



e temi giusto. Quando ero nel PSI pensavo che, pur amando l'Arte (pittura) che però tenevo come hobby, essendomi laureato in scienze politiche avrei dovuto fare carriera politica. Io svolgevo dei compiti (Enti locali) per la Federazione Provinciale che mi portavano a contatto con elementi del PCI e a volte, raramente, del PSDI. Riferivo al segretario provinciale del mio lavoro e qualche volta mi lamentavo della rigidità di certi compagni comunisti su certi temi.
Un giorno mi chiamò il segretario (allora era Guido Mazzali) e mi disse, pressapoco: "tu sei intelligente preparato parli bene e bla bla complimenti vari ma SEI TROPPO IDEALISTA, e in politica invece si deve essere più sulla terra che non nel pensiero. La politica-è sempre lui che parla-è per gli stronzi, nel senso di quelli che non guardano in faccia a nessuno pur di arrivare a un risultato. Tu non sei uno stronzo" IN pratica mi disse che la politica non poteva essere la mia strada.
Tu ora mi scrivi la stessa cosa. Si vede che questo difetto si nota parecchio.....solo che io, malgrado tutto, non lo considero un difettto.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


"Si possono beffare tutte le persone per alcuni periodi di tempo e alcune persone per tutto il tempo, ma non si possono beffare tutte le persone per tutto il tempo". Abramo Lincoln


Rino Formica, che a lungo fu tra i leader del Partito socialista, ebbe a usare terminologie ancora più dure sulla politica.
Purtroppo lo è, perché quello che dovrebbe essere (l'ideale) può servire sicuramente come fonte di ispirazione, ma se si perde il contatto con quello che è, con la realtà, i risultati non sono buoni. In pratica quando cammina (così come nel percorso politico), una persona deve guardare avanti (tenere presenti convinzioni ed ideali) ed allo stesso tempo dove mette i piedi (mantenere il contatto con la realtà). Se fa solo la prima cosa, può cadere rovinosamente, se fa solo la seconda non saprà mai dove sta andando e finirà per perdersi.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)


Suvvia, questo post è un concentrato di superficialità.
Serve solo ad autodefinirsi bravi e darsi le pacche sulle spalle, ma non tocca (tra gli altri) due aspetti decisivi della questione politica moderna:
1) la divisione della società secondo le categorie marxiste; che è sempre valida, ci mancherebbe, ma è stata superata dalla politica contemporanea. Oggi c'è solo un pensiero dominante - quello liberale - declinato in varie forme. Per cui sarebbe più giusto dire che la sinistra è scomparsa ed esistono la sinistra della destra e la destra.
2) la complessità del pensiero politico: schematizzare come individualista e quindi non solidale il pensiero liberale è semplice, lo faccio spesso anche io, ma non è corretto. Pensa ad esempio al cattolicesimo liberale di una buona fetta della DC. Così come esiste un collettivismo, declinato in chiave nazionale ma non contrapposto alle altre nazioni, che è difficile da catalogare integralmente come "sinistra".
A mio avviso inizi una strada e poi ti fermi senza andare fino in fondo, perché è molto più comodo e strumentale usare le solite dicotomie politiche e le solite key-words da marketing politico (razzismo in questo caso, altre volte fascismo).
Prima di parlare di destra e sinistra, forse è meglio definirle bene.
We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate
(Frank McKinney Hubbard)






l'Ucraina e' stata il granaio d'Europa per secoli , solo i Bolscevichi potevano riuscire a farci morire la gente di fame


E’ sull’inizio del tuo post che potrei discutere a lungo. Intanto perché so benissimo che la vita ti costringe a occuparti della parte materiale, e io lo faccio da sempre e penso anche abbastanza bene (oppure sono stato fortunato) visto che riesco a vivere decentemente, che non vuol dire da ricchi.
Lo so benissimo ma non mi interessa: ho un figlio che con il mio steso lavoro è diventato davvero ricco. E dal suo punto di vista mi guarda come fossi un incapace. Dal suo punto di vista però, perché lui non riesce a capire che si può anche non desiderare di diventare ricchi magari trascurando l’affetto della moglie, il piacere di una spedizione in India o una buona lettura anche se è martedi alle 10,30, orario solitamente di lavoro.
Però il non avere l'avidità materiale come bussola per navigare nella vita mi ha consentito di coltivare la mente, e così facendo sono riuscito, anzi riesco, a capire chi fra i politici mi prende per il culo. Nel senso che mi promette una cosa sapendo benissimo che non potrà esaudirla.
Io non faccio voli pindarici. So benissimo come sia difficile impostare una società comunista, anzi anche semplicemente socialista. Lo può fare la Cina, tra il digrignar di denti occidentale, perché è un potenza di 1.5 miliardi di abitanti. Ma so anche benissimo che questo capitalismo ucciderà il pianeta dopo aver fatto soffrire la gente comune, come fa da secoli
A me non frega niente se la meloni e salvini raccolgono consensi dicendo alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire, a me interessa portare avanti un’idea. Quella di Marx, che dice, in parole povere “non ci sono differenze, nasciamo tutti per lo stesso miracolo. E allora non ci devono essere persone che gettano i miliardi dal balcone e altre che non riescono a mangiare tre volte al giorno. E siccome invece è così, allora bisogna lottare perché un mondo così fatto venga cambiato”. Quando? Non lo so, importante che ci sia sempre chi porterà avanti questa fiammella di speranza.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


be, il tuo post sarà magari un concentrato di profondità ma a me non mi trova d'accordo nemmeno nella punteggiatura. Mi spiace. Quando vorrai, per non tediare gli altri, ci confronteremo sul tema che tu hai indicato "Prima di parlare di destra e sinistra, forse è meglio definirle bene."
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky