno che non lo vogliano e in condizioni particolari. Il nirvana, che per Nagarjuna è uguale al samsara, ed è comunque, anche secondo Buddha, una cosa non definibile. Esso "è" e "non è" al tempo stesso, per cui il pdnc non vale sempre per la filosofia non occidentale. Da non confondere con filosofie occidentali simili ma diverse, tipo Schopenhauer (che è ateo), e Steiner (che è contrario al dissolversi nel nirvana, ma vuole l'autoelevazione dell'Io, un po' come Platone).