
Originariamente Scritto da
serafino
perché si fanno entrare così tanti zucconi nelle nostre università...? Forse perché,
diminuendo i giovani (e le matricole), se cominci a fare troppo gli schizzinosi, tu professore, potresti essere il prossimo che finisci a
spasso...
Esistono dei paesi, uno di questi è la
finlandia, in cui lo stato, anno per anno, dice che ...
... In altre parole, appena terminati gli esami di maturità (che si fanno a marzo), gli aspiranti universitari si riposano 3 mesi. Poi alla fine di settembre fanno gli
esami di ammissione per le università, che sono
tutte, ma proprio tutte, a
numero chiuso. Nell'arco (mi pare) di 2 mesi di continui esami, il candidato sostiene, poniamo 3 esami di matematica (in giorni diversi), 3 esami di chimica, 3 esami della sua lingua, 3 esami di inglese, etc, etc... Alla fine dell'esame, ogni compito viene
fotocopiato in loco, e l'originale viene
imbustato, sulla busta ci si mette un
barcode e, via posta, viene mandato a correggere ad un professore distante, magari,
700 km, ogni compito prende
una strada diversa, se siete in 50 in quella stanza, i 50 elaborati prenderanno
50 strade diverse. Dopo tot. Giorni, ti ritorna in dietro il voto assegnato.
E' una costa molto laboriosa, e molto costosa. Ma è enormemente
meno costosa dei milioni di matricole (invornite) che entrano nei nostri atenei, e
si perdono per strada, rimettendoci soldi loro, e facendo investire sul
cavallo sbagliato al nostro stato bananifero. E quelli che entrano, hanno due caratteristiche:
- sono fatti per lo studio: Le decine di esami a raffica, hanno selezionato i migliori, in assoluto, per quell'annata
- la matricola i medicina che riesce ad entrare, sa che il posto in corsia è là che lo aspetta. Perché ne sono stati infornati quelli che servono, e non di più
- i posti letto nei collage degli studenti bastano per tutti. Con la politica: Astenersi i perdigiorno, di spazio ce ne è a bizzeffe
- lo studente che ha dimostrato di essere meritevole, riceve pure un pre-salario, che dovrà restituire quando inizierà a lavorare. Ma solo in parte, qualcosa gli arriva a fondo perduto
- e poi c'è la cosa più importante di tutte: Il figlio del primario (uscito fuori scemo), non riesce più a prendre la cadrega del papà: Ovvero non ammazza più nessuno
- se in finlandia dici che sei un insegnante, tutti hanno grande rispetto di te: Sanno che sei uno con due €oglioni così (e hai anche stipendi migliori)
... Io sono sicuro che, fatto 'x' la cifra di denaro che la nostra penisola bananifera sta spendendo in questo momento per l'istruzione universitaria, se impiegassimo lo stesso identico loro sistema, a conti fatti, verremo a spendere (complessivamente) molto di meno.
C'è un solo problema: Al
selezione dei migliori, la dovremmo far fare direttamente a loro, nel
palazzetto di helsinki, o in quello di babbo natale...
(*) una cosa del genere, se messa in mano nostra, diverrebbe subito la maniera di segare (sul nascere) le gambe ai non immanicati...
*) vai a fare un discorso del genere ad un universitario italiano: Quasi sicuramente ti scodellerà la sacralità del diritto allo studio (magari poltrendo), che in questo modo sarebbe una scuola elitaria (ed invece, sarebbe esattamente il contrario, un vero ascensore sociale...), e tanti altri discorsi del genere...