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  1. #201
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Pera parla di un meticciato culturale...in senso negativo e ha ragione.
    Sia culturale che etnico. Per capire che il riferimento basta che leggi questi passaggi del discorso:

    La nostra storia, la storia dell'Europa e dell'Occidente, è storia giudaico-cristiana e greco-romana. Scendiamo da tre colline: il Sinai, il Golgota, l'Acropoli. E abbiamo tre capitali: Gerusalemme, Atene, Roma. Questa è la nostra tradizione. Da qui sono nati i nostri valori. Senza le leggi di Mosé, senza il sacrificio del Cristo, non avremmo quel sentimento morale che ci fa sentire tutti - credenti e non - fratelli, uguali, compassionevoli. Senza la ragione dei Greci e il diritto delle genti dei Romani, non avremmo quelle forme di pensiero che sorreggono le nostre istituzioni pubbliche. Lo so che, scesi da quelle colline, lasciate quelle capitali, abbiamo fatto tanto cammino grazie anche a tanti altri apporti. Ma lo abbiamo fatto a partire da lì, nutriti con ciò che abbiamo imparato lì, convinti che il senso della strada fosse ancora lì. Chi rinnega queste origini tradisce la propria storia e perde la propria identità. Noi non dovremo consentirlo.

    La risposta sbagliata - più democratica che liberale - è quella del multiculturalismo, cioè la protezione delle culture e delle comunità anziché degli individui. Il risultato di questa politica è stato quello di gruppi etnici che, nel migliore dei casi, si ignorano, e, nel peggiore, si dimostrano ostili. Dopo l'assassinio del politico Fortuyn e del regista van Gogh, anche l'Olanda sta facendo marcia indietro rispetto a questo modello. E lo stesso accade in Inghilterra dopo gli attentati terroristici del 7 luglio.

    senato.it - Il Presidente - Democrazia è libertà? In difesa dell'Occidente

    Nel secondo caso abbiamo un chiaro riferimento a gruppi etnici differenti.
    Nel primo caso Marcello Pera cita lo ius gentium dei Romani.
    Che cos'è lo ius gentium? Lo Ius gentium presuppone una differenza fra gli usi e i costumi dei popoli: infatti lo ius gentium indica quell'insieme di norme generali comuni a tutti i popoli, di cui però si presuppone una diversità nelle applicazioni concrete dovute alle particolarità dei vincoli di sangue e di suolo.
    La contrapposizione con lo ius civile è originata dalla distinzione fra chi è cittadino romano e chi non lo è: tale diritto sorge e viene riconosciuto da Roma come scaturito dalla 'naturalis ratio' per coniugare la diversità di stirpe e la somiglianza di determinati principi con quelli del Mos Maiorum e delle consuetudini giuridiche romane del tempo nonostante le differenze di tipo razziale.
    E' il principio del diverso - del particolare - che si integra nel tutto, mantenendo la sua peculiarità.

  2. #202
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    non c'è scritto, Giò! quello era un banale ricordare che la cultura deve essere una, quella cristiana, e non che la società debba essere relativista.
    non puoi negare l'evidenza: in tutto il mondo la Chiesa non dice assolutamente che alcune razze debbano essere privilegiate e nemmeno che ci sono razze "migliori".
    tuttaltro! ricorda sempre che dobbiamo cooperare tutti per seguire gli insegnamenti del Cristo, senza distinzioni etniche.
    ora tu non mi puoi tirare fuori altre cose...manipolando a forza frasi estrapolate.....la realtà cattolica è questa.
    Quello che dice la Chiesa oggi? Per carità, lasciamo perdere.

    Il problema è che identifichi l'oggi come situazione ideale e giusta. La Chiesa di oggi attraversa una situazione di crisi senza eguali e tu vieni a propormela come 'paradigma' in base alla quale dovrei giudicare tutto?

