@Rachel Walling mi ha preceduto: ogni persona è una storia a sé stante. Ti potrei raccontare la mia storia, ma non servirebbe niente alla persona di cui stai parlando.


@Rachel Walling mi ha preceduto: ogni persona è una storia a sé stante. Ti potrei raccontare la mia storia, ma non servirebbe niente alla persona di cui stai parlando.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Perché per criticarlo bisognerebbe conoscere:
- qual’è il farmaco in questione
- qual’è esattamente la forma di depressione di cui soffre il paziente
- quanto pesa il paziente
- età del paziente
- da quanto ha iniziato il trattamento
- che dose assumeva prima dell’ aggiustamento terapeutico
- se prende altri farmaci
- se la depressione è controllata o meno




Sintetizzando: da quando avevo 19 anni ho sofferto di attacchi di panico, dopo la nascita della mia prima figlia si è aggiunta la depressione (in realtà ero sempre stata depressa, ma somatizzavo con il panico). Ho perso 10 kg, diventando praticamente uno scricciolo, quindi ho deciso di andare in terapia. Il mio psicanalista, laureato in medicina e specializzato in neurologia, mi ha prescritto ansiolitici e antidepressivi. Li ho presi per anni, poi gradualmente li ho scalati e smessi.
Anni dopo arieccoce: terapia, ansiolitici e antidepressivi per un altro paio d'anni.
Ora sto discretamente, ma so che se dovessi avere campanelli di allarme non esisterei a farmeli prescrivere di nuovo. Terapia basta, perché ho sviscerato e analizzato tutta la mia vita, quindi se qualcosa non è venuto fuori finora non verrà mai fuori.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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