    Tu sbagli, ma non per i miei gusti personali, sbagli perchè le differenze di stirpe, di sangue e di suolo fanno parte della natura e dell'ordine di Dio sulla Terra.
    Lo disse pure Papa Pio XI in un'Enciclica proprio su questa tema Leonida e se vuoi possiamo andare a considerare tanti altre aspetti, dagli Statuti di Limpieza de Sangre avallati ufficialmente dalla Chiesa agli ordini religiosi e/o cavallereschi fondati su un discrimen 'etnico', dai passi delle Scritture fino alla definizione della stirpe dei Franchi come 'razza eletta e sacerdozio regale' e si potrebbe andare avanti.

    Non ci sono razze migliori solo per la biologia: ci sono determinate razze biologiche la cui superiorità deriva da innate qualità spirituali ed etiche che si tramandano di padre in figlio.

    Sul finire degli anni '30 ci fu tutta una pubblicistica cattolica italiana sul 'razzismo', se ne avessi voglia andrei a riprenderti molto di quanto allora fu detto alla luce della cultura e della religione cristiana cattolica.

  3. #203
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Come disse De Maistre:

    “Non c’è alcun uomo nel mondo. Io ho visto, nella mia vita, dei francesi, degli italiani, dei russi etc; so perfino, grazie a Montesquieu, che si può essere persiani. Ma quanto all’uomo, io professo di non averlo incontrato nella mia vita: se esso esiste, è del tutto a mia insaputa.”

  4. #204
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Comunque, riponendo tutta la sua fiducia nell’individuo isolatamente considerato, nelle masse o nello Stato, la Rivoluzione confida nell’uomo. Reso autosufficiente mediante la scienza e la tecnica, l’uomo può risolvere tutti i propri problemi, eliminare il dolore, la povertà, l’ignoranza, l’insicurezza, insomma tutto quanto diciamo essere conseguenza del peccato originale o attuale.

    Un mondo nel cui seno le patrie unificate in una Repubblica Universale siano soltanto espressioni geografiche; un mondo senza disuguaglianze né sociali né economiche, diretto mediante la scienza e la tecnica, la propaganda e la psicologia, alla realizzazione, senza il soprannaturale, della felicità definitiva dell’uomo: ecco l’utopia verso la quale la Rivoluzione ci sta avviando.

    In tale mondo la Redenzione di Nostro Signore Gesù Cristo è del tutto inutile. Infatti l’uomo avrà superato il male con la scienza e avrà trasformato la terra in un “cielo” tecnicamente perfetto. E con il prolungamento indefinito della vita nutrirà la speranza di vincere un giorno la morte.


    [...]

    "Lo Stato è costituito da un popolo indipendente, che esercita un dominio esclusivo su un territorio. La sovranità, dunque, rappresenta la proprietà nel diritto pubblico. Ammessa l’idea di popolo, con caratteristiche che lo differenziano dagli altri, e l’idea di sovranità, ci troviamo necessariamente di fronte a disuguaglianze: di capacità, di virtù, di numero, e così via. Ammessa l’idea di territorialità, abbiamo la disuguaglianza quantitativa e qualitativa dei diversi territori. Si capisce, perciò, come la Rivoluzione, fondamentalmente ugualitaria, sogni di fondere tutte le razze, tutti i popoli e tutti gli Stati in una sola razza, in un solo popolo e in un solo Stato".

    Plinio Corrêa de Oliveira

  5. #205
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Una piccola curiosità riguardo alla 'politica' della Chiesa riguardo il meticciato.....


    Pio XI e quel razzismo d'Africa

    Nel '37 appoggiò la legge che vietava i rapporti fra italiani e «faccette nere»

    [...]

    Dopo il disordine della guerra, in Africa orientale italiana è venuto il momento di fare ordine. Ed è venuto il momento di farlo a partire dalle alcove, dove troppi soldati e troppi coloni si consolano della distanza da casa fra le braccia amorevoli di qualche «faccetta nera». In Africa orientale italiana è suonata, insomma, l'ora di una legislazione sulla razza. Dietro impulso del ministro delle Colonie, Alessandro Lessona, il regime ha appena introdotto la «legge sul madamato», che punisce con la reclusione da uno a cinque anni il concubinato di un cittadino italiano con «una persona suddita dell'Africa orientale». Adesso — siamo ai primi d'agosto del '37 — il ministro Lessona sta chiedendo al nunzio vaticano in Italia, Francesco Borgongini Duca, un appoggio diretto della Santa Sede alla legislazione razziale, per scongiurare il rischio concreto di una proliferazione dei meticci. Infatti, «disgraziatamente», i figli nati dall'amplesso di uomini bianchi con donne nere «portano sommati i difetti e non i pregi delle due razze».

    Perciò l'Italia fascista invoca il contributo della Chiesa cattolica nel «dissuadere unioni tra persone di diversa razza»: «appunto per evitare le nascite dei mulatti, che sono dei degenerati». Risalendo per via gerarchica, la richiesta di Lessona approda sulla scrivania di Pio XI, che sollecita un avviso del cardinale Domenico Jorio, prefetto della Congregazione dei sacramenti. E il 24 agosto 1937, il cardinale Jorio mette per iscritto, all'attenzione di Papa Ratti, un parere sconcertante rispetto al senso comune della morale cattolica. Sì, «a mezzo dei Missionari», la Chiesa avrebbe effettivamente potuto, anzi avrebbe dovuto collaborare — «nei giusti limiti» del diritto canonico — alla campagna per la «sanità della razza». Le «ibride unioni» andavano impedite «per i saggi motivi igienico-sociali intesi dallo Stato»: «la sconvenienza di un coniugio fra un bianco e un negro», e «le accresciute deficienze morali nel carattere della prole nascitura». Segue l'approvazione papale del documento firmato dal cardinale Jorio, trasmesso alla nunziatura d'Italia già il 31 agosto di quel 1937: per la gioia del ministro Lessona, «lieto delle sagge disposizioni della Santa Sede».

    [...]

    fonte: Pio XI e quel razzismo d'Africa - Corriere della Sera

  6. #206
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    L'unica etnia umana è un sogno del mondialismo sovversivo e anti-cristiano.
    Dio ha voluto le differenze razziali e la 'Babele delle lingue': cambiare radicalmente quest'ordine significa voler sovvertire l'ordine divino imposto sulla Terra.
    Inoltre, il meticcio (cioè il figlio di due persone di due razze diverse, ad esempio il figlio di un europeo e di una negroide) è più debole a livello psicologico e psichico e una popolazione con maggiore omogeneità genetica, in caso di una catastrofe naturale, tenderà a sopravvivere molto di più rispetto ad una popolazione in cui vi è un'alta eterogeneità genetica.
    Quoto tutto, e aggiungo che un meticcio è sicuramente più debole in primo luogo perché ha difficoltà ad identificarsi in una comunità etnico-culturale, a meno che la comunità non sia "atomizzata" e per l'appunto composta da diversi gruppi etnico-culturali a loro volta meticciati e confusi.
    Ma in questo caso sarebbe il trionfo del mondialismo anti-cristiano.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  7. #207
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    Predefinito Riferimento: Le lacrime sono tutte uguali ?

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    in ogni caso, quindi, o era ebreo, o era un meticcio.
    comunque linka, linka, sono curioso di vedere chi sostiene che le elites ebraiche erano arianeggianti....(comunque mi pare che il Cristo nacque da una famiglia non delle'elites) :mmm:
    c'è anche da dire che studi genetico-antropologici hanno affermato che veniamo tutti dall'africa...ancora prima degli insediamenti ai quali tu ti riferisci....
    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ma chi se ne fotte se il nostro antichissimo progenitore viene dall'Africa: si tratta di età primitive ed in secondo luogo nulla ci dice o prova che il nostro antenato più 'lontano' fosse un individuo di razza negroide (o negride che dir si voglia). Altrimenti potremmo benissimo trarre la conclusione che l'uomo bianco è l'uomo più 'evoluto', mentre invece il negro il più involuto.
    Detto questo, ci sono molti studi in merito alla presenza dei popoli bianchi in Medio Oriente e precisamente in Palestina: vedi gli studi di Graves (cfr. 'La dea bianca') o di Bachofen.
    Ora non ho i link sottomano, ma te li procurerò al più presto.
    Detto questo, vorrei farti notare che nel libro dei Maccabei si parla di una parentela dinastica fra Spartani ed Ebrei:
    "In uno scritto riguardante gli Spartani e i
    Giudei si e' trovato che sono fratelli perche'
    della stessa stirpe di Abramo".


    Maccabei 12, 21


    Il passo biblico non è di facilissima interpretazione: s'è comunque decisi nel ritenere che in ciò vi sia il riferimento alle origini di una parte dell'élites sacerdotali o militari ebraiche legate all'invasione dorica o a precedenti ondate indoeuropee.


    p.s.: Cristo è nato da Maria Vergine. Maria Vergine è della stirpe regale davidica. Questo basta e avanza.
    Tieni Leonida:

    l'Uomo Libero

    «Se si definisce razza un gruppo umano con lo stesso patrimonio ereditari ne consegue che gli appartenenti ad una stessa razza debbono essere così simili nel fisico che, perlomeno ad un occhio esperto, li si può riconoscere come simili. È però un fatto che nell'ebraismo gli individui si mostrano così diversi che persino i loro connazionali [Volksgenossen] non li riconoscono – così come avverrebbe per l'aspetto di individui tedeschi o francesi. Devono perciò esserci nell'ebraismo individui di razze diverse. Ricordiamo inoltre con poche parole che naturalmente l'ebraismo non rappresenta però una mera comunità religiosa. In verità nell'ebraismo fin dall'inizio comunità religiosa e nazione sono strettamente connessi; oggi ci sono però notoriamente molti ebrei che non fanno più parte della confessione mosaica. Chi volesse dire di costoro che non sono più ebrei dovrebbe misconoscere non solo i dati biologici, ma avrebbe contro di sé, quali testimoni, gli ebrei stessi, poiché essi considerano notoriamente dei loro anche i connazionali non mosaici. (...) Sulla conformazione razziale della prima, popolazione stabilitasi in Palestina non c'è ancora concordanza di vedute; i più la considerano westisch. Nel quarto millennio a.C. troviamo in quel paese la razza anatolica [vorderasiatisch]. La sua patria primordiale sono state le terre caucasiche, dalle quali essa nel quarto e quinto millennio si era diffusa per tutta l'Asia Minore. Già nel terzo millennio dobbiamo poi con tutta verosimiglianza ammettere migrazioni di gruppi nordici in Palestina. Le loro più antiche tracce sono reperibili [...] nelle grandi costruzioni di pietra, nei dolmen e nelle tombe megalitiche. Noi vi abbiamo già considerato anche gli amorrei con i loro ceti superiori nordici, così come lo saranno i filistei che vi giungeranno più tardi. Accanto a questi entrano poi nella questione, quali portatori di impronte nordiche, i mitanni, che nel secondo millennio subentrano come strato dominante delle città palestinesi. Essi ci si presentano come individui di razza nordica attraverso le rappresentazioni date di loro dai dipinti e dai bassorilievi egizi ed attraverso i nomi indoeuropei di persone e di divinità, la cui conformazione molto si apparenta a quelli dell'India antica.
    «Come terza componente del miscuglio razziale antico-palestinese si aggiunge la razza orientale [orientalisch, "semitica"]. Già la gran massa del popolo amorrei sembra essere stata di tale razza; si nomina da lui una delle migrazioni semitiche, la "migrazione amorrea o cananea". Essa ha il suo inizio intorno al 2500. Ad essa appartiene, come "più recente ondata" (Günther [Rassenkunde des jüdischen Volkes, "Antropologia del popolo ebraico", cui si affiancano gli ebrei J.M. Judt con Die Juden als Rasse - Eine Analyse aus dem Gebiete der Anthropologie, "Gli ebrei come razza -Un'analisi dal punto di vista dell'antropologia", Maurice Fishberg con Die Rassenmerkmale der Juden - Eine Einführung in ihre Anthropologie, "Le caratteristiche razziali degli ebrei - Una introduzione alla loro antropologia" e Fritz Kahn con Die Juden als Rasse und Kulturvolk, "Gli ebrei come razza e civiltà"]), la migrazione degli ebrei in Palestina, che la seguì tra il 1400 ed il 1200: "Possiamo individuare due migrazioni principali degli ebrei, una dal nord, che penetra nel territorio del futuro regno di Israele, una dal sud, che occupa il territorio del futuro regno di Giuda. Il nome della stirpe che migra dal sud, quella degli habiru, è stato più tardi conferito al popolo intero: gli ebrei (in ebraico, ibrim)". Aggiungiamo infine ancora qualche elemento delle razze camita (etiopica) e negra, che si possono peraltro supporre già per la Palestina antica [non meravigli tale apporto di sangue, ammesso anche da Kahn], ed abbiamo elencato tutte le componenti del miscuglio razziale dal quale si costruì il popolo ebraico nei secoli prima di Cristo"». - EICHENAUER
    «Il popolo ebraico» – scrive Walter Grundmann – «nasce dall'incontro tra le stirpi orientali e le stirpi anatoliche che si trovavano già sul posto con il loro strato superiore di origine nordica: "razza orientale come base, razza mediterranea come aggiunta, razza anatolica come seconda più forte base ed elementi nordici di quando in quando incrociati" [Eugen Fischer, Rassenentstehung und älteste Rassengeschichte der Hebräer]. Dalla differenza tra ebrei e arabi, i quali non posseggono la componente anatolica ma appartengono soprattutto alla razza orientale, possiamo riconoscere cosa ha prodotto il frammischiamento con gli elementi razziali anatolici. Gli incroci nordici, che innanzitutto poterono essere rinforzati dall'incontro coi filistei, si lasciano riconoscere nelle età più antiche nei ceti dominanti, ma si perdono progressivamente col passare del tempo. Per l'origine nordica, Günther parla per la prima età ebraica di circa il 10-15% del complesso ereditario totale delle stirpi ebraiche, quota che nei secoli intorno all'anno zero è ancora circa il 5-10%».

  8. #208
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    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    Quoto tutto, e aggiungo che un meticcio è sicuramente più debole in primo luogo perché ha difficoltà ad identificarsi in una comunità etnico-culturale, a meno che la comunità non sia "atomizzata" e per l'appunto composta da diversi gruppi etnico-culturali a loro volta meticciati e confusi.
    Ma in questo caso sarebbe il trionfo del mondialismo anti-cristiano.
    Esattamente, ma qua se dici determinate cose, sembra che bestemmi

  9. #209
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    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    Quoto tutto, e aggiungo che un meticcio è sicuramente più debole in primo luogo perché ha difficoltà ad identificarsi in una comunità etnico-culturale, a meno che la comunità non sia "atomizzata" e per l'appunto composta da diversi gruppi etnico-culturali a loro volta meticciati e confusi.
    Ma in questo caso sarebbe il trionfo del mondialismo anti-cristiano.
    Cosa c'entri il meticciato con il mondialismo, per di più anti-cristiano, è argomento che dovrebbe essere spiegato. E se i meticci sono cattolici, ad esempio filippini, vanno bene? I filippini in Italia, ti sembrano integrati? Direi proprio di no. E allora, dove vuoi andare a parare? hefico: :gluglu:

  10. #210
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    Ma quanti bei membri onorari del Ku Klux Klan che avete qui dentro. C'è da andarne fieri eh? :sofico:

 

 
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